150° dell’arrivo dei primi emigranti italiani in Brasile. Troupe televisiva brasiliana in Italia nelle terre di partenza. Oggi tappa al MiM Belluno e alla Biblioteca delle migrazioni “Dino Buzzati”

Nella foto Oscar De Bona con Marta Silva e la troupe televisiva brasiliana al MiM Belluno.

Una troupe televisiva della NDTV e Record Televisione, proveniente da Santa Catarina, Florianópolis, è arrivata in Italia per raccontare la storia dell’emigrazione italiana in una miniserie di 16 puntate. Le stesse, che andranno in onda dal 25 ottobre fino a metà giugno 2025, copriranno diverse località italiane tra cui Trento, Venezia, Treviso, Verona, Bergamo, Genova, Milano e Belluno.

La serie, che celebra il 150° anniversario dell’emigrazione italiana in Brasile, è coordinata dall’italo-brasiliana Marta Silva, residente a Belluno. La troupe ha effettuato nella giornata di oggi, giovedì 10 ottobre, una serie di riprese al MiM Belluno – Museo interattivo delle Migrazioni e la Biblioteca delle migrazioni “Dino Buzzati”, entrambi situati nella sede dell’Associazione Bellunesi nel Mondo.

Oscar De Bona, presidente dell’Abm, ha accolto la troupe dichiarando: «Siamo davvero orgogliosi che la nostra sede, con il Museo e la Biblioteca, entri a far parte di questo progetto che vede protagonista l’emigrazione italiana, per lo più veneta, trentina, lombarda e friulana, che ha portato milioni di nostri conterranei in Brasile alla fine dell’Ottocento. Il progetto è stato finanziato da imprenditori brasiliani con profonde radici italiane, a dimostrazione che, anche dopo 150 anni, l’amore e l’attaccamento verso l’amata Italia sono ancora forti».

Questa miniserie ha l’obiettivo di mettere in luce le storie di coloro che lasciarono l’Italia in cerca di una vita migliore in Brasile, un legame che continua a essere sentito da entrambe le nazioni anche a distanza di secoli.

Dino Bridda premiato con il San Martino 2024: un riconoscimento al suo impegno culturale e sociale

Dino Bridda, giornalista e scrittore di lunga carriera, nonché figura di spicco nell’ambito dell’associazionismo culturale e sociale, è stato insignito del Premio San Martino 2024.

Un riconoscimento che celebra non solo il suo impegno professionale, ma anche la sua profonda conoscenza del mondo degli alpini e della storia dell’emigrazione, due temi che Bridda ha trattato con grande passione e competenza nel corso degli anni.

Bridda è direttore responsabile della rivista “Bellunesi nel mondo”, organo di informazione dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, fondata nel 1966. La pubblicazione si occupa di cultura, storia dell’emigrazione, economia e cronaca bellunese, con particolare attenzione alle attività delle Famiglie Bellunesi e alle tematiche di interesse per i soci residenti all’estero e per gli ex emigranti. Attraverso questa rivista, Bridda ha contribuito a mantenere viva la memoria collettiva di chi, partendo dalla provincia di Belluno, ha costruito nuove vite all’estero, mantenendo sempre un forte legame con le proprie radici.

Il presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, Oscar De Bona, ha voluto congratularsi personalmente con Bridda per questo importante traguardo, sottolineando come il premio sia senza dubbio “meritato”. De Bona ha evidenziato l’importanza del lavoro di Bridda nel consolidare il legame tra le nuove generazioni e la storia dei loro antenati.

Il Premio San Martino, che viene assegnato annualmente, rappresenta un simbolo di riconoscimento per quelle personalità che si sono distinte per il loro contributo alla comunità e alla promozione del patrimonio culturale. Con questa onorificenza, Dino Bridda si conferma una figura centrale nel panorama culturale bellunese e un esempio di dedizione e passione per la propria terra.

