Valorizzazione delle falesie del Nevegal. L’Amministrazione comunale incontra alcune associazioni del Colle

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Valorizzare le falesie già conosciute e recuperare ambientalmente e sportivamente quelle meno note, con la collaborazione delle associazioni e dei comuni del comprensorio del Nevegal: questo il tema che ha visto confrontarsi nei giorni scorsi l’amministrazione comunale di Belluno con alcune associazioni del Colle, il Soccorso Alpino e il CAI.

«L’intero comprensorio del Nevegal è ricco di falesie: – spiega l’assessore allo sport del Comune di Belluno, Marco Bogo – molte sono già note agli appassionati, come quella in località Faverghera poco dopo il ristorante La Casera, o a Soccher nel territorio di Ponte nelle Alpi; altre però – come quelle di Ronce a Belluno, Laste e Ceresera a Limana, Polpet a Ponte nelle Alpi – sono ancora poco conosciute oppure hanno bisogno di interventi di sistemazione e pulizia prima di poter essere rese accessibili al popolo degli appassionati di arrampicata».

Per questo, ci si è confrontati con le associazioni per individuare quali possano essere le falesie di interesse su cui intervenire; importante poi per il profilo della sicurezza il ruolo del Soccorso Alpino e del CAI.

«Si tratta di un’idea che vuole coinvolgere i tre comuni del comprensorio del Nevegal in un’operazione turistica, sportiva e ambientale. – continua Bogo – Vogliamo ampliare l’offerta che il Colle può offrire ai suoi visitatori; è necessario che ci sia un piano di sviluppo preciso, a medio-lungo termine, con il coinvolgimento non solo delle associazioni, ma anche del consorzio turistico e degli operatori locali, in modo che l’intervento non sia solo un semplice ripristino, ma una valorizzazione completa che possa anche continuare negli anni».

Al termine di questo incontro, c’è stata poi l’occasione per fare il punto – assieme all’assessore alle manutenzioni Biagio Giannone – sulla giornata di pulizia dei sentieri che una decina di giorni fa aveva impegnato per tutta la giornata numerosi volontari. Visto i buoni risultati ottenuti, ci si è impegnati a riproporre già prossimamente una nuova iniziativa di questo tipo.

Coronavirus. Aggiornamenti dal Guatemala

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Al fine di contenere la diffusione del COVID-19, le autorità locali hanno disposto le seguenti misure: dalle ore 18.00 del 13 luglio fino alle ore 5.00 del 27 luglio restrizione totale alla circolazione tra Dipartimenti del Paese, ad eccezione di trasporto sanitario, trasporto di generi alimentari, trasporto di valori e combustibile.

Sabato 18 luglio e sabato 25 luglio le predette restrizioni inizieranno alle ore 14.00 e si prolungheranno fino alle ore 05.00 dei successivi lunedì. Domenica 19 luglio e domenica 26 luglio sarà in vigore coprifuoco h24-su tutto il territorio guatemalteco.
Dal 13 luglio fino al 27 luglio nei dipartimenti di Guatemala, Sacatepequez, Escuintla, Suchitepequez, Quetzaltenango, Izabal, El Progreso, Zacapa e Santa Rosa la circolazione nei predetti orari e’ consentita a targhe alterne (13, 15 17, 21, 23, 25 luglio veicoli con targhe che terminano con numero dispari; 14, 16, 18, 20, 22, 24 luglio  veicoli con targhe che terminano con numero pari).

Sono vietati tutti gli eventi sportivi, culturali e sociali. Sono sospesi gli eventi religiosi che richiedono la presenza di persone ed è stata disposta la chiusura delle attività scolastiche e delle università. Sono aperti i mercati ed  supermercati dalle ore 06.00 alle ore 16.00. Tutti i centri commerciali, i ristoranti, pub ed i club sono chiusi. I ristoranti possono lavorare solo per consegna a domicilio, senza consumazione in loco. Le attività principali, come banche, stazioni di servizio, farmacie e supermercati, sono aperte nei giorni in cui non e’ imposta la restrizione totale.

È obbligatorio l’uso delle mascherine e il rispetto del distanziamento sociale di 1,5 metri negli spazi pubblici. I trasgressori sono passibili di multe e potrebbero incorrere in accuse di natura civile o penale. Le persone di età superiore ai 60 anni, le donne incinte e i bambini, così come le persone con rischi per la salute non possono circolare nel paese. Per maggiori informazioni, consultare il sito web del locale Ministero della Salute https://www.mspas.gob.gt/index.php/noticias/comunicados/itemlist/category/11-coronavirus-2019-ncov?limitstart=0

Fonte: www.viaggiaresicuri.it

54.426. Sono i bellunesi iscritti all’Aire

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bellunesi nel mondo

Cresce l’Aire. I bellunesi (ufficialmente) nel mondo al 31 dicembre 2019 sono 54.426. Questo il dato che emerge dall’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero, il registro istituito nel 1988 per tenere traccia dei cittadini italiani che risiedono al di fuori del nostro Paese per un periodo superiore ai dodici mesi.

