Il Centro Studi sulle Migrazioni “Aletheia” cerca foto, lettere e documenti dell’emigrazione bellunese

Nella foto Giuseppe Carrera durante la digitalizzazione di alcune lettere scritte da emigranti bellunesi

L’Associazione Bellunesi nel Mondo (Abm) continua a preservare e promuovere la memoria storica dell’emigrazione bellunese grazie al suo Centro Studi sulle Migrazioni “Aletheia”. Questo centro, nato con l’obiettivo di custodire e rendere accessibili online le testimonianze di una delle pagine più significative della storia di Belluno, rappresenta oggi uno strumento indispensabile per chiunque voglia conoscere e comprendere le vicende di migliaia di famiglie bellunesi che, spinte dalla necessità, lasciarono la loro terra in cerca di un futuro migliore.

Uno dei progetti più recenti e significativi del Centro è la digitalizzazione di lettere di emigranti bellunesi scritte tra la fine dell’Ottocento e gli anni Cinquanta del Novecento. Questo lavoro prezioso, attualmente in corso sotto la guida di Giuseppe Carrera, consigliere dell’Abm, sta portando alla luce documenti di straordinario valore storico e culturale e rappresentano un tesoro di informazioni sulle condizioni di vita, i sentimenti e le difficoltà affrontate dai nostri emigranti in terra straniera.

Una volta completata la digitalizzazione, tutto il materiale sarà reso disponibile sul sito del Centro Studi, www.centrostudialetheia.it, offrendo così a studiosi, discendenti di emigranti e a tutti gli interessati, la possibilità di accedere a queste testimonianze dirette comodamente da casa. Questo archivio digitale non sarà solo una risorsa per la ricerca storica, ma anche un ponte tra le generazioni, capace di mantenere vivo il ricordo di chi, con sacrificio e coraggio, contribuì alla crescita economica e culturale di Belluno, pur vivendo lontano dalla propria terra d’origine.

L’iniziativa non si ferma qui. L’Associazione Bellunesi nel Mondo invita calorosamente tutte le persone in possesso di lettere, fotografie o documenti legati all’emigrazione della propria famiglia a condividere questo patrimonio con il Centro Studi. Il materiale sarà attentamente digitalizzato e restituito ai proprietari, arricchendo ulteriormente il già vasto archivio del Centro e contribuendo a costruire una memoria collettiva sempre più completa e accessibile.

In un mondo in cui le radici e l’identità rischiano di perdersi nella frenesia della modernità, il lavoro del Centro Studi sulle Migrazioni “Aletheia” assume un valore inestimabile. Grazie a questa iniziativa, la storia dell’emigrazione bellunese continuerà a vivere, non solo nei libri di storia, ma anche nei cuori e nelle menti delle future generazioni.

Per maggiori informazioni e per contribuire a questa nobile causa, è possibile contattare l’Associazione Bellunesi nel Mondo al numero 0437 941160 o tramite email all’indirizzo aletheia@bellunesinelmondo.it.

Radio ABM. Il dialetto bellunese al centro dell’attenzione: Febien Follador tra Parigi e Belluno

La nuova puntata di “QUI ABM“, la rubrica settimanale di “Radio ABM”, si prepara a offrire un’esperienza imperdibile, trasportando gli spettatori in un viaggio affascinante attraverso Parigi, Lione e Belluno. Il protagonista di questa edizione è Febien Follador, il cui legame con Belluno è tanto profondo quanto particolare.

Febien, pur essendo nato in Francia, è profondamente radicato nella cultura bellunese. Sua madre è originaria di Limana e suo padre proviene da Sappada, creando un intreccio culturale unico che unisce le tradizioni venete e francesi. Questo legame speciale con la provincia di Belluno sarà al centro dell’intervista, che avrà un tocco distintivo: verrà condotta in dialetto bellunese, il “belumat”.

A condurre l’intervista sarà Giulia Francescon, che guiderà la conversazione con la sua abituale competenza e sensibilità. Febien racconterà quanto Belluno e le sue montagne occupino un posto speciale nella sua vita e come la cultura bellunese abbia influito sul suo percorso personale.

L’intervista sarà trasmessa in streaming domenica 18 agosto 2024 alle ore 15.30, ora locale italiana su Radio ABM. Gli spettatori potranno seguirla sul canale YouTube dell’Associazione Bellunesi nel Mondo e sulla pagina Facebook di Radio ABM. Non perdere l’opportunità di assistere a questa emozionante conversazione che celebra le radici culturali e le tradizioni di Belluno attraverso una prospettiva unica e autentica.

