Verrà svelato sabato 21 dicembre il vincitore del terzo concorso letterario “Raccontare l’emigrazione veneta”, l’iniziativa organizzata dall’Associazione Bellunesi nel Mondo e dedicata a racconti inediti e originali, reali o di fantasia, in lingua italiana, aventi a tema l’emigrazione dal Veneto, storica e/o attuale.
Trentotto i partecipanti, provenienti dall’Italia e dall’estero. Tra questi, la giuria del concorso ha selezionato i dieci finalisti, che sabato conosceranno la graduatoria finale dei loro lavori, dal decimo al primo classificato.
Ai primi tre, un premio in denaro: 200 euro al terzo, 300 al secondo e 500 al primo. La cerimonia sarà anche l’occasione per presentare il libro (Bellunesi nel mondo edizioni) con la raccolta dei racconti finalisti. Due copie del volume saranno consegnate a ciascuno degli autori giunti in finale.
L’appuntamento è alle 10.30, presso la sede dell’Associazione Bellunesi nel Mondo (in via Cavour, 3 a Belluno).
L’evento, moderato da Patrizia Burigo, vicepresidente Abm e presidente del comitato di gestione della Biblioteca delle migrazioni “Dino Buzzati”, vedrà la partecipazione di Marcella Corrà, giornalista e presidente della giuria.
A conclusione della cerimonia, Manuela Gaio leggerà alcuni brani estratti dal racconto vincitore.
Di seguito l’elenco – in ordine alfabetico – dei finalisti:
– Alice Bettolo (Belluno), con il racconto Il baule;
– Viviana Biesuz (Cesiomaggiore), con il racconto I venti della mia vita;
– Emanuela Bossi (Cinisello Balsamo), con il racconto Incontri;
– Fabrizio Caberlon (Padova), con il racconto Il viaggio di Pina;
– Maria Teresa Colle (Santa Giustina), con il racconto Partenze e ritorni;
– Lidia Gianna De Villa (San Pietro di Cadore), con il racconto Le stampelle di mio padre;
– Maria Gomiero (Milano), con il racconto Via dalla luna, via da qui;
– Giovanni Larese (Belluno), con il racconto L’uomo nero;
– Lorenzo Mattozzi (Rotterdam, Paesi Bassi), con il racconto El parón de casa;
– Alessandro Roldo (Frontenenx, Francia), con il racconto La foto.
Venerdì 20 dicembre 2024, alle ore 20:45, prenderà il via la 13ª edizione del ciclo di serate “Pedali e altre storie” organizzato da FIAB Belluno. L’appuntamento, che si terrà presso Sala Bianchi a Belluno, segna l’inizio di una serie di incontri dedicati ai cicloviaggi e non solo.
L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Belluno, è gratuita e aperta a tutta la cittadinanza. A differenza delle edizioni precedenti, concentrate nei mesi più freddi di gennaio e febbraio, quest’anno il calendario si estende su un arco temporale più ampio, inaugurando con un evento in periodo natalizio.
La serata inaugurale, intitolata “Il coraggio di osare”, vedrà protagonista Inder Zanon, cicloviaggiatore e camminatore, che racconterà il suo viaggio in solitaria di 3300 km dall’Alpago a Finisterre. Un’esperienza nata dal desiderio di riunire corpo e cuore attraverso un percorso che, seppur conosciuto a piedi, si è rivelato completamente nuovo in bicicletta. Tra incontri, ospitalità lungo il cammino e le emozioni delle pedalate, Zanon condividerà il significato profondo di questa avventura.
Le serate proseguiranno sempre di venerdì, alle 20:45 in Sala Bianchi. Il 10 gennaio sarà la volta di Matteo Dal Dan con “Pedaliamo fin lì, poi si vedrà”. Il 24 gennaio, invece, si partirà per la Giordania con “Jordan Rise Ride”. Il 7 febbraio Alberto Pavan, cicloviaggiatore e scrittore, accompagnerà il pubblico in un viaggio insolito attraverso il Friuli con “Ciclonugae. Cinque itinerari di viaggio in Friuli”. Il 28 febbraio Alessandro Fantato, pilota d’elicottero, racconterà il suo percorso in bici “Da Innsbruck ad Amsterdam”.