Un dato che, rispetto all’anno precedente, è aumentato di 1.659 iscritti (al 31 dicembre 2018 erano 52.767) e di 13.989 soggetti nel corso di un decennio (+34,59%). Nel 2009, infatti, gli espatriati dalla provincia di Belluno erano 40.437. Doverosa una precisazione: l’iscrizione all’Aire, seppur obbligatoria, avviene sostanzialmente su base volontaria. Un diritto-dovere non esercitato da tutti coloro i quali si stabiliscono oltre i confini italiani. Ecco perché le statistiche dell’Anagrafe dei residenti all’estero non rispecchiano fedelmente la situazione migratoria italiana. Secondo gli esperti, per avvicinarsi al dato reale la cifra dell’Aire andrebbe moltiplicata per due, se non per tre. Detto questo, conosciamo meglio la situazione del nostro territorio. Andiamo ad analizzare il quadro degli Aire bellunesi.

CHI SONO

I bellunesi all’estero sono in leggera prevalenza maschi (il 50,48%), hanno perlopiù tra i 18 e i 40 anni (rientra in questa fascia di età il 32,18% degli iscritti) e si trovano fuori della nostra provincia fin dalla nascita. Osservando il motivo di iscrizione, infatti, risulta come l’indicatore “Nascita” raccolga oltre la metà della cifra totale, per l’esattezza il 50,51%, 27.490 iscritti. Segue la motivazione “Espatrio” con il 40,07% del totale (21.811 iscritti).

DOVE SONO

Spulciando un’ipotetica mappa, troveremmo bellunesi in 127 diversi Paesi, soprattutto in America (48,63%), in particolare in quella centro-meridionale (45,86%), il Nuovo Mondo in cui nei secoli scorsi milioni di italiani – e migliaia di bellunesi – cercarono fortuna. Elevato il numero anche nel Vecchio Continente, dove risiedono 26.088 bellunesi (il 47,93%), divisi tra nazioni dell’Ue (14.683 – 26,98%) (1) e resto d’Europa (11.405 – 20,96%). Completano il quadro l’Oceania (1.002 – 1,84%), l’Africa (508 – 0,93%) e l’Asia (363 – 0,67%).
Entrando nel dettaglio dei singoli Stati, quelli con le più salde radici dolomitiche sono Brasile (17.293 iscritti, pari al 31,77% del totale), Svizzera (11.193 – 20,57%), Germania (5.524 – 10,15%), Argentina (4.637 – 8,52%) e Francia (2.512 – 4,62%).

DA DOVE VENGONO

A proposito di provenienze, i comuni bellunesi con il maggior numero di iscritti in termini assoluti sono: Belluno (5.810 – 10,68% sul totale), Borgo Valbelluna (4.586 – 8,43% sul totale), Feltre (4.002 – 7,35% sul totale), Longarone (2.813 – 5,17% sul totale) e Fonzaso (2.567 – 4,72% sul totale). Per chiarire il vero peso dell’emigrazione, però, è interessante porre gli iscritti all’Aire in rapporto alla popolazione residente (2). Da questo punto di vista, la realtà in cui è più forte l’incidenza di residenti all’estero sui residenti nel territorio è di gran lunga Soverzene, dove gli iscritti all’Aire sono più del doppio degli abitanti: 875 contro 366, il 239,07%. Seguono, in questa graduatoria, Arsiè con il 115,21% (2.553 iscritti su 2.216 abitanti), Lamon con l’85,27% (2.385 iscritti su 2.797 abitanti), Vallada Agordina con l’83,78% (403 iscritti su 481 abitanti) e Fonzaso con l’81,41% (2.567 iscritti su 3.153 abitanti).

