Il ministro Federico D’Incà in video conferenza con il Direttivo Abm
Autonomia, Olimpiadi 2026, sostegno al territorio di montagna, potenzialità delle comunità bellunesi all’estero, sostegno all’editoria di settore. Sono alcuni dei temi affrontati in occasione dell’incontro, svoltosi in video conferenza giovedì 25 marzo, tra il ministro bellunese Federico D’Incà e il Direttivo dell’Associazione Bellunesi nel Mondo.
«Ringrazio il ministro D’Incà per avere ascoltato la voce dei nostri emigranti, rappresentata dall’Associazione Bellunesi nel Mondo – ha evidenziato il presidente Abm Oscar De Bona – sono convinto che si possano mettere in atto delle azioni concrete per lo sviluppo della provincia di Belluno, anche con il prezioso supporto dei bellunesi residenti all’estero e l’interesse diretto dei nostri rappresentanti al Governo italiano».
Da sinistra il presidente Abm Oscar De Bona, il direttore Abm Marco Crepaz e – collegati via Zoom – il ministro bellunese Federico D’Incà e il Direttivo ABM
A tal proposito si è discusso con D’Incà di come l’Abm possa essere un volano importante per incrementare il turismo in provincia di Belluno, in vista anche delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. «Abbiamo strumenti come la rivista “Bellunesi nel mondo”, la web radio “Radio ABM” e, in modo diretto, le nostre Famiglie, che possono davvero aumentare il flusso di presenze nel territorio Bellunese, puntando sul turismo delle radici. Stiamo parlando di 400mila discendenti, che sono gli ambasciatori della terra dolomitica».
A proposito della rivista sempre De Bona ha chiesto al ministro D’Incà di tutelare e mantenere il contributo del Dipartimento dell’editoria rivolto alla stampa di settore.
Da parte dei consiglieri Abm sono state rivolte diverse domande. Tra queste anche l’autonomia del Veneto. «Anch’io avevo votato per l’autonomia di Belluno e del Veneto – la risposta di D’Incà – ma la drammatica emergenza sanitaria in corso, dovuta al Covid-19, ha messo alla luce diverse criticità delle singole Regioni. In Veneto si presenta troppo spesso un’“autonomia narrativa”».
Sempre il ministro D’Incà ha messo in luce tutti gli investimenti messi in atto dal suo Governo, sia prima con il presidente Conte, che adesso con il presidente Draghi, per la provincia di Belluno: viabilità, tutela del territorio e fibra. E l’investimento digitale di certo è quello di cui ha bisogno il Bellunese. Una provincia che necessita di una connessione Internet potente ed efficace.
«Il nostro territorio è stupendo e la qualità di vita è alta. Siamo carenti però di infrastrutture digitali – ha detto De Bona – e questo ostacolo deve essere al più presto superato. Tutti ne avranno beneficio».
Al Direttivo erano presenti anche rappresentanti dall’estero, come Ernestina Dalla Corte Lucio – consigliere Abm e presidente della Famiglia Bellunese dell’Argentina – e Lionella Brisinello, presidente della Famiglia Bellunese di Lipik (Croazia).
E a una domanda di Ernestina Dalla Corte il ministro D’Incà ha risposto: «Ernestina ti aspettiamo a Belluno. Stiamo investendo affinché tu possa trovare una provincia all’avanguardia, ecologica e digitale».
Storie di donne nelle Dolomiti fra Ottocento e Novecento: protagonista è la figura femminile, ora assurta al ruolo di eroina ladina come Caterina Lanz durante le guerre napoleoniche, oppure grande imprenditrice turistica in Val di Fassa agli inizi del Novecento come Maria Piaz, infine donne profughe dalle zone del fronte durante la prima guerra, e da ultimo storie di emigranti con le loro vite sofferte.