Il ciclo proseguirà il 14 marzo con Eros Fagro, che narrerà le avventure di FIAB Belluno tra le colline dell’Umbria, per concludersi il 19 settembre, in occasione della Settimana Europea della Mobilità, con Stefania Ganz e il suo intervento “In bicicletta per migliorare la qualità dell’aria”.
Durante ogni serata sarà possibile iscriversi o rinnovare l’iscrizione a FIAB Belluno. Sarà inoltre disponibile la nuova edizione arricchita e bilingue – italiano/inglese – della cartina dell’Anello della Val Belluna, insieme a materiale informativo sulle attività dell’associazione.
Un ciclo di incontri imperdibile, che invita a viaggiare attraverso i racconti, scoprire nuovi orizzonti e condividere la passione per le due ruote.
La lotta per la democrazia arriva sul grande schermo a Fonzaso, dove il 19 dicembre 2024, alle ore 20:30, presso la Sala Visioni del Dolomiti Hub (via Monte Vallorca, 7), sarà proiettato Democracy Noir. Il documentario, diretto da Connie Field, regista di fama mondiale e candidata all’Oscar, affronta un tema quanto mai attuale: l’erosione della democrazia nell’Europa contemporanea, con uno sguardo attento e commovente sulla resistenza al governo autoritario di Viktor Orbán in Ungheria.
La trama: coraggio e resistenza al centro della scena
In un’epoca di crescente autoritarismo, Democracy Noir racconta la storia di tre donne ungheresi che si oppongono con coraggio alle bugie e alla corruzione del governo. Un ritratto potente di determinazione e lotta, che accende i riflettori su chi non si arrende alla deriva ultra-conservatrice e autoritaria, simbolizzata dalla figura di Orbán, uno dei leader più controversi dell’Occidente.
La regista: Connie Field, una voce per il cambiamento
Autrice di documentari celebri come Freedom on My Mind e The Life and Times of Rosie the Riveter, Connie Field è una delle personalità più influenti del panorama documentaristico internazionale. Con uno stile incisivo e coinvolgente, i suoi lavori affrontano temi di impegno sociale, offrendo narrazioni inedite e uno sguardo profondo sui diritti umani e la giustizia.
Un evento da non perdere
Organizzata in collaborazione con Internazionale e CineAgenzia, con il sostegno di Fondazione Cariverona, Coop Alleanza 3.0 e Spi Cgil Belluno, la serata promette di essere un’occasione unica per riflettere su questioni politiche e sociali cruciali.
L’ingresso ha un costo di 7 euro, e i biglietti possono essere acquistati online al sito ufficiale del Dolomiti Hub: dolomitihub.it.
Un appuntamento imperdibile per chiunque voglia comprendere le sfide della democrazia contemporanea e lasciarsi ispirare da una storia di straordinaria resistenza.
Il 2023 conferma una tendenza ormai consolidata in Italia: il numero di matrimoni è in diminuzione, accompagnato da un calo anche di separazioni e divorzi. Secondo i dati diffusi dall’Istat, lo scorso anno sono stati celebrati 184.207 matrimoni, il 2,6% in meno rispetto al 2022. La contrazione è più evidente al Sud (-5,8%) rispetto al Nord (-0,3%), dove i dati risultano più stabili. Si registra inoltre un ulteriore calo nei primi otto mesi del 2024, pari al 6,7%.
Un aspetto rilevante è l’aumento del peso dei matrimoni civili, che rappresentano ormai il 58,9% del totale. La tendenza è particolarmente marcata nelle seconde nozze, dove il rito civile raggiunge il 95%, e nei matrimoni con almeno uno sposo straniero (91,2%). Anche l’età media degli sposi continua a salire: 34,7 anni per gli uomini e 32,7 per le donne al primo matrimonio.
