Emergenza Covid-19. La situazione nelle scuole bellunesi

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Coronavirus nelle scuole

Il Team scuole del Dipartimento di Prevenzione fa il punto settimanale sulla situazione dei contagi nelle scuole della provincia. Si ricorda che da gennaio è attivo il nuovo protocollo scuole che prevede che, in presenza di un caso positivo in una classe, i contatti identificati nella classe secondo linee guida siano posti in quarantena ed eseguano un test di controllo al termine della stessa (indicativamente al 10° giorno).

Attualmente le classi in carico al Dipartimento (quindi con almeno un positivo), tutte in isolamento domiciliare fiduciario come da nuovo protocollo, sono 15 così distribuite:

  • 1 scuola dell’infanzia
  • 3 della scuola primaria
  • 7 classi della scuola media
  • 3 classi della scuola superiore
  • 1 gruppo di ragazzi del convitto di Falcade.

In totale sono in isolamento 243 bambini/ragazzi e 6 insegnanti.

Dal 14 settembre 2020 ad oggi sono state prese in carico 565 classi.

Si ricorda che sono aperte le iscrizioni al webinar per genitori e insegnanti su come gestire l’impatto emotivo del Covid-19 in età evolutiva a cura della Psicologia Ospedaliera.
Il webinar si terrà dalle 18.00 alle 20.00 di mercoledì 03 febbraio 2021. Si parlerà di strategie per riconoscere e gestire le reazioni emotive legate all’emergenza sanitaria nei bambini e nei ragazzi. L’incontro sarà tenuto dall’equipe di Psicologia Ospedaliera con la partecipazione di Stefania Sacchezin, psicologa psicoterapeuta, specializzata in psicologia dell’emergenza, facilitator e supervisore Emdr Italia.
Il webinar si terrà sulla piattaforma Google Meet.

Per partecipare, inviare una e-mail all’indirizzo webinar.sospsicologico.aulss1@gmail.com
Verrà inviato via mail un link per accedere al webinar.

La rassegna stampa di venerdì 22 gennaio 2021

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La rassegna stampa di Radio ABM, la web radio dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, dedicata alla lettura delle edizioni di oggi – venerdì 22 gennaio 2021 – dei quotidiani bellunesi il “Corriere delle Alpi” e “Il Gazzettino”. Le notizie in primo piano: “Il Covid rallenta. Gli ospedali verso la normalità”; “Grandi opere. Belluno fuori dal piano”; “Cassa integrazione. A un passo dal baratro”; “Ha il diabete. Bimbo grave. Lo salvano e torna a scuola”; “Morto a 86 anni Pittarel, il “calzolaio del Papa”.

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Opere strategiche per il Paese. Nella lista del Governo non vi è traccia del Bellunese. La denuncia di Confindustria Belluno Dolomiti

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“Nella lista di opere pubbliche strategiche per il Paese che il presidente del Consiglio dei Ministri ha trasmesso al Parlamento, con i relativi commissari straordinari, non c’è nessuna traccia di Belluno e del Bellunese. Ancora una volta, il nostro territorio resta fuori dai grandi corridoi stradali e ferroviari nazionali e internazionali. Spero che – nel corso del dibattito parlamentare – si possa porre rimedio a questa ennesima mancanza di visione per la nostra montagna. È un segnale pessimo”.

Lorraine Berton

A dirlo è Lorraine Berton, presidente di Confindustria Belluno Dolomiti, all’indomani dell’invio alle Camere della lista delle opere ritenute strategiche per l’Italia e dei relativi commissari straordinari che dovranno occuparsene: “Parliamo di 59 opere pubbliche, 30 commissari, oltre 60 miliardi di investimenti da finanziare con il famoso Next Generation Eu. Si va dalla Salaria all’Alta velocità Brescia-Verona-Padova. In tutto questo Belluno semplicemente non esiste e non è mai esistita nonostante i problemi infrastrutturali del territorio siano noti, a tutti i livelli istituzionali, sia sul fronte stradale che su quello ferroviario. Se non si porrà rimedio, sarà l’ennesima occasione persa”.