La rassegna stampa di Radio ABM, la web radio dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, dedicata alla lettura delle edizioni di oggi – giovedì 11 marzo 2021 – dei quotidiani bellunesi il “Corriere delle Alpi” e “Il Gazzettino”. Le notizie in primo piano: “Coronavirus. La situazione nel Bellunese”; “Variante inglese: la quarantena torna a 14 giorni”; “Vaccini: riprogrammata la campagna di somministrazioni”; “Didattica a distanza: l’avvio slitta a sabato”; “Mappa sismica del Veneto: sette comuni bellunesi nella fascia più a rischio”; “Bancarotta fraudolenta della Elco srl di Lentiai: al via il processo”, “Furto a Ponte nelle Alpi: rubate 4 mila gemme di viti resistenti”; “Sport, calcio: campionati regionali verso lo stop definitivo”.
L’Associazione Bellunesi nel Mondo, con il supporto della Biblioteca delle migrazioni “Dino Buzzati”, il Centro studi sulle Migrazioni “Aletheia” e Radio ABM, organizza un ciclo di incontri on line dal titolo “Migrar. Storie di emigrazione di gente di montagna”. Tre appuntamenti, a cura della storica Luciana Palla, che saranno trasmessi on line direttamente dal canale YouTube dell’Associazione Bellunesi nel Mondo.
Il primo, previsto per venerdì 12 marzo alle ore 18.00 (ora locale italiana), riguarda Storie di donne nelle Dolomiti tra Ottocento e Novecento: protagonista sarà la figura femminile, ora assurta al ruolo di eroina ladina come Caterina Lanz durante le guerre napoleoniche, oppure grande imprenditrice turistica in Val di Fassa agli inizi del novecento come Maria Piaz, infine donne profughe dalle zone del fronte durante la prima guerra, e da ultimo storie di emigranti con le loro vite sofferte.
Il secondo incontro, che si terrà venerdì 16 aprile prossimo, ripercorre La vita straordinaria dell’alpinista fassano Tita Piaz (1879-1948), il “Diavolo delle Dolomiti”, che rivoluzionò il ruolo di guida alpina e il modo di scalare le montagne. Fu però anche protagonista di primo piano nella vita politica dell’epoca, amico di Cesare Battisti, socialista e irredentista, poi antifascista e antinazista. Sul piano economico fu un antesignano dello sviluppo turistico di tipo moderno, facendo della montagna già agli inizi del novecento una risorsa di vita per la comunità dolomitica della Val di Fassa.
Il terzo incontro, programmato per venerdì 14 maggio, Quando ad emigrare eravamo noi, riguarda il tema dell’emigrazione, in particolare dai comuni di Colle Santa Lucia, Livinallongo e Rocca Pietore nell’Alto Agordino nella prima metà del novecento.
Tutti gli incontri saranno trasmetti in diretta dal canale YouTube dell’Associazione Bellunesi nel Mondo: www.youtube.com/user/bellunesinelmondo.
La pandemia e l’impossibilità di muoversi a proprio piacere non impedisce di parlare ancora di mobilità e di emigrazione. L’Associazione Bellunesi nel Mondo ha avuto l’onore di festeggiare in casa propria, anche se a distanza, 15° compleanno del Rapporto Italiani nel mondo, con lo “Speciale province d’italia 2020”. L’incontro, con il patrocinio della Regione del Veneto, della Provincia di Belluno e della Fondazione Migrantes, ha fornito – grazie ai suoi ospiti – preziosissime informazioni sulla mobilità e l’emigrazione dalle province di Belluno, Vicenza e Verona, comparando in alcuni casi l’emigrazione del passato con il presente e indagando circa le cause di questi nuovi spostamenti. Ad aprire l’incontro, un panorama delle attività dei servizi offerti dall’Abm grazie all’intervento del presidente Oscar De Bona; a seguirlo, l’intervento del diacono Francesco d’Alfonso, delegato diocesano della Fondazione Migrantes e direttore della Caritas di Belluno, il quale si è focalizzato sulle attività svolte nel suo ufficio, quindi comprensione ed empatia nei confronti delle persone che arrivano in Italia, sottolineando infine parole importanti come “solidarietà”, “accoglienza”, “diritti umani”.
Dopo questa introduzione, il dibattito è entrato nel vivo.
