Gelatieri in Germania: l’Ambasciatore Bucci scrive all’ABM e difende la storia della nostra emigrazione

Il tema della presenza italiana e bellunese in Germania e della tutela del lavoro artigianale è al centro di una fitta interlocuzione istituzionale avviata tra l’Ambasciatore d’Italia a Berlino, Fabrizio Bucci (nella foto), e i vertici dell’Associazione Bellunesi nel Mondo (Abm).

Il contatto fa seguito a un approfondito reportage pubblicato lo scorso 21 agosto dal Süddeutsche Zeitung Magazin intitolato “Eiskalt”, incentrato sulle condizioni lavorative di alcuni dipendenti di origine brasiliana impiegati nel comparto delle gelaterie. A fronte di questa pubblicazione, il capo della missione diplomatica italiana ha inteso condividere direttamente con la presidenza dell’ABM la lettera aperta inviata alla redazione del periodico tedesco, delineando una posizione improntata al rigoroso rispetto delle regole ma anche alla difesa dell’onorabilità di un’intera categoria professionale.

Legalità e tutela del lavoro

Nella missiva indirizzata alla testata tedesca, l’Ambasciatore Bucci ha ribadito un principio inderogabile:

«Ogni forma di sfruttamento, ogni situazione di illegalità deve essere denunciata e perseguita, affinché le autorità di polizia e la magistratura possano indagare tempestivamente e assicurare il rispetto della legge. Non possono esserci deroghe di alcun tipo quando si viola lo stato di diritto e le leggi del Paese che ci ospita in materia di diritti dei lavoratori».

Al contempo, il diplomatico ha sottolineato la necessità di evitare generalizzazioni che rischiano di gettare discredito su una collettività radicata, esemplare per senso civico e pienamente integrata nel tessuto socio-economico tedesco.

Una storia che affonda le radici nelle valli dolomitiche

Il rapporto tra la Germania e la gelateria artigianale rappresenta una delle pagine più significative dell’emigrazione storica italiana. Un fenomeno avviato già tra il 1860 e il 1870, quando i primi emigranti – partiti in gran numero dal territorio veneto e dalle valli dolomitiche bellunesi, con capofila la Val di Zoldo e il Cadore – introdussero in terra tedesca le prime attrezzature rudimentali e una tradizione artigianale tramandata poi di generazione in generazione. Un percorso ulteriormente consolidatosi nel secondo dopoguerra grazie agli accordi bilaterali sulla manodopera, che oggi vede seconde e terze generazioni perfettamente integrate e protagoniste dell’imprenditoria locale.

Il commento del presidente Oscar De Bona e l’invito nel Bellunese

Accogliendo con favore la comunicazione e la sensibilità istituzionale dimostrata dalla diplomazia italiana, il presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, Oscar De Bona, ha dichiarato:

«Ringrazio vivamente l’Ambasciatore Fabrizio Bucci per la lucidità, la tempestività e l’equilibrio con cui è intervenuto su una vicenda delicata, distinguendo nettamente le situazioni di illegalità – che vanno sempre perseguite senza sconti – dal valore storico e morale di un’intera categoria. La nostra emigrazione in Germania, fondata sul sacrificio, sulla serietà e sull’artigianalità, rappresenta un patrimonio che non può essere delegittimato da generalizzazioni. Per questo motivo abbiamo formalmente invitato l’Ambasciatore a farci visita nel Bellunese: sarà un piacere accompagnarlo nelle nostre valli, in primis la Val di Zoldo e il Cadore, per toccare con mano i luoghi d’origine di quei pionieri che, partendo oltre un secolo fa, hanno portato il gelato italiano nel cuore dell’Europa».

Mattmark: l’Associazione Bellunesi nel Mondo a Saas-Grund per l’inaugurazione del memoriale

A 61 anni dalla tragedia del 30 agosto 1965, una delegazione dell’ABM ha preso parte alla cerimonia per le 88 vittime e all’inaugurazione del nuovo memoriale.