La situazione nel Veneto
Il Veneto si allinea a molte delle dinamiche nazionali, con una diminuzione generale delle celebrazioni nuziali e una crescita delle unioni civili, che nel 2023 hanno segnato un aumento del 7,3% a livello nazionale. Nella regione, il matrimonio civile è sempre più diffuso, soprattutto nelle grandi città come Venezia e Verona, dove incide anche il fenomeno del “turismo matrimoniale”. In particolare, molte coppie straniere scelgono il Veneto per il fascino delle sue location, come Venezia o le colline del Prosecco.
Inoltre, la regione evidenzia un ricorso crescente alle separazioni e ai divorzi consensuali tramite procedimenti extragiudiziali. Questa tendenza è particolarmente marcata nelle province del Nord-Est, dove quasi un terzo dei divorzi avviene presso gli uffici di stato civile, una soluzione più veloce e meno onerosa.
Focus sulla provincia di Belluno
Nel contesto del Veneto, la provincia di Belluno si distingue per alcune peculiarità. La diminuzione dei matrimoni qui è in linea con la media regionale, ma il fenomeno assume una dimensione più marcata nelle aree montane, dove l’invecchiamento della popolazione e la ridotta densità demografica contribuiscono al calo delle celebrazioni.
Interessante è anche il dato sulle unioni civili nella provincia: mentre i numeri assoluti rimangono bassi rispetto ai grandi centri urbani, la loro incidenza sulla popolazione totale è in crescita, segnalando un cambiamento culturale anche nelle aree più tradizionali.
In termini di divorzi, Belluno segue la tendenza regionale con una prevalenza di procedimenti consensuali. Tuttavia, l’accesso più limitato ai servizi legali e amministrativi in alcune aree montane rende i tempi di finalizzazione delle separazioni leggermente più lunghi rispetto alle città principali del Veneto.
Conclusione
I dati del 2023 riflettono un’Italia in cui le dinamiche familiari stanno cambiando profondamente, influenzate da fattori economici, culturali e demografici. Il Veneto e la provincia di Belluno, pur inserendosi in questo contesto generale, mostrano tratti distintivi che meritano un’attenzione specifica. La diminuzione dei matrimoni e l’aumento delle unioni civili e delle separazioni consensuali indicano una società in evoluzione, dove i modelli tradizionali di famiglia lasciano sempre più spazio a nuove forme di convivenza e unioni.
L’analisi delle posizioni lavorative dipendenti nel settore privato extra-agricolo, condotta dall’ISTAT, evidenzia forti divari territoriali. Nel 2021, l’Italia ha registrato 15,4 milioni di dipendenti nel settore privato, di cui il 24,4% nel Nord-Est, pari a circa 3,76 milioni di lavoratori. Le posizioni lavorative in Veneto mostrano una distribuzione predominante nei settori manifatturiero, turistico e dei servizi. In particolare, la provincia di Belluno si caratterizza per un’economia legata al turismo alpino e alla piccola e media impresa artigianale.
Stipendi e tipologie di lavoro in Veneto
Secondo i dati ISTAT, la retribuzione oraria mediana nel Nord-Est nel 2021 è stata pari a 12,10 euro/ora, superiore alla media nazionale di 11,69 euro/ora. Tuttavia, in Veneto, e in particolare a Belluno, il settore turistico contribuisce a una quota significativa di lavori classificati come low pay jobs, ovvero con stipendi inferiori ai due terzi della mediana nazionale (circa 7,79 euro/ora).
Per esempio:
Addetti nel settore turistico e alberghiero: mediamente 8-10 euro/ora.
Operai del settore manifatturiero: retribuzioni più alte, tra 12 e 15 euro/ora, con punte nelle aziende ad alta specializzazione.
Professionisti tecnici e artigiani qualificati: possono superare i 16 euro/ora, in particolare nel settore occhialeria, rilevante a Belluno.
Nonostante ciò, esistono “high pay jobs” (posti di lavoro ad alta retribuzione), specialmente nelle imprese manifatturiere di nicchia che operano nella produzione di occhiali e componenti meccaniche, con retribuzioni superiori a 17,54 euro/ora.
