Incidente sul Boscon con tre feriti

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Alle 15:00 circa di oggi, venerdì 27 maggio, i Vigili del fuoco sono intervenuti in via del Boscon lungo la SS 50, in località Salce a Belluno, per lo scontro tra tre auto: tre feriti.

I pompieri arrivati dalla sede centrale, con il personale di prima partenza, hanno messo in sicurezza i mezzi, mentre i feriti sono stati assistiti dal personale del SUEM. Due persone sono state trasferite in ospedale.

Sul posto le forze dell’ordine per la deviazione del traffico e i rilievi del sinistro. Le operazioni di soccorso dei vigili del fuoco sono in fase di ultimazione.

Volevo vedere la Tundra. Il 3 giugno la presentazione del libro a Belluno

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Un viaggio alla scoperta della natura più estrema. Per realizzare le avventure sognate da bambina. E per soddisfare una curiosità innata verso i luoghi più remoti della Terra.

È questa la linfa di Volevo vedere la Tundra (Idea Montagna Edizioni, 2021), il libro in cui Antonella Giacomini, giornalista, scrittrice e insegnante, racconta le proprie esperienze in giro per il mondo, mettendo nero su bianco emozioni, sfide, riflessioni e scelte di oltre trent’anni di esplorazioni nei luoghi più selvaggi del pianeta.

Orizzonti che, dalla Groenlandia alla Patagonia, sono ammantati di neve e di ghiaccio. Ma anche territori più miti, sempre permeati di quella bellezza con cui il paesaggio riesce a mettere a nudo debolezze, forze personali e, soprattutto, l’intrinseca fragilità del genere umano.

Un lavoro che si snoda attraverso quattordici racconti. Storie che – citando Silvia Metzeltin nella prefazione dell’opera – trasmettono la freschezza autentica di come si vivono davvero le situazioni inaspettate e incresciose, senza caricarne la drammaticità con eroismi, ma neppure minimizzandola, né addolcendone il ricordo, bensì lasciando emergere, con vena discorsiva non priva di umorismo, anche gli aspetti positivi di quel bisogno intimo dell’andare ad infilarsi in simili scelte, non foriere solo di rischi ma anche di conflitti esistenziali.

Il libro verrà presentato venerdì 3 giugno a Belluno. Appuntamento alle 20:30 presso la sede dell’Associazione Bellunesi nel Mondo (via Cavour, 3).

L’autrice dialogherà con Irene Savaris, vice direttrice del mensile “Bellunesi nel mondo” e responsabile comunicazione di Fidapa Bpw Italy, Distretto Nord Est, che organizza l’evento assieme all’Abm e alla Biblioteca delle migrazioni “Dino Buzzati”.

Ingresso libero. La serata sarà inoltre trasmessa in diretta sulla pagina Facebook e sul canale YouTube dell’Associazione Bellunesi nel Mondo.

Per informazioni:
tel. 0437 941160;
email: biblioteca.migrazioni@bellunesinelmondo.it.

Clicca QUI per visualizzare la locandina dell’evento.

Tratta in salvo una donna caduta nelle acque del lago di Auronzo di Cadore

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Un momento dei soccorsi

Nella notte di domenica 22 maggio, alle 23:30, i vigili del fuoco sono intervenuti in prossimità del ponte centrale del lago di Santa Caterina di Auronzo per il salvataggio di una persona caduta in acqua.

I pompieri di Santo Stefano di Cadore, con i volontari di Pieve di Cadore accorsi nell’immediatezza in quanto si trovavano in zona per un altro intervento, utilizzando un gommone, hanno tratto in salvo la donna finita in acqua.

La signora è stata portata a riva e presa in cura dal personale del SUEM e trasferita in ospedale. Sul posto anche i carabinieri. Le operazioni di soccorso sono terminate dopo circa un’ora.

Dona il 5×1000 all’Associazione Bellunesi nel Mondo. Codice fiscale: 00213580251

Resta incrodato per fotografare le Tre Cime di Lavaredo 

Alle 16.15 circa di domenica 15 maggio la Centrale del Suem di Pieve di Cadore è stata allertata da un escursionista in difficoltà sul Paterno. Partito dal Rifugio Auronzo con l’intenzione di fotografare le pareti nord delle Tre Cime di Lavaredo attraverso uno dei fori delle gallerie del Paterno, l’uomo diceva di avere perso il sentiero, essere scivolato ed essersi fatto male a una spalla. Individuato sulla parete dall’equipaggio dell’elicottero del Suem di Pieve di Cadore, A.C., 35 anni, di Torino, è stato recuperato dal tecnico di elisoccorso con un verricello di 40 metri ed è stato trasportato all’ospedale di Belluno, a seguito della probabile lussazione riportata.