DAL 2018 AL 2019

Proprio Fonzaso è il comune con il maggior aumento di iscritti in termini assoluti rispetto al 2018: +143, davanti a Feltre (+137), che lo scorso anno era primo con l’exploit di 274 nuovi residenti all’estero e che nel quinquennio 2014-2019 ha seminato quasi mille feltrini in giro per il pianeta (985). Al terzo posto Val di Zoldo (+134). Appena sotto il podio Arsiè (+126) e Alpago (+113).
Per quanto riguarda le destinazioni, il Brasile risulta sempre la realtà in cui si registra l’incremento maggiore da un anno all’altro. Lo era stato tra 2017 e 2018 con ben 983 nuovi iscritti, lo è tra 2018 e 2019 con un +893. Significa che, pur con un calo rispetto al boom del 2018, quando rappresentava oltre il 60% di tutto l’aumento bellunese, tuttora oltre la metà dell’intera crescita provinciale è legata a nuovi iscritti Aire nel Paese verde-oro.
Dopo il Brasile troviamo la Germania, che quasi raddoppia i nuovi iscritti rispetto allo scorso anno (221 – 13,32% dell’aumento totale), e l’Argentina (150 – 9,04% sul totale), anche quest’ultima in netta crescita, tanto da passare – nella classifica della variazione annuale – dal quinto posto del 2018 al terzo attuale, scavalcando il Regno Unito (+120 – 7,23% sul totale) e gli Stati Uniti (+51 – 3,07% sul totale).
Calano invece gli iscritti in Svizzera (-31), Belgio (-27) e Venezuela (-16).

BELLUNO NEL CONTESTO VENETO

In Veneto, la provincia di Belluno è quinta per numero assoluto di iscritti. Le cose cambiano, tuttavia, se la cifra degli Aire è posta in rapporto alla popolazione residente. In questo caso, il Bellunese balza in testa, con il dato degli espatriati che incide per il 26,88% sul totale degli abitanti. Un dato di gran lunga superiore rispetto a quello di tutte le altre province. Per chiarire, a Treviso – territorio con il maggior numero di iscritti (131.434) – il peso sui residenti è del 14,78%, a Vicenza è del 10,92%, a Rovigo del 6,83%, a Venezia del 6,47%, a Padova del 6,07%, a Verona del 5,24%. A livello regionale (gli iscritti in tutto il Veneto sono 456.919) è del 9,31%.

NOTE
1 Il dato comprende il Regno Unito, la cui uscita ufficiale dall’Unione europea è avvenuta il 31 gennaio 2020.
2 I dati sulla popolazione residente, tratti dall’Istat, sono al 30 novembre 2019.

L’Aire, l’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero, raccoglie i dati dei cittadini italiani che vivono al di fuori del nostro Paese. Nell’approfondimento QUI riportato, analizziamo la situazione della provincia di Belluno, osservando quanti sono, dove vivono, da dove vengono e perché sono espatriati i bellunesi nel mondo.
I dati ci sono stati gentilmente forniti dal Ministero dell’Interno – Direzione Centrale Servizi Demografici – Ufficio Aire.

Istat. Meno nascite e più emigrazione: prosegue il calo della popolazione italiana

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Diminuiscono le nascite e cresce l’emigrazione. È la fotografia dell’Italia scattata dall’Istat nel tracciare il consueto bilancio demografico nazionale. 

«Al 31 dicembre 2019 – sottolinea l’istituto di statistica – la popolazione residente è inferiore di quasi 189 mila unità (188.721) rispetto all’inizio dell’anno». Un declino avviatosi nel 2015 e che in cinque anni ha portato a una diminuzione di quasi 551 mila residenti. 

«Rispetto all’anno precedente – rileva ancora l’Istat – si registra un nuovo minimo storico di nascite dall’unità d’Italia, un lieve aumento dei decessi e più cancellazioni anagrafiche per l’estero». Cala anche il numero di cittadini stranieri che arrivano nel nostro Paese: -8,6%. Prosegue, invece, l’aumento dell’emigrazione di cittadini italiani (+8,1%). 

«Il calo di popolazione residente – spiega l’Istat – è dovuto ai cittadini italiani, che al 31 dicembre ammontano a 54 milioni 938 mila unità, 236 mila in meno dall’inizio dell’anno (-0,4%) e circa 844 mila in meno in cinque anni. Nello stesso periodo, al contrario, la popolazione residente di cittadinanza straniera è aumentata di oltre 292 mila unità attenuando in tal modo la flessione del dato complessivo di popolazione residente». 

Anche il ritmo di incremento della popolazione straniera, tuttavia, si va affievolendo. Al 31 dicembre 2019 sono 5.306.548 i cittadini stranieri iscritti in anagrafe, l’8,8% del totale della popolazione residente, con un aumento, rispetto all’inizio dell’anno, di sole 47 mila unità (+0,9%). 

Il bilancio demografico nel dettaglio è disponibile sul sito: www.istat.it

Riconoscimento dei diplomi stranieri in Germania: domani webinar su Zoom

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Nuovo appuntamento a Stoccarda nell’ambito degli incontri di orientamento dedicati ai nuovi cittadini di lingua italiana residenti nella regione.

Mercoledì 15 luglio, alle 16.00, è in programma sulla piattaforma Zoom un webinar incentrato sul riconoscimento dei diplomi stranieri in Germania. 

Maggiori dettagli sull’evento e sulle modalità di iscrizione sono disponibili sul sito del Consolato Generale d’Italia a Stoccarda: consstoccarda.esteri.it

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