Contratti: stabilità e flessibilità
Il Nord-Est registra un’alta incidenza di contratti stabili: nel 2021, il 35,7% delle posizioni lavorative era a tempo pieno e per tutto l’anno (full time full year – FTFY). Tuttavia, a Belluno, come in altre aree montane, la quota di contratti a tempo determinato è più alta rispetto alla media regionale, con una concentrazione nei mesi estivi, legata alla stagionalità del turismo.
In Veneto, circa il 40% delle posizioni lavorative nel 2021 erano part-time o a tempo determinato, con una percentuale più alta nelle donne e nei giovani. Il fenomeno è più accentuato a Belluno, dove il settore dei servizi e il turismo rappresentano una parte significativa dell’economia locale.
Mobilità lavorativa e differenze territoriali
Il Veneto, come altre regioni del Nord-Est, attira un numero significativo di lavoratori da altre regioni italiane, soprattutto dal Sud. Secondo i dati ISTAT, il 9% delle posizioni lavorative del Centro-Nord è occupato da lavoratori nati nel Mezzogiorno, in particolare giovani laureati in cerca di migliori opportunità. Tuttavia, Belluno si distingue per una minore capacità attrattiva rispetto ad altre province venete, a causa delle difficoltà logistiche e della ridotta offerta lavorativa nei settori innovativi.
Giovani e donne: opportunità e barriere
Le posizioni occupate da giovani under 35 rappresentano il 34,4% nel Centro-Nord e il 35,2% nel Mezzogiorno, ma con condizioni molto diverse. In Veneto, i giovani lavoratori beneficiano di retribuzioni superiori alla media nazionale, ma spesso con contratti precari o stagionali. A Belluno, la presenza di giovani è significativa nel settore turistico, ma l’accesso a posizioni stabili è più difficile.
Per quanto riguarda le donne, esse rappresentano il 41,8% delle posizioni lavorative nel Centro-Nord, ma solo il 35,6% nel Mezzogiorno. In Veneto, le lavoratrici si concentrano nei servizi e nel commercio, con retribuzioni orarie che spesso non superano gli 8-10 euro/ora per i lavori part-time.
Conclusioni: verso un futuro lavorativo più inclusivo
Il Veneto, con la sua economia dinamica, mostra segnali positivi in termini di occupazione e reddito rispetto ad altre regioni italiane. Tuttavia, permangono sfide legate alla riduzione delle disuguaglianze territoriali e alla qualità dei contratti, soprattutto nelle aree periferiche come Belluno. Per superare queste criticità, sono necessari investimenti mirati in infrastrutture, formazione e innovazione, capaci di garantire un futuro lavorativo più inclusivo e competitivo.
Fonte dati: ISTAT, registro RACLI (Rapporto Annuale sulle Condizioni Lavorative e le Retribuzioni), 2021.
La settimana inizia con condizioni meteorologiche variabili in provincia di Belluno.
Lunedì 16 dicembre i venti saranno moderati da nord-ovest durante la notte, per poi attenuarsi gradualmente nel corso della giornata. Al pomeriggio risulteranno ancora moderati, con velocità comprese tra 15 e 35 km/h a 2000 metri e tra 30 e 70 km/h a 3000 metri. Non sono previste precipitazioni.
Martedì 17 dicembre il cielo sarà da soleggiato a parzialmente soleggiato a causa del passaggio di sottili nubi alte, che potranno velare il cielo senza compromettere l’impressione di bel tempo. Si registrerà una forte inversione termica nelle valli, mentre in alta quota il clima sarà insolitamente mite nei punti più assolati. Non sono previste precipitazioni. Le temperature saranno in ulteriore lieve aumento, con minime stazionarie nei fondovalle. Sulle Prealpi, a 1500 metri, si prevedono minime di 6°C e massime di 10°C, mentre a 2000 metri le temperature oscilleranno tra 5°C e 8°C. Sulle Dolomiti, a 2000 metri, si registreranno valori tra 4°C e 7°C, e a 3000 metri tra -2°C e 1°C.
I venti nelle valli saranno deboli e variabili, con temporanei rinforzi nei settori più esposti. In quota soffieranno moderati o tesi da nord-ovest, con intensità di 10-20 km/h a 2000 metri e di 25-35 km/h a 3000 metri.
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