“Dolomiti bellunesi, the mountains of Venice”, presentato il nuovo marchio di destinazione turistica

Il colore dell’enrosadira, la verticalità delle pareti rocciose. Sono questi i caratteri distintivi di “Dolomiti Bellunesi – the mountains of Venice”, il nuovo marchio di destinazione presentato dalla Provincia di Belluno, al termine di un vasto percorso di analisi delle peculiarità dell’offerta turistica, di studio dei mercati potenziali e di condivisione territoriale.
«Il percorso di studio della destinazione turistica e di costruzione del brand “Dolomiti Bellunesi” giunge oggi a una prima tappa fondamentale» spiega il consigliere provinciale delegato al turismo. «L’analisi effettuata dai nostri consulenti ha prodotto un marchio che non è un punto di arrivo, quanto piuttosto un trampolino di lancio su cui fondare il futuro dello sviluppo del nostro territorio. Oggi abbiamo una identità precisa: adesso dobbiamo promuoverla sul mercato, come già fanno tante altre località turistiche».
IL MARCHIO
Il nuovo marchio e il sistema di comunicazione generato diventano elementi cardine di un linguaggio distintivo per il Bellunese, uno strumento strategico fondamentale per l’affermazione della provincia come destination brand. Un linguaggio che racchiude la cultura di un territorio e che racconta lo stretto legame con le Dolomiti.
Nel marchio la “M“ diventa elemento segnico distintivo che richiama sia elementi propri del paesaggio (le cime e la verticalità), sia reperti storici legati territorio (in particolare alcune pietre dipinte con motivi triangolari, risalenti al Neolitico, conservate al museo civico di Belluno): si caratterizza per la presenza di tre “cime”, una centrale piatta e due laterali che si differenziano attraverso un taglio obliquo.
Particolare il font utilizzato, creato ex novo proprio per “Dolomiti Bellunesi” e disegnato dal type designer Giangiorgio Fuga, presso la fonderia Giò Fuga Type (GFT) nel 2022. Nasce dallo studio accurato della tradizione tipografica legata a Venezia e alle sue montagne. Tradizione presente per esempio nella lettera “e”, con il taglio della controforma in diagonale come quelle incise nella seconda metà del ‘400 da Nicholas Jenson e poi riprese subito dopo da Francesco Griffo per Aldo Manuzio.
Altro elemento fondamentale è la cromia: l’enrosadira è il fenomeno spettacolare per cui le cime delle Dolomiti assumono un colore rossastro, che passa gradualmente al viola, all’alba e al tramonto.
IL PERCORSO
Il nuovo marchio è il frutto di un percorso di analisi che si è avvalso della competenza dell’esperto internazionale di turismo Tom Buncle. Nella necessità di ripensare la destinazione turistica dopo la pandemia da Covid, è stata effettuata un’indagine su un vasto campione di potenziali turisti stranieri per comprendere cosa si aspettassero dalle Dolomiti Bellunesi. Da quell’analisi ha preso le mosse il lavoro di branding. L’obiettivo è stato quello di definire un marchio che non si limiti a rappresentare il sistema turistico, ma riesca a sedimentarsi e ad affermarsi come brand territoriale, quindi coinvolgente per le persone, le aree commerciali e industriali, le proposte culturali e di interesse sociale.
«La brand “Dolomiti Bellunesi, The Mountains of Venice” è la sintesi dei valori fondanti del territorio, del suo essere autentico e spettacolare, un paesaggio culturale fin dal Paleolitico Medio e un palcoscenico dove vivere indimenticabili avventure contemporanee» afferma Elio Carmi, dello studio milanese Carmi&Ubertis, che ha realizzato il nuovo marchio. «Le forme artistiche preesistenti, le caratteristiche distintive del paesaggio e le tracce storiche che testimoniano la memoria dei luoghi, sono l’origine del nuovo simbolo di territorio che cristallizza la vocazione innovativa delle “Dolomiti Bellunesi, le montagne di Venezia” e la qualità di vita che il territorio offre. Tutto ciò è la perfetta somma di tradizione e innovazione, di natura e accoglienza, di visioni per il futuro a partire dalla storia e dal proprio Genius Loci».
«Ringrazio tutti coloro che hanno lavorato a questo percorso. Il progetto “Vivere le Dolomiti”, al cui interno si colloca lo studio della destinazione e la creazione del brand, aveva e ha l’obiettivo di coltivare la vocazione turistica del nostro territorio. Ma senza un’identità precisa si correva il rischio che ogni vallata andasse per conto proprio» sottolinea il presidente della Provincia di Belluno. «Oggi invece siamo di fronte non tanto alla necessità di fare gioco di squadra, quanto al riconoscimento di un orgoglio territoriale – fortemente bellunese – che ha già creato i primi esempi di sinergia. Dovremo essere bravi a coltivare la collaborazione: i frutti si vedranno nello sviluppo del turismo, ma anche nel futuro che costruiremo per le comunità locali».