Tradizioni e mestieri di un tempo rivivono a Danta di Cadore: successo per la manifestazione “N’ota a Danta”

Il 13 agosto 2024, Danta di Cadore è tornata a vivere le sue antiche tradizioni con la manifestazione “N’ota a Danta”, un evento dedicato alla riscoperta e alla valorizzazione delle arti e dei mestieri del passato. Lungo la via intitolata al poeta locale Antonio Doriguzzi Rossin, i visitatori hanno potuto ammirare all’opera boscaioli, falegnami, arrotini, ciabattini, carrettieri, fabbri-ferrai, calzettaie, tessitrici e lattaioli. Tra i protagonisti della giornata, spiccano le donne artigiane, custodi dell’arte dei “scarpét”, le colorate calzature tradizionali simbolo del costume comelicese.

La cerimonia di inaugurazione ha visto la partecipazione di numerose autorità, tra cui il sindaco Thomas Menia Corbanese, il prefetto Antonello Roccoberton, il presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin, l’onorevole Luca De Carlo e il senatore Roberto Menia.

Oscar De Bona, presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo e dell’Unione Nazionale delle Associazioni di Immigrati ed Emigrati (UNAIE), ha portato i saluti dei Bellunesi sparsi in tutto il mondo, con un pensiero particolare per i cadorini e i residenti di Danta. Nel suo intervento, De Bona ha sottolineato l’importanza di manifestazioni come questa, che fin dal 2010 hanno contribuito a valorizzare l’altopiano e ad attrarre turisti.

De Bona ha inoltre anticipato la possibilità di portare, nei prossimi anni, la festa dei Bellunesi nel Mondo, che si tiene a luglio, proprio a Danta di Cadore. “Auspico che le terre alte come Danta vengano supportate nel mantenimento e nel potenziamento dei servizi essenziali. Le parole sono importanti, ma devono essere seguite da fatti concreti”, ha dichiarato De Bona, sottolineando l’importanza di azioni tangibili per sostenere queste comunità.

Durante l’evento, De Bona ha salutato con particolare affetto il senatore Roberto Menia, sempre vicino alla sua comunità d’origine. Ha poi annunciato che, insieme alle associazioni dell’UNAIE e al senatore Menia, si sta lavorando a un incontro online previsto per settembre. Il tema sarà il disegno di legge sulla doppia cittadinanza (DDL S. n° 752), di cui Menia è firmatario e che è stato recentemente presentato al Senato della Repubblica.

La manifestazione “N’ota a Danta” ha così offerto un’occasione preziosa per riscoprire le radici culturali del Comelico, con un occhio al futuro e alle sfide che attendono queste comunità montane.

Una serata di memoria e musica: Francesca Gallo in concerto in Nevegal con “Margrando”

Il 13 agosto 2024, la sala “Cav. Giuseppe Caldart” di Nevegal ha ospitato un evento carico di storia, musica e tradizioni. L’Associazione “Amici del Nevegal”, in collaborazione con l’Associazione Bellunesi nel Mondo, ha organizzato la serata intitolata “Margrando”, un suggestivo spettacolo di canti e racconti sull’emigrazione veneta. Protagonista dell’evento è stata Francesca Gallo, conosciuta come “l’artigiana che canta”, accompagnata dalla sua fisarmonica, un prezioso strumento musicale realizzato dal padre.

La serata è stata inaugurata da Tiziana Caldart, presidentessa dell’Associazione “Amici del Nevegal”, che ha accolto il pubblico e introdotto Dino Bridda, esperto di fenomeni migratori e profondo conoscitore della storia dell’emigrazione veneta. Bridda, nella sua presentazione, ha evidenziato come l’identità culturale veneta sia inscindibile dalla storia dell’emigrazione che, a partire dalla fine del XIX secolo, ha portato molti veneti a cercare fortuna oltreoceano, specialmente in Sud America.

Bridda ha sottolineato un aspetto cruciale: per lungo tempo, la memoria di questa massiccia emigrazione è stata trascurata in Veneto, mentre le comunità venete all’estero hanno continuato a coltivare e preservare le loro tradizioni, mantenendo vivo un patrimonio culturale che rischiava di andare perduto. Grazie agli sforzi di persone come Francesca Gallo e alle iniziative delle associazioni come “Bellunesi nel Mondo”, queste tradizioni sono tornate a casa, rivelando una ricchezza culturale inestimabile.

L’intervento di Dino Bridda si è concluso con un monito: è fondamentale continuare a coltivare le diverse identità venete. Se queste radici venissero dimenticate dalle nuove generazioni, si rischierebbe di chiudere per sempre un capitolo di storia che difficilmente potrebbe essere riaperto.

L’intervento di Oscar De Bona

Anche Oscar De Bona, presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, ha preso la parola durante la serata, ricordando con emozione la figura di Bepi Caldart, a cui è intitolata la sala che ha ospitato l’evento. De Bona ha elogiato Francesca Gallo, definendola una “voce penetrante”, e ha condiviso ricordi delle serate trascorse in Messico 14 anni fa, durante una visita ufficiale della Regione Veneto. In particolare, ha rievocato il momento in cui Francesca Gallo, nella splendida Plaza de la Corredera a Cordoba, ha incantato i presenti con le sue storie e le sue canzoni, durante l’inaugurazione del Leone di San Marco, opera dello scultore bellunese Beppino Lorenzet.

