177. 80.mo anniversario della tragedia di Izourt. L’ABM sarà presente con il vice presidente Rino Budel e i consiglieri Carniel e Tegner

Il 24 marzo 1939 la valle del Vicdessos è stata protagonista di un’immane tragedia con la catastrofe avvenuta durante la costruzione della diga di Izourt, nel comune di Auzat (Francia). La terribile tempesta di neve che si è abbattuta sulla montagna e il cantiere, uccidendo 31 operai, tra cui 29 emigranti italiani e, tra loro, quattro bellunesi: Remigio Ferigo di Sedico, Giuseppe Martini di Vigo di Cadore, Primo Mondin di Quero e Lucindo Paniz di Santa Giustina, resterà per sempre una ferita aperta nella storia di questa valle e un dramma per le famiglie delle vittime.

Dopo la guerra gli anni trascorrono ed il vento dell’oblio soffia su questo tragico evento, ma nel 2002 uomini e donne del “Pays de Vicdessos” si riuniscono in seno all’Associazione “Souviens-toi d’Yzourt – Ricordate” per rendere un solenne omaggio a coloro che, rischiando le proprie vite, hanno contribuito alla produzione idroelettrica della valle. Con la partecipazione dell’Alliance Franco-Italienne de Midi-Pyrénées si è voluto mettere in opera le condizioni necessarie affinché questa tragedia non sia mai dimenticata e questo dovere della memoria apra le porte di un’autentica amicizia franco-italiana fra le reciproche regioni.

Proprio questa sinergia ha portato alla celebrazione dell’80° anniversario della tragedia di Izourt, che si terrà nelle giornate del 22 e 23 giugno.

Dalla provincia di Belluno partirà una comitiva in corriera dal comune di Quero – Vas, con la presenza della “Corale Stramare”, mentre dell’Associazione Bellunesi nel Mondo saranno presenti il vice presidente Rino Budel e i consiglieri Luisa Carniel e Massimo Tegner.

Il programma prevede sabato 22 giugno la deposizione di un mazzo di fiori e la solenne celebrazione di commemorazione sul luogo della tragedia, arricchita dal canto di cori italiani; seguirà il pranzo a Vicdessos e, nel pomeriggio, la Santa messa nella chiesa di Auzat; dopo la cena festeggiamenti all’interno della festa di San Giovanni. Domenica 23 giugno la giornata proseguirà con la festa di San Giovanni. In occasione dell’80° di Izourt saranno inaugurate a Vicdessos diverse mostre fotografiche inerenti la tragedia stessa, la storia della società di Mutuo Soccorso San Giovanni Battista e la retrospettiva della vita nella vallata un secolo fa.

175. Il MiM Belluno al seminario “Sistema Museale Nazionale” organizzato dalla Regione del Veneto. Oscar De Bona: «La Regione Veneto e il Ministero dei beni Culturali sostengano il MiM Belluno, uno dei pochi musei a livello nazionale dedicato ai flussi migratori»

La Regione del Veneto, in collaborazione con il Polo Museale del Veneto – Ministero per i Beni e le Attività culturali, il Coordinamento Regionale Friuli Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige e Veneto Icom Italia, ha organizzato un seminario rivolto a tutti i musei del Veneto, pubblici e privati per presentare il Sistema Museale Nazionale: un’opportunità per i musei del Veneto che entro l’anno potranno disporre di una rete di collegamento tra musei e luoghi della cultura, al fine di migliorare l’offerta culturale e rispondere ai livelli uniformi di qualità. L’evento, svoltosi venerdì 14 giugno al Palazzo delle Ragione – Fondamenta Santa Lucia, ha visto la partecipazione di numerosi musei presenti nel territorio del Triveneto, tra questi anche il MiM Belluno – Museo interattivo delle Migrazioni con il direttore Marco Crepaz. Nell’arco del seminario, oltre al saluto dell’assessore alla Cultura della Regione Veneto Cristiano Corazzari, sono intervenuti Antonio Lampis, direttore della Direzione generale Musei del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Babet Trevisan, coordinatrice del coordinamento regionale Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Veneto di Icom-Italia, Maria Teresa De Gregorio, direttore della Direzione Beni Attività culturali e Sport Regione del Veneto, Daniele Ferrara, direttore del Polo Museale del Veneto, Aurora Di Mauro, Ufficio Musei Regione del Veneto, Alberta Facchi, Polo Museale del Veneto e Valentina Galan, direttore Unità Organizzativa Coordinamento Servizi Culturali Territoriali della Regione del Veneto.

È stato illustrato nel dettaglio il D.M. 113 del 21 febbraio 2018 riferito all’adozione dei livelli minimi uniformi per i musei e i luoghi della cultura di appartenenza pubblica con attivazione del Sistema museale nazipnale (SMN).

Ci sarà infatti una rivoluzione che riguarderà anche i musei privati, tra cui il MiM Belluno. Per entrare nel SMN il singolo museo dovrà fare domanda di accreditamento rispondendo, con un sì o con un no, a un questionario di 171 domande. Il questionario che dovrà essere compilato on line attraverso il sito del Polo Museale veneto verrà inviato dalla Regione Veneto al Ministero dei Beni e delle Attività culturali, che confermerà l’accreditamento o no del museo.

