AAA cercasi foto e documenti di emigrazione

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L’Associazione Bellunesi nel Mondo è alla ricerca di fotografie e documenti che raccontano l’epopea migratoria della provincia di Belluno. Immagini che narrano di lavoro, sacrifici, quotidianità e soddisfazioni, che ritraggono le molteplici dimensioni del fenomeno migratorio e che rappresentano un’insostituibile traccia delle diverse direzioni in cui i bellunesi si sono diretti quando hanno lasciato la loro terra.
Obiettivo della raccolta, infatti, è quello di incrementare il Centro Studi sulle Migrazioni “Aletheia” (www.centrostudialetheia.it) in modo da conservare e diffondere il ricordo della storia bellunese scritta dai nostri emigranti, salvandola dall’oblio a cui sarebbe, altrimenti, inevitabilmente destinata.
L’Abm chiede quindi aiuto nella realizzazione del suo intento a quanti avessero del materiale relativo all’emigrazione veneta. Chi volesse contribuire può inviare le proprie fotografie, corredate da una didascalia esplicativa, in diversi modi. Per maggiori informazioni telefonare allo 0437 941160 o inviare una mail a: altetheia@bellunesinelmondo.it.
Tutto il materiale raccolto sarà digitalizzato e riconsegnato al legittimo proprietario.

Premio Bellunesi nel Mondo. De Bona: «Si farà sabato 26 novembre nella chiesa arcipretale di Sedico»

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Da sinistra la vice sindaca di Sedico Gioia Sacchet, il presidente Abm Oscar De Bona, la segretaria del presidente della Provincia Lucia Fenti e il sindaco di Sedico Stefano Deon davanti alla chiesa di Sedico, luogo scelto per l’edizione 2022 del premio Bellunesi nel Mondo.
Da sinistra la vice sindaca di Sedico Gioia Sacchet, il presidente Abm Oscar De Bona, la segretaria del presidente della Provincia Lucia Fenti e il sindaco di Sedico Stefano Deon davanti alla chiesa di Sedico, luogo scelto per l’edizione 2022 del premio Bellunesi nel Mondo.

Sarà la chiesa arcipretale di Sedico a ospitare la XXII edizione del premio internazionale “Bellunesi che onorano la provincia di Belluno in Italia e all’estero” in programma nella mattinata di sabato 26 novembre. La decisione è stata presa in condivisione con il parroco don Sandro in occasione del sopralluogo che il presidente Abm, Oscar De Bona – con il suo direttore Marco Crepaz -, la segretaria del presidente della Provincia di Belluno, Lucia Fenti, il sindaco Stefano Deon e la vice sindaca Gioia Sacchet hanno fatto la scorsa settimana.
«È stata scelta la chiesa di Sedico – le parole del presidente De Bona – per la sua posizione strategica. A tal proposito ringrazio don Sandro per avere concesso senza nessuna esitazione questo luogo sacro».
Previsto anche un corteo con i gagliardetti delle Famiglie Abm, che partirà dal monumento degli emigranti fino all’entrata della chiesa.
Il Premio Internazionale “Bellunesi che onorano la provincia in Italia e nel Mondo” è organizzato da Provincia di Belluno, Associazione Bellunesi nel Mondo e Rotary Club di Belluno, Feltre, Cadore-Cortina. Tre i premi principali riservati ai bellunesi emigrati in Italia e nel mondo e ai loro discendenti, che mantengono vivo il legame con la terra delle radici e assegnato a personalità che si sono distinte nei seguenti settori: economico, imprenditoriale e professionale; istituzioni arte e cultura; sociale e solidaristico. Dalla XX edizione, viste le scomparse di Vincenzo Barcelloni Corte, fondatore Abm e dello storico direttore Patrizio De Martin Modolado, l’Associazione Bellunesi nel mondo ha proposto di istituire il Premio Speciale “Barcelloni Corte – De Martin Modolado”.
Le candidature dovranno pervenire all’Amministrazione della Provincia di Belluno entro e non oltre la data del 12 settembre 2022.Per maggiori informazioni contattare gli Uffici ABM al +39 0437 941160 o via mail a: info@bellunesinelmondo.it.

L’ABM ricorda il 66° di Marcinelle e la 21.ma Giornata del sacrificio del lavoro degli italiani all’estero

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Giovanni Bortot ricordo sede ABM Belluno

