Un bellunese alla guida del Telescopio Nazionale Galileo: il nuovo direttore è Adriano Ghedina

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Il bellunese Adriano Ghedina è il nuovoDirettore Scientifico della Fundación Galileo Galilei, Fundación Canaria, l’ente che per conto dell’INAF (l’Istituto nazionale di astrofisica) gestisce sull’isola di San Miguel de La Palma il Telescopio Nazionale Galileo, il più importante strumento ottico della comunità astronomica italiana.

Nato a Cortina d’Ampezzo nel 1970, Ghedina si è diplomato al Liceo scientifico “Galilei di Belluno” nel 1989. Nel 1996 la laurea in Astronomia a Padova. Dopo una collaborazione di sei mesi (tra il ’96 e il ’97) con l’Osservatorio Astrofisico e Astronomico di Asiago, dove ha lavorato alla progettazione e al montaggio del sistema di ottica adattiva proprio per il Telescopio Nazionale Galileo, il 15 novembre del 1997 è partito per La Palma con un contratto biennale come responsabile dell’Ottica del medesimo Telescopio.

A cavallo del nuovo secolo, tra il 1999 e il 2000, è diventato responsabile ottico e astronomo di supporto per l’ottica adattiva sempre al Telescopio Galileo, mentre nel 2005 è stato assunto come coordinatore tecnico dalla Fundación Galileo Galilei, che proprio da quell’anno ha iniziato ad amministrare il telescopio alla Canarie.

Un percorso, quello di Ghedina a La Palma, lungo venticinque anni, coronato con la nomina a Direttore della Fundación, ruolo nel quale subentra al dott. Ennio Poretti, a scadenza del suo mandato quinquennale.

Una nuova stella nel firmamento dei bellunesi che onorano la provincia di Belluno in Italia e all’estero, riconoscimento (con riferimento al Premio organizzato da Abm, Provincia di Belluno e Rotary) che Ghedina aveva peraltro ricevuto nel 2018, nel settore istituzioni, arte e cultura.

Fotografia tratta dalla pagina Facebook del Telescopio Nazionale Galileo.

Mamma d’Italia 1970. Fornace ricorda la bellunese Anna Reolon

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Una mamma speciale. Anche se un po’ riduttivo (come si vedrà), potremmo definire così Anna Reolon, bellunese di Visome emigrata in giovanissima età (a nove anni) nel Trentino. I genitori la affidarono a una nobile famiglia di Mattarello (Trento), presso la quale Anna – in cambio di lavori domestici – ottenne vitto e alloggio.

Nel 1906 si spostò a Fornace, accolta da una famiglia di contadini. Qui conobbe Domenico Lorenzi, figlio del suo datore di lavoro. I due si sposarono nella chiesa parrocchiale. Era l’ottobre del 1907, Anna aveva sedici anni. Fino a qui, niente di particolare. Poi la storia si fa eccezionale.

Perché Domenico e Anna ebbero ben diciotto figli: Ciro, Davide, Giuseppe, Matteo, Fortunato, Cesare, Cesarina, Romano, Costanzo, un altro Davide, Gildo, Giordano, fra Ilario, Enue, Luigia, Mario, Giovanna e Benito. I primi due, purtroppo, morirono in tenera età. Gli ultimi due – Giovanna e Benito – sono ancora in vita.

Anna, nata l’11 agosto 1891, affrontò un’esistenza di sacrifici e lavoro che nel 1970, su indicazione del Comitato Nazionale Femminile della Croce Rossa Italiana, le valsero il titolo di “Mamma d’Italia”. Ecco cosa riportava Bellunesi nel mondo del maggio di quell’anno:

«La festa della mamma di quest’anno resterà un ricordo indimenticabile per Anna Reolon in Lorenzi, la quale, domenica 10 maggio è partita per Roma per ricevere l’ambito riconoscimento di “Mamma dell’anno 1970”, alla presenza del Papa». E ancora: «Anna Reolon a settantanove anni, dopo una vita così intensa è una donna che ha saputo, per un giorno, ricordare agli italiani la fierezza e la forza delle donne e delle mamme bellunesi: un esempio che non può non aver commosso e riempito d’orgoglio noi bellunesi in patria e all’estero, perché Anna Reolon ha saputo percorrere una strada che è passata attraverso più di sessanta anni di emigrazione».

La “super mamma” morì il 14 febbraio 1984, a novantadue anni. Ma ancora oggi la sua storia è fonte di ispirazione e testimonianza di valori da preservare. Tanto che il 29 novembre scorso il Comune di Fornace ha voluto ricordare la propria concittadina intitolandole una sala pubblica.

Così ci ha scritto il sindaco, Mauro Stenico, nel darci notizia dell’evento: «Verso la fine del 2021 il signor Arrigo Postinghel, esperto conoscitore della storia e di molti aneddoti del nostro paese, mi consegnò una ricca documentazione giornalistica d’epoca relativa alla “Mamma d’Italia 1970”: la signora Anna Reolon, di Fornace. Il signor Postinghel, che era peraltro stato tempo addietro in visita presso il Municipio assieme al signor Benito Lorenzi, uno dei figli di Anna, mi chiese in quell’occasione di conservare il fascicolo di documenti presso gli archivi comunali, in modo da lasciarlo a disposizione di future generazioni eventualmente interessate a consultare testimonianze e atti relativi alla storia della nostra comunità. “Ottima idea!”, dissi e pensai immediatamente. Tuttavia, presto cominciai a riflettere se non si potesse fare qualcosa di più significativo per conservare la memoria di questa straordinaria donna. L’idea che sorse in me fu allora di intitolare una sala pubblica alla signora Reolon, a perpetuo ricordo. Ne parlai immediatamente con la Giunta, che valutò la proposta come un’iniziativa assai positiva. Tutti assieme, dopo aver vagliato diverse ipotesi, individuammo la sala pubblica della Scuola Primaria “Amabile Girardi” come spazio ideale per l’intitolazione. La struttura scolastica del paese avrebbe così conservato la memoria non soltanto della signora Amabile Girardi, ma anche, ex novo, di Anna Reolon».