Sabato 29 agosto l’Associazione Bellunesi nel Mondo ha partecipato, a Saas-Grund, alle celebrazioni per il 61° anniversario della tragedia di Mattmark, in occasione dell’inaugurazione del nuovo memoriale dedicato alle 88 vittime della valanga che il 30 agosto 1965 travolse il cantiere della diga, nell’Alto Vallese.

La delegazione bellunese era composta dal presidente dell’ABM, Oscar De Bona, dal direttore Marco Crepaz, dal sindaco di Domegge di Cadore, Achille Barnabo, e da Anchise Pinazza, fratello della vittima Ilio Pinazza. Tra i 56 lavoratori italiani morti a Mattmark, 17 erano originari del territorio bellunese, 11 dei quali del Cadore: un legame che unisce da sei decenni la nostra associazione a questo luogo.

LA GIORNATA

Le celebrazioni sono iniziate alle 10:00 con la Santa Messa solenne presieduta dal Vescovo di Sion, monsignor Jean-Marie Lovey, che nell’omelia bilingue ha ricordato il valore della vita e il significato del sacrificio degli operai. Alle 11:00 si è svolto il momento centrale della giornata, con il taglio del nastro e l’inaugurazione ufficiale del memoriale, che comprende un cippo e una bacheca con i nomi delle 88 vittime, oltre a una mostra permanente allestita presso il Kulturzentrum di Saas-Fee.

A ripercorrere il cammino che ha portato alla realizzazione dell’opera è stato Domenico Mesiano, presidente dell’Associazione ItaliaValais e del Comitato Mattmark 2025, che ha ringraziato le istituzioni coinvolte nella sua realizzazione, tra cui il Comune di Saas-Grund, il Consiglio di Stato del Vallese, l’Ambasciata d’Italia in Svizzera e il Consolato Generale d’Italia a Ginevra.

IL RICORDO DELLE ISTITUZIONI

Il messaggio della Console Generale d’Italia a Ginevra, Nicoletta Piccirillo, letto dalla vice console Miranda Fidelbo, ha richiamato il valore della memoria e la necessità di accertare le responsabilità di quanto accaduto, collegando la lezione di Mattmark alla recente tragedia di Crans-Montana. Il sindaco di Saas-Grund, Alwin Venetz, ha rivolto un pensiero di gratitudine e di scuse alle famiglie delle vittime, mentre Alain Dubois, responsabile del Dipartimento della Cultura del Canton Vallese, ha ricordato le scuse ufficiali presentate un anno prima dal consigliere di Stato Mathias Reynard e ha annunciato la partecipazione finanziaria del Cantone al memoriale, oltre alla prosecuzione delle ricerche storiche sulla vicenda.

LE PAROLE DEL PRESIDENTE DE BONA

Il presidente dell’ABM, Oscar De Bona, ha preso la parola per ricordare il legame profondo tra la nostra associazione e la tragedia di Mattmark: «La nostra associazione è nata infatti proprio come tragica conseguenza di quell’immane evento, per dare voce, tutela e unione a chi partiva e a chi restava, ferito nel corpo e nell’anima». De Bona ha ricordato che quest’anno l’ABM celebra il proprio 60° anniversario, e ha voluto sottolineare il tributo pagato dal nostro territorio: «Tra di loro piangiamo ancora con commozione 17 lavoratori originari del nostro territorio bellunese e in particolare anche gli 11 provenienti dal Cadore». Un ringraziamento è stato rivolto a Domenico Mesiano, «per la sua tenacia, la sua passione civile e la sua instancabile dedizione», e allo storico dell’emigrazione Toni Ricciardi, definito «molto vicino ai Bellunesi nel Mondo» per il lavoro svolto negli anni sulle comunità italiane in Svizzera.