Incontro a Palazzo Balbi: le Associazioni Venete in Emigrazione si confrontano con l’Assessore Corazzari

Mercoledì 9 ottobre, a Palazzo Balbi, si è tenuto un importante incontro tra le principali Associazioni venete in emigrazione e l’assessore alla Cultura con delega ai Flussi Migratori, Cristiano Corazzari, affiancato dalla dirigente Fausta Bressani e da Silvia Broccaa dell’Ufficio Veneti nel Mondo. La riunione ha visto la partecipazione dei rappresentanti delle associazioni di riferimento per i veneti all’estero, con l’obiettivo di analizzare le sfide e le opportunità legate all’emigrazione e ai discendenti veneti nel mondo.

Presenti all’incontro Franco Conte, presidente dell’Associazione Internazionale Trevisani nel Mondo, accompagnato dal consultore Marco Chiarelli; Marco Crepaz, direttore dell’Associazione Bellunesi nel Mondo; Ferruccio Zecchin, presidente dell’Associazione Vicentini nel Mondo; Aldo Rozzi Marin, presidente dell’Associazione Veneti nel Mondo; e Luciano Corsi, presidente dell’Associazione Veronesi nel Mondo.

Le sfide dell’associazionismo veneto in emigrazione

L’incontro ha rappresentato un’occasione per illustrare il ruolo fondamentale dell’associazionismo veneto nel contesto migratorio e per esaminare come questo settore sia mutato insieme all’emigrazione stessa. Il dibattito si è concentrato in particolare sulla necessità di preservare e divulgare la storia dell’emigrazione veneta, ma anche sull’importanza che queste associazioni rivestono oggi, non solo come custodi della memoria storica, ma anche come punti di riferimento per i giovani che si trovano a spostarsi per motivi di lavoro o studio.

Un esempio concreto è dato dagli uffici delle Associazioni come quelle dei Bellunesi nel Mondo, dei Trevisani nel Mondo e dei Vicentini nel Mondo, che restano aperti non solo ai propri soci, ma a chiunque bussi alla porta in cerca di informazioni su lavoro, alloggi o opportunità all’estero. Questa disponibilità rende le associazioni veri e propri sportelli di supporto per chiunque desideri partire o rientrare in Veneto con una prospettiva chiara.

In particolare, l’Associazione Bellunesi nel Mondo gestisce l’unico museo – il MiM Belluno – dedicato alle migrazioni presente a livello di tutto il Triveneto, aperto tutto l’anno. Questo museo rappresenta una risorsa unica per approfondire la storia migratoria veneta. Inoltre, le biblioteche specializzate in migrazioni, situate nella sede dei Bellunesi nel Mondo, così come in quelle dei Trevisani nel Mondo e dei Veneti nel Mondo, sono aperte a studenti e ricercatori, offrendo un prezioso archivio di documenti e ricerche sul fenomeno migratorio.

Il sostegno alle associazioni e le proposte legislative

Un altro tema di rilievo è stato il sostegno economico da parte della Regione alle associazioni venete all’estero, che operano tutto l’anno non solo come organismi di aggregazione, ma anche come servizi sociali attivi per chi desidera emigrare o rientrare. Da parte delle associazioni è emersa l’esigenza di un sostegno strutturale per garantire la continuità delle attività e l’assistenza alle comunità residenti all’estero.

Durante l’incontro si è parlato anche della necessità di aggiornare la legge regionale sui “Veneti nel Mondo”, risalente al 2003. L’obiettivo è renderla più adeguata ai tempi, potenziando il supporto alle associazioni e facilitando il loro lavoro nel rappresentare i veneti a livello internazionale. Un ulteriore spunto di riflessione è stato posto sulle possibili modifiche alla legge sul “Ius Sanguinis”, che regola l’acquisizione della cittadinanza italiana per discendenza.

L’assessore Corazzari: apertura al dialogo e coordinamento trasversale

L’Assessore Corazzari ha manifestato la massima disponibilità al confronto, garantendo un dialogo aperto e costruttivo. L’incontro, durato due ore, ha sottolineato l’importanza di un approccio coordinato tra le diverse istituzioni. Tra le proposte emerse, quella di ricostituire il coordinamento delle Associazioni Venete in Emigrazione, instaurando un rapporto costante non solo con l’assessore Corazzari, ma anche con gli altri assessorati regionali.

