268. Una presa in giro! Continua il disservizio di Poste italiane per la distribuzione di “Bellunesi nel mondo”. La consegna della rivista, a volte, è un miraggio

Nello scorso mese di maggio la rivista “Bellunesi nel mondo” riferiva di un incontro avvenuto ai primi di aprile nella sede dell’Associazione Bellunesi nel Mondo tra i vertici locali e regionali di Poste Italiane e la direzione ABM sull’inefficienza  del servizio postale nella spedizione e nel recapito ai nostri soci della rivista, lamentandone ritardi e disservizi. In quell’occasione Poste Italiane nello scusarsi  assicurò il miglioramento del servizio e la fine delle disfunzioni. Da allora sono passati otto mesi e nulla è cambiato; anzi da ripetute segnalazioni che ci arrivano il servizio è peggiorato: ritardi, mancate consegne, recapiti sbagliati, ecc., continuano purtroppo a distinguerlo, suscitando il risentimento degli associati. Quindi una presa in giro!

Questa situazione si inserisce nel quadro del generale degrado del servizio postale, iniziato alcuni anni fa e da noi sempre puntualmente denunciato e stigmatizzato: chiusura di uffici nei paesi di montagna, code infinite negli uffici postali  sopravvissuti, soppressione di cassette postali, il famigerato recapito della posta “a giorni alterni”, difficoltà del ritiro della posta non recapitata,  recapiti sbagliati, eliminazione  di fondamentali servizi, anche finanziari, ecc., e, in più, il contemporaneo costante aumento delle tariffe postali. La trasformazione delle Poste in azienda anziché farne crescere funzionalità ed efficienza l’ha impoverita in quello che dovrebbe essere il suo compito fondamentale (appunto, essere servizio postale) ed anche, di conseguenza, nell’attenzione e nel rispetto del cittadino e della comunità.

È stato così distrutto e disperso il patrimonio di esperienze e di professionalità che da sempre distingueva il nostro servizio postale e vanificato il lavoro dei suoi operatori. E questo, purtroppo, tutto si è svolto e si svolge con il tacito assenso delle Istituzioni, tranne la voce isolata dei nostri sindaci e di qualche parlamentare, in particolare del Governo e del Parlamento. Scrivevamo tempo fa che il servizio postale in Italia era sceso ai livelli di terzo mondo. Oggi non è più così: siamo più in basso.

Dissesto a Presenaio, San Pietro di Cadore. Attivato il monitoraggio della frana

Frana PresenaioLa Provincia di Belluno ha attivato questo pomeriggio il sistema di monitoraggio a vista h24 di una frana che si è attivata a Presenaio (San Pietro di Cadore). Il dissesto si è verificato a seguito delle piogge dei giorni scorsi e interessa la strada regionale 355 nei pressi dell’abitato.
«La strada si trova poco prima del ponte che attraversa il Piave. Se la frana dovesse muoversi, si interromperebbe l’accesso a Sappada e sarebbe isolata anche la parte di Presenaio in sinistra orografica – spiega il consigliere provinciale delegato alla Difesa del Suolo, Massimo Bortoluzzi -. I tecnici di Veneto Strade hanno deciso di non interrompere la viabilità e di tenere aperta la strada, anche a vantaggio degli abitanti di Sappada. La frana va quindi monitorata a vista. Come Provincia abbiamo dato subito la massima disponibilità. Abbiamo messo in moto il sistema di Protezione Civile e attivato i volontari. Già domani potrebbero esserci interventi di ripristino sul corpo di frana, ma al momento è indispensabile che questa arteria viaria rimanga aperta».
Fino a domani i turni di sorveglianza sono coperti. Nel caso in cui dovesse essere necessario prolungare il monitoraggio, la Provincia è già pronta con nuove squadre. «Allo stesso tempo stiamo lavorando per degli altri dissesti verificatisi negli ultimi giorni – prosegue Massimo Bortoluzzi -. Ringrazio la sala operativa e tutte le componenti della Protezione Civile che per l’ennesima volta hanno dimostrato la loro capacità e professionalità. Ringrazio tutti i volontari e in particolare l’Ana Belluno che, grazie alla convenzione che abbiamo siglato qualche mese fa, ha potuto darci un contributo fondamentale anche in sala operativa: senza tutti questi volontari non saremmo in grado di affrontare le emergenze, visto che la legge Delrio ha depotenziato l’ente; mi auguro quindi che quanto prima vengano reintegrate le forze finanziarie e umane. Grazie anche al settore Difesa del Suolo guidato da Pierantonio Zanchetta, alle guardie della Polizia Provinciale e a tutto il personale della Provincia».

