Spagna. La Scuola Statale Italiana di Madrid cerca insegnanti

SOSTIENI L’ASSOCIAZIONE BELLUNESI NEL MONDO. DIVENTA SOCIO

La Scuola Statale Italiana di Madrid ha indetto delle procedure di selezione per l’individuazione di personale docente. Nello specifico, le materie in cui si cercano insegnanti sono:

  • “Lingua e Cultura inglese” per la scuola secondaria di 2º grado (Liceo)
  • “Lingua inglese” per la scuola secondaria di 1º grado (Media) 
  • “Scienze motorie e sportive” per la scuola secondaria di 1º grado
  • “Discipline letterarie e latino” nella scuola secondaria di 2º grado
  • “Italiano, Storia e Geografia” nella scuola secondaria di 1º grado

I posti sono a tempo determinato con contratto locale. 

La candidature dovranno essere inviate entro il 23 agosto 2021.

Tutti i dettagli e gli specifici bandi sono disponibili sul sito dell’Ambasciata d’Italia a Madrid: ambmadrid.esteri.it.

Passaporti e carte d’identità: nuovi appuntamenti al Consolato d’Italia a Ginevra

SOSTIENI L’ASSOCIAZIONE BELLUNESI NEL MONDO. DIVENTA SOCIO

«Si informa che da lunedì 2 agosto saranno pubblicate le nuove date per gli appuntamenti per passaporti e carte di identità». Lo comunica ai connazionali il Consolato Generale d’Italia a Ginevra. 

«Le nuove date – precisa il Consolato – andranno dal 1° settembre al 31 ottobre».

Per maggiori informazioni si rimanda al sito: consginevra.esteri.it.

26. Grazie al progetto “Se-dico giovani” e la collaborazione di don Sandro e don Mirko l’Associazione Bellunesi nel Mondo pronta a digitalizzare l’archivio parrocchiale di Sedico

Da sinistra don Mirko, don Sandro, Michele, Sara, Gaia, Elias e Marco Crepaz.

Sarà un lavoro lungo e certosino, ma l’entusiasmo e la voglia di mettersi in gioco non mancano a Sara, Gaia, Michele ed Elias. Quattro giovani sedicensi, che hanno aderito al progetto del Comune di Sedico “Se-dico giovani”, con il coordinamento della vice sindaca Gioia Sacchet. Un progetto che vede anche la collaborazione dell’Associazione Bellunesi nel Mondo e che, a sua volta, ha proposto ai ragazzi la digitalizzazione dei registri parrocchiali della parrocchia di Sedico.

Tutti i dati saranno riversati nella sezione “Cerca il tuo avo”, presente nel portale www.centrostudialetheia.it, la piattaforma on line dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, che vuole preservare, conservare e rendere fruibile il patrimonio dell’emigrazione bellunese.

Uno dei registri della parrocchia di Sedico.

«L’obiettivo del database “Cerca il tuo avo” – le parole del presidente Abm Oscar De Bona – è quello di permettere ai nostri discendenti bellunesi di scoprire le proprie origini, cercando appunto nomi, cognomi e date di nascita dei loro avi».
Ovviamente tutti questi dati sono presenti nei registri delle parrocchie bellunesi. Il problema subentra se l’avo interessato è nato prima dell’Unità d’Italia. In questo caso l’unica possibilità di trovarlo è, appunto, cercare nelle parrocchie. Ricerca non semplice, soprattutto se si vive a decine di migliaia di chilometri di distanza.

Da sinistra don Mirko, don Sandro, Michele, Sara, Gaia, Elias e Gioia Sacchet.

«Ringrazio i parroci don Sandro e don Mirko per permettere la digitalizzazione dei propri registri e Gioia Sacchet per averci coinvolto in questo progetto che vuole rendere attivi e responsabili i nostri giovani».

