Giornata internazionale delle lingue dei segni. Il MiM Belluno la celebra con i nuovi percorsi in Lis

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Il 23 settembre in tutto il mondo si celebra la Giornata internazionale delle lingue dei segni.  La ricorrenza è stata proclamata nel 2017 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite su proposta dalla Federazione mondiale dei Sordi, fondata proprio il 23 settembre del 1951. L’obiettivo è quello di promuovere politiche e pratiche che siano inclusive e votate ad aumentare la consapevolezza sulle esigenze delle persone sorde.
Il MiM Belluno, Museo interattivo delle Migrazioni (museo di proprietà dell’Associazione Bellunesi nel Mondo) da questa settimana propone anche i percorsi in LIS (Lingua Italiana dei Segni) con le guide virtuali Laura Fedeli e Laura Volpato. Percorsi grazie ai quali anche le persone sorde possono vivere un’esperienza di visita al museo in totale autonomia, ma senza rinunciare alle informazioni e ai consigli che potrebbe fornire l’accompagnamento di una guida in carne ed ossa.
«In onore di questa Giornata – annuncia il presidente Abm, Oscar De Bona – il 23 settembre di ogni anno il MiM Belluno sarà accessibile gratuitamente a tutte le persone sorde. Un modo per essere sempre più inclusivi e aperti».

La terra bellunese viaggia nel mondo con Dino Buzzati. Appuntamento il 22 ottobre

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Nato a Belluno, ma conosciuto e tradotto in tutti i continenti. Stiamo parlando di Dino Buzzati, giornalista e scrittore fortemente legato alla sua terra di origine («uno dei posti più belli non già dell’Italia ma dell’intero globo terracqueo»). Una terra che, grazie alla sua opera, ha viaggiato e tutt’ora “viaggia nel mondo”.

È proprio questo il titolo della conferenza che l’Abm, con la sua Biblioteca delle migrazioni e in collaborazione con l’Associazione Internazionale Dino Buzzati, organizza per il cinquantesimo anniversario della morte di uno dei più celebri figli del Bellunese: “La terra bellunese viaggia nel mondo con Dino Buzzati”.

A cura di Patrizia Dalla Rosa, responsabile della Ricerca del Centro Studi Buzzati, l’incontro approfondirà la traduzione e ricezione all’estero dei lavori dello scrittore, in particolare in quei Paesi in cui sono presenti consistenti comunità di emigrati, come Argentina, Messico, Venezuela, Brasile, Svizzera, Francia, Germania, Belgio, Stati Uniti, Inghilterra, Australia, Sudafrica e Canada.

L’appuntamento è per sabato 22 ottobre alle 20.30 alla sala “Bianchi” di Belluno (viale Fantuzzi 11).

Gli obiettivi dell’iniziativa sono molteplici: da un lato mettere in luce – in termini non strettamente accademici – la portata e la rilevanza degli studi e dei contributi prodotti all’estero sull’opera e la figura di Buzzati; dall’altro evidenziare come nei suoi scritti, Buzzati abbia trattato temi connessi ai diversi Paesi che verranno presi in considerazione. Inoltre, si dimostrerà quanto l’essere nato a Belluno abbia inciso sulla formazione di Buzzati, segnando fortemente la sua opera e la sua persona.

Nella prima parte dalla conferenza verranno approfondite le ragioni per cui i bellunesi all’estero dovrebbero sentirsi orgogliosi del fatto che uno scrittore della loro terra di origine non soltanto sia così tanto tradotto, ma anche studiato nel Paese che li ospita.

Nella seconda parte, verranno analizzati gli scritti di Buzzati relativi ai Paesi che vedono la presenza bellunese (ad esempio: Marcinelle per il Belgio; Mattmark per la Svizzera; gli scritti sull’affondamento dell’Andrea Doria (27 luglio 1957) per gli Stati Uniti; la spedizione sul Cerro Torre per l’Argentina; la tragedia della San Paolo (11 dicembre 1951) per il Brasile; varie mostre in Germania; le Olimpiadi in Austria, ecc.).

Nella terza parte si mostrerà come siano proprio gli elementi del paesaggio locale bellunese ad aver fatto di Buzzati lo scrittore che il mondo conosce, perché sono proprio questi paesaggi a diventare, nella sua pagina e nei suoi dipinti, elementi significativi che “parlano di altro”: la Piave, le crode, le valli più remote, le frane, le nebbie, le foreste. “Simboli” che con lui narrano del tempo che scorre, dell’immaginazione su cosa c’è oltre una quinta di montagne…

Nella quarta e ultima parte verrà fornita una bibliografia, sia in italiano che in lingua straniera.

