Qual è stato l’impatto dell’emigrazione bellunese verso il Belgio? Quando ha avuto realmente inizio? E come si è evoluta nel tempo? Questi interrogativi, e molti altri, trovano risposte approfondite nel libro di Egidio Pasuch “I neri fantasmi di Marcinelle“, che sarà presentato giovedì 12 dicembre 2024, alle ore 18:00, presso la Sala Consiliare del Municipio di Alano (Piazza dei Martiri, 12).
Con uno sguardo analitico e partecipato, Pasuch ripercorre attraverso storie individuali, racconti toccanti ed esperienze collettive, un secolo di emigrazione verso il Belgio. Questo Paese, un tempo noto come il “Paese Nero” e la “Terra di Caino”, rappresentò una destinazione ricca di opportunità, ma anche teatro di difficoltà e tragedie. La più emblematica rimane la tragedia di Marcinelle dell’8 agosto 1956, in cui persero la vita 262 minatori, di cui 136 italiani. Tra loro, Dino Della Vecchia di Sedico, il cui nome è ancora oggi un simbolo di quel sacrificio.
Pasuch evidenzia come, inizialmente, la stampa locale accolse con favore l’emigrazione verso il Belgio, percepito come una terra cattolica e accogliente. Tuttavia, le difficoltà crescenti, i lutti e l’emergere di nuove destinazioni migratorie fecero calare rapidamente l’entusiasmo, ridimensionando i flussi migratori.
Il libro rappresenta una ricerca accurata e commovente, che restituisce voce e dignità alle migliaia di bellunesi che hanno cercato fortuna oltre confine, contribuendo a scrivere una pagina fondamentale della storia sociale del Bellunese.
Il MiM Belluno – Museo interattivo delle Migrazioni, riferimento culturale per raccontare la storia dell’emigrazione bellunese e veneta, è attualmente chiuso per importanti aggiornamenti. L’intervento riguarda un ampliamento e una modernizzazione del patrimonio audiovisivo del museo.
Tra le novità in corso d’opera figurano una serie di nuovi video dedicati a tematiche cruciali per il pubblico contemporaneo, come i giovani expats, gli immigrati di oggi, i mastri gelatieri e un documentario inedito che celebra i mestieri tipici degli emigranti bellunesi.
Il MiM riaprirà ufficialmente lunedì 9 dicembre, offrendo al pubblico un’esperienza rinnovata con due nuovi percorsi interattivi della durata di 30 e 80 minuti. I contenuti saranno disponibili in sei lingue: italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo e portoghese, permettendo così di raggiungere un pubblico ancora più vasto e internazionale.
L’aggiornamento è parte della missione del museo di raccontare le storie dei migranti, rendendole sempre più accessibili e coinvolgenti grazie all’uso delle tecnologie multimediali.
Per ulteriori informazioni, vi invitiamo a consultare il sito ufficiale del MiM Belluno (www.mimbelluno.it) o a seguire i canali social dell’Associazione Bellunesi nel Mondo.
Cos’ha rappresentato per la società bellunese l’emigrazione verso il Belgio? In che periodo storico è cominciata davvero? Che natura e proporzioni ha assunto nel corso degli anni?
Queste e molte altre domande trovano esaustive risposte nel libro di Egidio Pasuch “I neri fantasmi di Marcinelle”, che verrà presentato venerdì 6 dicembre 2024 alle 20:45 presso la Sala Pellizzari del Centro Civico (Località Capoluogo, 135).
Ponendo uno sguardo attento e riflessivo, l’autore ripercorre attraverso i molteplici racconti, le storie e le numerose esperienze individuali (spesso anche tragiche) un secolo di emigrazione verso quello che in passato era stato definito il “Paese Nero” e la “Terra di Caino”.
Una triste e drammatica pagina di emigrazione che ha coinvolto alcune migliaia di nostri concittadini, rappresentata dalla tragedia di Marcinelle (8 agosto 1956) che causò la morte di 262 minatori, di cui 136 italiani, tra i quali si ricorda ancora oggi il nome di Dino Della Vecchia, originario di Sedico.
Secondo quanto ricostruisce lo stesso Pasuch, la stampa locale inizialmente sostenne positivamente questa migrazione, dato che aveva come destinazione una realtà cattolica. Di fronte alle prime vittime e alla comparsa di nuove opportunità migratorie, l’entusiasmo si raffreddò. Così come la corsa dei bellunesi verso il Belgio.
Una meticolosa indagine che, attraverso storie toccanti e significative, ricostruisce un capitolo cruciale della storia sociale del Bellunese.
La Famiglia Bellunese di Pinhalzinho, parte dell’Associazione Bellunesi Nel Mondo, ha recentemente festeggiato sette anni di attività, un traguardo che testimonia il suo impegno costante nella promozione della cultura e delle tradizioni bellunesi. Nata in modo informale nel 2018 dall’incontro di alcuni giovani di origine bellunese interessati allo studio della lingua italiana, la Famiglia è stata ufficialmente costituita nello stesso anno, nel mese di novembre.
