Alano e l’emigrazione in Belgio. Domani la presentazione del libro “I neri fantasmi di Marcinelle”

Nei primissimi anni del secondo dopoguerra, circa il dieci per cento della popolazione di Alano di Piave si spostò in Belgio, al seguito delle svariate decine di minatori che emigrarono per lavorare nelle miniere di carbone di quello che veniva chiamato il Paese nero.

Si trattò di un’emigrazione drammatica (basti pensare alla sorte subita da Mario Tessaro, morto con altre decine di compagni di lavoro in una tragedia accaduta nelle miniere di Seraing, nel 1953). Un’emigrazione che verrà rievocata e celebrata giovedì 12 dicembre alle 18:00 ad Alano, nella sala consiliare, durante una serata organizzata dalle associazioni locali, dal Comune e dall’Associazione Bellunesi nel Mondo.

Sarà l’occasione per ripercorrere, anche attraverso i diari di un minatore alanese, Espedito Prosdocimo, le tappe di quella emigrazione spesso drammatica.

Ma sarà anche un momento che consentirà di riflettere sulle conseguenze di quell’emigrazione che produsse migliaia di casi di silicosi.

Proprio ad Alano, alla fine degli anni Settanta, si tenne un grande convegno dedicato alle problematiche connesse a questa piaga che devastò per decenni la provincia di Belluno, e il basso Feltrino in maniera particolarmente significativa.

La serata ruoterà attorno alla presentazione del libro “I neri fantasmi di Marcinelle, storia (e storie) dell’emigrazione bellunese in Belgio”, scritto da Egidio Pasuch e pubblicato dall’Abm.

Interverrà l’autore, per decenni insegnante nelle scuole superiori del Bellunese e dell’Agordino e giornalista pubblicista.

“Bellunesi nel mondo” – dicembre 2024: tra tradizioni, migrazioni e orgoglio bellunese

Il numero di dicembre 2024 di Bellunesi nel mondo accompagna i lettori in un viaggio tra celebrazioni, riflessioni e storie che uniscono tradizione e modernità. La rivista, punto di riferimento per la comunità bellunese nel mondo, si apre con il racconto della 24ª edizione del prestigioso premio “Ai Bellunesi che onorano la provincia in Italia e nel mondo”. La cerimonia, tenutasi a Seren del Grappa, ha reso omaggio a figure straordinarie: Ferdinando Samaria, pioniere nel campo dell’intelligenza artificiale e della finanza digitale; Paola De Martin, ricercatrice impegnata nell’intersezione tra arte e società; e Michele Rech, noto come ZeroCalcare, il cui legame con le radici bellunesi risuona nelle sue opere. Un premio speciale ha ricordato anche Claudio Colmanet, violinista e direttore d’orchestra scomparso un anno fa, la cui memoria è stata celebrata con affetto.

Oltre alle celebrazioni, la rivista dedica ampio spazio al Rapporto Italiani nel Mondo 2024, che getta luce sui nuovi volti della mobilità italiana. Le migrazioni odierne, descritte come “plurime”, riflettono un’Italia in movimento tra partenze, ritorni e opportunità all’estero. Numeri, analisi e testimonianze svelano un fenomeno che non coinvolge solo i giovani, ma anche le generazioni più anziane, attratte da una vita migliore fuori dai confini nazionali.

La Festa dell’Emigrante, anch’essa ospitata a Seren del Grappa, è stata un momento di profonda connessione tra passato e presente, con la partecipazione di una delegazione brasiliana che ha sottolineato l’importanza di mantenere vivi i legami tra le comunità bellunesi di tutto il mondo. L’evento, arricchito da spettacoli folcloristici e un conviviale pranzo comunitario, ha celebrato le radici culturali di una terra che continua a ispirare.

Non mancano le storie di attualità, come quella dell’alluvione che ha colpito Valencia, raccontata da una bellunese residente in Spagna. L’esperienza diretta della calamità e le difficoltà nel recupero testimoniano la resilienza di chi vive lontano da casa. A queste vicende si affianca la campagna dei Carabinieri per combattere le truffe agli anziani nel Bellunese, un’iniziativa che sottolinea l’importanza di tutelare i più vulnerabili.

