Fiorenzo Capraro, socio dell’Associazione Bellunesi nel Mondo dal 1966, rappresenta una storia emblematica di emigrazione e attaccamento alla propria terra d’origine. Nato a Ciet, frazione del comune di Belluno, Fiorenzo si trasferisce a Ginevra con la sua famiglia all’età di due anni. Nonostante inizialmente la famiglia desiderasse tornare in Italia, la vita li porta a stabilirsi definitivamente in Svizzera, dove Fiorenzo costruisce la sua famiglia. Tuttavia, l’amore per la sua terra natia non è mai svanito, come dimostra il suo impegno attuale nella ristrutturazione della casa di famiglia a Ciet e le frequenti visite a Belluno.
Oggi, mercoledì 7 agosto, alle 15.30, Fiorenzo sarà protagonista di un’intervista esclusiva trasmessa via streaming su Radio ABM, la webradio dell’Associazione Bellunesi nel Mondo. L’intervista, parte della rubrica “Qui ABM”, sarà visibile anche sulla pagina Facebook di Radio ABM e sul canale YouTube dell’Associazione.
Un legame indissolubile con Belluno
Nell’intervista, Fiorenzo Capraro condividerà i ricordi della sua infanzia e giovinezza trascorsa tra Belluno e Ginevra, sottolineando come l’affetto per la sua terra d’origine non sia mai venuto meno. Nonostante la vita lo abbia portato lontano, Fiorenzo ha sempre sentito un forte legame con Belluno, un legame che lo ha spinto a mantenere viva la casa di famiglia a Ciet. “Ogni volta che torno a Belluno, sento un richiamo che viene dal cuore. È un sentimento che non si può spiegare a parole, ma solo vivere”, racconta Fiorenzo.
Riflessioni sull’emigrazione contemporanea
L’intervista offrirà anche uno spazio per riflettere sull’attuale fenomeno migratorio. Fiorenzo, che ha vissuto in prima persona l’emigrazione degli anni ’60, osserverà le differenze e le similitudini con l’emigrazione odierna. “Oggi, i giovani emigrano per motivi diversi, spesso legati a opportunità professionali e qualità della vita. Tuttavia, le sfide emotive e culturali rimangono simili: lasciare la propria terra e adattarsi a un nuovo contesto non è mai facile”, commenta.
Lo spopolamento del Bellunese: una situazione drammatica
Un tema particolarmente caro a Fiorenzo è lo spopolamento del Bellunese, un fenomeno che sta assumendo proporzioni drammatiche. “Vedere i paesi della nostra provincia svuotarsi fa male al cuore. È necessario trovare soluzioni che incentivino i giovani a rimanere o a tornare, investendo in infrastrutture e opportunità di lavoro”, afferma con preoccupazione. Fiorenzo evidenzia l’importanza di iniziative come quelle promosse dall’Associazione Bellunesi nel Mondo, che mirano a mantenere vivo il legame tra i bellunesi all’estero e la loro terra d’origine.
Un appuntamento da non perdere
L’intervista a Fiorenzo Capraro promette di essere un momento di riflessione e di connessione per tutti coloro che hanno a cuore le sorti del Bellunese e della sua comunità. Non perdetevi questo appuntamento oggi alle 15.30 su Radio ABM, la webradio dell’Associazione Bellunesi nel Mondo. Potrete seguire l’intervista anche sulla pagina Facebook di Radio ABM e sul canale YouTube dell’Associazione.
Giovedì 8 agosto, in occasione dell’anniversario delle tragedia di Marcinelle e della Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo, Cencenighe ospiterà la presentazione del libro di Egidio Pasuch “I neri fantasmi di Marcinelle”. Appuntamento alle 20.45, nella sala consiliare culturale.
L’opera racconta la storia dell’emigrazione bellunese in Belgio, ripercorrendo un secolo di partenze iniziato dopo il primo conflitto mondiale e intensificatosi nel secondo dopoguerra.
Dopo la Seconda guerra mondiale e il Protocollo italo-belga del 1946 ribattezzato “Uomini in cambio di carbone”, molti bellunesi trovarono lavoro in Belgio, soprattutto nelle miniere, ma non solo. Importanti aspetti di questa storia si intrecciano anche con l’industria siderurgica e con l’edilizia. L’emigrazione, poi, non fu solo economica, ma anche politica, con tensioni tra opposti schieramenti.
Tra i bellunesi che lavorarono nelle miniere belghe, Dino Della Vecchia, di Sedico, perse la vita proprio a Marcinelle, nell’incidente alla miniera di carbone Bois du Cazier dell’8 agosto 1956. Ma quello di Marcinelle fu solo uno dei numerosi episodi drammatici che costellarono l’emigrazione italiana, veneta e bellunese nel Pays Noir.
L’evento è organizzato dalla Pro Loco, dalla Biblioteca pubblica comunale di Cencenighe Agordino, dalla Famiglia Ex emigranti dell’Agordino dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, con il patrocinio del Comune di Cencenighe.
Clicca QUI per visualizzare la locandina dell’evento.
Il MiM Belluno – Museo interattivo delle Migrazioni – ha recentemente pubblicato un nuovo audiogiro sulla piattaforma online IziTravel, intitolato “Quel genio di Italo Marchioni: l’inventore del cono gelato”. Questo coinvolgente audiotour racconta la straordinaria vita e le innovative realizzazioni di Italo Marchioni, nato nel 1868 a Peaio, Cadore.
Un viaggio dall’Italia all’America
Italo Marchioni incarna il genio del senso pratico, un talento che si manifesta fin dalla giovane età. Cresciuto in un piccolo paese tra le montagne italiane, osservava con attenzione i pasticceri locali, sviluppando una precoce inclinazione per l’innovazione. Nel 1893, spinto dal desiderio di costruirsi un futuro migliore, emigra in America, dando inizio a un’avventura che avrebbe cambiato il modo di gustare il gelato per sempre.