LA LETTURA DELLO STORICO TONI RICCIARDI

Toni Ricciardi, presidente del Gruppo Interparlamentare Italia-Svizzera e storico dell’emigrazione, ha inserito la tragedia di Mattmark nel confronto con quella di Marcinelle, ricordando che tra le vittime figuravano «17 vittime della provincia di Belluno, 7 vittime di San Giovanni in Fiore in provincia di Cosenza», e sottolineando come la tragedia abbia avuto «la capacità anche di unire il Paese». Ricciardi ha rivolto un riconoscimento esplicito al lavoro svolto dall’ABM in questi anni, «grazie ad Oscar, grazie a chi ha preceduto Oscar, ma soprattutto grazie al suo direttore Marco Crepaz e tutto lo staff», per aver saputo innovare la memoria e tramandarla alle nuove generazioni.

GLI ALTRI INTERVENTI

Alla cerimonia hanno preso parte anche il vicepresidente del Comitato Mattmark 2025, Kurt Regotz, il curatore della mostra Roberto Gisler e il diplomatico Lorenzo Kluzer, dell’Ambasciata d’Italia a Berna, che ha richiamato le diverse fasi che seguono una tragedia come Mattmark — dai soccorsi al riconoscimento delle responsabilità, fino alla prevenzione.

A 61 anni dalla valanga che sconvolse il cantiere della diga, l’Associazione Bellunesi nel Mondo rinnova il proprio impegno a custodire la memoria dei 17 lavoratori bellunesi caduti a Mattmark, affinché il nuovo memoriale di Saas-Grund resti, per le prossime generazioni, luogo permanente di ricordo e di incontro tra le nostre comunità.

Nel ricordo di Monsignor Gioacchino Muccin: il Vescovo che unì il Bellunese e i suoi emigranti nel mondo

La storia dell’Associazione Bellunesi nel Mondo è indissolubilmente legata alla figura di Monsignor Gioacchino Muccin, Vescovo di Belluno e Feltre dal 1949 al 1975, il cui ricordo rimane vivo e profondo nella memoria di tutta la nostra comunità locale e di quella sparsa ai quattro angoli della Terra.

Uomo di straordinaria carità e spessore umano, Monsignor Muccin ha incarnato uno stile pastorale e sociale fondato sull’ascolto, sulla vicinanza e sulla ricerca costante della concordia.

Il ricordo teologico e umano: “Di cuore magnanimo”

A tratteggiare la statura spirituale del Vescovo è don Giacomo Mazzorana, che cita l’emblema che rese famoso il suo ministero:

«“Concordia parvae res crescunt. Con la concordia anche le piccole realtà crescono”. Questa frase, che monsignor Muccin ha spesso ripetuto, potrebbe essere la sintesi del suo ministero. Da un verso ricordava la sua diocesi di provenienza, Concordia, dall’altro lo stile di parroco di San Marco a Pordenone e poi di vescovo. […] Monsignor Loris Capovilla, già segretario di papa Giovanni XXIII, terminò una presentazione di lui, in occasione della sua scomparsa, dicendo: “Di cuore magnanimo”. Il cuore grande è stato la sua più bella e importante caratteristica».

Don Mazzorana evidenzia inoltre come la prima forma di carità del Presul sia stata la presenza immediata accanto alla popolazione nei momenti di sofferenza: dalla tragedia del Vajont del 9 ottobre 1963 — di fronte alla quale decise di lasciare i lavori del Concilio Vaticano II a Roma per restare fisicamente a fianco dei sopravvissuti a Longarone — alla costante vicinanza alle famiglie colpite dalle disgrazie minerarie e lavorative.

Da Mattmark alla nascita dell’ABM nel 1966

La sensibilità di Monsignor Muccin per il mondo dell’emigrazione si trasformò in azione concreta all’indomani del tragico evento di Mattmark, in Svizzera. Il 30 agosto 1965, il crollo di un’imponente massa di ghiaccio sul cantiere della diga costò la vita a 85 lavoratori; tra le 56 vittime italiane si contarono ben 17 bellunesi.