L’editoriale del direttore Dino Bridda e il messaggio del presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, Oscar De Bona, sono un invito a riscoprire l’orgoglio delle radici e a lavorare per un futuro condiviso. Tra auguri natalizi e appelli al rinnovo delle adesioni all’associazione, emerge un messaggio chiaro: uniti, i bellunesi nel mondo possono continuare a costruire ponti tra passato e futuro.

Il numero di dicembre offre così un ricco mosaico di storie, emozioni e riflessioni, tutte legate dal filo comune dell’identità bellunese. Per chiunque desideri sentirsi più vicino alla propria terra, anche a chilometri di distanza, Bellunesi nel mondo è un appuntamento imperdibile.

Previsioni meteo per il Bellunese: poche nevicate, temperature in calo nelle valli

METEO IN PROVINCIA DI BELLUNO

Nel Bellunese la giornata si prospetta caratterizzata da scarsi fenomeni meteorologici. Eventuali precipitazioni si limiteranno a deboli accumuli, con possibili nevicate intorno ai 900-1200 metri di quota, ma saranno pressoché assenti nel pomeriggio.

Le temperature minime registreranno un calo soprattutto nelle valli, dove il freddo sarà più evidente nelle ore serali. In quota, invece, i valori rimarranno stazionari. Le temperature massime, in lieve aumento nelle valli, non subiranno variazioni significative in montagna. Sulle Prealpi, a 1500 metri, sono attese minime di -3°C e massime di -1°C, mentre a 2000 metri le temperature oscilleranno tra -6°C e -4°C. Sulle Dolomiti, a 2000 metri, si prevedono minime di -6°C e massime di -4°C, mentre a 3000 metri i valori saranno compresi tra -13°C e -11°C.

Nelle valli i venti saranno deboli e variabili, senza particolari raffiche. In quota si prevedono venti moderati di provenienza orientale, con residui rinforzi lungo le dorsali prealpine. Le velocità stimate sono di 10-25 km/h a 2000 metri e 20-35 km/h a 3000 metri.

Questa situazione meteorologica, nel complesso stabile e fredda, renderà la giornata ideale per chi si trova nelle località montane, a patto di essere preparati per le rigide temperature in alta quota.

Fonzaso celebra la storia e l’unione con la festa pre-natalizia degli Ex Emigranti

Un momento di condivisione, memoria e tradizione si è svolto domenica 8 dicembre a Fonzaso, in occasione della festa pre-natalizia organizzata dalla Famiglia Ex Emigranti. L’evento, che ha visto la partecipazione delle Famiglie Ex Emigranti del Feltrino, di Arina e di Arsiè, ha rappresentato un’importante occasione per rafforzare i legami comunitari e ricordare le radici dell’emigrazione bellunese.

La giornata è iniziata con la celebrazione della Santa Messa, seguita dal tradizionale pranzo conviviale presso la Fenadora, luogo simbolo di aggregazione per la comunità.

Tra gli ospiti dell’incontro, anche Oscar De Bona, presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo (Abm), che ha portato i suoi saluti e un messaggio di riconoscenza. Nel suo intervento, De Bona ha ringraziato le Famiglie Ex Emigranti per l’impegno profuso nel corso dell’anno nel preservare e tramandare la storia e i valori dell’emigrazione bellunese. Ha inoltre augurato a tutti i presenti buone feste natalizie, sottolineando l’importanza di momenti come questo per mantenere vivo il senso di appartenenza e di comunità.

La presenza delle Famiglie di Fonzaso, Arina, Arsiè e del Feltrino ha confermato il ruolo centrale delle Famiglie Abm nella salvaguardia del patrimonio storico e culturale legato all’emigrazione. La festa pre-natalizia non è solo un momento conviviale, ma anche un’opportunità per riflettere sull’identità e le esperienze che hanno plasmato il territorio e i suoi abitanti.

Un appuntamento che, anno dopo anno, rinnova il legame tra passato e presente, custodendo i ricordi e alimentando lo spirito di condivisione tra le generazioni.