“Qui intanto continuiamo ad andare avanti a spizzichi e bocconi con ritardi imbarazzanti nei cantieri lungo l’Alemagna e intere vallate che sono rimaste isolate con le ultime nevicate e frane, dallo Zoldano al Comelico”, la fotografia di Berton.

“Chiedo ai rappresentanti politici e istituzionali del nostro territorio un colpo di reni perché il nodo infrastrutturale bellunese entri nella programmazione del prossimo Next Generation Eu. I fronti sono tanti, dal miglioramento della ferrovia allo sviluppo della mobilità intervalliva, passando per lo sbocco a Nord. Qualcuno batta un colpo o si assuma la responsabilità politica e morale di tenerci fuori per l’ennesima volta”.

Le interviste di Radio ABM: «Volontariato in provincia di Belluno»

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A “Una Voce delle Dolomiti”, la rubrica quotidiana di Radio ABM, abbiamo parlato con Nevio Meneguz, Nicola De Toffol e Diego Cason di volontariato in provincia di Belluno. 
La chiacchierata è stata l’occasione per presentare il libro “Alle radici della solidarietà. Indagine sul Terzo settore in provincia di Belluno”, di Nicola De Toffol e Diego Cason (Isbrec, 2020).

Guarda l’intervista dal nostro canale YouTube

Ascolta il podcast

Questa è la storia di Martina Crepaz

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Martina Crepaz

Sempre di più si parla di mobilità giovanile, più che di emigrazione. Ed è proprio quello che stanno vivendo diversi ragazzi e ragazze della community di Bellunoradici.net. Un esempio concreto è quello di Martina Crepaz: una laurea in economia in tasca, un’esperienza decennale per una multinazionale in Svezia e adesso… nuove valigie e nuova vita in Spagna.

Perché hai deciso di trasferirti da un Paese del Nord Europa a uno del Sud Europa?
Già da tanto tempo mi ero resa conto che i Paesi nordici offrono molto a livello economico, ma poco a livello sociale e personale.
Avevo bisogno di un cambio. Ho preso un periodo sabbatico dal lavoro e ho iniziato a viaggiare alla riscoperta di me stessa. Questo viaggio mi ha portato più volte in Spagna, inaspettatamente e senza pianificarlo. Ed è stato proprio durante uno di questi viaggi, durante il cammino di Santiago, che mi sono resa conto che in Svezia ero diventata una persona diversa in cui non mi riconoscevo. Durante gli 800 km che portano i pellegrini da Saint Jean Pied de Port a Santiago ho riscoperto una Martina allegra, entusiasta e leggera che avevo abbandonato poco a poco negli anni. Mi sono chiesta se fosse l’aria spagnola a far uscire questa parte di me dimenticata, ma ancora ben presente.
Ho così deciso di fare una lunga vacanza durante l’estate a Malaga, mi sono innamorata della città e soprattutto della sua gente… e senza pianificarlo, né desiderarlo, lì ho deciso di rimanere alla fine della vacanza… un mese in piú e poi un altro… che si sono trasformati in quasi due anni.
Non ho deciso di trasferirmi. È stata la spontaneità, l’allegria e la spensieratezza di questo Paese che mi ha invitato e rapito.

Qual è stato il primo impatto?
Primo impatto positivo. Improvvisamente sconosciuti mi parlavano. Erano anni che non mi succedeva di avere piacevoli chiacchierate alla fermata dell’autobus, o facendo la coda al supermercato. L’introversione, la chiusura e la riservatezza dei Paesi nordici erano diventati la normalità… e ora, d’impatto, mi ritrovo circondata di energia positiva, risate e voglia di vivere.
Chiaro non tutto è roseo. La burocrazia funziona a singhiozzo, la gente non è puntuale, i processi sono più lenti e complessi, i salari molto più bassi – soprattutto comparati al costo della vita -, ma non importa. Mi sono accorta che le cose importanti per me erano altre. Avevo voglia di sentirmi spensierata, di ridere se mi andava di ridere, di parlare con chiunque, di sentirmi viva. E la Spagna mi stava offrendo tutti questi stimoli a livello umano, che mancavano nel freddo nord dove sulla carta avevo tutto: un ottimo lavoro, una carriera in crescita, un buon salario, una casa, tecnologia d’avanguardia, trasporti pubblici efficienti 24 ore su 24, sette giorni su sette. Eppure tutto questo non mi rendeva felice.

