287. Da un’idea dell’Associazione Bellunesi nel Mondo il Fondo welfare Dolomiti presenta il progetto “grow”, per mettere in contatto i cervelli in fuga bellunesi con le aziende locali

growIncrociare domanda e offerta: da una parte le aziende e la loro necessità di nuovi profili, altamente specializzati; dall’altra i giovani e la loro voglia di farsi valere nel mondo del lavoro. Parte da qui il nuovo progetto del Fondo Welfare e Identità Territoriale, pensato insieme all’associazione Bellunesi nel Mondo. Il titolo è quanto mai significativo: “Grow: uno sportello virtuale per l’incontro tra bellunese nel mondo e aziende” .«L’obiettivo è duplice: facilitare tra i giovani la conoscenza delle occasioni che il Bellunese può offrire in ambito lavorativo e formativo; e mettere le imprese del territorio in contatto con professionalità di rilievo che hanno acquisito competenze in nuovi contesti e che possono portare la propria esperienza al servizio del mondo economico-produttivo locale – spiega Marco Crepaz, direttore di Bellunesi nel Mondo -. L’effetto è quello di incentivare il rientro di quei talenti emigrati che vorrebbero avere l’occasione di tornare». Lo strumento che dovrà fare tutto questo è appunto “Grow”. Una piattaforma online che funga da punto di incontro. Lo sportello si sviluppa da una base già consolidata: Bellunoradici.net, il social network con oltre 1.000 iscritti in 68 Paesi, che mette in rete i bellunesi in Italia e nel mondo. «Questo progetto ha l’obiettivo di far rientrare i giovani bellunesi dando loro possibilità professionali simili a quelle che possono trovare all’estero; ma intende anche diventare un’occasione di scambio e formazione continua tra le nuove generazioni che vivono a Belluno con i loro coetanei all’estero – commenta Francesca De Biasi, presidente del Fondo Welfare -. Raccogliere questi ragazzi significa aver più probabilità di attirare famiglie disposte a rimanere, perché legate al territorio d’origine e ai rapporti famigliari». L’impegno economico previsto per la realizzazione di questo progetto (promosso da Abm, Provincia, Confindustria, Confcommercio e sindacati per il Fondo Welfare) è di 20mila euro. «Grow è una risposta concreta alla richiesta di competenze da parte delle nostre imprese – il commento di Andrea Ferrazzi, direttore di Confindustria Belluno Dolomiti -. Ed è un progetto che può sfruttare anche la presenza a Belluno di un’istituzione di prestigio internazionale come la Luiss Business School». «Il nostro sogno di comunità di costruire progetti per contrastare lo spopolamento attraverso il Fondo Welfare diventa realtà – aggiunge Rudy Roffarè, segretario Cisl -. Ci teniamo particolarmente a mettere in contatto i nostri giovani con le aziende bellunesi. Siamo convinti che dare opportunità ai nostri ragazzi diventi occasione per ritornare nel nostro territorio, ma anche la possibilità di portare nuove competenze, nuove idee ed esperienze di vita che possono arricchire società ed economia».

Emergenza maltempo. La Provincia di Belluno consegna un riconoscimento ai volontari

La Provincia di Belluno ha consegnato questa mattina un riconoscimento speciale a tutti coloro che si sono adoperati per la gestione dell’ultima emergenza maltempo (a metà novembre). Una pergamena speciale è stata consegnata all’Ana Belluno, che da qualche mese gestisce il magazzino centralizzato della Protezione Civile alla Cal di Limana, grazie a una convenzione stipulata con l’amministrazione provinciale (e che invia i suoi volontari ogni volta che le circostanze lo richiedono). Sono stati insigniti del riconoscimento anche i dipendenti del settore Difesa del Suolo (Pierantonio Zanchetta, Stefania Bassani e Katya Biasuzzi), il responsabile provinciale di Protezione Civile Carlo Zampieri, e la squadra della Polizia Provinciale, capitanata da Oscar Da Rold (in particolare gli agenti Lisa Azzalini, Vittorio Fusinato, Francesco Dell’Osbel, Stefano Fontana, Elio Bottegal, Elvi D’Incà, Sergio Umattino, Mirco Piccin, Mauro De Vallier, Cesare Sacchet, e Romeo Friz).
«Dovremmo premiare tutti i nostri dipendenti; oggi cominciamo dai tecnici della Difesa del Suolo e dai nostri agenti, che hanno assicurato un contributo fondamentale durante la gestione dell’ultima emergenza maltempo – ha detto il presidente, Roberto Padrin -. Hanno presenziato in sala operativa durante quelle giornate di metà novembre che ci hanno creato tante difficoltà, frane e smottamenti. Li ringrazio tutti, compreso il mio consigliere delegato Massimo Bortoluzzi».
Il presidente Padrin ha voluto sottolineare l’azione puntuale delle guardie provinciali, «senza le quali non potremmo fare moltissime delle attività di questa Provincia». «Nelle prossime settimane – ha continuato Roberto Padrin – si dovrebbe concludere il percorso con la Regione Veneto per definire competenze e funzioni che avranno i nostri agenti nei prossimi anni. È un orgoglio averli con noi».
A margine della consegna degli attestati, il presidente Padrin e il consigliere Bortoluzzi hanno incontrato anche la piccola Emily, la bambina di Agordo che a fine novembre aveva scritto una lettera alla Protezione Civile della Provincia, per donare 5 euro ai terremotati dell’Albania. Emozionatissima, Emily ha potuto conoscere alcuni dei volontari di Protezione Civile a cui aveva chiesto di aiutare i suoi coetanei albanesi. E attraverso un video, ha visto quali sono le attività che le tute fluo portano avanti nei luoghi colpiti dai disastri.
«Abbiamo voluto invitare la piccola Emily e la sua famiglia per ringraziarla della letterina che ci ha mandato – hanno concluso il presidente Padrin e il consigliere Massimo Bortoluzzi -. La forza della solidarietà deve continuare a essere uno dei motori del nostro territorio».