Per maggiori informazioni sull’iniziativa è possibile contattare l’Associazione Bellunesi nel Mondo al numero 0437 941160 o all’email: biblioteca.migrazioni@bellunesinelmondo.it.

Clicca QUI per visualizzare la locandina.

Caro bollette. Chiude la sala lettura della Biblioteca delle migrazioni “Dino Buzzati”. Rimodulato l’utilizzo dell’energia elettrica degli Uffici Abm

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Il caro bollette colpisce anche l’Associazione Bellunesi nel Mondo. «Abbiamo ricevuto questa settimana la bolletta della luce riferita ai mesi di luglio e agosto – fa sapere il presidente Abm Oscar De Bona – e la cifra è triplicata rispetto al 2021. Non oso immaginare come si prospetteranno i prossimi mesi, sia per la luce, sia per il riscaldamento».
La sede dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, presente in via Cavour 3 a Belluno, offre infatti diversi servizi aperti al pubblico. Tra questi anche la Biblioteca delle migrazioni “Dino Buzzati” in cui è presente, oltre al servizio di interprestito, una sala lettura. «A malincuore siamo costretti a sospendere un servizio molto utilizzato in questi ultimi anni dagli studenti bellunesi e non solo». Sì, perché una delle prime azione mosse dall’Abm per fronteggiare il caro bollette sta nella chiusura al pubblico della sala lettura.

Un servizio che è stato prezioso e che ha supportato anche l’utenza della Biblioteca civica del capoluogo.

«Siamo un ente privato e purtroppo questa scelta è d’obbligo. A preoccuparci è anche il MiM Belluno, Museo interattivo delle Migrazioni. Un museo visitato da molti studenti soprattutto nel periodo invernale. Avevamo optato per un biglietto “leggero” rivolto agli studenti, ma visti i tempi dovremo rimodulare l’offerta».

Insomma anche il Terzo settore, di cui fa parte l’Associazione Bellunesi nel Mondo, dopo due anni di difficoltà dovuti al Covid-19 adesso si ritrova a fronteggiare un aggravio economico probabilmente ancora più pesante di quello provocato dalla pandemia.
Gli stessi uffici Abm hanno rimodulato l’utilizzo dell’energia elettrica spegnendo anche l’insegna esterna e adottando fari a led mirati alle postazioni di lavoro.

«E pensare – conclude con un sorriso amaro De Bona – che avevamo pensato di installare nella nostra sede una stufa a pellets per ridurre il consumo della caldaia a gas. Fortuna che non l’abbiamo fatto, dato che oggi un sacco di pellets costa anche € 13,00 a differenza del 2021 che era pari a € 4,40. È il caso di parlare di speculazione? Credo proprio di sì. Peccato che, come sempre, a rimetterci è la parte sociale e culturale. Sono davvero preoccupato per il nostro futuro… a breve termine».

Il MiM Belluno diventa accessibile alle persone sorde

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Il momento dell’inaugurazione dei nuovi percorsi in Lis del MiM Belluno. Da sinistra Francesco Santin, Oscar De Bona e Diego Cassol.