Come vedi la Spagna? Offre opportunità per i giovani europei?
La Spagna è in difficoltà come l’Italia dal punto di vista economico, ma trovo che stia facendo dei grandi sforzi per migliorare. 
Mi ha sorpreso trovare un Paese molto pulito, organizzato e proiettato al futuro rispetto a quello che pensavo.
Il tasso di disoccupazione attualmente è al 13,78%, rispetto al 9,8% dell’italia. La Spagna è il Paese con il più alto tasso di disoccupazione giovanile (di età inferiore ai 25 anni) nell’intera zona euro. Non è semplice, soprattutto al sud: un giovane su tre che vuole lavorare non riesce a trovare un lavoro. Se la tendenza continua, il mercato del lavoro spagnolo si affermerà come il meno attraente per i giovani di età inferiore ai 25 anni. La crescita economica, che è già entrata in una fase di decelerazione, ha ridotto il tasso di disoccupazione giovanile negli anni peggiori della crisi, quando era superiore al 50%. Tuttavia, questi tassi di disoccupazione sono ancora superiori del 50% rispetto a prima dello scoppio della crisi. Come altri Paesi in Europa, anche il governo spagnolo ha attivato vari programmi per aiutare i giovani, promuovendo un piano di stimolo economico a sostegno di imprenditori e giovani per aumentare gradualmente la popolazione attiva nel Paese.

Adesso cosa stai facendo?
Inizialmente non è stato facile trovare lavoro, ma non mi sono scoraggiata. Con tanta energia ho ricominciato da zero, lavorando per sei mesi come cameriera in una pizzeria italiana.
Poi ho lavorato in una start up spagnola per altri sei mesi e ora ho fatto un salto… nel buio: stanca del classico lavoro 9-18 ho deciso di aprire partita IVA, mettermi in proprio e selezionare i miei clienti e soprattutto assicurarmi la flessibilità necessaria per prendermi cura del mio corpo e della mia salute. Le cose più importanti.
Da quando vivo in Spagna ho inziato a correre, prima dieci km, poi mezze maratone e infine, lo scorso dicembre, una maratona. Per allenarsi ci vuole molto tempo e il lavoro che ho ora mi permette non solo di lavorare su progetti che mi appassionano per davvero, ma anche di fare sport e portare avanti altre iniziative che potrebbero presto trasformarsi nel lavoro dei miei sogni

Un consiglio per un giovane bellunese in procinto di emigrare.
Non avere paura di provare, sbagliare, cadere, rialzarsi e riprovare. Nessuno conosce la formula magica, ma tutti conoscono il proprio corpo. Se ascoltato, il nostro corpo ci sa sempre dire se stiamo prendendo le decisioni giuste o sbagliate. Che poi di decisioni sbagliate non ce ne sono. Qualsiasi esperienza ci fa crescere, l’importante è trovare sempre il tempo per fermarsi, riflettere e imparare dal vissuto.
Emigrare è sinonimo di crescita, scoperta e conoscimento.
Improvvisamente la diversità non sarà più vista come un problema o un limite, ma un grandissimo valore aggiunto a livello umano, sociale ed economico. Ci si rende conto che tutti siamo uguali, che il mondo è uno solo e tutti siamo cittadini dello stesso mondo.
«La terra è un solo paese e l’umanità i suoi cittadini» diceva Bahá’u’lláh giá a metà del 1800.
Emigrare… un biglietto di sola andata per il futuro e, indipendentemente da tutto, un futuro più ricco e brillante, grazie alle esperienze che verranno vissute. Comprare quel biglietto non per cercare un lavoro, o un lavoro migliore, o per fuggire ai problemi… ma un biglietto comprato con la voglia di affrontare un percorso personale di crescita. Certo, non è una decisione semplice: nuove usanze, una nuova cultura, una nuova lingua, nuovi amici da trovare e tanta burocrazia. Una scelta che potrebbe scoraggiare anche i più volenterosi. Ma perché rinunciare a una grande opportunità solo per dei piccoli ostacoli, tutti ampiamente superabili?
Forza, non ci pensare due volte, corri verso il tuo futuro.

