La Polizia Provinciale interviene per un lupo investito sulla Statale 50

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Il corpo del lupo investito
Il corpo del lupo investito

La Polizia Provinciale ha provveduto questa mattina al recupero della carcassa di un lupo, lungo la Statale 50. L’animale è stato investito da un’auto di passaggio attorno alle 5.30, all’altezza di Fonzaso (in località Case Balzan). La dinamica dell’investimento è al vaglio, e gli agenti provinciali stanno cercando di mettere insieme alcune testimonianze per risalire all’automobilista, che dopo il fatto non si è fermato e non ha chiamato i soccorsi, incappando in un illecito. Ad avvisare la Polizia Provinciale è stato un altro automobilista passato con ogni probabilità pochi minuti dopo. Gli agenti sono intervenuti subito, ma una volta arrivati sul posto, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso.

«L’animale è un esemplare maschio, giovane – fa sapere Christian Losso, agente della Polizia Provinciale e referente per i “grandi carnivori” -. Non possiamo stabilire, al momento, se si tratta di un lupo in dispersione: sarà la genetica a stabilire la provenienza del branco e dare ulteriori informazioni».

Si tratta del quarto investimento di lupo in Veneto nel giro di due anni, a testimonianza della presenza ormai stabile del grande predatore. «Una presenza che rende misura dell’indice di qualità del nostro ambiente in termini di biodiversità – commenta il consigliere provinciale con delega alla gestione faunistica, Franco De Bon -. Il lupo è un ottimo regolatore naturale della fauna selvatica. È chiaro che abbiamo la necessità di fare in modo che il grande predatore selezioni cervi e cinghiali, anziché gli allevamenti di ovini e caprini della montagna bellunese, che spesso ci rivolge gridi d’allarme legati al crescente numero di predazioni. L’attenzione al mondo dell’agricoltura e dell’allevamento è uno dei motivi per cui abbiamo istituito il tavolo verde. Siamo convinti di dover proseguire sulla strada di una collaborazione stretta, a tutto beneficio del territorio».

La rassegna stampa di lunedì 13 luglio 2020

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La rassegna stampa di Radio ABM, la webradio dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, dedicata all’edizione di oggi – lunedì 13 luglio 2020 – del quotidiano “Il Gazzettino”. Notizia principale dedicata alla mancanza di personale scolastico in provincia di Belluno. Presenti approfondimenti in merito la Covid-19 e all’allarme zecche.

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L’Abm ricorda Giovanni Bortot
. De Bona: «Da parlamentare si spese per modificare la legge sulla silicosi»

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Giovanni Bortot
Giovanni Bortot

Giovedì 9 luglio, all’età di 91 anni, è morto Giovanni Bortot, già sindaco di Ponte nelle Alpi e deputato del PCI. E proprio nella sua veste di deputato si è speso per la tutela del minatore. «Fu infatti uno degli autori alla modifica della legge sulla silicosi – le parole del presidente Abm Oscar De Bona – e per far meglio comprendere le problematiche mediche relative a questa malattia convocò a Roma, per un’audizione in Parlamento, il dottor Valentino Dal Fabbro». L’Associazione Bellunesi nel Mondo lo ricorderà in occasione della prossima edizione del premio internazionale “Bellunesi che hanno onorato la provincia di Belluno in Italia e all’estero».

Nacque a San Fior (Treviso) il 14 ottobre 1928. La sua famiglia, originaria di Quantin, aveva una piccola azienda agricola. Pur avendo frequentato solo le elementari, Bortot emerse per il buon senso e lo spirito d’iniziativa. Partecipò alla Resistenza e, finita la guerra, fu operaio edile per due anni nei cantieri di perforazione delle gallerie dell’impianto idroelettrico Piave-Boite-Vajont, partecipando alle lotte sindacali e politiche. Si iscrisse al Pci nel 1945 e ne divenne funzionario nel 1951. Fu eletto deputato nella V e VI legislatura. Ultimata l’esperienza romana Bortot continuò a impegnarsi nell’amministrazione del comune di Ponte nelle Alpi nel cui consiglio comunale entrò nel 1956 e dove fu più volte sindaco e assessore. Rimase in Comune fino al 2004, ma anche dopo il suo ritiro partecipò a numerose manifestazioni pubbliche e a svariate attività del Partito democratico.