Oltre alla cura dei figli, ha raccontato il primo cittadino ripercorrendo la biografia della celebrata nel discorso tenuto all’evento di intitolazione, Anna si dedicò all’assistenza del suocero infermo. Nel secondo dopoguerra (al conflitto presero parte sette dei suoi figli – tre dei quali fatti prigionieri – oltre al marito Domenico, già tornato senza un occhio dalle battaglie del ’15-’18), fu obbligata dalle ristrettezze economiche e dall’assenza di lavoro a darsi al contrabbando. «Una volta a settimana si recava a piedi da Fornace a Taio (circa cinquanta chilometri), dove si incontrava con alcuni contrabbandieri svizzeri che recavano sigarette».

Le proprie cure la signora Reolon le offrì anche alla vedova e ai bambini di uno dei suoi stessi figli morto in giovane età, così come ai nipoti regalatile da un altro dei suoi figli rimasto vedovo.

«Nel corso degli anni Settanta – spiega ancora il sindaco – per la sua straordinaria devozione cristiana alla famiglia e al prossimo, nonché per le eroiche virtù di umiltà, bontà, fede e spirito di sacrificio, ella divenne un vero e proprio riferimento a Fornace (e non solo). La signora Reolon soffrì vari lutti per la morte di figli e familiari, ma ebbe numerose gioie per la nascita di molti nipoti e pronipoti».

Ecco perché, «in ragione dei meriti, dei sacrifici compiuti, dell’eroismo e delle virtù dimostrate, il Consiglio Comunale di Fornace ha approvato all’unanimità la proposta di intitolazione della sala pubblica della Scuola Primaria “Amabile Girardi” ad “Anna Reolon (1891-1984), Mamma d’Italia”».

Le immagini ci sono state gentilmente concesse dal Sindaco di Fornace Mauro Stenico.

Premio letterario De Cia Bellati Canal. “Il Cavalier don Antonio Della Lucia” (Bellunesi nel mondo edizioni) tra i vincitori

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In archivio l’undicesima edizione del Premio letterario dedicato alla Contessa Caterina De Cia Bellati Canal. Organizzato dall’Istituto Bellunese di Ricerche sociali e culturali, il riconoscimento quest’anno era dedicato ai libri.

Quattro le sezioni previste dal bando: linguistica, storia e storia dell’arte, saggistica e narrativa.

Quarantacinque le opere in concorso, dodici quelle premiate, tre per ognuna delle categorie citate.

Per “Storia e storia dell’arte”, ad aggiudicarsi il premio è stato Loris Serafini, autore del saggio “Il Cavalier don Antonio Della Lucia. Biografia di un pastore rivoluzionario, filantropo e poeta”, edito dall’Associazione Bellunesi nel Mondo.

Settimo Festival della Migrazione. Appuntamento dal 23 al 26 novembre

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Al via da oggi il Festival della Migrazione. L’edizione di quest’anno, la settima, si svolgerà il 23, 24, 25 e 26 novembre tra Modena, Carpi e Ferrara.

Tema scelto: “Accoglienza, cittadinanza, nuove opportunità: come fratelli”.

L’iniziativa è promossa dalla Fondazione Migrantes, dall’Associazione Porta Aperta di Modena e dal Centro di Ricerca Interdipartimentale su Discriminazioni e vulnerabilità dell’Università di Modena e Reggio Emilia.

In programma quattro giorni di incontri, presentazioni di libri, laboratori ed eventi per approfondire il tema delle migrazioni.

Maggiori informazioni e programma completo sono disponibili sul sito: www.festivalmigrazione.it.

Italiani nel mondo, made in Italy e turismo delle radici. Bando dell’Aitef per una borsa di studio

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“Il ruolo degli Italiani del mondo per promuovere il made in Italy, i prodotti tipici e il turismo di ritorno”.

È il tema del bando con cui il Comitato di Presidenza dell’Aitef (Associazione Italiana Tutela Emigrati e Famiglie) mette a disposizione una borsa di studio del valore di mille euro in ricordo di Enrico De Pascale (direttore generale della Fnomceo, scomparso nell’aprile scorso).

«Il tema – sottolineano i promotori dell’iniziativa – è di grande interesse anche per individuare il nuovo ruolo che le associazione e gli italiani nel mondo devono svolgere. Infatti, il turismo delle radici è una leva che può consentire, attraverso la promozione delle tradizioni regionali, delle eccellenze, dei borghi e dei territori da dove è partita l’emigrazione, di intercettare i nostri connazionali che sono interessati alla ricerca delle proprie origini, a conoscere l’Italia e a promuovere i prodotti italiani».

Migrants.work: piattaforma online per il collocamento dei lavoratori stranieri

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Si chiama migrants.work. È la prima rete di collocamento privato dedicata al lavoro straniero attiva in Italia. L’iniziativa è del Consorzio Umana Solidarietà.

La piattaforma online è specializzata nel far incontrare domanda e offerta di lavoro.

«L’obiettivo – spiegano i promotori del portale – è quello di intercettare i migranti a partire dalla loro presenza nei centri di accoglienza, orientando anche il sistema verso iniziative di formazione dedicate, per proporli nel mercato del lavoro in maniera competitiva, proteggendoli dal rischio di reclutamento illegale».

Maggiori informazioni sono disponibili su: migrants.work.

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