Servizi sociali associati. Domani la presentazione pubblica

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Costruire un sistema associato di servizi sociali di lungo periodo, ridurre la frammentazione per dare ai cittadini servizi più puntuali ed efficaci e sperimentare attività innovative con laboratori territoriali: prende il via con questi obiettivi il progetto di rafforzamento degli ambiti sociali territoriali del Cadore, dell’Agordino e del Bellunese. Un progetto di integrazione del welfare di 46 comuni della provincia fortemente voluto dalla Regione del Veneto, che lo finanzia con 76mila euro circa, e che punta attraverso un percorso di formazione e consulenza – da gennaio a novembre 2021 – a definire il modello di Servizi sociali più funzionale al nostro territorio.

«La pandemia – spiega la responsabile di Ambito, Rossella Di Marzo, referente dei servizi sociali del Comune di Belluno, capofila del progetto – ha evidenziato quella fascia di popolazione vulnerabile che in situazione di normalità generalmente non è in carico ai servizi sociali. L’allargamento della base sociale di persone in stato di bisogno, unito all’ampiezza del territorio in cui si distribuiscono gli abitanti dell’ambito, pongono un’ulteriore sfida al sistema di welfare territoriale, già oggetto di pressioni sul fronte della nuova e articolata normativa, in particolare sul fronte del contrasto alla povertà».

Da qui la necessità di attivare un processo che, pur garantendo una continuità di risposta ai cittadini, consenta all’ambito sociale territoriale di ridefinire una nuova “governance territoriale”, individuando un modello organizzativo in grado di connettere tra loro non solo le politiche sociali a livello locale, ma anche quelle abitative e, soprattutto, del lavoro.
«La Regione ci chiede uno sforzo per ripensare i servizi con una connotazione di forte prossimità e attenzione alle comunità, senza dimenticare le caratteristiche specifiche del nostro territorio», aggiunge Di Marzo.

Il progetto si rivolge agli attori del welfare locale: amministratori, servizi sociali professionali, enti del Terzo settore, volontariato, istituzioni che hanno diretto interesse al tema.

Il percorso è costruito sulla base di una partnership tra Comune di Belluno, capofila di Ambito, Metàlogos società di consulenza e formazione con una ventennale esperienza nel settore, e una cordata di cinque università e agenzie di formazione. Il progetto prevede approfondimenti su modelli organizzativi, gestione associata dei servizi, rafforzamento delle professionalità, innovazioni e rapporti con il volontariato e porterà, tra l’altro, a valorizzare le singole esperienze e azioni maturate in Agordino, Cadore e Valbelluna.
Un primo incontro la settimana scorsa per illustrare il progetto ha ottenuto buoni riscontri tra sindaci, assessori e operatori sociali interessati.

Domani, venerdì 22 gennaio, ci sarà la presentazione pubblica, per gli addetti ai lavori, con un webinar a cui parteciperanno Elisabetta Notarnicola, docente SDA Bocconi, Gino Mazzoli dell’Università Statale di Milano, Stefania Porchia di Sinodè – società specializzata nelle politiche di welfare collegata all’Università Cà Foscari e la responsabile di Ambito, Rossella Di Marzo.

Moderatore, il presidente di Metàlogos, Michele Dal Farra.

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