Attività culturali e tradizioni popolari
Dalla sua fondazione, la Famiglia ha sviluppato numerose iniziative per preservare e diffondere le tradizioni bellunesi. Tra queste spiccano i corsi di lingua e cultura italiana, laboratori di cucina tipica e gastronomia immigrata, attività artigianali, cene folcloristiche e scambi culturali con associazioni in Brasile, Italia, Argentina e Messico.
Un pilastro delle sue attività è il Gruppo Folk Piave, che si dedica a mantenere vive le tradizioni popolari, esibendosi in varie località e celebrando i costumi e la cultura bellunese.
Nuova dirigenza e progetti futuri
Recentemente, si sono svolte le elezioni per il rinnovo del consiglio direttivo che guiderà la Famiglia nel biennio 2025/2026. Patrick Juliano Zancanaro è stato eletto presidente, assumendo la responsabilità di portare avanti le attività e i progetti futuri. Un impegno particolarmente significativo riguarda la partecipazione alla commissione ufficiale per i festeggiamenti del 150° anniversario della Grande Immigrazione Italiana a Santa Catarina, previsto per il 2025. Questo evento avrà un programma ricco di celebrazioni volte a onorare la storia e l’eredità degli immigrati italiani.
Un messaggio di auguri
In occasione delle festività natalizie, la Famiglia ha voluto inviare un messaggio di auguri a tutti i suoi membri e sostenitori: «Cogliamo l’occasione per augurare a tutti Buone Feste e un meraviglioso anno nuovo». Un pensiero che rafforza lo spirito di comunità e il legame con le radici culturali italiane.
Grazie alla dedizione dei suoi membri e alla costante valorizzazione delle tradizioni, la Famiglia Bellunese di Pinhalzinho continua a rappresentare un ponte prezioso tra passato e presente, promuovendo l’eredità culturale bellunese in Brasile e oltre.
Una giornata di emozioni, tradizioni e legami internazionali ha animato Seren del Grappa, che ha ospitato la Festa dell’Emigrante. L’evento, caratterizzato da una straordinaria partecipazione e significato, ha celebrato le radici e l’identità del territorio bellunese in un clima di festa e condivisione.
La giornata è iniziata con la XXIV edizione del Premio Internazionale “Bellunesi che onorano la provincia di Belluno in Italia e all’estero”, un prestigioso riconoscimento che valorizza chi porta alto il nome del Bellunese nel mondo. La cerimonia ha reso omaggio all’impegno e ai successi di tanti emigranti e discendenti, simbolo del legame tra tradizione e modernità.
Dopo la premiazione, un caloroso pranzo comunitario ha riunito quasi 200 persone, rafforzando il senso di appartenenza e amicizia. Tra i momenti più significativi, la presenza di una delegazione brasiliana composta da discendenti di emigranti bellunesi residenti a Nova Belluno (Brasile), incluso un assessore comunale, a testimonianza del profondo legame che unisce le due comunità.
La manifestazione è stata arricchita dai saluti istituzionali del sindaco Dario Scopel, della sua vice Denise Guadagnin, del presidente di Radici VeneteWalter Brunello e del presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, Oscar De Bona. La conduzione è stata affidata a Elena Bettin, consigliera del Comune di Seren del Grappa, che ha guidato con maestria ogni momento della giornata.
Ad animare l’evento sono state le coinvolgenti esibizioni della banda di Arsiè e del Gruppo Folk di Cesiomaggiore, che hanno regalato momenti di allegria e tradizione, riportando in vita il ricco patrimonio culturale bellunese.
Un ruolo fondamentale nell’organizzazione della giornata lo ha avuto la Pro Loco di Seren del Grappa, che ha curato l’ottimo pranzo, insieme ai tanti volontari che hanno lavorato con passione per rendere l’evento un successo.
L’iniziativa è stata possibile grazie al sostegno del PNRR “Turismo delle radici”, un progetto che punta a riscoprire e valorizzare la memoria e l’identità dei territori, costruendo un ponte tra passato e futuro.
«Radici che ci uniscono, emozioni che ci portano lontano»: questo lo spirito della giornata, che ha sottolineato l’importanza di mantenere vivo il legame con le proprie origini, celebrando i valori e le tradizioni che ci definiscono.
Da Cambridge agli Stati Uniti, passando per la Svizzera e Roma. Un mappamondo concentrato nella sala teatro di Rasai (Seren del Grappa) per il Premio internazionale “Bellunesi che onorano la provincia in Italia e nel mondo”, organizzato da Provincia, Abm e Rotary Club. Una “festa dell’orgoglio delle radici”, come è stata definita, e un riconoscimento al lavoro silenzioso di tanti migranti che, con la valigia in mano, hanno lasciato il Bellunese per costruire un futuro e portare benessere alla terra d’origine.
