La dedicazione della chiesa di Formegan, Santa Giustina

Una notizia che di certo farà piacere ai nostri emigranti con radici da Santa Giustina, Belluno. Venerdì 16 agosto il vescovo Renato celebrerà la Dedicazione della chiesa di Formegan (parrocchia di Santa Giustina), a conclusione dei lavori di restauro e adeguamento liturgico eseguiti negli ultimi vent’anni. In questo tempo l’impegno della gente di Formegan per finanziare i lavori è stato molto significativo; vanno ricordati anche i contributi di Cariverona, del GAL Prealpi Dolomiti, dell’8 per mille della CEI e del Comune di Santa Giustina, che in questi giorni ha effettuato il primo stralcio di lavori per la sistemazione del sagrato.

Il suggestivo rito della dedicazione della chiesa avrà luogo nella messa vespertina delle ore 18, alla quale seguirà la tradizionale processione per le vie del paese, in occasione della festa di voto a san Rocco, che ha origine nel 1855, durante l’ultima epidemia di colera che colpì il paese.

La chiesa di Formegan fu sede del primo nucleo parrocchiale, come attesta la Bolla del 1184 di papa Lucio III, che riconosce al Vescovo Drudo i confini della diocesi di Feltre, che nella Valbelluna terminano «in plebe de Formicano», nella parrocchia di Formegan.

Successivamente si decise di spostare il centro parrocchiale a Santa Giustina, dove dal 1510 c’è l’attuale fonte battesimale.

Le opere pittoriche venute alla luce in tempi recenti fanno dell’edificio sacro di Formegan un importante gioiello di arte, cultura e religiosità e grazie al costante impegno dei fedeli ha superato nei secoli invasioni, ruberie e vessazioni.

Nel 1930 si era progettata la demolizione per far spazio a un edificio più ampio; il progetto fu però impedito per il disastro economico, non solo per la chiesa, del fallimento della Banca del Credito Veneto, che aveva uno sportello anche a Santa Giustina.

La dedicazione di una chiesa accade raramente perché si celebra una volta sola per ciascuna chiesa. Questo può avvenire appena la chiesa è stata costruita oppure dopo una completa ristrutturazione. Non si ha notizia, né ci sono segni (cioè le croci alle pareti o la lapide), della dedicazione della chiesa di Formegan.

Originariamente la chiesa riceveva la sua “consacrazione” con la semplice celebrazione della Messa; dopo l’VIII secolo si iniziò a compiere il rito specifico della “dedicazione” (questa è l’antica e corretta terminologia), per manifestare la vera natura dell’edificio della chiesa, segno visibile dell’unico vero tempio che è il corpo di Cristo, cioè la comunità dei battezzati, pietre vive dell’edificio della Chiesa.

All’inizio della Messa il vescovo asperge il popolo e le pareti del nuovo edificio, in memoria del Battesimo. Dopo la liturgia della parola si cantano le litanie dei santi e c’è la preghiera di dedicazione. Seguono l’unzione dell’altare e delle croci, l’incensazione dell’altare e del popolo e l’illuminazione a festa dell’altare e della chiesa.

Sant’Agostino osserva che «mediante la fede gli uomini sono come legni e pietre presi dai boschi e dai monti per la costruzione; mediante il battesimo, la catechesi e la predicazione vengono poi sgrossati, squadrati e levigati; ma risultano casa del Signore solo quando sono compaginati dalla carità. Quando i credenti sono uniti insieme dalla carità diventano davvero casa di Dio, che non teme di crollare».

Un patto di amicizia tra Sideropolis (Brasile) e Belluno?

Jose’ Crepaldi presidente della Famiglia Bellunese di Sideropolis, nello stato di Santa Catarina in Brasile,  ha incontrato in municipio a Belluno l’assessore alla cultura del capoluogo Marco Perale. Si è discusso della possibilità di unire i due comuni da un patto di amicizia, considerati i legami storici che hanno visto numerosi bellunesi emigrare cola’ a fine Ottocento, tanto che l’antico nome del comune, che ora si vorrebbe ripristinare, era Nova Belluno.

Presente all’incontro, fra gli altri, anche la vicepresidente Abm Patrizia Burigo che ha ricordato i numerosi patti di amicizia e gemellaggi presenti in provincia nel nome dell’emigrazione.

