96. I FUORI DI QUINTA EMOZIONANO PONTE NELLE ALPI CON LO SPETTACOLO A ZERCAR FORTUNA

NEWS96__Grazie alla poesia del teatro è possibile comunicare emozioni intense, forti, dirette al cuore. E’ proprio quello che la compagnia teatrale “I fuori di quinta” ha trasmesso al pubblico presente presso il Piccolo teatro “Pierobon di Paiane di Ponte nelle Alpi venerdì 16 maggio con lo spettacolo “A zercar fortuna”.

Un’opera teatrale dedicata all’emigrazione bellunese degli anni ’50 del Novecento e che ha toccato Paesi come la Svizzera, la Francia e il Belgio. Lavori duri, sentimenti sofferti, ma anche momenti di allegria e di solidarietà. Perché l’emigrazione porta con sé tutti questi sentimenti.

Lo stesso presidente ABM Oscar De Bona, nel suo saluto, ha voluto ringraziare i Fuori di Quinta per aver realizzato uno spettacolo diverso, innovativo e che arriva al cuore. “Una rappresentazione teatrale che può essere vista più volte – ha aggiunto De Bona – e sempre ti darà qualcosa in più”.

L’evento è stato organizzato dal Gruppo Giovani ABM e dalla Famiglia ex emigranti di Ponte nelle Alpi. “A zercar fortuna” sarà riproposto nel mese di giugno a Feltre, e a luglio a Cencenighe Agordino.

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Alcuni momenti dello spettacolo

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I saluti finali

95. VOCI DAL MONDO AL MIM BELLUNO CON IL CORO “DUE COLORI”

NEWS_95_DE_BONA_MASURCHEVICIl Museo interattivo delle Migrazioni è sempre più internazionale. Sabato 17 maggio, all’interno della rassegna “I pomerggi del MiM”, si è esibito il coro “Due colori” composto da mamme e nonne ucraine residenti in provincia di Belluno.
“Questo coro prende il nome dai colori rosso e nero – ha precisato Nelia Masurchevic, direttore del gruppo canoro – il rosso perché ricorda l’amore per la nostra patria e i nostri cari e ci suggerisce la forza per andare avanti; il nero che ricorda la tristezza e la nostalgia per la lontananza dalla nostra terra e dai nostri figli, genitori e nipoti. Il nostro coro presenta canzoni italiane e ucraine, canzoni universali, che uniscono il mondo ucraino e quello italiano”.

Ed è proprio attraverso il canto che si è respirato il valore universale dell’accoglienza, dello stare insieme e nel diventare insieme.

“Uno degli obiettivi del MiM è quello di dare spazio e voce al mondo delle migrazioni. Ringrazio Nelia e il suo coro per questa occasione di condivisione – sono le parole di ringraziamento espresse dal presidente ABM Oscar De Bona che ha voluto sottolineare come – la sede dell’Associazione Bellunesi nel Mondo con il suo Museo, la sua Biblioteca e i suoi uffici sta diventando un centro di ricerca e documentazione mirato ai flussi migratori non solo bellunesi, ma veneti, nazionali e internazionali”.

Dopo la visione di un documentario dal titolo “Voci degli immigrati bellunesi” il coro “Due colori” si è esibito con canti della propria terra e, accompagnati dal maestro alpino Renato Bogo, sono stati intonati “Signore delle cime” e “Nome dolcissimo”.

Lo stesso Bogo ha voluto ringraziare l’ABM e Nelia per queste importanti iniziative che ben rappresentano i “valori alpini” come la pace e la fratellanza. Non a caso, a conclusione dell’evento, il coro “Due colori” ha donato all’Associazione Bellunesi nel Mondo, tramite il direttore Marco Crepaz, un dolce tipico ucraino simbolo del sole e della luce con la speranza che l’Ucraina presto possa tornare ad essere un Paese della pace.

Puoi rivedere l’incontro seguendo questo link:
 http://www.ustream.tv/recorded/47675246

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La consegna del dolce ucraino al direttore Marco Crepaz.

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Oscar De Bona con Nelia Masurchevic

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Un momento dell’esibizione del coro “Due colori”.

