Fisco. Una nota dei parlamentari Pd eletti all’estero sul concetto di “residenza fiscale”

Riportiamo una nota con cui i parlamentari del Pd Laura Garavini, Massimo Ungaro e Angela Schirò chiariscono il concetto di “residenza fiscale”.

«Un recente parere dell’Agenzia delle Entrate (Risposta n. 203/2019) fa chiarezza su quale sia la residenza fiscale di un soggetto. In base al nostro ordinamento tributario Tuir (Testo Unico delle Imposte sui Redditi) si considerano residenti nel territorio italiano le persone, indipendentemente dalla loro cittadinanza, che per la maggior parte del periodo di imposta – ossia per almeno 183 giorni –  sono iscritte nelle anagrafi della popolazione residente o hanno nel territorio dello Stato italiano il domicilio o la residenza ai sensi del codice civile. Queste tre condizioni – precisa la nota – sono alternative, ossia basta il verificarsi di una sola di esse affinché una persona venga considerata fiscalmente residente in Italia, mentre invece solo quando queste tre condizioni sono tutte assenti tale persona non viene ritenuta residente in Italia».
«Per le persone considerate residenti in Italia il Tuir prevede che l’imposta si applichi sull’insieme dei redditi percepiti, a prescindere da dove essi siano prodotti, mentre per i soggetti non residenti l’imposta si applica solo sui redditi prodotti in Italia. Chi si trasferisce all’estero per lunghi periodi è tenuto ad iscriversi all’Aire per essere considerato fiscalmente residente all’estero».
«Ma cosa succede se, come purtroppo accade frequentemente, in virtù della normativa interna di due Stati un contribuente risulta essere residente fiscalmente in entrambi? Proprio per evitare la doppia imposizione fiscale l’Italia ha innanzitutto inserito nel Tuir (art. 165) la possibilità di applicare un credito per imposte pagate all’estero, ma ha inoltre stipulato centinaia di convenzioni contro le doppie imposizioni fiscali, anche e soprattutto con i Paesi di emigrazione italiana. Le convenzioni dovrebbero risolvere la questione del diritto impositivo determinando il Paese che ne ha la facoltà e le regole per eventuali rimborsi fiscali nei casi in cui il contribuente fosse tenuto a pagare le imposte in tutti e due i Paesi contraenti».
«L’Agenzia delle Entrate – conclude la nota – chiarisce ulteriormente come è determinata la residenza fiscale di una persona nel caso in cui ci fossero dei dubbi o dei conflitti normativi tra le normative nazionali: una persona fisica è considerata innanzitutto residente nello Stato in cui dispone di un’abitazione permanente, e in subordine (laddove disponga di una abitazione permanente in entrambi gli Stati) la residenza è determinata  secondo i seguenti criteri  disposti in ordine decrescente: 1) ubicazione del centro degli interessi vitali; 2) dimora abituale; 3) nazionalità della persona».

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella scrive ad Assia Belhadj, autrice di un libro edito da “Bellunesi nel mondo – edizioni”

«La ringrazio molto per il cortese invio di “Oltre l’hijab” e per quanto ha scritto nella Sua lettera. Superare i pregiudizi, conoscersi, rispettarsi accresce per tutti la qualità della vita». Sono le parole scritte dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella ad Assia Belhadj, autrice del libro “Oltre l’hijab. Una donna da straniera a cittadina” pubblicato dalla casa editrice “Bellunesi nel mondo – edizioni”.

La lettera è giunta oggi alla sede dell’Associazione Bellunesi nel Mondo ed è stata subito consegnata ad Assia. «Sono davvero emozionata ed onorata per la risposta del Presidente Mattarella», sono le parole di Assia Belhadj, «il messaggio che ho voluto dare con la pubblicazione del mio libro è proprio quello che ha scritto il Presidente della Repubblica».

Il libro è una storia personale che riesce a dar voce a esperienze molteplici, ad altri vissuti. La ricerca di un dialogo tra mondi e culture. Un libro da cui emergono questioni che toccano ciascuno di noi: l’identità individuale e sociale, l’attaccamento alle proprie origini, l’incontro con nuovi valori, la sfida di affrontare ogni giorno la vita schivando i colpi bassi per giungere ai propri piccoli e grandi traguardi. La quotidianità di una donna alle prese con i passaggi che segnano il cammino di tutti i migranti: la scelta di partire, lo spaesamento iniziale, l’adattamento al contesto di approdo, il processo – più o meno lungo, più o meno semplice – di integrazione. Il racconto di una donna arrivata da un altrove materiale, geografico, e simbolico. Un punto di vista sulla nostra realtà da chi ha imparato a conoscerla un po’ per volta, in un percorso denso di difficoltà e incomprensioni, ma anche di gioie e soddisfazioni. Un’immersione nei concetti di cultura, religione, cittadinanza che conduce ben oltre ciò che appare in superficie. Un invito a osservare le cose con occhi liberi da preconcetti, ad andare oltre l’hijab, oltre il velo dei pregiudizi e delle semplificazioni, per superare le barriere che confinano l’umanità su posizioni di chiusura nei confronti del diverso. Solo confrontandoci con ciò che non conosciamo possiamo vincere le paure e imparare a comprendere meglio noi stessi.