Il filone principale sembra sia stata proprio quello di cercare di comprendere le cause dell’emigrazione odierna. La mobilità non deve essere malata, deve esserci libertà, ma c’è libertà quando è la persona a decidere di emigrare per scoprire, conoscere e sperimentare e non costretta e obbligata dal un Paese che non la valorizza.
È ciò che Delfina Licata, referente dell’Area ricerca e Documentazione della Fondazione Migrantes nonché caporedattrice del Rapporto italiani nel mondo, ha citato nel suo discorso. Il suo intervento ha offerto una panoramica dell’emigrazione dal Veneto, regione simbolo dell’emigrazione italiana, con una ricerca volta a comprendere le vere cause della mobilità moderna per sfatare miti e “frasi fatte” e concentrarsi sulla verità. Nemmeno Belluno poteva sottrarsi a questo fenomeno, tanto che Dino Bridda, giornalista, e Diego Cason, sociologo, hanno esposto il loro saggio dedicato alla mobilità bellunese dall’Unità d’Italia ad oggi sottolineando le caratteristiche delle nostra emigrazione, raccontando i mestieri dei bellunesi e sottolineando le conseguenze del fenomeno, come lo spopolamento, il quale dovrebbe essere un campanello d’allarme per i piani alti, in quanto le aree montane non sono sempre facili ed è necessario adottare delle politiche specifiche per valorizzare le possibilità che offre. Riccardo Giumelli sociologo, si è spostato nella zona del veronese raccontando dei suoi viaggi all’estero e dei riferimenti alla sua città che ha trovato nelle comunità di discendenti italiano oltreoceano. Un elemento curioso ed affascinante che fa comprendere quanto le nuove generazioni di origine italiana siano legate al Paese dei loro nonni o bisnonni. Anch’egli riflette sull’importanza di lasciare liberi i giovani di partire e non è questo fattore l’errore del nostro Paese, bensì non dare l’opportunità di ritornare e di rimanere. Infine, Giuseppe Casarotto, sociologo e psicoterapeuta conclude fornendo una panoramica sulla situazione di Vicenza, creando un paragone tra emigrazione passata e presente. Nella prima l’italiano costretto a partire per non morire di fame; nella seconda il paradosso di una città come Vicenza, città ricca che offre lavoro, con basso tasso di disoccupazione che vede però i suoi giovani partire. Passare un periodo all’estero significa diventare adulti, conoscere, scoprire e per i vicentini c’è la necessità di partire nonostante un lavoro stabile. A volte, però, tornare è traumatico e non sempre si sentono valorizzati al massimo come nel periodo trascorso altrove. Come conclusione, a ricapitolare tutte queste preziose informazioni, il membro del commissione scientifica RIM, Toni Ricciardi, ha riassunto alla perfezione il dibattito, argomentando e prendendo spunto da tutti gli interventi.
Un incontro, moderato da Giulia Francescon – coordinatrice del Gruppo giovani Abm -pieno di spunti di riflessione e di informazioni, necessarie per conoscere ancora di più un fenomeno che fa parte da secoli della nostra storia, un campanello d’allarme per svegliare le coscienze e scavare in fondo nella speranza di trovarne le cause e adottare delle misure per risolvere affinché la mobilità non sia costretta, ma desiderata.
L’Associazione Bellunesi nel Mondo, con il patrocinio della Regione del Veneto, della Provincia di Belluno e della Fondazione Migrantes, ha organizzato sabato 20 febbraio un incontro on line dedicato allo “Speciale province d’Italia 2020” contenuto nel Rapporto Italiani nel mondo 2020 (Rim). In questo appuntamento l’attenzione si è focalizzata sulle province venete interessate a questo speciale ovvero Belluno, Verona e Vicenza. Presenti gli autori dei rispettivi capitoli: Dino Bridda e Diego Cason per il Bellunese; Riccardo Giumelli per il Veronese; Giuseppe Casarotto per il Vicentino.
Hanno portato inoltre il proprio contributo Delfina Licata, caporedattrice del RIM, Toni Ricciardi, membro della commissione scientifica del RIM e Oscar De Bona, presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo. A moderare l’incontro Giulia Francescon, coordinatrice del Gruppo Giovani Abm.
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