Nasce un network televisivo per le Dolomiti

Alto Adige TV, Telebelluno, Teledolomiti, Telefriuli e Trentino TV sono le emittenti che dai primi di luglio e fino all’inizio di ottobre trasmettono la seconda stagione della rubrica NOI Dolomiti UNESCO. Le puntate sono disponibili anche online, sul canale YouTube Dolomites UNESCO.

Un modo per raccontare le Dolomiti
Luciana, che produce piccoli frutti a Cibiana di Cadore con la permacultura; Michel e Romina, che hanno riaperto il rifugio Passo Santner, nel gruppo del Catinaccio, dopo sei anni di chiusura; David, che tra le guglie delle Dolomiti friulane sfrutta il drone per arrivare dove l’occhio umano non potrebbe; Elisa e Alessia, che frequentano rispettivamente le scuole medie ed elementari e che non rinuncerebbero mai ad aiutare nonno Giorgio in malga, sotto le Pale di San Martino. Sono solo alcuni dei protagonisti delle prime puntate di “Noi Dolomiti UNESCO”, il progetto televisivo della Fondazione Dolomiti UNESCO realizzato da Giambattista Zampieri. Alle storie di quanti vivono e lavorano tra le Dolomiti, si affiancano le iniziative culturali del territorio, le voci di chi ne studia il valore geologico e paesaggistico, i grandi temi di discussione sulla gestione condivisa del Patrimonio.

Guardarsi per capirsi
Il “target” è naturalmente universale, ma un’attenzione particolare viene dedicata alle comunità locali, alla loro voglia e alla loro necessità di sentirsi protagoniste della terra in cui vivono e che l’UNESCO ha riconosciuto come un Patrimonio Mondiale da tutelare e valorizzare. Di qui l’importanza del coinvolgimento delle emittenti locali, sempre molto seguite da chi, anche attraverso Noi Dolomiti UNESCO, ha la possibilità di vedersi rappresentato e di ricevere uno stimolo in più a credere nelle potenzialità del territorio dolomitico, nella necessità di mantenere la montagna abitata, nell’esigenza di ricercare e mantenere quel fragile equilibrio tra tutela ambientale e sviluppo, anche attraverso scelte coraggiose dal punto di vista personale e politico. Guardarsi per capirsi, insomma, tra territori simili e al tempo stesso tanto diversi come quelli che caratterizzano il Patrimonio mondiale: produttori, gestori di rifugio, amministratori, studenti, animatori culturali sudtirolesi, trentini, bellunesi, friulani hanno sicuramente qualcosa da insegnare e qualcosa da imparare gli uni dagli altri. Raccontarsi reciprocamente non può che essere il primo passo!

Dalla Corea del Sud per visitare il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi

Una delegazione di tecnici, ricercatori e amministratori della Corea del Sud ha visitato il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi. La Delegazione era composta da rappresentanti del National Park Service, dell’Assemblea Nazionale e del Ministero dell’Ambiente coreano.

La visita segue quella già effettuata da altri tecnici e ricercatori coreani nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi nel settembre di tre anni fa ed è finalizzata a conoscere le attività del Parco e le modalità di pianificazione e gestione dell’area protetta.

A Feltre, presso la sede dell’Ente Parco, gli ospiti coreani hanno incontrato il Commissario del Parco, Ennio Vigne (per il quale il Ministro dell’Ambiente ha firmato nei giorni scorsi il Decreto di nomina a Presidente) e la comandante del Reparto Carabinieri del Parco, Tenente Colonnello Marina Berto.

Nel corso dell’incontro sono state illustrate le normative che regolano il funzionamento e le attività del Parco e alcuni dei progetti in corso, soprattutto quelli finalizzati a conciliare le esigenze della conservazione con quelle della fruizione turistica, dato che questo è un tema di pressante attualità anche in Corea del Sud ed è stato oggetto di numerose domande da parte della delegazione.

Successivamente la delegazione, accompagnata da tecnici del Parco e dai Carabinieri Forestali, ha visitato la Valle del Mis.

“Questa seconda visita in tre anni di una delegazione dalla Corea del Sud nel nostro Parco – ha commentato Ennio Vigne – è indice dell’interesse destato dalle nostre attività anche al di fuori dei confini nazionali e un riconoscimento della qualità del lavoro fin qui svolto. Il confronto amministrativo e tecnico tra realtà diverse risulta molto utile anche per noi, perché aree protette lontane geograficamente devono spesso affrontare problemi e criticità nella gestione simili tra loro”.