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Foto di gruppo davanti al monumento dell’emigrante di fronte alla sede ABM

IN SCENA AL TEATRO COMUNALE DI BELLUNO SABATO 15 E DOMENICA 16 MARZO “EXIT” UNA COMMEDIA DELICATA E DIVERTENTE SCRITTA E DIRETTA DA FAUSTO PARAVIDINO

Ultimo appuntamento per la Stagione di Prosa del Comunale di Belluno (direzione artistica di Daniela Nicosia) sabato 15 (turno A) e domenica 16 (turno B) marzo, Exit una commedia brillante, delicata, di Fausto Paravidino, che tratta il rapporto di coppia, attraverso personaggi comuni, calati in situazioni quotidiane, dialoghi divertenti, costruiti sull’equivoco, situazioni buffe, tra Feydeau e Woody Allen.

«Paravidino prende a cuore i rapporti umani e li pone sotto una lente d’ingrandimento cechoviana dei nostri tempi, scandisce in stazioni e microscene le parabole intime e sociali tra le persone e gioca con fluidità a porre in parallelo i destini congiunti o ricongiungibili di individui che a vario titolo hanno sintonie», ha scritto Rodolfo Di Giammarco su “Repubblica”.

A e B sono una coppia, ma c’è qualcosa che non funziona più. Questione di affari interni, tra il professore universitario e sua moglie. Parlano tra loro e con il pubblico, per capire quali siano i motivi della crisi che si rivelano molteplici: la politica, i figli, il non averli, il sesso, la gelosia e persino una storia di calzini. La loro storia non sembra avere più sbocchi e vanno alla ricerca di se stessi fuori casa. Oramai è questione di affari esteri. Inutile dire che fuori dal nido si imbatteranno in altri personaggi: C, una giovane studentessa universitaria e D, un altro uomo giovane eterno boyscout, destinato molto probabilmente ad essere il trait d’union dei loro destini.

“Exit”, commedia di Fausto Paravidino, è un pièce profonda, delicata e divertente che vede i protagonisti alla ricerca di una via di uscita da una fitta rete di legami o da una vita che non calza più alle loro aspettative. Tra azione e narrazione diretta al pubblico, i loro percorsi avanzano simultaneamente, incrociandosi nella maniera più inaspettata, fino alla resa dei conti.

I quattro bravissimi attori in scena danno anima e corpo alle numerose sfaccettature dei loro personaggi lasciati volutamente senza nome dall’autore, in una commedia dal ritmo incalzante in cui le scene si susseguono in maniera cinematografica, tra quadri brevi e piani sequenza, che affidano allo spettatore i momenti di introspezione dei protagonisti, sulla scia della migliore tradizione della cinematografia di Woody Allen.

Le scene di Laura Benzi si illuminano di insegne segnaletiche che movimentano lo spazio. I costumi sono creati da Sandra Cardini, le musiche da Giorgio Mirto e le luci da Lorenzo Carlucci.

“Exit” di Fausto Paravidino. Regia Fausto Paravidino, con Sara Bertelà, Nicola Pannelli, Davide Lorino e Iris Fusetti. Scene Laura Benzi, costumi Sandra Cardini, musiche Giorgio Mirto, luci Lorenzo Carlucci. Produzione Teatro Stabile di Bolzano.

INFO e PRENOTAZIONI fino a venerdì 14 marzo presso Tib Teatro (p.le Marconi 2/B orario 10 – 13 e 15 – 17).

BIGLIETTERIA sabato 15 e domenica 16 marzo presso il Teatro Comunale di Belluno (0437-940349) dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 20.

Alla Commissione Cultura l’esame del decreto che regolamenta i criteri e le modalità per la concessione dei contributi a favore dei periodici italiani pubblicati all’estero

giornali_esteroHa preso il via alla Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera l’esame del decreto del Presidente della Repubblica che regolamenta criteri e le modalità di concessione dei contributi per i periodici pubblicati all’estero e per quelli pubblicati in Italia e diffusi prevalentemente all’estero. Sul decreto dovrà dare il suo parere anche la V Commissione per quanto riguarda i rilievi di carattere finanziario. Nel corso del suo intervento la relatrice Tamara Blazina, dopo aver ricordato che l’attuale decreto è in attuazione dell’articoli 1 – bis del decreto legge n.63 del 14 maggio 2012 convertito nel luglio dello stesso anno, ha sottolineato come con questa provvedimento si regolamenti la distribuzione di  2 milioni di euro di contributi, nell’ambito delle risorse stanziate per il sostegno alle imprese editoriali sul pertinente capitolo del bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Risorse a cui va aggiunto per il 2014 il milione di euro stanziato con l’ultima legge di stabilità.