La LIS – Lingua Italiana dei Segni entra al MiM Belluno, il Museo interattivo delle Migrazioni. Una scelta maturata da tempo dall’Associazione Bellunesi nel Mondo (proprietaria del Museo) e che si è potuta concretizzare grazie a un contributo concesso dalla Direzione Generale Musei del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo – fondo per il funzionamento dei piccoli musei.
Un progetto che ha impiegato in prima persona il personale Abm e la Blhyster, cooperativa sociale di Sedico, specializzata nella traduzione in LIS.
Stamattina il taglio del nastro con la presenza di Oscar De Bona, presidente Abm, Francesco Santin, Presidente di Bilhyster, e Diego Cassol, presidente della sezione bellunese dell’Associazione Nazionale Sordi.
«Ringrazio Santin e Cassol per avere sostenuto direttamente questo progetto – le parole di De Bona – oggi abbiamo abbattuto una barriera che non permetteva ai sordi di visitare il nostro museo. Il nostro obiettivo, con il MiM Belluno, è quello di diffondere la storia dell’emigrazione bellunese, veneta e italiana – di ieri e di oggi – a tutti. Siamo orgogliosi di essere uno dei pochi musei a livello nazionale ad avere reso accessibile alle persone sorde tutto ciò, ma mi auguro che questo sia motivo di esempio per altri musei».
«Abbiamo accettato con entusiasmo di collaborare a questo progetto – ha commentato Santin – un’azione molto importante, fatta dall’Associazione Bellunesi nel Mondo, di avvicinamento alle persone sorde, che ne aumenta l’inclusività e l’accessibilità».
«Di certo promuoveremo il MiM Belluno a tutti i nostri associati presenti nel Bellunese, in Veneto e in Italia – ha sottolineato Cassol – affinché vengano a visitare questo museo. È stato un vero piacere collaborare con l’Associazione Bellunesi nel Mondo per portare a termine questo progetto. Non vedo l’ora di visitare appieno i percorsi proposti in Lis».
Oltre alle visite “classiche” i percorsi in LIS (Lingua Italiana dei Segni) sono seguiti dalle guide virtuali Laura Fedeli e Laura Volpato, grazie alle quali si potrà vivere un’esperienza in totale autonomia, ma senza rinunciare alle informazioni e ai consigli che potrebbe fornire l’accompagnamento di una guida in carne ed ossa.
Quanti sono gli italiani emigrati nei secoli scorsi? Perché sono partiti? Quali sono le caratteristiche dell’emigrazione bellunese? Quali sono le aspirazioni delle migliaia di giovani che ancora oggi continuano a cercare opportunità all’estero? Come vivono e come si trovano gli immigrati che attualmente arrivano nel nostro Paese? A tutte queste domande cerca di rispondere il MiM Belluno, un museo che in modo non convenzionale apre una finestra sul mondo delle migrazioni. Quelle del passato, e quelle dei giorni nostri. Per comprendere in modo obiettivo i tanti perché di un fenomeno universale e perpetuo, che da sempre fa parte della storia dell’umanità e che sta segnando in modo profondo l’attualità.
Il Museo è organizzato in forma multimediale, con pannelli esplicativi, fotografie, filmati e numerose video interviste ai protagonisti delle vicende dell’emigrazione e dell’immigrazione.
Per maggiori informazioni e per prenotare una visita: www.mimbelluno.it

Lo scrittore Antonio G. Bortoluzzi promuove il concorso letterario Abm “Raccontare l’emigrazione veneta”

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Antonio G. Bortoluzzi testimonial del concorso letterario “Raccontare l’emigrazione veneta”.
Lo scrittore bellunese, autore dell’antologia Montagna madre, Trilogia del Novecento e dei romanzi Come si fanno le cose, Paesi alti, Vita e morte della montagna e Cronache dalla valle, vincitore, con le proprie opere, di numerosi premi e riconoscimenti a livello nazionale e membro accademico del Gruppo Italiano Scrittori di Montagna, sposa l’iniziativa dell’Associazione Bellunesi nel Mondo. E la promuove.
«L’epopea dell’emigrazione italiana, in particolare veneta, vive nelle memorie di chi è partito nell’Ottocento, nel Novecento e ci ha lasciato quella che possiamo chiamare “la grande narrazione della lontananza”», il suo pensiero. «Questa lunga storia ha sempre bisogno di nuove voci: anche oggi alcuni giovani fanno le valigie, certo, non è un esodo che riguarda milioni di persone, ma sono esperienze e numeri importanti. Dai nostri avi fino a noi e ai nostri figli, la memoria individuale e famigliare può diventare patrimonio comune, una terra piena di storie dove conoscerci, dove sentirci a casa e compresi».
Da qui l’invito: «l’Associazione Bellunesi nel Mondo attende il tuo racconto sull’emigrazione veneta. Buona scrittura».
«Siamo grati ad Antonio Bortoluzzi per le belle parole espresse a favore del nostro concorso», il commento del presidente Abm, Oscar De Bona. «Speriamo che l’appello di un autore così stimato e apprezzato anche fuori dai confini del nostro territorio possa stimolare tanti a prendere in mano la penna o a mettersi alla tastiera per dare forma al proprio racconto».
Il concorso è dedicato a racconti inediti e originali, reali o di fantasia, in lingua italiana, aventi a tema, appunto, l’emigrazione veneta, storica e attuale.
La partecipazione, gratuita, è aperta a chiunque abbia almeno sedici anni (bisogna essere nati entro il 31 dicembre 2006), ovunque residente (in Italia o all’estero).
Ogni autore può partecipare con un solo racconto, che dovrà avere minimo 10 mila e massimo 25 mila battute, spazi compresi. La scadenza per l’invio degli elaborati, da spedire via email a concorsoemigrazione@bellunesinelmondo.it, è fissata al 4 novembre 2022.
I dieci racconti finalisti verranno pubblicati in un libro edito dall’Abm. I primi tre saranno inoltre premiati con 500 euro (primo classificato), 300 euro (secondo) e 200 euro (terzo).
Il bando completo, con l’indicazione delle modalità di partecipazione, è disponibile sul sito: www.bellunesinelmondo.it.
Per maggiori informazioni è inoltre possibile contattare la sede Abm ai seguenti recapiti: tel. 0437 941160; email: concorsoemigrazione@bellunesinelmondo.it.