La serata “Margrando” non è stata solo un concerto, ma un vero e proprio viaggio attraverso la memoria e le tradizioni, un omaggio a quelle radici venete che hanno attraversato l’oceano e che, grazie a iniziative come questa, continuano a vivere e a essere celebrate.

Il cordoglio dell’Associazione Bellunesi nel Mondo per la scomparsa di Maurizio Ranon, già direttore di APPIA Cna

È con profonda tristezza e sgomento che ho appreso della scomparsa di Maurizio Ranon, una figura che ha lasciato un segno indelebile nella comunità bellunese. La sua perdita rappresenta una ferita enorme per tutti noi.

Ho avuto il privilegio di conoscere Maurizio nel 1985, quando ero Vicepresidente della Provincia di Belluno. Da allora, e fino al 2010, durante il mio mandato come Presidente della Provincia e Assessore regionale del Veneto, ci siamo confrontati costantemente. In quegli anni, ho potuto apprezzare la sua saggezza, i suoi consigli preziosi e le intuizioni brillanti che ha sempre saputo offrire. Di tutto questo gli sarò per sempre grato.

Dal 2010 al 2014, il nostro rapporto si è trasformato in una stretta collaborazione all’interno della stessa istituzione: Longaronefiere, dove lui era Vicepresidente e io Presidente. In quel periodo, abbiamo condiviso molte iniziative e idee, grazie alla sua capacità di trovare soluzioni innovative e concrete per il bene della nostra comunità.

Quello che ho sempre ammirato di più in Maurizio era la sua serietà, unita alla genuinità della sua amicizia. Era una persona affidabile, sincera e leale, qualità rare e preziose che l’hanno reso una figura di riferimento per tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo.

Mi rammarico profondamente di non averlo visto negli ultimi tempi, ma il ricordo della sua presenza e del suo contributo rimarrà sempre vivo in me e nell’Associazione Bellunesi nel Mondo. Anche tu, Maurizio, hai partecipato ad alcune delle nostre iniziative, sostenendo, ad esempio, il progetto Bellunoradici.net come Direttore di Appia. Il tuo impegno e la tua dedizione non saranno dimenticati.

Ciao, Maurizio. Ci mancherai.

Oscar De Bona 

Presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo

Brasile. Nova Prata celebra il secolo di storia. Agli eventi attiva anche la Famiglia Bellunese “Serra Gaucha”

La città di Nova Prata ha festeggiato ieri un traguardo significativo: i cento anni dalla sua fondazione. Un secolo di storia, tradizioni e crescita, che è stato celebrato con grande partecipazione e orgoglio da tutta la comunità.

Durante le celebrazioni, il sindaco Alcione Grazziotin (nella foto), che è anche socio della Famiglia Bellunese “Serra Gaúcha”, ha preso la parola per ricordare l’importanza di questo anniversario, sottolineando il progresso che la città ha compiuto nel corso di questi cento anni. «Questo centenario è un momento di riflessione sul nostro passato e una spinta verso un futuro ancora più prospero per Nova Prata» ha dichiarato il sindaco.

La Famiglia Bellunese “Serra Gaúcha”, parte dell’Associazione Bellunesi nel Mondo (ABM), ha voluto rendere omaggio a questa importante ricorrenza. Gustavo Mazzarolo, presidente della Famiglia Bellunese “Serra Gaúcha”, ha espresso la sua gratitudine e il suo orgoglio per essere parte di questa comunità: «Siamo onorati di poter celebrare insieme una data così storica nel nostro grande Comune. Complimenti all’amministrazione comunale, al popolo di Nova Prata e a tutti i loro discendenti.»

Anche Oscar De Bona, presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, ha voluto far pervenire i suoi auguri e complimenti alla città di Nova Prata: «Questo centenario rappresenta un momento di grande significato per tutti noi, non solo per la comunità di Nova Prata, ma anche per i tanti discendenti dei bellunesi che hanno contribuito alla crescita e allo sviluppo di questa città. Auguro a Nova Prata un futuro ancora più brillante, sempre nel segno delle radici e delle tradizioni che ci uniscono.»

La giornata è stata un’occasione per celebrare non solo la fondazione della città, ma anche lo spirito di comunità e l’unità che hanno permesso a Nova Prata di prosperare e crescere nel corso del tempo. Con la partecipazione di cittadini, discendenti e autorità, il centenario di Nova Prata si è rivelato un evento memorabile, destinato a rimanere nella storia della città.

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