Quel drammatico lutto scosse profondamente il territorio e spinse Monsignor Muccin, insieme a un gruppo di benemeriti promotori vicini alle esigenze dei lavoratori all’estero, a dare vita l’anno successivo, nel 1966, all’Associazione Bellunesi nel Mondo. L’obiettivo era chiaro: creare un legame istituzionale, umano e solidale per fare in modo che nessun emigrato bellunese si sentisse abbandonato o lontano dalla propria terra d’origine.

Le parole del Presidente Oscar De Bona

Il Presidente dell’ABM, Oscar De Bona, esprime a nome dell’intera associazione e delle Famiglie Bellunesi all’estero il riconoscente tributo alla memoria del Vescovo fondatore:

«Monsignor Gioacchino Muccin non è stato solo una solida guida spirituale nei momenti più bui della storia del nostro territorio, ma anche un uomo dotato di una straordinaria visione sociale. Nel 1966, proprio all’indomani del dolore profondo causato dalla perdita dei nostri 17 conterranei a Mattmark, volle fortemente e sostenne la nascita della nostra Associazione. Ha saputo comprendere con intuito profetico che i nostri emigranti avevano bisogno di una rete di protezione, di rappresentanza e di un legame costante con la patria. Le sue visite pastorali alle comunità emigrate in Europa e oltreoceano hanno lasciato un segno indelebile. Senza il suo intuito e la sua immensa generosità, l’ABM oggi non esisterebbe: la sua eredità spirituale continua a guidare ogni nostra azione al servizio dei bellunesi nel mondo».

L’Associazione Bellunesi nel Mondo rinnova quotidianamente l’impegno di custodire i valori di concordia, solidarietà ed emulazione positiva trasmessi da Monsignor Muccin, affinché il patrimonio di memoria delle nostre comunità continui a essere punto di riferimento per le giovani generazioni.

Mas di Sedico ricorda il 61° anniversario della tragedia di Mattmark: domenica 30 agosto le cerimonie commemorative

Ricorre domenica 30 agosto 2026 il 61° anniversario della tragedia di Mattmark, uno degli eventi più drammatici della storia dell’emigrazione e del lavoro italiano all’estero. Il 30 agosto 1965 una colossale massa di ghiaccio, roccia e fango staccatasi dal ghiacciaio dell’Allalin travolse il cantiere della diga in costruzione nel Canton Vallese, in Svizzera. Nel disastro persero la vita 88 lavoratori: tra questi, 56 erano di nazionalità italiana e ben 17 provenienti dalla provincia di Belluno.

Per mantenere vivo il ricordo dei caduti e riaffermare l’importanza della memoria storica sulle condizioni dell’emigrazione italiana nel Novecento, la cittadinanza e le istituzioni locali sono invitate a partecipare alle cerimonie commemorative che si terranno a Mas di Sedico. L’evento è organizzato dalla Famiglia Ex emigranti “Monte Pizzocco” in collaborazione con l’Associazione Bellunesi nel Mondo e gode del patrocinio dei Comuni di Sedico, Sospirolo, San Gregorio nelle Alpi, Santa Giustina e Cesiomaggiore.

Il programma della giornata

Domenica 30 agosto 2026 — Mas di Sedico

  • Ore 11:00: Ritrovo delle autorità e dei partecipanti presso il parco “Vittime di Mattmark” a Mas di Sedico, in via Buzzati. Alla cerimonia saranno presenti i gonfaloni dei Comuni di Sedico e Sospirolo, unitamente ai gagliardetti delle Famiglie Ex Emigranti e dei gruppi Alpini della zona.
  • A seguire: Interventi delle Autorità civili e rappresentative presenti.
  • Intermezzo musicale: Esibizione del Coro A.N.A. “Adunata” della Sezione di Belluno.
  • Commemorazione: Benedizione solenne e deposizione della corona d’alloro al Monumento ai Caduti sul lavoro e in emigrazione, in memoria delle vittime della sciagura.
  • Conclusione: Un momento conviviale aperto a tutti i partecipanti.

