Coronavirus. Vietnam

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In risposta all’emergenza sanitaria causata da COVID-19, il Governo vietnamita ha disposto che, dal 22 marzo, è temporaneamente sospeso l’ingresso in Vietnam di tutti gli stranieri, ad eccezione di diplomatici, delegazioni ufficiali e lavoratori altamente qualificati, che rimangono comunque sottoposti all’obbligo di quarantena. Il Governo vietnamita ha inoltre introdotto una serie di misure restrittive mirate al contenimento del contagio da Covid-19 nel Paese, tra cui: obbligo di auto-isolamento, obbligo di rispettare una distanza interpersonale minima di 2 metri, divieto di assembramento oltre le 2 persone, contingentamento dei voli e dei trasporti interni, chiusura dei negozi e servizi non essenziali. Tali misure sono valide fino al 15 aprile, con possibile estensione oltre tale data.

Fonte: www.viaggiaresicuri.it (2.04.2020)

Coronavirus. Nuova Zelanda

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A chi si trovi in Nuova Zelanda e debba raggiungere Auckland o l’aeroporto internazionale Christchurch per poter rientrare in Italia, è consentito l’uso di voli interni, in quanto la necessità di raggiungere un aeroporto è ritenuta un motivo essenziale per il viaggio. In particolare, a chi debba spostarsi sul territorio neozelandese per le ragioni indicate, è consentito prendere un mezzo proprio (auto, anche a noleggio, o veicolo guidato da amici/parenti), un taxi o un servizio di condivisione del trasporto, trasporto pubblico via terra, voli interni. Per maggiori informazioni sulle opzioni di trasporto, consultare www.covid19.govt.nz. E’ necessario che il viaggio segua la rotta più diretta e che, durante il tragitto, sia rispettato il requisito di distanziamento sociale stabilito dalle autorità locali. Prima di partire per raggiungere l’aeroporto, se si è in procinto di prendere un volo interno per raggiungere l’aeroporto internazionale da cui prendere un volo per lasciare la Nuova Zelanda, è necessario accertarsi che il volo interno e il volo internazionale siano programmati a non più di 24 ore di distanza uno dall’altro (non deve quindi trascorrere più di un giorno tra la partenza del volo interno e quella del volo internazionale). Colui che si mette in viaggio deve essere già in possesso del biglietto aereo per il volo internazionale, non deve essere stato riscontrato positivo al COVID-19 o, se è stato contagiato, deve avere un’autorizzazione medica al viaggio. Per mettersi in viaggio non si devono presentare sintomi compatibili con COVID-19 e non si deve essere in attesa dei risultati del test per COVID-19. Infine, non si deve essere stati a stretto contatto con una persona contagiata o sospetta di aver contratto il virus e non si deve aver viaggiato al di fuori della Nuova Zelanda nei 14 giorni prima della partenza. All’arrivo a Auckland o all’aeroporto internazionale di Christchurch, sarà richiesto di mostrare il proprio biglietto aereo e le autorità locali potranno effettuare controlli sanitari. Se i controlli verranno superati, il viaggiatore dovrà raggiungere il banco del check-in. In caso contrario, le autorità locali potranno vietare la partenza.

Fonte: www.viaggiaresicuri.it (2.04.2020)

Coronavirus. Indonesia

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Al fine di contenere la diffusione del nuovo coronavirus in Indonesia, le Autorità locali hanno disposto misure preventive e restrittive attuate in modo rigido. A partire dal 2 aprile a tutti i cittadini stranieri è vietato l’ingresso e il transito in Indonesia. Limitate eccezioni sono previste per i cittadini stranieri con permessi di soggiorno di durata limata (KITAS) e permanente (KITAP) e altre speciali categorie. Non è da escludere che nuove e più stringenti misure, che potrebbero includere anche divieti o limitazioni agli spostamenti all’interno del Paese, possano essere varate con poco o nessun preavviso. I collegamenti aerei verso l’Europa sono estremamente limitati e difficoltosi e potrebbero ulteriormente diminuire nel prossimo futuro.

Fonte: www.viaggiaresicuri.it (2.04.2020)