«Il MiM Belluno di certo farà domanda di accreditamento al SMN», sono le parole del presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo (che è titolare del MiM Belluno, ndr), «Ma ci auguriamo che ci sia un maggior sostegno economico soprattutto per i piccoli musei che con coraggio, determinazione e passione portano avanti la cultura e la storia italiana». «Mi auguro inoltre», conclude sempre De Bona, «che ci sia un occhio di riguardo al MiM Belluno perché è uno dei pochi musei a livello nazionale che si occupa, in modo non convenzionale e dinamico, al fenomeno migratorio che ha coinvolto e continua a coinvolgere l’Italia e il Veneto».

172. Veneti nel Mondo. Aperto il bando regionale per esperienze culturali/formative in Veneto

Manuela LanzarinApprovato dalla Giunta regionale del Veneto il bando per la realizzazione di esperienze culturali/formative nell’ambito del contesto lavorativo veneto. L’iniziativa rientra nel Programma annuale degli interventi a favore dei veneti nel mondo. La durata del progetto, da realizzare in collaborazione con Aziende operanti in Veneto, avrà la durata di un mese. Possono partecipare giovani emigrati o oriundi veneti residenti all’estero, laureati e di età compresa tra i 18 e i 39 anni. Le candidature per l’assegnazione del contributo possono essere presentate da amministrazioni pubbliche, istituzioni culturali, associazioni senza scopo di lucro, associazioni, comitati e federazioni di circoli veneti iscritti al registro regionale (art. 18 della L.R. n. 2/2003). Le domande dovranno pervenire all’Unità Organizzativa Flussi Migratori entro e non oltre le ore 12.00 dell’8 luglio 2019. Per tutti i dettagli: http://www.regione.veneto.it/web/veneti-nel-mondo/interventi-culturali.

Centri per l’Impiego del Veneto: in arrivo 171 assunzioni

Nuove assunzioni nei Centri per l’Impiego del Veneto. Nell’ambito del piano di rafforzamento avviato dalla Regione sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale gli avvisi relativi ai bandi di concorso pubblico indetti da Veneto Lavoro per l’assunzione di 171 profili professionali.
Nello specifico, sono previste 87 assunzioni a tempo indeterminato, di cui 50 in categoria C e 37 in categoria D, e 84 assunzioni a tempo determinato, di cui 54 in categoria C e 30 in categoria D. Le posizioni aperte sono le seguenti: Istruttore Amministrativo Contabile, Operatore Mercato del Lavoro, Tecnico Informatico Statistico, Tecnico Informatico, Specialista Comunicazione, Specialista Amministrativo Contabile, Specialista Informatico, Specialista Informatico Statistico, Analista del Mercato del Lavoro, Specialista nei Rapporti con i Media, Specialista in Mercato e Servizi per il Lavoro.
Il testo integrale dei bandi, con l’indicazione dei requisiti, le modalità di partecipazione e tutte le altre informazioni relative alle procedure concorsuali sono disponibili sul sito di Veneto Lavoro, www.venetolavoro.it.
Le domande di partecipazione devono essere presentate entro l’11 luglio 2019.

156. Regione Veneto. Torna il premio per tesi di laurea sull’emigrazione. Da sempre l’Associazione Bellunesi nel Mondo mette a disposizione la biblioteca delle migrazioni “Dino Buzzati” e il Centro studi sulle migrazioni “Aletheia”

Tesi di laurea sull’emigrazione veneta: la Regione bandisce la seconda edizione del premio. Il concorso è riservato a laureati presso le Università del Veneto che abbiano discusso una tesi nell’anno in corso (2018/2019) o nei due anni precedenti (2016/2017 e 2017/2018). I lavori possono riguardare qualsiasi disciplina/settore, purché abbiano per oggetto tematiche connesse all’emigrazione. La partecipazione è gratuita, le domande vanno presentate entro il 16 settembre 2019. Il vincitore riceverà la somma di 5.000 euro (al lordo delle ritenute fiscali previste per legge), una targa attestante il riconoscimento e il testo della sua tesi sarà pubblicato sul sito della Regione.Per Bando e modulistica: www.regione.veneto.it
«Una iniziativa davvero importante», sottolinea il presidente Abm Oscar De Bona, «per lo studio e la diffusione dell’emigrazione Veneta. A tal proposito la nostra Associazione mette a disposizione di ricercatori e studenti la Biblioteca delle migrazioni “Dino Buzzati” e il Centro studi sulle migrazioni».

