Agosto è da sempre il mese più caldo dell’anno, in cui di solito il mare è la destinazione prediletta. Tuttavia, a noi di Radio ABM piace andare controcorrente, perciò abbiamo reso protagonista della nostra prossima puntata il fondista trichianese Elia Barp, giovane atleta delle Fiamme Gialle e della Nazionale.
Barp ci guiderà attraverso lo sci di fondo, spiegandoci come è organizzata la sua annata sportiva, svolta per gran parte tra Svezia e Norvegia, cosa significa essere un professionista di questa disciplina, qual è stato il percorso che ha dovuto svolgere per giungere dov’è ora.
Non mancherà ovviamente uno sguardo al futuro, in particolare ai Giochi olimpici “casalinghi” di Milano-Cortina 2026, con l’auspicio di portare in alto il nome di Belluno e della provincia.
Appuntamento venerdì 9 agosto alle 14:45 su Radio ABM e in streaming su YouTube (canale “Bellunesi nel Mondo”) e sulle pagine Facebook di Bellunesi nel Mondo e Radio ABM. L’episodio sarà poi disponibile in podcast sulla piattaforma Spreaker.
Il MiM Belluno – Museo interattivo delle Migrazioni ha compiuto un altro importante passo verso la digitalizzazione e la diffusione della cultura. Da oggi, la parete “Figli del Bellunese, orgoglio nel mondo” è disponibile anche in forma virtuale sulla piattaforma IziTravel, arricchita da immagini e audio che raccontano le storie di 30 illustri personaggi bellunesi che hanno lasciato un segno indelebile nel mondo.
Questa iniziativa rappresenta un ponte tra passato e futuro, tra radici locali e orizzonti globali. La parete celebra l’ingegno, la determinazione e il successo dei bellunesi che hanno portato la loro cultura e i loro valori in tutto il mondo. Ora, attraverso IziTravel, queste storie possono essere esplorate da chiunque, ovunque si trovi.
Un omaggio ai bellunesi che hanno fatto la storia
La parete “Figli del Bellunese, orgoglio nel mondo” è un tributo a coloro che, partendo dalle valli e dalle montagne del Bellunese, hanno raggiunto traguardi straordinari in vari campi: dalla scienza all’arte, dall’imprenditoria alla politica. Tra i protagonisti ricordiamo figure come Dino Buzzati, scrittore e giornalista di grande talento, Girolamo Segato, celebre scienziato e cartografo, Catterina De Carlo, l’eroina di Monongah e Geremia Grandelis, scultore, autore di grandi complessi monumentali in marmo e in bronzo che ancora oggi decorano alcuni dei più prestigiosi palazzi pubblici in America.
Ogni personaggio è raccontato attraverso un percorso interattivo che combina fotografie e narrazioni audio. Questo formato multimediale permette ai visitatori di immergersi nelle vite di questi illustri bellunesi, comprendendo non solo i loro successi, ma anche le sfide che hanno affrontato e superato.
La digitalizzazione con IziTravel
La scelta di IziTravel come piattaforma per la diffusione virtuale della parete non è casuale. IziTravel è rinomata per la sua capacità di rendere accessibili i contenuti culturali in modo interattivo e coinvolgente. Gli utenti possono scaricare l’app IziTravel sul loro smartphone o tablet e accedere gratuitamente alla mostra virtuale, esplorando le storie dei “Figli del Bellunese” con facilità.
Il presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, Oscar De Bona ha commentato: «La digitalizzazione della parete “Figli del Bellunese” su IziTravel è un progetto che ci riempie di orgoglio. È un modo per far conoscere al mondo l’eredità culturale e storica del Bellunese, superando i confini fisici del nostro museo. Speriamo che questa iniziativa possa ispirare nuove generazioni di bellunesi e non solo. Ovviamente lancio l’invito di venire a visitare, anche il modo fisico, il MiM Belluno presente nella sede della nostra Associazione in via Cavour 3 a Belluno».
