2000 mascherine chirurgiche per le Case di Riposo. Questa la donazione della Farmacia Dolomiti

SOSTIENI L’ASSOCIAZIONE BELLUNESI NEL MONDO. DIVENTA SOCIO

Il momento della consegna. A sinistra il presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin
Il momento della consegna. A sinistra il presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin

Continua la generosità dei bellunesi. Questa mattina la Provincia ha ricevuto 2mila mascherine chirurgiche dalla Farmacia Dolomiti del dottor Alberto Da Pian, a Trichiana. Imbustate singolarmente e pronte alla consegna.

«Le porteremo nelle case di riposo, che in questo momento sono sprovviste e che forse più di altri luoghi hanno la necessità di questi dispositivi – afferma il presidente della Provincia, Roberto Padrin -. Ringrazio di cuore il dottor Da Pian e la sua famiglia, che negli ultimi giorni hanno donato altre 30mila mascherine all’Ulss, alla Croce Rossa e al Lions. Pur in un momento di grande difficoltà, la nostra provincia riesce sempre a dimostrare la generosità e la solidarietà che contraddistingue i bellunesi. Un grazie anche ai farmacisti, che sono operativi sul campo e in prima linea come medici e infermieri durante questa emergenza sanitaria».Le mascherine donate dal dottor Da Pian sono state fatte arrivare dal Regno Unito. Sono provviste di certificazione Ce e già nei prossimi giorni verranno smistate tra le case di riposo del Bellunese, per gli operatori e anche per gli ospiti. «La donazione di questa mattina si somma a quella dei giorni scorsi di alcune importanti aziende del territorio, che hanno consegnato alla Prefettura mascherine per le forze dell’ordine e l’esercito – conclude il presidente della Provincia -. Da parte mia un sentito ringraziamento».

Coronavirus. Vietnam

SOSTIENI L’ASSOCIAZIONE BELLUNESI NEL MONDO. DIVENTA SOCIO

In risposta all’emergenza sanitaria causata da COVID-19, il Governo vietnamita ha disposto che, dal 22 marzo, è temporaneamente sospeso l’ingresso in Vietnam di tutti gli stranieri, ad eccezione di diplomatici, delegazioni ufficiali e lavoratori altamente qualificati, che rimangono comunque sottoposti all’obbligo di quarantena. Il Governo vietnamita ha inoltre introdotto una serie di misure restrittive mirate al contenimento del contagio da Covid-19 nel Paese, tra cui: obbligo di auto-isolamento, obbligo di rispettare una distanza interpersonale minima di 2 metri, divieto di assembramento oltre le 2 persone, contingentamento dei voli e dei trasporti interni, chiusura dei negozi e servizi non essenziali. Tali misure sono valide fino al 15 aprile, con possibile estensione oltre tale data.

Fonte: www.viaggiaresicuri.it (2.04.2020)

Coronavirus. Nuova Zelanda

SOSTIENI L’ASSOCIAZIONE BELLUNESI NEL MONDO. DIVENTA SOCIO

A chi si trovi in Nuova Zelanda e debba raggiungere Auckland o l’aeroporto internazionale Christchurch per poter rientrare in Italia, è consentito l’uso di voli interni, in quanto la necessità di raggiungere un aeroporto è ritenuta un motivo essenziale per il viaggio. In particolare, a chi debba spostarsi sul territorio neozelandese per le ragioni indicate, è consentito prendere un mezzo proprio (auto, anche a noleggio, o veicolo guidato da amici/parenti), un taxi o un servizio di condivisione del trasporto, trasporto pubblico via terra, voli interni. Per maggiori informazioni sulle opzioni di trasporto, consultare www.covid19.govt.nz. E’ necessario che il viaggio segua la rotta più diretta e che, durante il tragitto, sia rispettato il requisito di distanziamento sociale stabilito dalle autorità locali. Prima di partire per raggiungere l’aeroporto, se si è in procinto di prendere un volo interno per raggiungere l’aeroporto internazionale da cui prendere un volo per lasciare la Nuova Zelanda, è necessario accertarsi che il volo interno e il volo internazionale siano programmati a non più di 24 ore di distanza uno dall’altro (non deve quindi trascorrere più di un giorno tra la partenza del volo interno e quella del volo internazionale). Colui che si mette in viaggio deve essere già in possesso del biglietto aereo per il volo internazionale, non deve essere stato riscontrato positivo al COVID-19 o, se è stato contagiato, deve avere un’autorizzazione medica al viaggio. Per mettersi in viaggio non si devono presentare sintomi compatibili con COVID-19 e non si deve essere in attesa dei risultati del test per COVID-19. Infine, non si deve essere stati a stretto contatto con una persona contagiata o sospetta di aver contratto il virus e non si deve aver viaggiato al di fuori della Nuova Zelanda nei 14 giorni prima della partenza. All’arrivo a Auckland o all’aeroporto internazionale di Christchurch, sarà richiesto di mostrare il proprio biglietto aereo e le autorità locali potranno effettuare controlli sanitari. Se i controlli verranno superati, il viaggiatore dovrà raggiungere il banco del check-in. In caso contrario, le autorità locali potranno vietare la partenza.

Fonte: www.viaggiaresicuri.it (2.04.2020)

Coronavirus. Indonesia

SOSTIENI L’ASSOCIAZIONE BELLUNESI NEL MONDO. DIVENTA SOCIO

Al fine di contenere la diffusione del nuovo coronavirus in Indonesia, le Autorità locali hanno disposto misure preventive e restrittive attuate in modo rigido. A partire dal 2 aprile a tutti i cittadini stranieri è vietato l’ingresso e il transito in Indonesia. Limitate eccezioni sono previste per i cittadini stranieri con permessi di soggiorno di durata limata (KITAS) e permanente (KITAP) e altre speciali categorie. Non è da escludere che nuove e più stringenti misure, che potrebbero includere anche divieti o limitazioni agli spostamenti all’interno del Paese, possano essere varate con poco o nessun preavviso. I collegamenti aerei verso l’Europa sono estremamente limitati e difficoltosi e potrebbero ulteriormente diminuire nel prossimo futuro.

Fonte: www.viaggiaresicuri.it (2.04.2020)

Open chat
1
Ciao, come possiamo aiutarti?
Powered by
Design by Alfred Team | Made with ♥ in WordPress