Premio per saggi brevi sulla storia dell’emigrazione veneta. Seconda edizione del bando

Scade il 16 settembre il bando di concorso indetto dalla Regione del Veneto per saggi scientifici brevi, inediti e originali, sulla storia dell’emigrazione veneta (seconda edizione).

La partecipazione è riservata a giovani studiosi di qualsiasi nazionalità, con età compresa tra i 18 e i 35 anni.

Per prendere parte al concorso dovrà essere presentato un elaborato sulla storia dell’emigrazione dal Veneto dal XIX secolo ai giorni nostri e sui suoi esiti di breve o lungo periodo, nei luoghi di partenza e di arrivo, in ambito sociale, culturale, politico ed economico.

I lavori non devono superare i 60.000 caratteri (spazi inclusi), compresi di apparati e note, accompagnati da non più di dieci immagini di buona qualità, corredate da didascalie e referenze adeguate.

I saggi dovranno essere redatti in lingua italiana oppure inglese, spagnola, portoghese o francese.

Al vincitore verrà assegnato un premio di 3mila euro. La giuria tecnica proporrà inoltre la pubblicazione dell’elaborato, previa peer review, nella lingua originale, nella rivista scientifica “Quaderni veneti”.

Tutti i dettagli e il bando completo sono disponibili sul sito: bandi.regione.veneto.it.

Incontri informativi per italiani nel Regno Unito. Il 23 aprile nuovo appuntamento con DottoreLondon

Quinto appuntamento con gli incontri informativi organizzati da DottoreLondon a favore della comunità italiana residente nel Regno Unito

Martedì 23 aprile è in programma un evento gratuito in cui si parlerà di allergie e intolleranze.

Appuntamento nella sede del Consolato Generale d’Italia a Londra alle 18.00.

Dopo i saluti delle autorità, previsto l’intervento su “Quando il problema riguarda la pancia: il parere del gastroenterologo”, a cura di Giovanni Tritto; seguiranno: “Il ruolo della dieta”, di Francesca Onori; “Allergie nell’adulto e nel bambino: quando andare dall’otorino”, di Chiara Cerovac; e “Quando il problema riguarda la pelle: il parere della dermatologa”, di Sara Pruneddu.

In chiusura, una sessione di domande e risposte.

Registrazione per partecipare QUI.

“L’italiano come lingua d’origine a Londra: uno studio etnografico”. Il 10 maggio la presentazione della ricerca

Verrà presentata il 10 maggio, presso il Consolato Generale d’Italia a Londra, la ricerca “L’italiano come lingua d’origine a Londra: uno studio etnografico”, tesi di dottorato sul mantenimento e l’apprendimento dell’italiano come lingua d’origine.

L’evento, patrocinato dal Comites Londra, prenderà il via alle ore 18.00.

La ricerca, condotta alla University of Essex e finanziata da Arts and Humanities Research Council, esplora il tema del mantenimento e dell’apprendimento delle lingue d’origine nell’Inghilterra post-Brexit e post-pandemia attraverso uno studio etnografico nella comunità italiana a Londra.

Alla prima fase dello studio hanno partecipato 97 famiglie d’origine italiana con figli in età da scuola primaria.

«I risultati – anticipa il Comites – mettono in luce il fondamentale ruolo dei bambini nell’influenzare l’ecologia linguistica della famiglia e l’importanza di creare una struttura a supporto del mantenimento dell’italiano in quanto la famiglia come unità sociale non può essere considerata la sola responsabile per la trasmissione dell’italiano e delle lingue d’origine in generale».

«In quanto di interesse per la nostra comunità – spiega ancora il Comitato – verranno presentati i risultati riguardanti: le politiche linguistiche in famiglia e le sfide nella trasmissione della lingua italiana; la didattica dell’italiano come lingua d’origine e la formazione degli insegnanti; le politiche linguistiche ed educative promosse dagli enti/scuole complementari».

Per tutti i dettagli sull’iniziativa si rimanda al sito: www.comiteslondra.info.

Elezioni europee. Sul sito della Camera il “Manuale elettorale 2024″

Online, sul sito della Camera dei Deputati, il “Manuale elettorale 2024 – Verso le elezioni europee”.

La documentazione, a cura del Servizio Studi, raccoglie le norme fondamentali e un’esposizione degli elementi essenziali riguardanti l’elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia: il sistema di voto, la disciplina della campagna elettorale e dei finanziamenti a partiti e candidati.

Per la consultazione: temi.camera.it.

Quando sapevamo come far rientrare gli emigranti

«Una iniziativa concreta e pionieristica dalla provincia di Belluno». La presentava così, nel 1967, il notiziario Selezione del Centro Studi Emigrazione di Roma1. Di più. La rivista degli Scalabriniani2 sottolineava come il percorso che il nostro territorio si accingeva a percorrere rappresentasse un «discorso che va assolutamente allargato». Un discorso, aggiungeva, «che occorre, in Italia, finalmente far uscire dal vago».

Di cosa si trattava? Di un’operazione per il rientro programmato degli emigranti. Ecco l’annuncio di Selezione: «Una provincia tradizionalmente emigratoria dell’Italia settentrionale, con larghe sacche di depressione economica, ha annunciato la realizzazione, entro il prossimo anno, di una iniziativa che potrebbe costituire un esempio significativo, se non addirittura una sfida, a tante altre provincie italiane interessate al fenomeno emigratorio: il ritorno programmato entro il 1968 di oltre 500 emigrati bellunesi all’estero».