Coronavirus. Guyana francese

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In risposta all’emergenza Covid-19, il Governo della Guyana francese ha disposto la riduzione dei voli da e verso il Paese a partire dal 18 marzo. Sono consentiti solo i voli per particolari motivi: motivi familiari imperativi, salute, spostamenti professionali non derogabili. I vettori aerei verificheranno al momento dell’imbarco giustificativi e autocertificazione e comunicheranno all’agenzia della salute regionale i nominativi dei passeggeri, recapiti e indirizzi. E’ in vigore inoltre un coprifuoco dalle 21.00 alle 05.00.
Coloro che entrano in Guyana devono osservare un periodo di quarantena di 14 giorni, notificato agli interessati dalla polizia di frontiera. Vige il divieto per navi passeggeri di più di 30 metri in navigazione internazionale e per le imbarcazioni da diporto extra UE di fare scalo o ormeggiare nelle acque territoriali della Guyana e di fare sbarcare passeggeri, salvo imbarcazioni oggetto di salvataggio da parte del Centre Régional Opérationnel de Surveillance et de Sauvetage aux Antilles et en Guyane (CROSS AG). Lo scalo delle imbarcazioni da diporto è consentito solo in due porti (Saint-Laurent de Maroni e Degrad-des-Cannes); le persone imbarcate segnalano il loro arrivo alla capitaneria per beneficiare del servizio di consegna di beni alimentari e osservano un periodo di quarantena di 14 giorni; se un membro dell’equipaggio presenta sintomi riconducibili al Covid-19 la sua presenza va segnalata al CROSS AG. Per maggiori informazioni: www.guyane.gouv.fr.

Fonte: www.viaggiaresicuri.it (2.04.2020)

Coronavirus. Giappone

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A partire dalle 23.59 del 20 marzo e fino al 30 aprile (prorogabile) è stata sospesa la validità dei visti emessi da Consolato e Ambasciata giapponese in Italia (ovvero l’etichetta incollata nel passaporto che serve per il primo ingresso in Giappone). Pertanto, chi ha ottenuto il Japan Visa da Consolato/Ambasciata giapponesi entro il 20 marzo e non è ancora entrato in Giappone, dal 21 marzo non potrà più utilizzarlo a tal fine e dovrà richiedere un nuovo visto. Sono inoltre sospese tutte le esenzioni di visto, per cui si rende necessario a partire dal 20 marzo, per qualsiasi viaggio in Giappone, a qualunque titolo, fare domanda di visto presso le Rappresentanze giapponesi in Italia. Si ricorda che dal 27 marzo è in vigore un divieto temporaneo di ingresso per coloro che, prima dell’arrivo in Giappone, siano stati in uno dei Paesi elencati nell’secondo avviso presente su questa Scheda Paese. In esito alle sempre più stringenti misure restrittive relative all’ingresso di cittadini stranieri nel Paese, la maggior parte dei voli tra il Giappone e altri Paesi, in particolare Europei, sono stati sospesi o cancellati. I voli diretti da/per l’Italia operati da Alitalia sono sospesi almeno fino al 30 aprile. Si prega di contattare le singole compagnie o agenzie di viaggio per avere dettagli su eventuali cancellazioni. L’Ente Nazionale del Turismo Giapponese (JNTO) ha un numero diretto (+8150 38162787) h24 che fornisce informazioni turistiche e consigli relativi al coronavirus.

Fonte: www.viaggiaresicuri.it (2.04.2020)

Coronavirus. Cambogia

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Al fine di prevenire la diffusione del COVID-19, le Autorità del Regno di Cambogia hanno comunicato che, a partire dal 17 marzo e per i successivi 30 giorni, non sarà più consentito l’ingresso nel Paese a tutti gli stranieri provenienti da Italia, Francia, Germania, Spagna, Stati Uniti e Iran. I confini terrestri con Laos, Thailandia e Vietnam sono chiusi. A partire dal 31 marzo, le autorità cambogiane hanno disposto la sospensione dell’esenzione dal visto e del rilascio di visti turistici, visti elettronici e visti all’arrivo per tutti gli stranieri, per un periodo di un mese. Ogni viaggiatore che desideri recarsi nel regno di Cambogia, deve ottenere un visto dalle rappresentanze diplomatiche cambogiane prima di partire. Il viaggiatore deve essere dotato di un certificato medico, rilasciato dalle competenti autorità sanitarie del suo Paese non oltre 72 ore prima del viaggio, attestante la negatività al test per coronavirus, nonché un certificato assicurativo con copertura medica per un importo di almeno 50.000 dollari USA, per tutta la durata del soggiorno. I requisiti del certificato medico e della copertura assicurativa non si applicano ai titolari di visto diplomatico cambogiano (visto di tipo A) o di visto ufficiale (tipo B). All’arrivo in Cambogia, tutti gli stranieri saranno sottoposti ad una valutazione sanitaria prima di essere autorizzati all’ingresso nel Paese. Chi presenti sintomi compatibili con COVID-19 sarà soggetto ad isolamento domiciliare obbligatorio, quarantena o altre misura di prevenzione in base alle indicazioni del Ministero della Salute locale. Attualmente le scuole sono chiuse e, dal 17 marzo, lo sono musei, cinema e luoghi di ritrovo. Il 30 marzo è stata decretata anche la chiusura dei casinò, particolarmente numerosi nel Paese. Si ricorda che l’Ambasciata d’Italia a Bangkok è competente per l’assistenza ai connazionali in Cambogia. Si raccomanda di visitare il sito web www.ambbangkok.esteri.it, sezione Notizie e Comunicati Stampa, per ulteriori informazioni.

Fonte: www.viaggiaresicuri.it (2.04.2020)

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