Da Philadelphia a New York: la nascita di un’idea rivoluzionaria
Il primo capitolo dell’audiogiro ci porta a Philadelphia, la città dell’amore fraterno, dove Italo inizia a lavorare in una pasticceria locale, affinando le sue competenze culinarie e imparando a conoscere i gusti degli americani. Tuttavia, il suo spirito irrequieto e il desiderio di fare qualcosa di grande lo spingono presto verso la vibrante New York.
A New York, stabilitosi a Hoboken, New Jersey, Italo vende gelato con un carretto per le strade affollate di Manhattan. È qui che emerge la sua brillante intuizione: servire il gelato su cialde arrotolate a forma di cono. Questa idea semplice ma geniale risolve molti problemi legati alla distribuzione del gelato, rendendo il prodotto più pratico e accessibile.
Il brevetto e le sfide legali
Nel 1903, Marchioni brevetta uno stampo per produrre coni di cialda, segnando l’inizio del suo successo commerciale. Partecipando all’esposizione di St. Louis nel 1904, il suo prodotto ottiene un enorme successo, ma il percorso verso la fama non è privo di ostacoli. Affronta numerose sfide legali da parte di concorrenti che tentano di appropriarsi della sua invenzione. Solo nel 1913, dopo una serie di processi, gli viene riconosciuta ufficialmente la paternità dell’invenzione.
L’espansione e l’eredità di Marchioni
L’audiogiro racconta anche l’espansione dell’azienda di Marchioni, che arriva a possedere fino a 45 carretti per le strade di New York. Nel 1925, il nipote Anthony Marchiony inventa una macchina rotante in grado di produrre coni gelato su larga scala, garantendo la continuità dell’innovazione nella famiglia.
Un’eredità che vive ancora oggi
Italo Marchioni si ritira dall’attività nel 1938, vendendo il marchio alla ditta Schrafft’s. Alla sua morte nel 1954, il New York Times lo celebra con un articolo intitolato «Italo Marchiony, 86, made ice cream cone», riconoscendo l’impatto duraturo del suo senso pratico e della sua creatività.
Un audiogiro per riscoprire una storia straordinaria
Il nuovo audiogiro del MiM Belluno su IziTravel offre agli ascoltatori un’opportunità unica per riscoprire la vita e le realizzazioni di Italo Marchioni attraverso una narrazione avvincente e ben documentata. Grazie a questo progetto, la storia di un genio dell’innovazione continua a ispirare e a educare nuove generazioni, ricordandoci come un’idea semplice possa trasformare il mondo.
Per ascoltare l’audiogiro “Quel genio di Italo Marchioni: l’inventore del cono gelato”, visitate la piattaforma IziTravel e cercate il MiM Belluno – Museo interattivo delle Migrazioni.
Avviso ai connazionali da parte del Consolato Generale d’Italia a Miami a proposito dell’uragano Debby, formatosi alla fine della settimana scorsa e ora sulla costa occidentale della Florida (Key West, Marco Island, Naples, Sarasota, Fort Myers, Tampa).
«Nelle aree colpite – spiega la rappresentanza – si stanno registrando venti di forte intensità, mareggiate, piogge torrenziali, allagamenti anche improvvisi ed è prevista l’esondazione dei corsi d’acqua interni, con ripercussioni sul traffico stradale e aereo».
«Fenomeni particolarmente avversi – prosegue l’avviso – sono attesi soprattutto in parti del territorio della cosiddetta Florida Big Bend. L’uragano è previsto dirigersi nei prossimi giorni verso nord-est (Orlando, Jacksonville), per poi raggiungere la Georgia, la Carolina del sud e la Carolina del nord nel corso della settimana corrente».
Il Consolato raccomanda ai connazionali che si trovino a qualunque titolo nelle aree interessate dalla traiettoria delle perturbazioni di attenersi scrupolosamente alle indicazioni di sicurezza delle autorità locali, di monitorare costantemente le condizioni meteorologiche sul sito del Centro statunitense per gli uragani (National Hurricane Center and Central Pacific Hurricane Center) e di tenersi informati consultando il sito Viaggiare Sicuri del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
Incontro informativo per italiani da poco arrivati in Norvegia. Lo organizza il Comites Oslo in collaborazione con IKIS, associazione culturale italiana di Stavanger.
Appuntamento a Stavanger il 19 agosto, dalle 17:30 alle 20:30, presso la biblioteca centrale. L’evento verra anche trasmesso online per coloro che non potranno parteciparvi in presenza.
Tra i temi trattati: sistema sanitario e bancario norvegese, ricerca di lavoro, servizi consolari, attività ricreative e culturali.
La partecipazione è gratuita ma è richiesta l’iscrizione.
Nel mese di settembre il Consolato Generale d’Italia a Edimburgo trasferirà la propria sede dall’attuale indirizzo in Melville Street presso il nuovo edificio Italy House (20-22 East London Street, EH7 4BQ).
«A partire dal prossimo 1° ottobre – spiega la rappresentanza – i connazionali potranno usufruire dei servizi consolari presso i nuovi spazi, più moderni, accoglienti e confortevoli».
Per procedere con le operazioni di trasloco, il Consolato rimarrà chiuso al pubblico nel periodo compreso fra lunedì 16 e venerdì 27 settembre, tranne in casi di motivata e comprovata urgenza, che saranno preventivamente valutati dagli uffici competenti.
«A tal fine – la precisazione – verranno potenziati i servizi di risposta al centralino telefonico e di reperibilità al cellulare di emergenza».
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