«Per anni i nostri compaesani sono emigrati dal Bellunese per cercare fortuna altrove. In molti casi sono scappati dalla povertà, dalla fame. Lo hanno fatto con grandissima dignità e hanno esportato, nella loro valigia, la determinazione, la voglia di lavorare, la concretezza dolomitica. Oggi l’emigrazione è un fenomeno diverso, perché siamo diventati una provincia ricca, in cui lavoro e benessere non mancano. Non si scappa, ma qualcuno sceglie di provare un’esperienza all’estero in cerca di studio, stimoli, carriera. Chi esce dal Bellunese è cittadino del mondo e consapevole di esserlo, ma come dimostra questo premio, cittadino del mondo con il cuore tra le Dolomiti» ha detto il presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin.
Anche Oscar De Bona, presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, ha preso la parola, ringraziando tutti i premiati, le Famiglie Bellunesi e gli ex emigranti presenti. «Questo premio è la dimostrazione di quanto i valori bellunesi siano vivi e rappresentati ovunque nel mondo. Ma oggi è anche l’occasione per ricordare alcune figure storiche dell’emigrazione bellunese che ci hanno lasciato recentemente, il cui ricordo resterà sempre con noi».
Enzo Guarnieri, presidente del Rotary Club Belluno, ha sottolineato l’importanza di dare spazio ai giovani. «I nostri ragazzi, con il loro coraggio e le loro esperienze all’estero, rappresentano un esempio per il Bellunese e un motivo di orgoglio, dimostrando che il legame con le proprie radici non si spezza mai, anche a distanza».
Durante la cerimonia è stata consegnata anche la borsa di studio “Famiglia Bellunese di Milano” a Sabrina De Pra, premiata per il suo impegno e il talento. A consegnarla sono stati Samanta Cornaviera e Daniele Dall’Ò, rispettivamente presidente e tesoriere della Famiglia Bellunese di Milano, insieme a Patrizia Burigo, vicepresidente dell’Abm.
Il sindaco di Seren del Grappa, Dario Scopel, ha ricordato l’importanza del premio per la comunità locale. «Seren del Grappa è una terra di emigrazione, e ospitare questo evento ci rende profondamente orgogliosi, perché qui celebriamo chi ha portato alto il nome del Bellunese nel mondo».
La premiazione è stata condotta dal giornalista Nicola Maccagnan, che ha accompagnato il pubblico in un viaggio tra storie di resilienza, sacrificio e successo.
I PREMIATI
Per il settore economico, imprenditoriale e professionale, il premio è stato assegnato a Ferdinando Samaria, imprenditore e ricercatore nel campo dell’intelligenza artificiale, docente a Cambridge in Finanza decentralizzata e Moneta digitale. «La cosa più importante da dire è che i soldi si guadagnano lavorando e non con la finanza» ha detto dal palco il premiato. «La tecnologia ci aiuta molto, ma stiamo attenti alle conseguenze sui giovani».
Per il settore istituzioni, arte e cultura il premio è andato a Paola De Martin e a Michele Rech, in arte ZeroCalcare. La prima è una ricercatrice e docente con una vasta esperienza nel campo delle scienze umanistiche, in particolare nella storia culturale e nell’intersezione tra arte e società. Nata a Zurigo, è co-curatrice del progetto etnografico e artistico “Schwarzenbach-Komplex,” che esplora la memoria del razzismo e della resistenza in Svizzera. Dal palco ha ringraziato tutti coloro che hanno permesso alla seconda e terza generazione di migranti di emergere. «Se la Svizzera è bella e pulita è grazie ai migranti italiani che l’hanno costruita e pulita. È grazie a loro se le generazioni come la mia hanno potuto aprire le ali e volare».
ZeroCalcare, noto fumettista, ha ricordato il proprio legame profondo con Seren del Grappa, dove la scuola media è intitolata al nonno Leonida Rech. «Le storie di chi ha lasciato la terra bellunese mi stanno emozionando» ha detto nel ritirare il premio. «Noi siamo la somma degli individui che ci hanno preceduto. Mio nonno sarebbe contento di sapermi qua. Io non vengo associato ai bellunesi nel mondo, ma a parte le cadute nello Stizzon da ragazzino, ho ancora un legame con questa terra».
Per il settore sociale e solidaristico il riconoscimento è andato a Mariaelena Pierobon, di Longarone, professoressa in Virginia (Usa) dove studia e approfondisce metodi brevettati per la rilevazione e il controllo del cancro. «Sono nata a Belluno e qui ho imparato la resilienza, che mi ha reso possibile l’adattamento in un Paese straniero» ha detto. «Questo premio va anche a chi si è sacrificato per permettere a me di studiare e fare carriera».
Sempre di Longarone il premio speciale “Barcelloni Corte – De Martin Modolado”, che è andato a Gioachino Bratti, già sindaco della ricostruzione post Vajont. Bratti ha sottolineato il carico di umanità degli emigranti bellunesi, come valore aggiunto oltre alle capacità per cui si sono distinti nel lavoro e nella vita.
Infine, premio alla memoria a Claudio Colmanet, il violinista e direttore d’orchestra scomparso un anno fa.
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale
Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici.L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.