L’idea è quella di sfruttare il potenziale delle comunità venete all’estero come leva per la crescita del Veneto, in particolare nei settori della sanità, del lavoro, del turismo e dello sviluppo economico. Le associazioni potrebbero così diventare una risorsa strategica, facilitando lo scambio di competenze e creando nuove opportunità per il territorio.

Un nuovo passo per il futuro delle comunità venete nel mondo

L’incontro a Palazzo Balbi ha posto le basi per una collaborazione ancora più forte tra le istituzioni regionali e le associazioni venete nel mondo, con l’obiettivo di valorizzare la storia dell’emigrazione veneta e promuovere progetti concreti a beneficio delle comunità sia in Italia che all’estero. Una rete di relazioni più solida e un sostegno mirato potrebbero rappresentare una risposta efficace alle sfide future e un’opportunità di crescita per il Veneto e i suoi discendenti nel mondo.

Nella foto da sinistra Fausta Bressani, Marco Chiarelli, Silvia Brocca, Franco Conte, Ferruccio Zecchin, Cristiano Corazzari, Aldo Rozzi Marin, Marco Crepaz e Luciano Corsi.



Agordo. Sala “Don Tamis” gremita per le lezioni sull’emigrazione bellunese: un viaggio nella storia e nelle miniere

La sala “Don Tamis” di Agordo era al completo per le due lezioni di oggi, martedì 8 ottobre, dell’Università degli Adulti e Anziani, dedicate a un tema cruciale per la storia locale: l’emigrazione bellunese. A introdurre il tema Loris Santomaso. I relatori, Marco Crepaz, direttore dell’associazione Bellunesi nel Mondo, ed Egidio Pasuch, giornalista e autore del libro “I neri fantasmi di Marcinelle”, hanno offerto ai presenti un viaggio nella memoria collettiva, ricco di dati, testimonianze e riflessioni.

Marco Crepaz ha delineato un percorso sull’evoluzione dell’emigrazione bellunese, partendo dalla fine dell’Ottocento fino ai giorni nostri. Il suo intervento, supportato da statistiche aggiornate dell’AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero) e da filmati tematici, ha evidenziato come l’emigrazione sia cambiata nel corso dei decenni, pur rimanendo una costante nella vita di molte famiglie del territorio. I dati Aire presentati hanno riguardato nello specifico diversi Comuni dell’Agordino, la provincia di Belluno e la Regione Veneto, illustrando l’ampiezza e la diffusione del fenomeno migratorio anche in epoca contemporanea.

Il secondo intervento, affidato a Egidio Pasuch, ha invece concentrato l’attenzione su un capitolo particolarmente doloroso della storia dell’emigrazione bellunese: quella verso le miniere del Belgio. In particolare, Pasuch ha narrato le vicende degli emigranti di Belluno che, tra il dopoguerra e gli anni Cinquanta, hanno cercato fortuna nelle miniere belghe, spesso a costo di sacrifici estremi. Il suo libro, “I neri fantasmi di Marcinelle”, non si limita a raccontare la tragedia di Marcinelle, in cui persero la vita numerosi minatori italiani, molti dei quali provenienti dalla provincia di Belluno, ma documenta anche altre sciagure avvenute nelle miniere del Belgio, sottolineando la pericolosità delle condizioni di lavoro in cui si trovavano gli emigranti.

A sorpresa, durante l’incontro è stato proiettato un video saluto di Silvia Del Din, ricercatrice agordina residente in Inghilterra, che ha voluto partecipare simbolicamente all’evento, evidenziando il forte legame che gli emigrati mantengono con la loro terra d’origine, nonostante la distanza.

L’evento ha suscitato grande partecipazione e interesse, dimostrando quanto queste storie siano ancora vive nella memoria delle comunità locali. Il tema dell’emigrazione, sebbene oggi si manifesti in forme nuove, continua a essere un filo conduttore che unisce passato e presente, e le testimonianze presentate durante le lezioni hanno contribuito a tenere vivo il ricordo di chi, per necessità, ha dovuto lasciare la propria terra in cerca di un futuro migliore.

