249. L’Abm incontra a Toronto e Montreal le comunità venete

La voce del Veneto si sente forte in Canada. Ne sono una dimostrazione le visite che l’Associazione Bellunesi nel Mondo ha fatto alle comunità venete di Toronto e di Montreal, rispettivamente nelle giornate di mercoledì 2 e giovedì 3 ottobre. La comitiva bellunese, guidata dal presidente Abm Oscar De Bona, è stata ospite al Veneto Club di Toronto con la presenza del Consultore Sandro Zoppi e il direttore della Famiglia Bellunese locale Wanda Viecili con il suo presidente Anne Marie Bombassaro. «Siamo davvero onorati di essere qui con voi questa sera», sono le parole del presidente Abm Oscar De Bona, «Sappiamo che il vostro presidente Angaran è in Italia, ma voglio complimentarmi per quello che fate e per mantenere alto il nome del Veneto. Di certo da parte dell’Abm ci sarà sempre la massima collaborazione». Il giorno successivo, giovedì 3 ottobre, è stata la volta della comunità veneta di Montreal, presso la Casa del Veneto (sede dei Trevisani nel mondo, ndr). Ad accogliere il gruppo proveniente da Belluno il consultore Gianni Dolfato e diversi rappresentanti delle Associazioni venete in emigrazione, tra cui Francesca Faoro in rappresentanza della Famiglia Bellunese di Montreal. Un rinfresco “alla veneta” ha accolto il presidente Abm Oscar De Bona e il suo gruppo. «Grazie a Gianni per quello che fai per la Regione Veneto», ha sottolineato De Bona nel suo intervento, «Siete il motore dell’Associazionismo e di certo sapete che potete contare sull’Associazione Bellunesi nel Mondo».

246. In fase conclusiva il progetto finanziato dalla Regione Veneto “Un sogno chiamato Veneto”

La comitiva in visita al Museo Fulcis di BellunoBrasile, Messico, Argentina presenti. Sono questi i Paesi rappresentati dai dodici partecipanti al progetto Abm “Un sogno chiamato Veneto” sostenuto dalla Regione Veneto e che si concluderà mercoledì 16 ottobre.

In dieci giorni la comitiva ha avuto modo di riscoprire la terra da dove partirono i propri avi tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento. Belluno, Feltre, Asolo, Treviso, Venezia, Bassano del Grappa, Dolomiti. Sono alcune delle zone venete visitate in questi dieci giorni, grazie al supporto dei volontari dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, che giorno dopo giorno, hanno accompagnato il gruppo di discendenti veneti.

Un soggiorno non solo turistico, ma anche di incontri con la comunità locale. Toccante la partecipazione alla commemorazione del 56° anniversario della tragedia del Vajont al cimitero monumentale di Fortogna. Uno dei partecipanti, Nereo Valdessolo, era presente come alpino i giorni dopo l’immane tragedia del ’63.

Ieri la partecipazione a “Mele a Mel”, domani a Verona e mercoledì 16 partenza dal “Marco Polo” di Venezia.

«Ringrazio la Regione Veneto», sono le parole del presidente Abm Oscar De Bona, «per sostenere queste iniziative, che portano una reale promozione del Veneto nel mondo. Non mi stancherò mai di dire che con un investimento di uno verso le comunità di veneti presenti all’estero, si può portare a casa dieci».

L’Associazione Bellunesi nel Mondo crede nel “Turismo delle radici” e progetti come questi devono essere sempre più sostenuti dalla Regione Veneto e dagli Enti locali.

243. Al via il progetto finanziato dalla Regione Veneto “Un sogno chiamato Veneto”

Dal Sud America a Belluno per scoprire il Veneto. Tracciando all’inverso la rotta che oltre un secolo fa percorsero i loro avi costretti a emigrare. Non per via marittima, in questo caso – come raccontato dai famosi “trenta giorni di nave a vapore” della canzone – ma su un più comodo aereo che atterrerà a Venezia e che regalerà a dodici oriundi veneti l’opportunità di esplorare la regione da cui partirono tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento i loro nonni e bisnonni. Un oceano di distanza, ma radici comuni da ritrovare e vecchi legami da riallacciare. A fare da ponte l’Associazione Bellunesi nel Mondo con un progetto finanziato dal Dipartimento Flussi Migratori della Regione Veneto dal titolo “Un sogno chiamato Veneto”. Progetto che prenderà il via domenica 6 e si concluderà il 16 di ottobre. Messico, Argentina e Brasile. Questi i Paesi rappresentati dai partecipanti. Tutti over 65, come previsto dalla direttive regionali. Per loro un ricco programma che permetterà di approfondire storia, cultura e bellezze paesaggistiche del territorio nel quale risiedono le loro origini. Previste infatti le visite alle città di Belluno, Longarone, Padova, Treviso, Asolo, Venezia, Feltre, Mel, Canale d’Agordo e Verona, alle Dolomiti e al Lago di Misurina, nonché a luoghi dal forte valore simbolico come la diga del Vajont (proprio nel giorno dell’anniversario della tragedia) e il Museo di Papa Luciani. «Per le adesioni ci siamo attivati con le nostre Famiglie Bellunesi e i Circoli veneti in Brasile, Messico e Argentina – sono le parole del presidente Abm Oscar De Bona – Paesi nei quali è ancora forte l’identità veneta. Per chi partecipa al progetto è sempre una grandissima emozione venire qui e spesso queste iniziative rappresentano l’unica occasione per rinsaldare un rapporto di affinità molto radicato e sentito. Lo testimonia il fatto che quasi tutti quelli che negli anni abbiamo accolto parlano ancora il dialetto veneto».