Un invito alla scoperta
L’invito del MiM Belluno è rivolto a tutti: dagli studiosi di storia locale agli appassionati di cultura, dagli insegnanti agli studenti, dai bellunesi sparsi nel mondo a chiunque voglia scoprire storie di successo e di passione. La mostra virtuale su IziTravel offre un’opportunità per approfondire la conoscenza di un territorio e delle persone straordinarie che lo hanno reso celebre.
La parete “Figli del Bellunese, orgoglio nel mondo” non è solo una celebrazione del passato, ma un monito per il futuro, ricordandoci che le radici culturali sono un valore da preservare e promuovere. Grazie a iniziative come questa, la memoria e l’orgoglio del Bellunese continuano a vivere e a ispirare, oltre ogni confine.
Fiorenzo Capraro, socio dell’Associazione Bellunesi nel Mondo dal 1966, rappresenta una storia emblematica di emigrazione e attaccamento alla propria terra d’origine. Nato a Ciet, frazione del comune di Belluno, Fiorenzo si trasferisce a Ginevra con la sua famiglia all’età di due anni. Nonostante inizialmente la famiglia desiderasse tornare in Italia, la vita li porta a stabilirsi definitivamente in Svizzera, dove Fiorenzo costruisce la sua famiglia. Tuttavia, l’amore per la sua terra natia non è mai svanito, come dimostra il suo impegno attuale nella ristrutturazione della casa di famiglia a Ciet e le frequenti visite a Belluno.
Oggi, mercoledì 7 agosto, alle 15.30, Fiorenzo sarà protagonista di un’intervista esclusiva trasmessa via streaming su Radio ABM, la webradio dell’Associazione Bellunesi nel Mondo. L’intervista, parte della rubrica “Qui ABM”, sarà visibile anche sulla pagina Facebook di Radio ABM e sul canale YouTube dell’Associazione.
Un legame indissolubile con Belluno
Nell’intervista, Fiorenzo Capraro condividerà i ricordi della sua infanzia e giovinezza trascorsa tra Belluno e Ginevra, sottolineando come l’affetto per la sua terra d’origine non sia mai venuto meno. Nonostante la vita lo abbia portato lontano, Fiorenzo ha sempre sentito un forte legame con Belluno, un legame che lo ha spinto a mantenere viva la casa di famiglia a Ciet. “Ogni volta che torno a Belluno, sento un richiamo che viene dal cuore. È un sentimento che non si può spiegare a parole, ma solo vivere”, racconta Fiorenzo.
Riflessioni sull’emigrazione contemporanea
L’intervista offrirà anche uno spazio per riflettere sull’attuale fenomeno migratorio. Fiorenzo, che ha vissuto in prima persona l’emigrazione degli anni ’60, osserverà le differenze e le similitudini con l’emigrazione odierna. “Oggi, i giovani emigrano per motivi diversi, spesso legati a opportunità professionali e qualità della vita. Tuttavia, le sfide emotive e culturali rimangono simili: lasciare la propria terra e adattarsi a un nuovo contesto non è mai facile”, commenta.
Lo spopolamento del Bellunese: una situazione drammatica
Un tema particolarmente caro a Fiorenzo è lo spopolamento del Bellunese, un fenomeno che sta assumendo proporzioni drammatiche. “Vedere i paesi della nostra provincia svuotarsi fa male al cuore. È necessario trovare soluzioni che incentivino i giovani a rimanere o a tornare, investendo in infrastrutture e opportunità di lavoro”, afferma con preoccupazione. Fiorenzo evidenzia l’importanza di iniziative come quelle promosse dall’Associazione Bellunesi nel Mondo, che mirano a mantenere vivo il legame tra i bellunesi all’estero e la loro terra d’origine.
Un appuntamento da non perdere
L’intervista a Fiorenzo Capraro promette di essere un momento di riflessione e di connessione per tutti coloro che hanno a cuore le sorti del Bellunese e della sua comunità. Non perdetevi questo appuntamento oggi alle 15.30 su Radio ABM, la webradio dell’Associazione Bellunesi nel Mondo. Potrete seguire l’intervista anche sulla pagina Facebook di Radio ABM e sul canale YouTube dell’Associazione.
Giovedì 8 agosto, in occasione dell’anniversario delle tragedia di Marcinelle e della Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo, Cencenighe ospiterà la presentazione del libro di Egidio Pasuch “I neri fantasmi di Marcinelle”. Appuntamento alle 20.45, nella sala consiliare culturale.