E proprio Sara, Gaia, Michele ed Elias “armati” di portatile hanno iniziato a caricare i dati. Non prima di aver fatto un mini corso formativo con il direttore dell’Associazione Bellunesi nel Mondo Marco Crepaz, che sarà sempre pronto a supportarli.

Da sinistra Michele, Sara, Gaia, don Mircko, Elias e don Sandro

«Questo sarà il primo registro parrocchiale completamente digitalizzato che si potrà interrogare dal sito Centrostudialetheia.it – conclude De Bona – ma la nostra volontà è digitalizzare tutti i registri delle parrocchie bellunesi».

Per questo motivo l’Abm sta cercando volontari che si mettano a disposizione, oltre ovviamente al benestare dei titolari dei registri. Per maggiori informazioni: aletheia@bellunesinelmondo.it

25. L’Abm ai funerali di Flavio Cadorin, presidente delle Acli bellunesi. De Bona: «Lo ricorderemo in occasione del premio internazionale “Bellunesi che onorano la provincia di Belluno in Italia e all’estero»

SOSTIENI L’ASSOCIAZIONE BELLUNESI NEL MONDO. DIVENTA SOCIO

Flavio Cadorin

Martedì 20 luglio era presente anche il gonfalone dell’Associazione Bellunesi nel Mondo ai funerali di Flavio Cadorin, presidente delle Acli Bellunesi. E non poteva essere altrimenti dato il legame che da sempre unisce l’Abm alle Acli e, non da ultimo al suo presidente. Una figura, quella di Flavio, che si è spesa per questa storica associazione. Una persona, che ha vissuto appieno l’emigrazione.

«Siamo davvero dispiaciuti per la sua “partenza” – le parole del presidente Abm Oscar De Bona – Flavio ci aveva supportato in occasione del 50° anniversario del “Viale delle lampade spente”, commemorazione realizzata proprio a San Gregorio nelle Alpi».
Flavio credeva nelle Acli e soprattutto nei giovani. «Ricordo le volte che è stato intervistato a Radio ABM. Metteva sempre in primo piano i giovani e di come le Acli dovevano investire su di loro».

Nell’omelia don Anselmo Recchia ha descritto il suo vissuto: «Flavio era un emigrante. E lo è stato per tutta la vita. Un vero nomade. Ha girato il mondo con la sua professionalità e, una volta rientrato, si è messo a disposizione della sua comunità».

«Lo ricorderemo in occasione del premio internazionale “Bellunesi che onorano la provincia di Belluno in Italia e all’estero” – conclude De Bona – persone come Flavio non devono essere di certo dimenticate».

Francesco Dazzi: «Sono cresciuto in Alpago, una conca magica»

SOSTIENI L’ASSOCIAZIONE BELLUNESI NEL MONDO. DIVENTA SOCIO

Francesco Dazzi

Questa è la storia di Francesco Dazzi, membro di Bellunoradici.net, il social network dell’Associazione Bellunesi nel Mondo,

Mi chiamo Francesco Dazzi, ho 45 anni e sono un bellunese purosangue da molte generazioni. Sono cresciuto in Alpago, una conca magica che offre paesaggi naturali suggestivi come le Prealpi bellunesi, il lago di Santa Croce e la foresta del Cansiglio. Fin da piccolo ho sempre avuto il vizietto del “perché”.

Ebbene sì, ero uno di quei bimbi che chiedeva il perché di ogni cosa. Questa mia caratteristica mi ha sempre accompagnato e ha influenzato fortemente sia il mio percorso educativo, sia la mia carriera professionale. Dopo aver frequentato il liceo scientifico “G. Galilei” di Belluno, mi sono laureato in Fisica (specializzazione cibernetico-elettronica) all’Università degli Studi di Padova. Dopo gli studi ho iniziato a lavorare a Padova, prima nell’industria delle telecomunicazioni e poi nel settore scientifico e accademico. In parallelo, ho continuato il mio percorso educativo conseguendo il dottorato in Matematica e Fisica all’Università degli Studi di Udine. Successivamente, ho acquisito l’Abilitazione Scientifica Nazionale (abilitazione allo svolgimento della professione di professore associato rilasciata dal Ministero dell’Istruzione Italiano) e la certificazione CSEP (Certified Systems Engineering Professional) rilasciata da INCOSE (International Council on Systems Engineering).