Parole di plauso giungono anche dal presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo Oscar De Bona: «Siamo davvero felici che il libro, pubblicato dalla nostra piccola casa editrice, sia stato apprezzato anche dal Presidente della Repubblica. L’Abm vuole diffondere a 360° il fenomeno migratorio, che da sempre interessa il nostro Paese, sia in uscita, sia entrata».

Assia Belhadj, Italo-Algerina, ha conseguito la maturità in Arabo classico e Filosofia. Da oltre dodici anni in Italia, opera come mediatrice culturale e si occupa di dialogo interreligioso organizzando incontri e iniziativedi conoscenza reciproca in tutto il territorio Veneto. È responsabile della sezione di Belluno del progetto Aisha, iniziativa nata per contrastare la violenza e la discriminazione contro le donne.

Riduzione dei parlamentari: al Senato il secondo via libera. Gli eletti all’estero passerebbero da 18 a 12

Approvato in seconda deliberazione al Senato il ddl costituzionale per la riduzione del numero dei parlamentari. 180 i voti favorevoli, 50 quelli contrari. Il testo, che prevede la riduzione dei deputati da 630 a 400 e dei senatori da 315 a 200, torna ora alla Camera per l’approvazione definitiva. Modifiche anche per quanto riguarda la rappresentanza degli italiani nel mondo, con gli eletti nella Circoscrizione estero che passerebbero da 12 a 8 alla Camera e da 6 a 4 in Senato.

Carta d’identità elettronica anche per gli italiani nel mondo

Ricardo MerloIl sottosegretario agli esteri Ricardo Merlo ha dichiarato in un post su Facebook: “Carta d’identità elettronica anche per gli italiani nel mondo: finalmente! Un’altra risposta concreta da parte del nostro governo alle richieste dei nostri italiani all’estero”.

“La sperimentazione partirà a settembre in tre sedi consolari, Vienna, Atene e Nizza. La carta – ricorda Merlo – verrà prodotta in Italia e mandata direttamente all’indirizzo del connazionale. Il Consolato si farà tramite della raccolta dei dati e dell’istruzione della pratica. Avviata la sperimentazione, l’obiettivo sarà quello di lavorare per fornire la carta d’identità elettronica a tutta la rete europea entro il 2020”.

“Quello della carta d’identità elettronica per gli italiani all’estero è un altro punto a favore di questo governo quando si parla di italiani nel mondo. Continuiamo a lavorare senza pause – assicura il sottosegretario Merlo in conclusione – per migliorare la qualità di vita dei nostri connazionali, dalle Americhe all’Australia passando per l’Europa, ovunque ci sia un italiano nel mondo”.

Istat. Prosegue il calo della popolazione

Sono 60.359.546 i residenti in Italia al 31 dicembre 2018. Meno 0,2% rispetto al 2017, ossia, in termini assoluti, un calo di oltre 124 mila soggetti. Ancora più marcato il decremento rispetto a quattro anni prima, con la perdita di 400 mila individui. A riportare i dati è l’Istat, l’Istituto nazionale di Statistica.
La diminuzione della popolazione residente – rileva l’Istat – si trascina dal 2015, configurando per la prima volta negli ultimi novant’anni una fase di declino demografico. La riduzione è interamente attribuibile alla popolazione italiana, che scende, al 31 dicembre 2018, a 55 milioni 104 mila unità, 235 mila in meno rispetto all’anno precedente (-0,4%). «Rispetto alla stessa data del 2014 – rileva l’Istituto – la perdita di cittadini italiani residenti in Italia è pari alla scomparsa di una città grande come Palermo (-677 mila). Si consideri, inoltre – prosegue l’Istat – che negli ultimi quattro anni i nuovi cittadini per acquisizione della cittadinanza sono stati oltre 638 mila. Senza questo apporto, il calo degli italiani sarebbe stato intorno a 1 milione e 300 mila unità». Nel quadriennio, infatti, è il contemporaneo aumento di oltre 241 mila unità di cittadini stranieri ad aver permesso di contenere la perdita complessiva di residenti.
Al 31 dicembre 2018 i cittadini immigrati sono 5.255.503, circa l’8,7% della popolazione; dato in aumento, rispetto al 2017, di 111 mila unità (+2,2%).
Per quanto riguarda le regioni di residenza, nel 2018 la distribuzione della popolazione per ripartizione geografica resta stabile rispetto agli anni precedenti. Le aree più popolose del Paese sono il Nord-ovest (dove risiede il 26,7% della popolazione complessiva) e il Sud (23,1%), seguite dal Nord-est (19,3%), dal Centro (19,9%) e dalle Isole (11,0%).
«La popolazione italiana – rileva l’Istat – ha da tempo perso la sua capacità di crescita per effetto della dinamica naturale, quella dovuta alla “sostituzione” di chi muore con chi nasce». Solo nel corso dell’ultimo anno la differenza tra nati e morti (saldo naturale) è risultata pari a -193 mila unità. Il saldo naturale della popolazione complessiva è negativo ovunque. Fa eccezione la provincia autonoma di Bolzano. «A livello nazionale – spiega ancora l’Istat – il tasso di crescita naturale si attesta a -3,2 per mille e varia dal +1,7 per mille di Bolzano al -8,5 per mille della Liguria. Anche Toscana, Friuli-Venezia Giulia, Piemonte e Molise presentano decrementi naturali particolarmente accentuati, superiori al 5 per mille».

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