Scambi giovani del Rotary Club di Belluno. Tra questi anche Dafne Chinazzi, volontaria Abm

Si è svolta a Bend (Oregon, Usa) la celebrazione della sesta edizione dello scambio giovani promossa dai Rotary Club di Belluno e quello di Bend. L’evento di martedì 6 agosto segue quello fatto lo scorso 4 luglio in Piazza dei Martiri. In entrambe le città le commissioni scambi giovani del Rotary hanno promosso con le rispettive amministrazioni comunali la realizzazione di una targa a ricordare il gemellaggio fra i due Club e le due comunità.

A Bend la cerimonia si è svolta nella zona del vecchio mulino ora un importante centro commerciale della città e dove è stata collocata la targa commemorativa del gemellaggio. Le nostre giovani ragazze Dafne Chinazzi, Martina Da Pian, Carlotta Giacchina e Luna Salvador hanno ben rappresentato la nostra provincia e l’Italia. La cerimonia è stata arricchita dall’esibizione del maestro di musica Jim Knox ed in particolare di sua figlia Olivia, stella nascente della musica popolare statunitense. Lo scorso anno si sono fatti conoscere dalla nostra comunità avendo trascorso quattro mesi a Belluno.

Nel mentre le nostre giovani stanno concludendo l’esperienza dello scambio breve a Bend che ha previsto la permanenza a Belluno di quattro ragazze americane per una ventina di giorni e la loro ospitalità nella casa delle nostre quattro ragazze, ha iniziato in Brasile il suo scambio annuale il giovane Giosué Mario. Egli è partito la settimana scorsa per la cittadina di Gramado nello stato brasiliano di Rio Grande do Sul dove frequenterà il quarto anno in un istituto superiore locale e sarà ospitato durante l’anno scolastico da tre famiglie e seguito dal locale Rotary Club. Tra le attività di scambio annuale promosse dal Rotary Club di Belluno vi sarà anche l’arrivo a settembre del giovane finlandese Otto Oskari Ahonen che studierà nel Liceo Economico Sociale Renier e sarà ospitato da tre famiglie bellunesi. Per il promo periodo di quattro mesi dalla famiglia di Giosué.

Gli scambi giovani brevi e lunghi sono a tutti gli effetti dei service che i Rotary Club offrono alla propria comunità ed hanno lo scopo di sviluppare nei giovani le loro potenzialità, far acquisire abilità che durano una vita, imparare una nuova cultura e anche una nuova lingua, allacciare amicizie durature e farli diventare cittadini del mondo.

Gelato artigianale spettacolare a 3244 m, il più alto d’Europa

Gusti spettacolari domani sulla Tofana di Mezzo. All’opera i Gelatieri della MIG e gli Accademici Italiani Gelatieri Artigiani che porteranno sulla terza cima più alta delle Dolomiti il Cioccolato, premio Gambero Rosso 2018 quale cioccolato migliore d’Italia, il Gelato delle Dolomiti, uno zabaione arricchito con i frutti di bosco, ideato dai Maestri delle Gelaterie del Territorio e presentato alla scorsa edizione della Mostra Internazionale del Gelato di Longarone. E ancora il Gelato Tiramisù, gusto 2019 designato da Artglace per la Giornata Europea del Gelato Artigianale, Contaminazioni Stellate con il gelato alla pesca, vaniglia e Martini Rosso. Non mancheranno anche i gusti più classici, come la nocciola, il pistacchio, la stracciatella e la crema variegata all’amarena.

La cima è raggiungibile comodamente con la Funivia Freccia nel Cielo: attualmente per lavori di ristrutturazione in vista dei Mondiali di Cortina 2021 e le Olimpiadi Milano Cortina 2026 il primo pezzo di funivia è sostituito da un autobus che da Piazza Roma, passando per la stazione porta fino a Piè Tofana dove una navetta porta alla partenza del secondo troncone a Col Druscié (1778m) da dove si potrà prendere la funivia che porta fino alla cima a 3244 m, o tramite la spettacolare via ferrata Punta Anna e G. Aglio in compagnia delle Guide Alpine di Cortina.

Longarone Fiere Dolomiti, in collaborazione con Associazione Albergatori Cortina e Tofana – Freccia nel Cielo e con il contributo di Lattebusche, Vanzin Selezioni, Toschi Vignola.

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