Daniele Franco, premio bellunesi nel mondo 2017, nominato direttore di Bankitalia

È il bellunese Daniele Franco, 66 anni, il nuovo direttore generale di Bankitalia. Nato a Trichiana nel 1953, ora comune Borgo Valbelluna, dopo la Laurea in Scienze Politiche e Master a Padova e a York in Gran Bretagna, ha tenuto corsi presso le Università di Bergamo e Trieste, l’Università Cattolica di Milano e la Scuola Superiore di pubblica Amministrazione. Entrato in Banca d’Italia ha percorso una brillante carriera fino a rivestire il ruolo di Direttore del Servizio Studi che per l’Istituto Centrale costituisce una delle posizioni più significative tanto da portarlo a far parte del Direttorio della Banca. In quel periodo ha ricoperto incarichi anche presso la Commissione Europea di Bruxelles. Nel maggio 2013 è stato nominato Ragioniere Generale dello Stato.

Nel 2017, a Ponte nelle Alpi, aveva ricevuto per il “Settore economico, imprenditoriale, professionale” il premio internazionale “Bellunesi nel mondo che hanno onorato la provincia di Belluno in Italia e all’estero”.

«Questa è una notizia che deve renderci tutti orgogliosi», sono le parole del presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo Oscar De Bona, «Proprio la scorsa settimana a Chies d’Alpago si è tenuta la XX edizione del premio bellunesi nel mondo e sempre più ci rendiamo conto di quanto al di fuori della provincia di Belluno siamo apprezzati e valorizzati lavoratori».

«Auguriamo a Daniele Franco», conclude De Bona, «Un buon lavoro, invitandolo a Belluno per una giornata speciale che programmeremo nel 2020».

Cantiere di Cancia in pausa per le festività natalizie

cancia cantiereNon accenna a rallentare l’operazione di messa in sicurezza dell’abitato di Cancia (a Borca di Cadore). I lavori di realizzazione della briglia frangicolata e della deviazione del canalone, che fanno parte del primo stralcio, sono in fase avanzata: le maestranze infatti hanno continuato a operare anche in queste settimane, nonostante condizioni meteo non sempre ottimali. Adesso il cantiere si fermerà per la pausa natalizia. Ma riprenderà subito dopo l’Epifania, tempo atmosferico permettendo. «In questo modo in primavera si potranno velocizzare le realizzazioni delle opere in calcestruzzo – spiega il consigliere provinciale delegato alla Difesa del Suolo, Massimo Bortoluzzi -. Già adesso sono state ultimate molte delle opere previste, ben prima del cronoprogramma iniziale».
Al momento, operai e tecnici stanno lavorando lungo il Bus del Diau, dove il progetto prevede di separare la colata solida (massi) dalla parte liquida (acqua). Di fatto, stanno realizzando la sponda nord tra i due salti in calcestruzzo del canalone, che serviranno a dissipare l’energia dell’acqua in discesa, in modo da ridurre l’effetto di erosione del terreno. Alla ripresa del cantiere, verrà completata l’operazione, prima di procedere (in primavera, quando le condizioni di temperatura saranno migliori) con le opere in calcestruzzo e la posa della briglia frangicolata “Sabo Dam”, di tecnologia giapponese.
«L’impresa è super efficiente e in rapporto costante con gli uffici della Difesa del Suolo – commenta Massimo Bortoluzzi -. Questo ci consente di ridurre i tempi e di concentrare le operazioni anche su quello che sarà il secondo stralcio del progetto. Ringrazio tutti i tecnici che stanno lavorando e il settore Difesa del Suolo. Il dissesto di Cancia è un problema annoso, ma cominciamo a intravvedere la soluzione».