 

Ricerche del signor Angelo Dalla favera

Angelo Dalla FaveraÈ stata denunciata la scomparsa del signor Angelo Dalla Favera, avvenuta nelle prime ore del pomeriggio del 17 novembre 2019.

Il signor Dalla Favera si è allontanato dalla propria abitazione sita in Quero Vas (BL) a bordo dell’autovettura Suzuki Jimny di colore bianco targata FG362WG.

Non si conoscono i dettagli del vestiario al momento della scomparsa.

Chiunque lo abbia visto, o possa fornire utili informazioni per il suo rintraccio, è pregato di contattare il Comando Provinciale dei Carabinieri di Belluno (BL) al numero 0437 2551.

Maltempo nel Bellunese: i tecnici della Provincia in sopralluogo

L’ondata di maltempo è passata, ma il territorio bellunese è in attesa di un ritorno della pioggia, già domani. Quindi, la prima stima dei danni è rinviata ai prossimi giorni.
«I nostri tecnici sono in sopralluogo in queste ore – fa sapere il consigliere provinciale delegato alla Difesa del Suolo, Massimo Bortoluzzi -. La quantificazione dei danni è ancora prematura, soprattutto perché attendiamo un nuovo peggioramento delle condizioni meteo già da stanotte. E molte situazioni di frane e smottamenti potrebbero avere un’evoluzione. In ogni caso, nonostante la carenza ormai cronica di personale in dotazione alla Provincia, cercheremo di velocizzare al massimo la conta dei danni, per poter portare già nel prossimo consiglio le variazioni di bilancio necessarie ai primi interventi di ripristino. Intanto sono state avviate le prime somme urgenze».
Al momento, i tecnici della Difesa del Suolo sono in sopralluogo in Agordino, in Cadore e in Comelico. A Zoppè, in località La Vara, è già stata attivata la somma urgenza per la pulizia attorno al fabbricato interessato da una frana e per scaricare gli scoli d’acqua. «Una volta passato il maltempo, potremo cominciare l’esecuzione degli interventi definitivi – spiega Massimo Bortoluzzi -. A Carfon e Pisoliva, in Comune di Canale d’Agordo, c’è stato il sopralluogo del tecnico incaricato della progettazione e realizzazione degli interventi di somma urgenza, dopo la ricognizione fatta dai funzionari della Protezione Civile e della Difesa del Suolo».
Analisi della situazione in corso anche a Caprile, dove stamattina la Provincia ha mandato un geologo e un ingegnere per la prima valutazione di eventuali problemi ai fabbricati. «Nel pomeriggio concluderemo i sopralluoghi a Calalzo, lungo la strada per la Val d’Oten, e a Santo Stefano di Cadore – prosegue il consigliere Bortoluzzi -. Per quanto riguarda il problema a Campolongo, stiamo valutando la programmazione dell’intervento, che è stato inserito nella lista delle opere del 2020, per un importo stimato di circa 1 milione e mezzo di euro, a valere sui contributi post-Vaia. In queste ore mi sto interfacciando con l’amministrazione comunale per gestire al meglio la questione».
«Il maltempo ha dimostrato ancora una volta la fragilità della nostra provincia – conclude Bortoluzzi -. Al Bellunese servirebbero strumenti finanziari e di personale ben diversi per poter portare avanti le operazioni necessarie alla cura del territorio».

 

Emergenza maltempo nel Bellunese. Il grazie del Presidente della Provincia Roberto Padrin

Roberto Padrin.