Regista del piano era l’Associazione Industriali di Belluno, in collaborazione con la “nostra” Abm, all’epoca Associazione Emigranti Bellunesi, costituitasi da un anno.

Gli Industriali anticipavano la volontà di creare, entro la primavera del 1968, cinquecentotrenta nuovi posti di lavoro in otto comuni del Bellunese: Alano, Feltre, Longarone, Mel, Santa Giustina, Ospitale, Ponte nelle Alpi e Trichiana. Posti da riservare a bellunesi all’estero interessati a rioccuparsi in provincia.

Come raggiungere questi emigranti per fargli valutare la proposta di rimpatrio? Tramite l’Aeb, impegnatasi a pubblicare sul mensile “Bellunesi nel mondo” una scheda di prenotazione appositamente predisposta, scheda che i lettori (all’epoca 22mila, presenti in quattordici Paesi europei, diciotto delle Americhe, venticinque dell’Africa, undici dell’Asia, in Australia e in Nuova Zelanda) avrebbero potuto ritagliare, compilare e rispedire a Belluno.

Quali le occupazioni disponibili?

Cento ad Alano (cinquanta per uomini e cinquanta per donne) nei comparti della meccanica generale e dell’elettromeccanica (aggiustatori meccanici, tornitori, fresatori, alesatori, trapanisti), degli alimentari (confezionatori, inscatolatori, addetti alla preparazione dei cibi) e della maglieria (telaisti, addetti ai telai rettilinei, montapettini, cucitori, addetti al taglio, addetti alla confezione di parti staccate, addetti alle macchine rimagliatrici).

Cinquanta a Feltre, nel tessile e nella filatura, tutti per donne che, in possesso di cognizioni generali di tessitura e conduzione di telai meccanici, fossero disposte a lavorare in qualità di molatrici di carde, filatrici, registratrici, aggiustapettini, addette ai battitoi, spolatrici, ribobinatrici.

Centocinquanta a Longarone (settanta uomini e ottanta donne), per addetti al montaggio e avvolgimento di elementi elettrici, addetti a operazioni di collegamento fili elettrici e relativa saldatura a goccia, bobinatori (settori: meccanica, elettromeccanica, produzione condensatori); tessitori e conduttori di telai meccanici, molatori, filatori, registratori, aggiustapettini, addetti ai battitori, spolatori, ribobinatori (tessile e filatura); scalpellini, segatori di marmo, fresatori (lavorazione del marmo e dei materiali lapidei). Inoltre, per lavorazioni ausiliarie: elettricisti, periti tessili, conduttori di caldaie a vapore.

Cinquanta uomini potevano trovare impiego a Mel come aggiustatori meccanici, tornitori, saldatori, fresatori, alesatori, trapanisti, avvolgitori, bobinatori e montatori di avvolgimenti, periti elettromeccanici, elettricisti e conduttori di caldaie.

A Ospitale i posti (tutti per uomini) erano quaranta, nei comparti cartotecnico e siderurgico. Figure richieste: conduttori di macchine stampatrici, conduttori di rotative, addetti alle taglierine, pressatori, imballatori, gruisti, addetti ai ponti gru, addetti ai forni, temperatori.

Ponte nelle Alpi poteva dare lavoro a venti uomini nella carpenteria in ferro, tra aggiustatori meccanici, fabbri, elettricisti, saldatori a gas ed elettrico, verniciatori.

A Santa Giustina la ricerca di personale riguardava l’ambito della produzione di carta e cartone. La domanda era di cinquanta uomini, addetti alla cottura del legno, conduttori di sminuzzatrici, addetti ai forni, conduttori di scortecciatrici, addetti agli sfibratori.

Trichiana, infine, aveva spazio per settanta operai (uomini) qualificati per operare nella ceramica (colatori e rifinitori, riparatori delle forme in gesso, verniciatori a spruzzo di smalto bianco, addetti ai forni continui) e nei manufatti in cemento (cementisti, gabbisti, impastatori).

Tutti posti, quelli elencati, che – garantiva l’Associazione Industriali – erano sicuri e, anzi, suscettibili di ulteriore aumento, data la costruzione e l’entrata in produzione, in quel periodo, di diversi complessi produttivi.

«L’iniziativa che è stata lanciata – concludeva il Centro Studi Emigrazione – apre una nuova speranza. La speranza che altre provincie, sotto l’impulso di responsabili e dinamiche Associazioni professionali, promuovano iniziative similari a quella di Belluno, dimostrando agli scettici che è possibile, qualora seriamente lo si persegua, raggiungere l’obiettivo di utilizzare le qualifiche acquisite dai nostri emigranti all’estero, facendoli attivamente e direttamente partecipare, sul piano della programmazione economica locale, allo sviluppo delle zone di origine».

Un tema che suona più che mai attuale, anche oggi, a quasi sessant’anni di distanza.

1 Anno III, numero 23, 1 maggio 1967.

2 Il Centro Studi Emigrazione di Roma è un’istituzione con finalità culturali avviata nel 1963 dai Missionari di San Carlo, congregazione fondata a Piacenza dal vescovo Giovanni Battista Scalabrini (1839-1905).

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