La maggior parte della mia carriera professionale è stata dedicata alla costruzione di telescopi basati a terra e alla gestione tecnica di progetti scientifici. Attualmente sono senior systems engineer al Cherenvok Telescope Array Observatory, un’organizzazione no-profit che ha l’obiettivo di costruire il più grande osservatorio astronomico al mondo per la gamma astronomia. Sono direttore tecnico di AISE (Associazione Italiana di Systems Engineering) e anche membro dell’INCOSE Institute for Technical Leadership. Coopero con vari gruppi di lavoro internazionali per la promozione dell’integrazione tra project management e systems engineering, e per lo studio dei sistemi complessi. Conto circa 200 pubblicazioni tra articoli su riviste e atti a conferenze.

La valigia è sempre stata una fedele compagna, perché nonostante mi sia trasferito per alcuni anni in Germania e abbia anche trascorso molto tempo alle Isole Canarie (Spagna), sito d’installazione di alcuni telescopi, ogni occasione è stata buona per ritornare alla amata terra d’origine.

Secondo te la tua professione potrebbe avere sbocchi nel Bellunese?
Ho svolto diverse professioni, come il systems engineer, ricercatore, tecnologo e project manager. A parte quest’ultima, che è una professione diffusa, ma spesso improvvisata, le altre sono poco diffuse. Queste professioni sono presenti quasi esclusivamente nei settori accademico-scientifico, aerospaziale e difesa, però sono in forte aumento soprattutto nella piccola e media impresa. È probabile che anche l’impresa bellunese si adatti a questo trend e cominci a investire in queste figure professionali per rimanere competitiva.

l Bellunese è colpito dallo spopolamento. Che carte deve giocare la provincia di Belluno per invertire questo processo?
Una volta laureati, molti giovani bellunesi trovano un’occupazione nelle zone limitrofe alle università. Immagino che molti di essi rientrerebbero nel Bellunese se fosse offerta loro un’opportunità lavorativa. Un’idea potrebbe essere quella di incentivare maggiormente le aziende bellunesi all’assunzione di neolaureati.
Il telelavoro è in forte espansione e potrebbe essere importante investire nelle infrastrutture telematiche per permettere ai bellunesi di lavorare efficientemente da casa. Inoltre, molte zone del Bellunese hanno un alto valore di vivibilità, quindi potrebbero attrarre tutte quelle persone che possono lavorare da remoto e che vogliono allontanarsi dal caos della città.
Il Bellunese è una zona montana, poco connessa, che ha difficoltà logistiche. A lungo termine, un’iniziativa che potrebbe valorizzarla è lo sviluppo dell’asse Venezia – Monaco di Baviera. Connettere il Bellunese alla Baviera significherebbe accedere a una delle industrie più importanti e attive d’Europa, sede di molte organizzazioni di livello internazionale.

Un consiglio a un giovane che sta cercando di comprendere cosa fare della propria vita.
Secondo il mio punto di vista l’obiettivo di vita va scelto in base alle proprie passioni, mentre la pianificazione del suo raggiungimento va fatta con raziocinio e lungimiranza. Un esercizio utile è quello di elencare le proprie passioni e per ognuna individuare i potenziali obiettivi. Per ogni obiettivo si deve stimare l’appagamento o importanza personale, la fattibilità, i vantaggi e gli svantaggi. La valutazione dell’importanza va fatta seguendo il cuore, mentre il resto dovrebbe essere studiato in maniera analitica e sistematica. Questo è un semplice processo decisionale, che spesso pratichiamo inconsciamente, ma diventa più efficace e tracciabile nel tempo quando scritto e fatto con metodo.