Lutto in provincia di Belluno. È scomparso Max Pachner

Nel primo pomeriggio di oggi, dopo breve malattia, è mancato all’età di 68 anni Max Pachner. Già sindaco del Comune di Sappada, presidente dell’Azienda di soggiorno turistico di Sappada, vice presidente della Provincia di Belluno, Segretario dell’assessorato regionale ai Flussi Migratori, anima delle minoranze linguistiche e Rotaryano.

«Se ne è andato un grande amico, che conoscevo da quarant’anni, di cui venti vissuti tutti i giorni fianco a fianco», sono le parole di un commosso Oscar De Bona, presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, «Ho avuto modo di conoscerlo negli anni Ottanta. Ci accomunavano gli stessi ideali politici, io nel partito socialista e lui come espressione dell’Unione sappadina».

Attualmente era consigliere tecnico della Magnifica Comunità del Cadore e da sempre è stato l’organizzatore e il promotore di un convegno sulla minoranza linguistica che tutti gli anni veniva organizzato a Sappada e che vedeva la presenza di numerosi studiosi, dall’Italia e dall’estero, che trovavano un momento di confronto e di scambio di conoscenze in discussioni aperte su lingue e dialetti.

«Mi ritengo davvero fortunato di avere avuto un valido collaboratore come Max» continua De Bona, «Un amico sincero e leale. Uno dei protagonisti dell’associazione “L’intesa bellunese”, che attraverso i gruppi consiliari della “Intesa dolomitica” ha lavorato, con altre forze politiche all’interno del Consiglio provinciale, nel promuovere tutte le iniziative per raggiungere una maggiore autonomia della Provincia di Belluno».

Doveroso ricordare il contributo di Max Pachner nell’arrivare alla stesura del “Protocollo d’intesa” tra le Provincie di Belluno,  Sondrio e Verbania-Cusio-Ossola che, nel 2001, venne firmato dai rispettivi Presidenti e che è stato un atto fondamentale per le iniziative, sia a livello parlamentare, che a livello regionale, che hanno permesso di formulare la Legge n. 25/2014 sull’autonomia del territorio bellunese.

«Max era efficiente, sempre disponibile ad ascoltare tutti e pronto a trovare le giuste risposte», mette in evidenza De Bona, «Quanto dispiacere provava quando, per vari motivi, non era possibile esaudire le richieste che le Amministrazioni e le varie articolazioni della nostra società chiedevano all’assessorato ai Flussi migratori, di cui era segretario, o in Provincia di Belluno quando copriva la carica di Vice presidente».

Autonomia del bellunese. Questa la sua vera missione. «Certamente», conclude De Bona, «Se questa battaglia condotta per dodici anni assieme al sottoscritto, a Sergio Reolon e a tanti altri, avesse portato ad oggi (2019 ndr) i risultati concreti che speravamo, molto probabilmente Sappada sarebbe rimasta in provincia di Belluno e anche tu, caro Max, avresti avuto meno dispiacere».

Max Pacher ha avuto un rapporto diretto anche con l’Associazione Bellunesi nel Mondo e l’intero settore migratorio veneto e nazionale. Per cinque anni, come responsabile della segreteria dell’Assessorato ai Flussi migratori della Regione Veneto, ha partecipato a numerose iniziative e attività anche in rappresentanza dell’assessore De Bona.

«In questa veste di presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo», termina De Bona, «Non posso che ringraziarlo del generoso contributo che ha portato».