L’opera racconta la storia dell’emigrazione bellunese in Belgio, ripercorrendo un secolo di partenze iniziato dopo il primo conflitto mondiale e intensificatosi nel secondo dopoguerra.
Dopo la Seconda guerra mondiale e il Protocollo italo-belga del 1946 ribattezzato “Uomini in cambio di carbone”, molti bellunesi trovarono lavoro in Belgio, soprattutto nelle miniere, ma non solo. Importanti aspetti di questa storia si intrecciano anche con l’industria siderurgica e con l’edilizia. L’emigrazione, poi, non fu solo economica, ma anche politica, con tensioni tra opposti schieramenti.
Tra i bellunesi che lavorarono nelle miniere belghe, Dino Della Vecchia, di Sedico, perse la vita proprio a Marcinelle, nell’incidente alla miniera di carbone Bois du Cazier dell’8 agosto 1956. Ma quello di Marcinelle fu solo uno dei numerosi episodi drammatici che costellarono l’emigrazione italiana, veneta e bellunese nel Pays Noir.
L’evento è organizzato dalla Pro Loco, dalla Biblioteca pubblica comunale di Cencenighe Agordino, dalla Famiglia Ex emigranti dell’Agordino dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, con il patrocinio del Comune di Cencenighe.
Clicca QUI per visualizzare la locandina dell’evento.
Il MiM Belluno – Museo interattivo delle Migrazioni – ha recentemente pubblicato un nuovo audiogiro sulla piattaforma online IziTravel, intitolato “Quel genio di Italo Marchioni: l’inventore del cono gelato”. Questo coinvolgente audiotour racconta la straordinaria vita e le innovative realizzazioni di Italo Marchioni, nato nel 1868 a Peaio, Cadore.
Un viaggio dall’Italia all’America
Italo Marchioni incarna il genio del senso pratico, un talento che si manifesta fin dalla giovane età. Cresciuto in un piccolo paese tra le montagne italiane, osservava con attenzione i pasticceri locali, sviluppando una precoce inclinazione per l’innovazione. Nel 1893, spinto dal desiderio di costruirsi un futuro migliore, emigra in America, dando inizio a un’avventura che avrebbe cambiato il modo di gustare il gelato per sempre.
Da Philadelphia a New York: la nascita di un’idea rivoluzionaria
Il primo capitolo dell’audiogiro ci porta a Philadelphia, la città dell’amore fraterno, dove Italo inizia a lavorare in una pasticceria locale, affinando le sue competenze culinarie e imparando a conoscere i gusti degli americani. Tuttavia, il suo spirito irrequieto e il desiderio di fare qualcosa di grande lo spingono presto verso la vibrante New York.
A New York, stabilitosi a Hoboken, New Jersey, Italo vende gelato con un carretto per le strade affollate di Manhattan. È qui che emerge la sua brillante intuizione: servire il gelato su cialde arrotolate a forma di cono. Questa idea semplice ma geniale risolve molti problemi legati alla distribuzione del gelato, rendendo il prodotto più pratico e accessibile.
Il brevetto e le sfide legali
Nel 1903, Marchioni brevetta uno stampo per produrre coni di cialda, segnando l’inizio del suo successo commerciale. Partecipando all’esposizione di St. Louis nel 1904, il suo prodotto ottiene un enorme successo, ma il percorso verso la fama non è privo di ostacoli. Affronta numerose sfide legali da parte di concorrenti che tentano di appropriarsi della sua invenzione. Solo nel 1913, dopo una serie di processi, gli viene riconosciuta ufficialmente la paternità dell’invenzione.
L’espansione e l’eredità di Marchioni
L’audiogiro racconta anche l’espansione dell’azienda di Marchioni, che arriva a possedere fino a 45 carretti per le strade di New York. Nel 1925, il nipote Anthony Marchiony inventa una macchina rotante in grado di produrre coni gelato su larga scala, garantendo la continuità dell’innovazione nella famiglia.