Concluso il convegno internazionale “Le migrazioni nelle Alpi”: una riflessione condivisa sul futuro delle aree montane

Venerdì 29 novembre 2024, nella suggestiva cornice della Sala Conferenze dell’Area Megalitica di Corso Saint-Martin-de-Corléans, si è tenuto il convegno internazionale “Le migrazioni nelle Alpi”. L’evento ha rappresentato un’importante occasione per riflettere sulle sfide dello spopolamento delle aree montane e sulla necessità di preservare il patrimonio culturale delle Alpi, coinvolgendo esperti, istituzioni e associazioni provenienti da tutta la regione alpina.

Tra gli interventi, Oscar De Bona, presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo (ABM) e dell’UNAIE – Unione Nazionale Associazioni Immigrati ed Emigrati, ha sottolineato l’importanza di una prospettiva condivisa tra le regioni alpine. Ha dichiarato: «La geografia di questo convegno ci ha spinto a parlare di una geografia non in verticale, da sud a nord, ma orizzontale, da est a ovest. Una linea orizzontale che accomuna una vasta area di montagna che si trova ad affrontare le stesse problematiche di spopolamento, di storia di emigrazione e anche di immigrazione. Sono convinto che lavorando tutti assieme possiamo portare un beneficio a tutto il comprensorio alpino dando voce e azione ai nostri emigranti e discendenti».

Un ricco programma di interventi

Il convegno, articolato in una sessione mattutina e una pomeridiana, ha offerto una panoramica dettagliata sulle dinamiche migratorie alpine e sulle prospettive future per le comunità montane. Dopo i saluti istituzionali di Marlène Domaine, sindaco di Saint-Nicolas, e Luciano Caveri, Assessore agli Affari europei, Innovazione, PNRR e Politiche nazionali per la montagna, si sono susseguiti interventi di alto livello.

Jean-Pierre Martin Perolino, presidente del Comité Fédéral des Sociétés d’Emigrés Valdôtains (COFESEV), ha illustrato il fenomeno dell’emigrazione valdostana nel mondo, mentre Laurent Rigaud, presidente dei Savoyards du Monde, ha analizzato la carenza di manodopera nelle montagne e l’emigrazione savoiarda. A seguire, Maurizio Tomasi, direttore della rivista Trentini nel Mondo, ha affrontato i temi dell’emigrazione trentina, e Luigi Papais, consigliere dell’Ente Friuli nel Mondo, ha discusso le sfide generazionali per le comunità friulane.

Nel pomeriggio, i lavori si sono concentrati su temi legati alla sostenibilità delle montagne. Andrea Membretti, sociologo delle Università di Pavia e Torino, ha esplorato il fenomeno delle “migrazioni verticali”, e Davide Rosso, storico e giornalista, ha approfondito la mobilità della popolazione valdese tra le Alpi, l’Europa e le Americhe. Geremia Gomboso, presidente dell’Istituto Ladin Furlan Pre Checo Placerean, ha evidenziato il ruolo cruciale della pianificazione urbanistica nel contrastare lo spopolamento montano.

Conclusioni e sfide per il futuro

Michela Ceccarelli, docente e membro del Comitato scientifico della Fondation E. Chanoux, ha concluso il convegno sottolineando una problematica urgente per la Valle d’Aosta: nel giro di 15 anni, la regione avrà bisogno di circa 10mila lavoratori. «Bisogna agire subito e assieme», ha dichiarato, evidenziando la necessità di una strategia condivisa per attrarre risorse umane.

Anche il presidente della Regione Valle d’Aosta, Renzo Testolin, ha preso la parola, ribadendo l’importanza di sostenere le realtà associative impegnate nel fenomeno migratorio, sia storico sia contemporaneo. «Queste associazioni possono davvero portare un risultato fondamentale per lo sviluppo e, per certi aspetti, per la sopravvivenza delle nostre terre di montagna», ha sottolineato.

Grazie alla partecipazione di esperti e rappresentanti delle comunità alpine, il convegno si è confermato un momento di alto valore, volto a individuare soluzioni concrete per lo sviluppo economico e sociale delle aree montane. Oscar De Bona e le realtà che rappresenta hanno dimostrato come il dialogo e la collaborazione tra regioni possano essere strumenti fondamentali per il futuro delle Alpi.

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