A Mas di Sedico ricordata la tragedia di Mattmark

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Ricordare per non dimenticare. Ricordare perché si possa lavorare, anche ai giorni nostri, in totale sicurezza. Nella mattinata di oggi, domenica 28 agosto, a Mas di Sedico è stato ricordato il 57.mo anniversario della catastrofe  di Mattmark. Una tragedia sul lavoro che colpì pesantemente la provincia di Belluno, all’epoca segnata da un’emigrazione di massa che ogni anno portava centinaia di bellunesi all’estero in cerca di un futuro migliore. Siamo in Svizzera, nel Canton Vallese, a circa 2.200 metri di quota in una località chiamata Mattmark. È il 1965. Centinaia di operai, soprattutto stranieri, sono impegnati a costruire la diga in terra battuta più grande d’Europa. Un’opera monumentale, modellata da faticosi turni di lavoro che vedono tra i protagonisti anche molti bellunesi giunti da tutta la provincia. Nulla farebbe presagire il disastro, se non un dettaglio: una parte delle officine e degli alloggi dei lavoratori è posizionata sotto la lingua di un immenso ghiacciaio, l’Allalin. E proprio il 30 agosto, alle 17.15 l’Allalin si mette in moto. Un blocco di circa due milioni di metri cubi di materiale si stacca e comincia una letale discesa che travolge tutto ciò che incontra sulla propria strada, compresi uomini e donne. Le vittime sono 88, di cui 56 italiane e tra queste 17 bellunesi.
E c’è un motivo perché ormai da una decina di anni la commemorazione si celebra a Mas: in questa frazione del comune di Sedico nel 2016 è stato intitolato un parco proprio alle vittime di Mattmark. Un parco con un monumento dedicato a chi è perito sul lavoro e in emigrazione. Un  monumento sostenuto e realizzato dalla Famiglia Ex emigranti “Monte Pizzocco”.
È proprio la “Monte Pizzocco”, assieme all’Associazione  Bellunesi nel Mondo e con il patrocinio dei Comuni di Sedico, Santa Giustina, Sospirolo, San Gregorio nelle Alpi e Cesiomaggiore, ha organizzato la commemorazione in ricordo delle vittime di Mattmark.
“Siamo qui per ricordare chi è morto per il nostro benessere. Siamo qui per i parenti di queste vittime – le parole del presidente della Monte Pizzocco Marco Perot – a loro va il nostro rispetto e la nostra gratitudine”. Stefano Deon, sindaco del Comune di Sedico, ha messo in evidenza come: “Questa commemorazione sia di estrema importanza perché deve essere da monito alle continue tragedie sul lavoro che continuano a presentarsi anche in questi anni”.
Si sono succeduti anche il sindaco di Domegge di Cadore, Achille Barnabò e il consigliere del Comune di Belluno Roberto Faoro.
“Grazie all’Abm e alle Famiiglie ex emigranti per quanto fate affinchè tali tragedie non vadano nell’oblio – le parole del presidente della Provncia di Belluno Roberto Padrin – la storia non deve essere dimenticata, ma da essa dobbiamo imparare per non fare gli stessi errori”.
Oscar De Bona, presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, dopo aver ringraziato le numerose Autorità presenti e aver letto le lettere giunte dal presidente dalla Regione Veneto, Luca Zaia, e dall’assessore regionale ai Flussi Migratori, Cristiano Corazzari, ha voluto dare la parola a Gianni Da Deppo, sopravvissuto di Mattmark, e ad Alchise Pinazza, che in questa tragedia perse il fratello. Da entrambi il ricordo atroce dei morti, della sofferenza dei parenti e degli incubi  che continuano ad avere. Questa è Mattmark. Presenti come sempre numerose Famiglie Ex emigranti, oltre alla Famiglia del Trentino e del Nord Reno Westfalia e al Gruppo alpini locale.
A conclusione della cerimonia è stata benedetta una corona d’alloro dal direttore della Migrantes di Belluno- Feltre diacono Francesco D’Alfonso: “Non dimentichiamo gli umili e chi fa il lavoro umile. Mattmark insegna”.

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