Associazionismo

San Gregorio nelle Alpi non dimentica i suoi caduti in terra di emigrazione e a causa della silicosi. Presente anche l’Associazione Bellunesi nel Mondo

San Gregorio nelle Alpi non dimentica i suoi caduti in terra di emigrazione e a causa della silicosi. Presente anche l’Associazione Bellunesi nel Mondo

Nomi, cognomi, età e un destino crudele comune: la morte a causa della silicosi o di un incidente sul lavoro. Sono 120 i cittadini di San Gregorio nelle Alpi che persero la vita tra il 1940 e il 1967. Un tributo notevole per un comune di 1700 abitanti. Un sacrificio che non deve essere dimenticato e che, grazie alla volontà del Circolo ACLI di San Gregorio adesso rimarrà nella memoria e visibile anche alle nuove generazioni. Sì, perché questa mattina al monumento ai caduti sul lavoro e in emigrazione di San Gregorio nelle Alpi è stata scoperta una targa che ricorda, nome per nome, tutti i caduti sul lavoro del Comune.

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31. L’Associazione Bellunesi nel Mondo piange l’improvvisa scomparsa – a soli 45 anni – di Federico Alonso, autore dei loghi del MiM Belluno, della Biblioteca delle migrazioni “Dino Buzzati”, del Centro Studi sulle migrazioni “Aletheia”, di Radio ABM e di Accademiabm.it

31. L’Associazione Bellunesi nel Mondo piange l’improvvisa scomparsa – a soli 45 anni – di Federico Alonso, autore dei loghi del MiM Belluno, della Biblioteca delle migrazioni “Dino Buzzati”, del Centro Studi sulle migrazioni “Aletheia”, di Radio ABM e di Accademiabm.it

Grave lutto per l’Associazione Bellunesi nel Mondo. È giunta la notizia dalla Costa Rica della morte improvvisa di Federico Alonso, autore dei loghi del MiM Belluno, della Biblioteca delle migrazioni “Dino Buzzati”, del Centro Studi sulle migrazioni “Aletheia”, di Radio ABM e di Accademiabm.it.

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56° anniversario tragedia di Mattmark. A Mas di Sedico la commemorazione con la presenza di diversi superstiti e parenti delle vittime

56° anniversario tragedia di Mattmark. A Mas di Sedico la commemorazione con la presenza di diversi superstiti e parenti delle vittime

«C’era fretta di completare questa diga. Qualcuno sapeva cosa stava succedendo. Dal mio paese, Sospirolo, eravamo in trenta. Tra di noi ha perso la vita Casal». «Ho fatto trent’anni di lavoro in Svizzera, di questi sei a Mattmark a costruire quella maledetta diga. Tutte le vittime di questa tragedia erano miei amici. Un’amicizia particolare quella che si costruisce nei cantieri. Per questo il dolore per la morte dei miei compagni è ancora forte. Inoltre noi operai per l’azienda non eravamo niente. Contava solo il guadagno». «Mio padre Angelo Bressan ha lavorato a Mattmark all’età di diciassette anni, assieme ad altri suoi due fratelli e a mio nonno. Fortunatamente tutti e quattro si sono salvati, perché in quel momento non erano presenti nel cantiere. Mio nonno però era ricoverato all’ospedale di Berna per una controllo e, quando venne a sapere della tragedia – pensando che i suoi figli fossero periti – gli venne una paralisi permanente. Aveva solo cinquantadue anni. Questa catastrofe ha segnato tutta la nostra famiglia. Dall’inizio alla fine». Sono le testimonianze portate rispettivamente da Lovat, Da Deppo e Bressan. Superstiti e parenti che hanno subito in prima persona l’immane tragedia di Mattmark commemorata questa mattina, nel 56° anniversario, a Mas di Sedico.

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30. Appuntamento fisso su Radio ABM con i “Tirataie”

30. Appuntamento fisso su Radio ABM con i “Tirataie”

Radio ABM, la webradio dell’Associazione Bellunesi nel Mondo è sempre più “glocal”. Una radio che parla locale in una dimensione globale. E in tutto questo non può mancare del buon sano dialetto. Dopo la presenza quotidiana del duo “I Belumat” il palinsesto di Radio ABM si arricchisce con le canzoni dei “Tirataie”, un gruppo bellunese di musica folk’n’roll.

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Alessandro Piol. Da Belluno a Madrid, andata e… ritorno?

Alessandro Piol. Da Belluno a Madrid, andata e… ritorno?

Continua a crescere la community di Bellunoradici.net, il socialnetwork dell’Abm dedicato ai bellunesi residenti all’estero. Questa è la storia di Alessandro Piol. Non un cervello in fuga. Piuttosto, un cervello in esplorazione. Alla ricerca di esperienze e competenze che un giorno – perché no? – potrebbero essere messe a frutto nel nostro Paese. Alessandro Piol, 28 anni, laureato in Bioingegneria all’Università di Padova, all’opzione rientro lascia aperto più di uno spiraglio. Perché se al momento ha un obiettivo ben chiaro – completare il dottorato in Scienze e Tecnologie Biomediche all’Universidad Carlos III di Madrid – per il futuro nulla è ancora deciso. Si vedrà. Quel che è certo è che i ponti con l’Italia non sono tagliati e che le porte a un ritorno sono tutt’altro che chiuse. «Molto dipenderà dalle occasioni che avrò qui, ma certo non escludo di rientrare. L’Italia e Belluno mi mancano. E poi è proprio vero quello che si dice spesso: più stai lontano e più ti rendi conto del valore di ciò che hai a casa».

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Regione Veneto. Torna il premio per tesi di laurea sull’emigrazione

niversità del Veneto, nell’anno in corso o nei due anni precedenti, in materia di emigrazione veneta anche con riferimento agli aspetti di ricaduta economica e sociale sul territorio d’origine e su quello di destinazione. La valutazione sarà affidata ad una Commissione che si prevede potrà essere composta, oltre che dall’Assessore regionale ai Flussi Migratori, o suo delegato, dall’Assessore all’istruzione, formazione, lavoro e pari opportunità, o suo delegato, da un rappresentante dell’associazionismo veneto di emigrazione e da un rappresentante dell’Università.

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