Viaggio alla scoperta della Biennale di Venezia con l’Associazione Bellunesi nel Mondo

L’Associazione Bellunesi nel Mondo, in collaborazione con il MiM Belluno – Museo interattivo delle Migrazioni e la Biblioteca delle Migrazioni “Dino Buzzati”, propone ai suoi soci e a tutti gli interessati un affascinante viaggio culturale a Venezia. Sabato 26 ottobre 2024 sarà un’occasione imperdibile per immergersi nell’arte contemporanea e approfondire il tema dell’identità e della migrazione visitando la mostra “Stranieri ovunque”, parte della prestigiosa Biennale di Venezia.

Programma della giornata
Il gruppo si ritorverà alla stazione ferroviaria di Belluno alle ore 7.10, per poi giungere alla Stazione Santa Lucia di Venezia alle 9.17. Dopo una breve passeggiata tra le calli veneziane, il gruppo arriverà alla Biennale, dove alle 11.00 avrà inizio la visita guidata della mostra “Stranieri ovunque”. Il percorso, della durata di un’ora e 45 minuti, offrirà uno sguardo approfondito sui temi della diversità culturale, dell’appartenenza e del rapporto tra l’individuo e la comunità.

 “Stranieri ovunque”: un percorso tra arte e identità
La mostra “Stranieri ovunque” si presenta come un’occasione di riflessione su cosa significhi essere straniero, non solo in termini di nazionalità o provenienza, ma anche in relazione a quei contesti in cui ci si sente fuori posto, emarginati o incompresi. Attraverso opere di artisti internazionali, il percorso espositivo invita il visitatore a esplorare le molteplici sfaccettature della condizione umana, mettendo in dialogo culture e storie di migrazione.

Al termine della visita guidata, i partecipanti avranno la possibilità di visitare in modo autonomo alcuni padiglioni della Biennale, godendo di un pomeriggio libero all’insegna dell’arte e della scoperta.

Ritorno e costi
Il rientro a Belluno è previsto per le 17.43. Il costo complessivo della giornata è di 55 euro, comprensivo di biglietto del treno, ingresso alla mostra, visita guidata e organizzazione. Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare la segreteria dell’Associazione Bellunesi nel Mondo al numero 0437 941160 o via email all’indirizzo info@bellunesinelmondo.it.

Un’iniziativa che coniuga cultura, socialità e impegno, per riflettere su un tema più che mai attuale: quello della migrazione e dell’accoglienza, in un contesto artistico d’eccezione come la Biennale di Venezia.

Sala celebra la “Festa della bandiera” in ricordo degli emigranti bellunesi

Oggi, domenica 6 ottobre, la comunità di Sala si è riunita per la tradizionale “Festa della Bandiera”, un evento toccante dedicato alla memoria degli emigranti bellunesi. La giornata, organizzata dall’Associazione Emigranti e Lavoratori dell’Oltrardo, meglio conosciuta come “della Bandiera”, ha avuto inizio in Piazza Esempon, davanti al murales dedicato all’emigrazione.

Durante la cerimonia, sono intervenuti l’assessore alla Cultura del Comune di Belluno, Raffaele Addamiano, e Patrizia Burigo, vice presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo (Abm), che hanno sottolineato l’importanza di mantenere viva la memoria di chi ha lasciato il proprio paese per cercare fortuna altrove. A portare i saluti anche il presidente dell’Associazione “della Bandiera”, che ha espresso gratitudine per la partecipazione e il sostegno della comunità.

Erano presenti inoltre Gioia Sacchet, consigliera Abm, e Riccardo Simonetti, presidente della Famiglia Bellunese Nord Reno Westfalia, a rappresentare le numerose comunità bellunesi residenti all’estero.

Dopo i discorsi ufficiali, la celebrazione è proseguita con la Santa Messa, officiata da don Graziano Dalla Caneva nella chiesetta di San Liberale, conosciuta come la “chiesetta degli emigranti”, un simbolo del profondo legame che unisce il territorio ai suoi figli emigrati.

La giornata si è conclusa con un pranzo sociale a Cusighe, un momento di condivisione che ha ulteriormente rafforzato il senso di comunità e appartenenza.

La “Festa della Bandiera” continua a essere un appuntamento significativo per i bellunesi, un’occasione per onorare il coraggio e il sacrificio di chi ha portato la cultura e l’identità di Belluno nel mondo.

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