Seicento bambini orfani. Seicento donne vedove. È il 1971 e siamo in provincia di Belluno. Una provincia di emigranti e allora, una delle persone che diede battaglia affinché orfani e vedove avessero il giusto sostegno fu l’allora parlamentare, nonché sindaco di Ponte nelle Alpi. Giovanni Bortot. E proprio la figura di Bortot è stata ricordata in occasione del 66° anniversario della tragedia di Marcinelle e della 21.ma Giornata del sacrificio del lavoro degli italiani all’estero, che l’Associazione Bellunesi nel Mondo ha ricordato lunedì 8 agosto davanti alla propria sede, in via Cavour a Belluno, in cui è presente il monumento degli emigranti scolpito da Franco Fiabane. Un monumento che rappresenta anche la tragedia di Marcinelle.
Era l’8 agosto del 1956, quando un incendio scoppiato in uno dei pozzi della miniera di carbon fossile del Bois du Cazier (Marcinelle – Belgio) provocò un disastro che segnò per sempre la storia dell’emigrazione italiana. 262 vittime, provenienti da 12 diversi paesi,136 italiani, tra questi il bellunese Dino Della Vecchia. La tragedia, con il suo dolore, permise tuttavia di far luce sulle deplorevoli condizioni di lavoro nelle miniere, contribuendo finalmente all’introduzione delle maschere antigas.
«Ringrazio le autorità presenti, le Famiglie Ex emigranti e la figlia di Giovanni Bortot – le parole del presidente Abm Oscar De Bona – siamo qui per ricordare e per non dimenticare. Questo il ruolo dell’Associazione Bellunesi nel Mondo. Dobbiamo parlare sempre di più della nostre emigrazione, portando alla luce anche le molteplici tragedie sul lavoro che hanno coinvolto, in terra di emigrazione, centinaia di bellunesi».
Un’emigrazione di certo cambiata, come sottolineato dal consigliere del Comune di Belluno, Roberto Ferro: «Adesso si parla molto di fuga di cervelli, non più di valigie di cartone. Di certo è doveroso supportare anche quanti decidono di emigrare e cercare di farli rientrare in modo che queste eccellenze portino sviluppo nel nostro territorio».
Ma si è anche parlato di sicurezza sul lavoro e di come, anche ai giorni nostri, si continui a morire. A portare il proprio saluto il presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin, e il Ministro bellunese Federico D’Incà. L’onorevole Roger De Menech, pontalpino, è intervenuto proprio raccontando quanto fatto da Giovanni Bortot in veste di onorevole: «Da subito ha cercato di supportare il territorio Bellunese, a quell’epoca in difficoltà economica e attanagliato dall’emigrazione forzata. Emigrazione, in particolare quella nelle miniere e nelle gallerie, che mieteva vittime a causa della silicosi. E fu proprio Bortot che, nel 1972, firmò una legge che permise di avere un’assicurazione per chi operava in zone potenzialmente pericolose per questa malattia».
A ricordare Bortot anche il presidente onorario Abm, nonché già sindaco del Comune di Longarone, Gioachino Bratti: «Con Bortot la collaborazione è sempre stata assoluta. Ho due ricordi vividi di lui. Il primo ci porta al giorno dopo del disastro del Vajont: Giovanni con gli stivali sporchi di fango, fu uno dei primi che andò a prestare soccorso e lo trovai nel centro di emergenza per chiedere ulteriore supporto; il secondo invece è negli anni in cui fui Sindaco di Longarone. Un giorno venne nel mio ufficio perché doveva parlarmi, ma precisò che avrebbe aspettato il suo turno lasciando quindi prima le persone che avevano preso appuntamento con me. Un’ulteriore dimostrazione della sua umanità, correttezza e rispetto per il prossimo».
Alla figlia l’Abm ha voluto consegnare una pergamena come segno di riconoscenza.
La cerimonia si è conclusa con la benedizione del cero da parte del diacono Francesco D’Alfonso.

Migrazioni da ascoltare. La nuova sezione di Mimbelluno.it

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Il sito del MiM Belluno – Museo interattivo delle Migrazioni si amplia con una nuova sezione dal titolo “Migrazioni da ascoltare”. Aneddoti, curiosità, pillole, approfondimenti. Una vera immersione nel mondo dell’emigrazione. Sono una trentina le storie pubblicate che, oltre ad essere ascoltate, possono anche essere scaricare perché la storia dell’emigrazione italiana deve essere sempre più diffusa e condivisa. Questo il link per navigare direttamente sulla pagina “Migrazioni da ascoltare”.

Il Comites di Houston cerca professionisti che parlano italiano per aiutare i connazionali

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Creare una lista di professionisti che parlano italiano. È la nuova iniziativa lanciata dal Comites di Houston a favore della collettività di connazionali residenti in Texas, Louisiana, Alabama e Arkansas.

L’obiettivo è «aiutare i nuovi arrivati, facilitandone il processo di integrazione, e in generale tutta la comunità italiana, affinché possanno trovare aiuto e servizi nella propria lingua madre in modo semplice e veloce».

Per creare la lista, il Comites ha predisposto un apposito form rivolto a tutti i professionisti di diverse categorie, specificate in dettaglio sul sito: www.comiteshouston.org.

Per entrare nell’elenco è necessario: essere residenti nella circoscrizione consolare di Houston, essere autorizzati e abilitati a lavorare in uno degli Stati della circoscrizione (Texas, Louisiana, Oklahoma e Arkansas), parlare italiano.

«La lista di professionisti – la precisazione nell’avviso – avrà solo uno scopo informativo. Il Comites di Houston non si assume nessuna responsabilità circa le qualifiche dei professionisti o la qualità dei servizi da loro erogati».

“Immigrazione Italiana: storia, ricerca genealogica e cittadinanza”. Il corso a San Paolo

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Al via dal 20 agosto il corso in “Immigrazione Italiana: storia, ricerca genealogica e cittadinanza” organizzato dal Museo dell’Immigrazione dello Stato di San Paolo, in Brasile.

Oltre al giorno inaugurale, le lezioni sono in programma anche il 21 e 28 agosto. Appuntamento nell’auditorium del Museo dalle 10.00 alle 18.00.

I partecipanti potranno apprendere una sintesi della storia della migrazione italiana in Brasile, informazioni generali e suggerimenti sulla ricerca genealogica (con particolare attenzione ai registri dei migranti) e aspetti storici e pratici su riconoscimento e concessione della nazionalità.

Le lezioni saranno tenute da Virginio Mantesso (docente, storico e genealogista), Henrique Trindade (storico e ricercatore) e Daniel Taddone (sociologo e genealogo).

Il costo di partecipazione è di 250 real.

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