«Ancora una volta il sistema di Protezione Civile e di gestione dell’emergenza ha funzionato. Grazie a tutti coloro che hanno collaborato in queste giornate difficili per il nostro territorio». Lo dice il presidente della Provincia, Roberto Padrin, all’indomani dell’ondata di maltempo che ha colpito il Bellunese.
«Oggi è una giornata di tregua, in attesa di una nuova perturbazione che le previsioni meteo annunciano già per domani e che speriamo non sia pesante – continua il presidente Padrin -. Oggi è la giornata della prima conta dei danni, che a una prima stima sembrano ingenti. Però non abbiamo avuto perdite di vite umane e di questo va ringraziata la macchina dell’emergenza. Da Arpav che ha sempre fornito previsioni precise e dettagliate, fino al prefetto, che con lucidità ha saputo coordinare la sala operativa. Grazie ai vigili del fuoco e alle forze dell’ordine, e a tutti gli uomini e le donne della Protezione Civile, ai miei colleghi sindaci; grazie alla Regione Veneto e al mio consigliere Massimo Bortoluzzi, che ha passato le ore in sala operativa per dare un contributo attivo alla gestione dell’emergenza. Dopo Vaia, si è dimostrata ancora una volta l’efficenza del sistema operativo messo in campo dagli enti preposti».
«Adesso dobbiamo stimare i danni e programmare interventi puntuali di ripristino – sottolinea Roberto Padrin -. Non possiamo non fare i conti con eventi meteo sempre più frequenti e con la fragilità del nostro territorio. Per questo credo servano strumenti concreti che ci permettano di agire in maniera semplice ed efficace, senza inghippi burocratici che rischiano di allungare i tempi e di rendere inutili certi interventi».

Il Premio maestri gelatieri 2019 alla Famiglia Pomposi di Firenze

Come annunciato giovedì scorso in Sala Stampa Estera a Roma, il 24. premio internazionale “Mastri gelatieri”, che Longarone Fiere Dolomiti attribuisce ogni anno per segnalare al mondo del gelato artigianale personaggi o famiglie che abbiano dato un apporto concreto alla promozione e alla valorizzazione del gelato artigianale, dando prova di indubbie capacità imprenditoriali ed elevate qualità professionali, è stato assegnato per l’edizione 2019 alla storica Famiglia Pomposi di Firenze (ITALIA). La consegna del premio avverrà domenica 1° dicembre (ore 11.00, Centro Congressi) nel corso della cerimonia inaugurale della 60. MIG – Mostra Internazionale del Gelato Artigianale.

Lo scorso anno ad aggiudicarsi il premio erano stati il gelatiere portoghese Manuel Dias Cruel di Lisbona e la storica Famiglia De Pellegrin, oriunda della Val di Zoldo – BL – che dal 1907 ha girato da Treviso a Pola, dalla Croazia alla Germania per approdare dal 1967 a Lignano.

La storia di gelateria della famiglia Pomposi inizia con Orazio, quando venne a Firenze nel 1959, rilevando un caffè nel centro storico della città, in via dei Calzaiuoli, con l’intento di iniziare a produrre gelati. Nel 1961 avvia la produzione dei suoi primi gelati, ma nel 1966 l’alluvione si porta via tutto. Con molti sacrifici riuscì a far ripartire l’attività da poco creata. Dopo pochi anni era diventato un gelatiere di riferimento nella città e anche in Italia, dedicando la sua vita a proteggere e a diffondere la tradizione e l’artigianalità del prodotto. Nel 1993, insieme ai figli Patrizio e Paolo, rileva la storica gelateria Badiani (1932). Nel 2015 Paolo vince a Londra il Gelato Festival e l’anno seguente apre un punto vendita nella capitale inglese all’interno di Mercato Metropolitano, col quale nascerà una partnership strategica. La platea inglese accoglie con grande interesse il prodotto e il brand: la voce inizia a spargersi e ben presto un solo negozio non basta più per soddisfare la domanda. Nel 2016 Niccolò, figlio di Paolo, inizia a seguire le orme del padre, e la tradizione di famiglia, venendo diretto e formato fino a raggiungere autonomia professionale, gestionale e direttiva. Sarà di fatto poi lui stesso a gestire la produzione nei negozi di Londra e a coordinarne le nuove aperture a partire dal luglio 2018.

Ed è così che arriviamo ad oggi, dove la famiglia Pomposi conta quattro gelaterie a marchio Badiani sul suolo londinese, 2 in partnership con Mercato Metropolitano e 2 sulla falsa riga della tradizione di Badiani in viale dei Mille a Firenze.

 

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