Un consiglio a un genitore che sta cercando di comprendere cosa farà suo figlio della propria vita.
La probabilità di trovare un vestito che piaccia è più alta in un negozio con cento vestiti, che in un negozio che ne esponga soltanto uno. Lo stesso vale per le scelte di vita. Più il genitore fa provare diverse situazioni al figlio, maggiore sarà la possibilità che il figlio faccia la scelta che più lo stimola e appaga. Il genitore deve essere un continuo generatore di situazioni nuove da far sperimentare al figlio in totale sicurezza. Il genitore non dovrebbe influenzare il processo decisionale del figlio, se non espressamente richiesto dal figlio in forma di consiglio.

Cosa può fare l’Italia per tornare a essere competitiva?
Lo stereotipo dell’italiano è quello di una persona creativa, che ama la bellezza, che sa adattarsi, e sa risolvere i problemi. Queste sono caratteristiche fondamentali che potrebbero portare l’Italia ad essere un Paese leader nel mercato dell’innovazione e nella fornitura di prodotti e servizi di alta qualità. Vanno però migliorati il senso civico e la consapevolezza che ogni individuo ha un ruolo importante all’interno della società. I concetti di favoritismo e clientelismo vanno debellati attraverso dei programmi educativi rinnovati che rafforzino l’etica, favoriscano il gioco di squadra e valorizzino l’individuo come anello fondante di una società dove i ruoli vengono assegnati in base alle competenze.

Premio giornalistico “Bepi Zanfron”. Quarta edizione dedicata all’emigrazione

SOSTIENI L’ASSOCIAZIONE BELLUNESI NEL MONDO. DIVENTA SOCIO

Bepi Zanfron

Sarà dedicata all’emigrazione italiana la quarta edizione del premio giornalistico intitolato alla memoria di Giuseppe “Bepi” Zanfon, organizzato da Assostampa Belluno e Sindacato Giornalisti del Veneto con il contributo del Consorzio dei Comuni del Bacino Imbrifero Montano del Piave appartenenti alla Provincia di Belluno, che come da tradizione vedrà la sua cerimonia di premiazione a Longarone nel mese di ottobre.

Dopo il dissesto idrogeologico e lo sport, quest’anno ad essere premiati saranno infatti i servizi giornalistici che con foto o riprese video avranno saputo raccontare al meglio storie di emigrazione italiana, odierne o del passato.

Bepi Zanfron, il cui nome è indissolubilmente legato agli scatti del Vajont, è stato un professionista che ha raccontato con le sue fotografie innumerevoli pagine di vita e di cronaca quotidiana; fondamentale per ricordare la storia dei nostri emigranti la sua collaborazione con l’Associazione Bellunesi nel Mondo, per la quale realizzò centinaia di scatti di emigranti bellunesi in tutto il pianeta.

Novità anche per quanto riguarda le premiazioni finali: da quest’anno, saranno infatti tre i lavori premiati, che verranno raccolti in un’unica graduatoria finale, superando così le divisioni in sezioni tra carta stampata, web e televisione.

I lavori, andati in onda o messi online tra il 1 gennaio 2019 e il 30 giugno 2021, potranno essere inviati dagli stessi autori, dai direttori delle testate o dai capiredattori entro le ore 12.00 del 2 ottobre 2021, insieme ad un breve curriculum professionale, all’indirizzo premiozanfron@sindacatogiornalistiveneto.it

La premiazione si svolgerà il prossimo 23 ottobre 2021, nella Sala Consiliare del Municipio di Longarone, all’interno delle manifestazioni per il 58. anniversario della tragedia del Vajont; solamente in quell’occasione saranno svelati i nomi della terna finalista e del vincitore.

Open chat
1
Ciao, come possiamo aiutarti?
Design by DiviMania | Made with ♥ in WordPress