La Provincia di Belluno promuove le “Cartoline dolomitiche”

cartoline DolomiticheLa Provincia di Belluno ha concluso nei giorni scorsi l’acquisizione di nuove immagini per comunicare la bellezza e la magia degli scenari dolomitici. Un’attività in sinergia con la Dmo Dolomiti che rientra nel piano marketing di promozione territoriale “Vivere le Dolomiti”, finanziato con Fondo Comuni di confine.
Gli ultimi scatti acquisiti ritraggono alcuni degli scorci più significativi delle montagne bellunesi. E sono opera di Cristian Bigontina e Lorena Bravin. Entrambi fotografi professionisti, hanno alle spalle importanti pubblicazioni e partecipazioni a mostre. Insieme hanno collaborato alla rassegna “Luci sulle Dolomiti. Panorami dolomitici tra poesie, romanzi e narrazioni”. E proprio sulle rocce di dolomia hanno realizzato gli scatti che la Provincia ha voluto acquistare per la sua promozione turistica.
Intanto, continua la ricerca di immagini sempre nuove. La campagna di selezione è finalizzata all’acquisto di altri scatti che colgano nuove prospettive sulle Dolomiti bellunesi, che ne raccontino i profili e i fianchi millenari, la grazia della fauna che le popola e le tradizioni delle genti che ci abitano, la varietà dei colori di fiori e piante, e la cristallinità delle acque che continuano a cesellarne la roccia. Foto che raccontino l’uomo e la natura, la pace dei luoghi, ma anche l’entusiasmo della scoperta, della conquista. I tempi lenti e le grandi passioni. Insomma, la natura complessa e preziosissima degli infiniti equilibri che rendono uniche le Dolomiti.
La candidatura è aperta esclusivamente a fotografi professionisti italiani e stranieri, in possesso di partita iva e dei requisiti per contrarre con la Pubblica Amministrazione. Per informazioni e candidature è sufficiente scrivere all’indirizzo mail m.zucco@provincia.belluno.it (non ci sono scadenze).

Gestione provinciale di caccia e pesca. Un primo tassello per la specificità bellunese?

provincia belluno caccia e pescaLa Provincia di Belluno ha presentato questa mattina in conferenza stampa lo schema di convenzione con la Regione Veneto per l’esercizio di particolari forme di autonomia in materia di caccia e pesca (in attuazione della legge 25/2014) licenziato ieri in consiglio provinciale. «Si tratta di un provvedimento importante per l’esercizio della caccia e della pesca in provincia» ha commentato il consigliere delegato, Franco De Bon. «Perché rappresenta il primo riconoscimento della specificità di Belluno e in particolare della grande qualità dimostrata negli anni nella gestione provinciale e nella tutela della fauna selvatica».
Alla conferenza stampa erano presenti anche i rappresentanti del mondo venatorio e alieutico, i distretti e le riserve di caccia, e i bacini di pesca.
Con il nuovo accordo Provincia-Regione, rimangono a Belluno le funzioni specifiche per l’esercizio delle attività di caccia e pesca, che altrimenti, a seguito della legge Delrio, erano diventate di competenza regionale. «Potranno rimanere in Provincia tutti i punti caratterizzanti che riguardano la gestione della caccia e della pesca – ha spiegato il consigliere delegato Franco De Bon -. Entrando nello specifico, abbiamo ottenuto che all’interno del piano faunistico regionale, la Provincia partecipi con un suo documento allegato. Possiamo predisporre un regolamento sulla concreta applicazione delle attività delle riserve. E anche il calendario venatorio può essere gestito dalla Provincia; lo abbiamo già visto quest’anno, con l’apertura della caccia in anticipo rispetto a tutte le altre zone del Veneto. Da ultimo, siamo riusciti a fare in modo che gli esami per l’attività della caccia siano effettuati presso la sede provinciale, da una commissione costituita dopo aver sentito la Provincia di Belluno».
Importanti anche alcuni punti relativi alla pesca. «Abbiamo ottenuto la partecipazione alla pianificazione regionale e trattenuto a livello provinciale il rilascio delle concessioni di pesca – ha continuato De Bon -. Si tratta di provvedimenti importanti, perché ricordo che siamo l’unica Provincia veneta a curare un progetto di selezione della trota marmorata del Piave, grazie agli impianti ittiogenici di Tomo e Bolzano Bellunese».
«Ringrazio tutti coloro che hanno collaborato per il raggiungimento di questo importante obiettivo – ha concluso il consigliere delegato -. Dalla struttura regionale ai nostri uffici provinciali, senza dimenticare il presidente Padrin che ha fortemente voluto questo risultato».

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