154. Inaugurata la mostra “Emigrazione dalla montagna dolomitica nel corso del novecento”

Sull’emigrazione nel Bellunese e nel Veneto sono uscite in questi ultimi decenni molte pubblicazioni, ma alcune zone, come ad esempio quella dell’Alto Agordino, non sono state finora indagate in profondità. Luciana Palla, studiosa originaria di Livinallongo, ha iniziato una ricerca sui movimenti demografici (emigrazione/immigrazione) in particolare nei comuni di Livinallongo, Colle Santa Lucia e Rocca Pietore, che percorra tutto il novecento fino ad oggi: lo scopo è quello di documentare l’esodo da questi paesi montani, ma anche di indagare quali opportunità sono offerte oggi, o si prospettano per domani, per far vivere dignitosamente le comunità di montagna.
Come primo risultato di questo progetto di ricerca, sabato 1 giugno scorso è stata inaugurata a Colle Santa Lucia la mostra “Emigrazione dalla montagna dolomitica nel corso del novecento”, progetto finanziato e organizzato dall’Istituto Culturale Ladini di Colle S. Lucia, con il patrocinio e la collaborazione dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, che ha sostenuto con entusiasmo l’iniziativa: sono rappresentate con fotografie d’epoca, documenti e lettere, le storie di vita di persone emigrate prima verso l’Australia, l’Argentina, le “Americhe”, e in seguito verso i paesi europei (Francia, Svizzera e Germania erano gli Stati di destinazione scelti da questi paesi soprattutto nel secondo dopoguerra fino agli anni 70 del novecento).
Dopo i ringraziamenti il direttore dell’Istituto ladino, Denni Dorigo, ha parlato dell’attualità di questo tema: dall’importanza di una storia dell’emigrazione ancora mancante nel quadro degli studi storici delle nostre comunità, al problema della montagna oggi, con l’esodo di tante forze vitali e lo svuotamento dei paesi che nemmeno lo sviluppo del turismo è ancora riuscito a fermare.
Il sindaco di Colle Santa Lucia Paolo Frena e la presidente dell’Istituto ladino Elsa Zardini hanno anch’essi sottolineato la correlazione del mondo di ieri con quello dell’oggi: la memoria storica – hanno detto in sintesi – è fondamentale per capire quello che succede oggi.
Luciana Palla, curatrice della mostra, ha poi illustrato l’iniziativa nei suoi principali temi. «La mostra – ha detto – riguarda in particolare Colle Santa Lucia, Livinallongo e Laste, ma lo sguardo è più generale, sul resto dell’Alto Agordino sul quale si amplierà l’indagine nel prossimo futuro. Già nell’esposizione attuale ci sono riferimenti ad esempio a Selva di Cadore, Pescul, Alleghe».
La realizzazione dell’iniziativa è stato possibile soprattutto grazie al concorso della gente che ha messo a disposizione interi epistolari, fotografie e tanti ricchi racconti di vita. Nelle fotografie scattate in Australia, in Argentina, in Africa, in Svizzera, ecc., da mandare ai parenti rimasti a casa, ci si mette in posa, ci si fa fotografare in gruppo col vestito elegante, si ostenta sicurezza. Difficilmente si possono cogliere i lati oscuri di quella vita: la fatica, la sporcizia, la sofferenza, gli infortuni. Le lettere però ci fanno capire molto meglio la situazione reale dei migranti nei loro luoghi di lavoro: vi si percepisce spesso la delusione, la fatica, la difficoltà di trovare lavoro perché le opportunità economiche non erano quelle sperate, i pregiudizi e le discriminazioni verso gli italiani. Un settore della mostra è dedicato all’emigrazione femminile di cui poco ancora si parla: il lavoro delle donne fu determinante sia nel nuovo mondo che nella vecchia Europa.
«Qui ricordiamo – dice Luciana Palla – soprattutto la storia di chi ce l’ha fatta, di chi è riuscito a riscattarsi, ma non possiamo raccontare le vicende di quelli che si sono persi, che per un motivo per l’altro hanno fallito: di costoro purtroppo non è rimasta traccia».
Nella mostra ci si concentra soprattutto su storie di emigrazione di singole persone, di singole famiglie o gruppi di paese: sono storie esemplari, perché ogni singola vicenda presenta esperienze diverse ma comuni a tanti, e dall’insieme di queste storie si può avere un quadro dell’emigrazione universale, non confinata ai comuni dell’Alto Agordino ma estesa all’intero mondo dell’emigrazione, senza confini geografici e cronologici.Un bel filmato di mezz’oretta accompagna la mostra: contiene quattro interviste di persone anziane che nel loro breve racconto riescono ad esprimere in modo molto efficace, anche sul piano emotivo, quella che fu l’esperienza dell’emigrazione, che hanno vissuto direttamente o tramite le vicende dei loro parenti. Raccontano di chi partiva, ma anche di chi aveva scelto di rimanere. Perché la partenza di tanti, soprattutto nel secondo dopoguerra, fu vissuta talvolta da chi restava come un tradimento, un abbandono, una sfiducia nelle possibilità che la propria terra poteva offrire.
La mostra è aperta fino al 15 settembre con i seguenti orari: giugno, luglio e settembre – giovedì, venerdì e sabato dalle ore 16.00 alle 19:00; agosto – tutti i giorni dalle 16.00 alle 19.00.
Per informazioni o prenotazioni di gruppi anche al di fuori di quest’orario, si prega di contattare l’Istituto Culturale Ladino “Cesa de Jan” a Colle S. Lucia: 0437/720609; info@istitutoladino.org – www.istitutoladino.org

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