Progetto calcistico Veneto-Italia 2019 con il Veneto Club di Melbourne

Australia e Veneto legati dal calcio. Il Veneto Club di Melbourne annuncia infatti il Progetto calcistico Veneto-Italia 2019, un tour nelle province di Verona e Padova con una selezione delle squadre under 16 e under 15 del Football Club Bulleen Lions di Melbourne.
La selezione sarà in Veneto nell’ultima settimana di settembre per disputare quattro amichevoli ufficializzate sia dalla Football Federation Australia che dalla Fifa.
Il 23 settembre giocherà con l’F.C. Legnago Salus, il 24 settembre con l’Hellas Verona, il 26 settembre con l’A.C. Chievo Verona e il 30 con il Calcio Padova. Oltre agli eventi sportivi, il gruppo incontrerà alcuni rappresentanti istituzionali: l’assessore regionale ai servizi sociali, con delega ai Flussi migratori, Manuela Lanzarin e l’assessore del Comune di Verona, con delega alle relazioni internazionali e ai Veronesi nel Mondo, Francesca Toffali.
«Con questa specifica progettualità – spiega il Veneto Club Melbourne – desideriamo ancora una volta porre l’accento sulla volontà di mantenere ben saldi i rapporti e i collegamenti con la Regione di provenienza dei nostri soci e più in generale della collettività veneta del Victoria, attiva e partecipativa».

Per maggiori informazioni: www.venetoclubmelbourne.com.au

232. Ricordato a Mas di Sedico il 54° anniversario della tragedia di Mattmark. Nel 2020 l’Abm organizzerà un viaggio nel Vallese per il 55° anniversario

L’intervento del vice sindaco di Sedico, Gioia Sacchet.30 agosto 1965 Vallese, Mattmark (Svizzera). Una data e un luogo che non devono essere dimenticati, perché persero la vita, a 2000 metri di altitudine, 88 operai intenti a costruire una diga in terra battuta. Milioni di metri cubi di ghiaccio e roccia si staccarono dal ghiacciaio dell’Allalin abbattendosi sulle baracche dei lavoratori. 88 le vittime, di cui 56 italiane e di queste 17 bellunesi. A loro è andato il ricordo in occasione della commemorazione del 54.mo anniversario della tragedia di Mattmark organizzata dalla Famiglia Ex emigranti “Monte Pizzocco”, con il supporto dell’Associazione Bellunesi nel Mondo. Domenica 1 settembre erano presenti i parenti delle vittime, i superstiti, le Famiglie ex emigranti con le Famiglie Bellunesi del Trentino, di Roma e del Nord Reno Westfalia, gli alpini le Amministrazioni comunali di Sedico, Belluno, Santa Giustina, San Gregorio nelle Alpi, Cesiomaggiore, Sospirolo, Quero-Vas, Pieve di Cadore, Alpago e Domegge di Cadore e tutti si sono stretti nel deporre una corona d’alloro al monumento dell’emigrante presente a Mas di Sedico (Belluno), nel parco dedicato proprio alle vittime di Mattmark. «Siamo qui per non dimenticare – ha sottolineato il vicesindaco di Sedico, Gioia Sacchet – ma anche perché queste tragedie siano un monito per la sicurezza sul lavoro. Ancora oggi, purtroppo, si muore compiendo il proprio lavoro e questo non dovrebbe succedere. È nostro dovere ricordare il sacrificio dei nostri emigranti e ringraziarli per quanto fatto per lo sviluppo del nostro Paese». «Preservare la memoria della nostra emigrazione è la missione della Famiglia Ex emigranti “Monte Pizzocco”», sono le parole del presidente Marco Perot, «non ci stancheremo di commemorare queste tragedie, che hanno tanto colpito i nostri emigranti. Questi ragazzi emigravano per vivere e dare un futuro migliore alle loro famiglie. Non dovevano morire. Il loro ricordo deve vivere in tutti noi».

Un fenomeno, quello dell’emigrazione bellunese, poco conosciuto ai giovani e che l’Associazione Bellunesi nel Mondo vuole invece portare nelle scuole. «Ringrazio Marco Perot per organizzare ogni anno, assieme alla Famiglia “Monte Pizzocco”, questa importante commemorazione», sono le parole del presidente Abm Oscar De Bona, «la nostra Associazione, grazie al contributo della Regione Veneto, sta per realizzare un libro didattico che verrà distribuito, nei prossimi mesi, a 1800 studenti e riguarderà la storia dell’emigrazione bellunese e veneta dalla fine dell’Ottocento ai giorni nostri».

Il consigliere regionale Franco Gidoni, nel suo intervento, ha voluto ricordare come ancora ai giorni nostri si continua ad emigrare e che questo flusso in uscita sta portando un serio impoverimento culturale e professionale della regione Veneto.

Dello stesso parere il consigliere provinciale Ivan Minella, che ha voluto ribadire come la Provincia di Belluno debba essere di supporto alle molteplici attività dell’Associazione Bellunesi nel Mondo.

La cerimonia si è conclusa con la benedizione della corona d’alloro da parte di don Davide Fiocco e con l’annuncio che l’Associazione Bellunesi nel Mondo, per il 55° anniversario della tragedia di Mattmark, organizzerà un viaggio nel Vallese il 30 agosto 2020.

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