L’Associazione Bellunesi nel Mondo e la Famiglia Ex emigranti “Monte Pizzocco” invitano soci, autorità, rappresentanti delle associazioni d’arma e cittadinanza a intervenire numerosamente per rinnovare il vincolo di solidarietà e riconoscenza verso quanti hanno sacrificato la vita lavorando lontano dalla propria terra.

Tragedia di Mattmark: l’ABM e l’UNAIE alle celebrazioni per il 61° anniversario e all’inaugurazione del nuovo Memoriale

Sabato 29 agosto il Canton Vallese ospiterà le solenni celebrazioni per il 61° anniversario della tragedia di Mattmark, il più grave disastro sul lavoro della storia svizzera, avvenuto il 30 agosto 1965 e costato la vita a 88 lavoratori, tra cui 56 italiani. L’Associazione Bellunesi nel Mondo (ABM) e l’UNAIE (Unione Nazionale Associazioni Immigrati Emigrati), guidate dal Presidente Oscar De Bona, parteciperanno ufficialmente alla cerimonia commemorativa e all’attesa inaugurazione del nuovo Memoriale di Mattmark.

Un appuntamento di altissimo valore civile e morale per il territorio bellunese, che a quella tragedia è legato da un vincolo di profondo dolore e memoria collettiva. Molti dei lavoratori che persero la vita sotto la massa di ghiaccio staccatasi dal ghiacciaio dell’Allalin provenivano infatti dalle nostre valli. Proprio per rendere omaggio alle vittime e testimoniare la vicinanza delle istituzioni locali, presenzierà alle celebrazioni una qualificata delegazione istituzionale del territorio, composta dal sindaco di Sedico Christian Roldo, dal sindaco di Domegge di Cadore Achille Barnabò e dall’assessore alla Cultura del Comune di Belluno Raffaele Addamiano.

La presenza dei rappresentanti dei comuni bellunesi nei quali si piansero le vittime sottolinea l’importanza di un legame che il tempo non ha sbiadito, confermando l’impegno costante nel custodire e tramandare la memoria di una delle pagine più dure della storia dell’emigrazione italiana.

“Il ricordo di Mattmark non appartiene solo al passato, ma costituisce un monito permanente per la sicurezza e la dignità del lavoro. Come Associazione Bellunesi nel Mondo e come UNAIE siamo orgogliosi di essere presenti a questa inaugurazione accanto ai sindaci e alle istituzioni del nostro territorio. Rendere omaggio a quei nostri connazionali e corregionali significa custodire i valori fondanti della nostra identità e ribadire che il sacrificio dei nostri emigranti non sarà mai dimenticato.”

Oscar De Bona, Presidente ABM e UNAIE

Il programma della giornata

Le cerimonie prenderanno il via alle ore 10:00 a Saas-Grund con la Santa Messa solenne presieduta dal Vescovo di Sion, monsignor Jean-Marie Lovey. Alle ore 11:00 è previsto il momento centrale della giornata con il taglio del nastro e l’inaugurazione ufficiale del nuovo Memoriale di Mattmark.

Seguiranno gli interventi ufficiali delle autorità civili e diplomatiche, tra cui:

  • Domenico Mesiano, Presidente dell’Associazione ItaliaValais e del Comitato “Mattmark 2025”
  • Nicoletta Piccirillo, Console Generale d’Italia a Ginevra
  • Kurt Regotz, Vicepresidente del Comitato promotore
  • Alwin Venetz, Sindaco del Comune di Saas-Grund
  • Christoph Gysel, Curatore del Centro culturale Sonnenhalde
  • Oscar De Bona, Presidente UNAIE e Associazione Bellunesi nel Mondo
  • Mathias Reynard, Consigliere di Stato del Cantone Vallese
  • Toni Ricciardi, Presidente del Gruppo interparlamentare Italia-Svizzera e deputato
  • Lorenzo Kluzer, Responsabile dell’Ambasciata d’Italia in Svizzera

L’Associazione Bellunesi nel Mondo invita tutti i soci, i circoli sparsi nel mondo e i cittadini a unirsi idealmente in questa giornata di profondo raccoglimento e di rinnovato impegno civile.

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