Bellunesi nel mondo… dello sport. Alex Zanardi: dai valori seminati a Fonzaso al terribile schianto

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Una meravigliosa giornata di festa. Di valore e di valori. Il teatro? Fonzaso. E in particolare, la Manifattura Valcismon, proprietaria del brand Castelli. 

Il protagonista? Il grande Alex Zanardi: il campionissimo, infatti, è l’ideatore della Staffetta tricolore, insieme agli atleti paralimpici di Obiettivo3. I quali hanno ricucito l’Italia, da Nord a Sud, portando un messaggio di rinascita, coraggio e speranza, dopo la pandemia. 

Ma il destino ha architettato un disegno crudele. Perché, a distanza di cinque giorni dalla visita a Fonzaso, Zanardi è rimasto vittima di un terribile incidente con la handbike, lungo la strada provinciale tra Siena e Montalcino, all’altezza di Pienza. 

Prima, però, c’era stato il virtuale abbraccio col territorio feltrino: «Lo sport può aiutare tutte le comunità del nostro Paese a ritrovare la gioia di vivere – aveva affermato l’ex pilota di Formula 1 – e il benessere. Un concetto che non è riconducibile solo a quanto riusciamo a produrre, ma a ciò che sentiamo nel cuore». 

Mai banale, l’icona dello sport paralimpico ha lanciato una serie di spunti di riflessione: «Benissimo far ripartire il campionato di calcio, ma è giunto il momento di occuparsi dell’intero sport a livello amatoriale. Compreso il ciclismo, uno dei più semplici da regolare, visto che il distanziamento sociale è più immediato rispetto ad altre discipline». I 50protagonisti della Staffetta tricolore sono tutti ragazzi con disabilità. E utilizzano handbike, bicicletta o carrozzina olimpica: «Rappresentano una fonte di ispirazione, grazie al loro impegno e alla voglia di superare le difficoltà». Il passaggio di testimone è avvenuto nella sede del brand Castelli: «Qui troviamo amici capaci di regalarci un incitamento particolare». 

A fare gli onori di casa, invece, aveva pensato Alessio Cremonese, amministratore di Manifattura Valcismon (la proprietaria del brand Castelli): «Curiosa coincidenza, tre anni fa Alex ha iniziato a divulgare il proprio messaggio con Obiettivo3 durante la 24 ore di Feltre. E la gara, saltata a causa del Covid, si sarebbe dovuta correre proprio nel weekend di metà giugno. Lo sport ha bisogno di farsi conoscere per gli ideali che porta con sé. E la Staffetta tricolore è il nostro modo per dare una mano e delle prospettive a persone che, nella vita, sono state più sfortunate di noi, ma hanno saputo rialzarsi».

Tornando a Zanardi, già in passato era stato a Feltre: «Tre anni fa. Magari ci rivedremo nel 2021, per festeggiare i 20 anni della 24 ore Castelli: non sulla mia handbike, ma per fare il tifo». Queste parole, lette ora, provocano un brivido e una fitta al cuore. Perché, arrivato in Val d’Orcia, lungo la statale 146, Alex ha sbandato con la sua handbike, finendo contro un mezzo pesante. 

Tutta Italia rimane col fiato sospeso. Compresa Fonzaso, dove Zanardi è di casa. 

Marco D’Incà 

Alex Zanardi a Fonzaso

La rassegna stampa di giovedì 9 luglio 2020

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La rassegna stampa di Radio ABM, la webradio dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, dedicata alle edizioni di oggi, giovedì 9 luglio 2020, dei quotidiani bellunesi il “Corriere delle Alpi” e “Il Gazzettino”.

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La rassegna stampa di mercoledì 8 luglio 2020

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