Un’eredità che vive ancora oggi
Italo Marchioni si ritira dall’attività nel 1938, vendendo il marchio alla ditta Schrafft’s. Alla sua morte nel 1954, il New York Times lo celebra con un articolo intitolato «Italo Marchiony, 86, made ice cream cone», riconoscendo l’impatto duraturo del suo senso pratico e della sua creatività.
Un audiogiro per riscoprire una storia straordinaria
Il nuovo audiogiro del MiM Belluno su IziTravel offre agli ascoltatori un’opportunità unica per riscoprire la vita e le realizzazioni di Italo Marchioni attraverso una narrazione avvincente e ben documentata. Grazie a questo progetto, la storia di un genio dell’innovazione continua a ispirare e a educare nuove generazioni, ricordandoci come un’idea semplice possa trasformare il mondo.
Per ascoltare l’audiogiro “Quel genio di Italo Marchioni: l’inventore del cono gelato”, visitate la piattaforma IziTravel e cercate il MiM Belluno – Museo interattivo delle Migrazioni.
Presso il Salone culturale di Soverzene è stata inaugurata la Mostra dei gemellaggi e patti di Amicizia esistenti in provincia di Belluno con altri comuni di diverse parti del mondo. L’evento, organizzato in collaborazione con la Famiglia Ex emigranti del Longaronese e il Comune di Soverzene, è stato realizzato dall’Associazione Bellunesi nel Mondo con il contributo del Consorzio BIM Piave.
La mostra, aperta in concomitanza con la sagra di Soverzene, offre una panoramica delle relazioni instaurate tra i comuni della provincia di Belluno e le città di tutto il mondo. Attraverso pannelli informativi, fotografie storiche e documenti ufficiali, i visitatori possono scoprire come questi gemellaggi e patti di amicizia promuovano scambi culturali, educativi e sociali.
Un percorso di amicizia e cultura
L’esposizione illustra la storia di ogni gemellaggio, mettendo in luce gli eventi e le attività realizzate negli anni. Questi legami internazionali hanno favorito la conoscenza reciproca e lo sviluppo di progetti comuni, rafforzando il senso di comunità e solidarietà tra i popoli.
Tra le città gemellate con la provincia di Belluno spiccano località da ogni angolo del globo, evidenziando la dimensione di questi accordi. Dai rapporti con paesi europei come la Francia e la Germania, fino agli scambi con comunità lontane in Asia e America Latina, la mostra testimonia l’apertura del territorio bellunese verso il mondo.
Un’inaugurazione di successo
All’inaugurazione della mostra era presente anche Oscar De Bona, presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, che si è complimentato con la Famiglia Ex Emigranti del Longaronese e con l’amministrazione comunale di Soverzene per aver accolto l’invito a presentare la mostra. “Questa iniziativa rappresenta un’importante occasione per celebrare i legami internazionali che arricchiscono il nostro territorio e per promuovere la collaborazione e l’amicizia tra i popoli,” ha dichiarato De Bona.
Un’opportunità da non perdere
La Mostra dei gemellaggi e patti di Amicizia rimarrà esposta al Salone culturale di Soverzene per tutta la durata della sagra e per l’intero mese di agosto. Gli organizzatori invitano tutti i cittadini e i turisti a visitare l’esposizione, per scoprire le storie e le esperienze che legano la provincia di Belluno a tante realtà diverse.
Questa iniziativa rappresenta non solo un’occasione di apprendimento e riflessione, ma anche un momento di celebrazione dell’amicizia e della collaborazione internazionale. La mostra, infatti, non è solo un tributo al passato, ma un incoraggiamento a continuare a costruire ponti tra le comunità del mondo.
Informazioni pratiche
Il Salone culturale di Soverzene, situato nel cuore del paese, è facilmente accessibile e accoglie i visitatori tutti i giorni durante gli orari di apertura della sagra.
Dopo il periodo della sagra la mostra sarà aperto sabato e domenica dalle 15.00 alle 18.00. Gli altri giorni solo su prenotazione telefonando al +39 346 599 3722.
Non perdete l’opportunità di immergervi in un viaggio globale senza uscire dai confini della provincia: la Mostra dei gemellaggi e patti di Amicizia vi aspetta.
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