57 studenti bellunesi diventano “imprenditori del futuro” con una iniziativa sostenuta dal Gruppo giovani industriali

Orientamento scolastico e sviluppo di nuove competenze sono azioni sempre più strategiche e urgenti per il mercato del lavoro nel Bellunese, per questo Confindustria Belluno Dolomiti continua a entrare negli Istituti provinciali con iniziative mirate.

L’ultima della serie ha riguardato ben 57 fra studentesse e studenti che si sono sfidati in un “Business Game” per lo sviluppo della cultura d’impresa e dell’imprenditorialità all’interno di una iniziativa sostenuta e coordinata dal Gruppo Giovani dell’Associazione degli industriali che, nel corso di un evento che si è svolto il 3 maggio, ha voluto premiare i vincitori.

Il Gruppo, guidato da Marco Da Rin Zanco, ha messo infatti a disposizione degli studenti – per il secondo anno consecutivo – le licenze acquistate da una società norvegese produttrice di un gioco innovativo, che consente di simulare un progetto di impresa, un “business game” per l’appunto, utilizzato da 16.000 studenti di ben 32 Paesi, dagli Stati Uniti alla Cina. Quella bellunese è una delle poche presenze italiane all’interno di questa piattaforma.

I partecipanti sono stati proiettati nel futuro – nel 2040 per l’esattezza – e calati nei panni di imprenditori nel mercato emergente e ovviamente ancora futuribile dei jetpack (gli zaini-razzo che, grazie a una propulsione, permetterebbero a una persona di volare).
Il “gioco” è diffuso in numerose scuole superiori e università in tutto il mondo: attraverso l’utilizzo di tecnologie digitali si affrontano i diversi ambiti della realtà aziendale, dall’analisi di mercato alla ricerca e sviluppo, produzione, budget, marketing e finanza. Il tutto interamente in lingua inglese.

“E’ una iniziativa che avevamo promosso in piena pandemia e che abbiamo voluto riproporre visto il grande successo”, spiega Da Rin Zanco. “Si tratta di un gioco che consente di sviluppare competenze trasversali come quelle digitali, linguistiche, l’attitudine al lavoro di gruppo e al problem solving”, commenta Da Rin Zanco. “Tutte qualità che nel mondo del lavoro fanno sempre più la differenza e ricercatissime da parte delle aziende, soprattutto quelle del nostro territorio, ormai proiettate in un manifatturiero avanzato, dove il fattore conoscenza è cruciale”.

“Le incertezze legate al periodo – peraltro dopo due anni di pandemia – hanno accelerato ulteriormente l’evoluzione di prodotti e processi. Stare al passo coi tempi è indispensabile per garantire al nostro manifatturiero di rimanere competitivo sui mercati”, illustra sempre Zanco.

I 57 studenti partecipanti al progetto provengono dalle classi quarte e quinta dell’IIS “Segato-Brustolon”, dell’IIS Feltre Sezione Negrelli e Sezione Colotti, dell’ITE Calvi di Belluno e del Polo Val Boite Sezione ITE, oltre ad un gruppo di terza. Tutti hanno sviluppato il progetto in gruppi lavorando principalmente in orario extra-curriculare. L’impegno massimo richiesto è stato di 40 ore ed è stato inserito nel percorso per le competenze trasversali e l’orientamento (i cosiddetti PCTO) di ciascun ragazzo. Gli studenti sono stati affiancati dallo stesso Marco Da Rin Zanco, Mattia Stevanin e dal personale di Confindustria Belluno Dolomiti.

La medaglia d’oro è andata al team “I – JET” della Quarta AIA Segato composto da Alessandro Candeago e Luca Brandalise, mentre ad aggiudicarsi il secondo posto è stato il gruppo “ALESIO KOKA” della Quinta A Calvi con Alesio Koka, Alessandro Zampieri, Liam De Bona, Nicola Collarin, Silvia De March.
Terzi invece i colleghi del team “ZOZO” della Quarta AIA Segato che ha visto al lavoro Michele Baldissarutti, Nicolò Bianchet, Simone Peterle.
Menzione speciale per la Sezione Colotti dell’ISS di Feltre con Matteo Mantellato e Zakaria Bitbiren.
Agli studenti premiati sono stati distribuiti buoni spesa tra i 50 e i 150 euro.
“Anche quest’anno”, riprende Da Rin Zanco, “la risposta dei ragazzi è stata entusiasta. Significa che tanti sono disposti a cogliere le sfide del futuro: a noi imprenditori spetta mettere loro a disposizione gli strumenti e far capire che le nostre aziende sono pronte ad accoglierli”.

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