Dino Bridda

Dino Bridda

Riportiamo l’editoriale del direttore responsabile Dino Bridda pubblicato nel numero di gennaio della rivista “Bellunesi nel mondo”.

«Il 2018 ci ha fatto soffrire. Tra di noi c’è chi non ha passato un sereno Natale, mentre il futuro ci preoccupa se non riusciamo a fare squadra per risollevarci dal fango e dagli schianti degli alberi. Soprattutto se non arrivano tempestivamente le risorse promesse per aiutarci a risalire la china dopo tanto immane disastro del quale non potete avere esatta misura se non lo vedete con i vostri occhi.Allora, per il 2019 vogliamo invece pensare positivo? I presupposti ci sono. Infatti in termini di qualità della vita l’indagine 2018 di “Italia Oggi” pone Belluno al 3° posto (eravamo primi nel 2017), dopo Bolzano e Trento, in base a nove parametri: affari e lavoro, ambiente, criminalità, disagio sociale e personale, popolazione, servizi finanziari e scolastici, sistema salute, tempo libero e tenore di vita. Per il “Sole 24 Ore” siamo, invece, al 4° posto dopo Milano (è lecito qualche dubbio?), Bolzano e Aosta per ricchezza e consumi, affari e lavoro, ambiente e servizi, demografia e società, giustizia e sicurezza, cultura e tempo libero. Ottimo exploit di Mel che ha conquistato la medaglia di bronzo nel concorso «I Borghi più belli d’Italia» di Rai 3. È vero che in indagini e concorsi certi parametri fanno la differenza in più e in meno: ci penalizzano il calo demografico, l’età media alta, la poca offerta culturale, ci aiutano sicurezza e ambiente. Bandito comunque il disfattismo di casa nostra che spesso ci mortifica impedendoci di migliorare, salutiamo invece le notizie positive impegnandoci a risalire le classifiche: basta bronzo e legno, vogliamo di nuovo l’oro. Perché no?».

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