Per quanto concerne i contenuti del decreto la relatrice ha precisato come il provvedimento all’articolo 1 confermi come il sostegno sia destinato “ai giornali periodici italiani pubblicati all’estero da almeno tre anni e alle pubblicazioni con periodicità almeno trimestrale edite in Italia e diffuse prevalentemente all’estero da almeno tre anni, anche tramite abbonamenti a titolo oneroso per le pubblicazioni on line”. Per quanto riguarda  invece l’articolo 2 la deputata del Pd ha evidenziato come questo stabilisca la composizione della Commissione, operante presso il Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio,  che avrà il compito di  deliberare la concessione dei contributi , attraverso l’accertamento della sussistenza dei requisiti di ammissione, e di predisporre i relativi piani di ripartizione delle risorse. La Commissione, presieduta dal Presidente del Consiglio dei Ministri o dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega per l’informazione e l’editoria, sarà composta da quattro rappresentanti della Presidenza del Consiglio dei ministri, da quattro rappresentanti del Ministero degli Esteri, da due rappresentanti della Federazione unitaria della stampa italiana all’estero (FUSIE), da due rappresentanti delle associazioni nazionali della Consulta nazionale dell’emigrazione, da due rappresentanti del Consiglio generale degli italiani all’estero (Cgie) e da due rappresentanti della Federazione nazionale della stampa italiana. Un aspetto, quello della Commissione, che secondo la relatrice andrebbe rivisto per quanto riguarda l’introduzione di un termine temporale che limiti la durata in carica di questo organo collegiale.  Tamara Blazina ha poi spiegato come l’articolo 3 si concentri sugli aspetti relativi alla domande di contributo, che con la documentazione necessaria andranno presentate entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello di riferimento dei contributi, e all’istruttoria della pratica. In ogni caso per i periodici editi all’estero le domande andranno presentate presso la rappresentanza diplomatica o consolare territorialmente competente, mentre per le testate edite in Italia la domanda dovrà essere consegnata  direttamente  presso il Dipartimento per l’Editoria. Le domande andranno completate da apposita certificazione rilasciata da primarie società di revisione operanti nel paese di riferimento attestante la tiratura, la distribuzione e la vendita del periodico per area geografica. In alternativa l’editore potrà allegare alla domanda la documentazione dimostrativa della tiratura dichiarata , della distribuzione delle copie vendute  mediante presentazione delle copie autenticate delle fatture, munite di quietanza di pagamento, del fornitore del servizio o dei materiali. In quest’ultimo caso l’ammontare del contributo sarà diminuito della misura del 30% ed i fondi resisi così disponibili verranno ripartiti proporzionalmente in favore delle imprese editrici che adotteranno la procedura di certificazione dei dati.

La relatrice , dopo aver ricordato che l’istruttoria per l’ammissione al contributo sarà curata dal Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria con il supporto della direzione generale del Mae per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie, ha anche precisato come all’articolo 4 del provvedimento siano individuati i requisiti per l’attribuzione dei contributi ovvero, per quanto riguarda i periodici editi all’estero, la regolare pubblicazione da almeno tre anni con periodicità almeno trimestrale per l’anno solare di riferimento e la trattazione con testi scritti almeno per il 50% in lingua italiana di argomenti di interesse delle nostre comunità all’estero. In parte diversi i requisiti per le testate edite in Italia che prevedono anche l’iscrizione al ROC da almeno tre anni e la diffusione della pubblicazione prevalentemente all’estero: In ogni caso, questo vale per tutte le testate,  il contributo non dovrà superare il limite massimo del 5% dello stanziamento complessivo e non potrà essere richiesto da ciascuna impresa per più di due periodici. La relatrice ha poi segnalato come l’articolo 5  individui i criteri di riparto dei contributi tra le imprese aventi diritto. Risorse che per il 70 % saranno destinate alle testate edite all’estero e per il 30% a quelle pubblicate in Italia. In questo contesto è inoltre prevista una riduzione della quota “di base” dei contributi destinata, in parti uguali, a tutte le imprese in possesso dei requisiti di legge, che viene ridotta al 10%, a vantaggio dell’attribuzione di una specifica quota percentuale per altri criteri di valutazione legati al contributo offerto da ciascuna testata alla promozione del sistema Italia all’estero, alla rilevanza della consistenza informativa del periodico, nonché alla sua diffusione presso le comunità italiane all’estero e all’apporto della diffusione della lingua e della cultura italiane, desumibili dal numero delle copie distribuite e dalle vendite certificate. ,  Una decisione, la ripartizione dei contributi sulla base di nuovi criteri, che, secondo la relatrice, si prefigge di favorire i prodotti di qualità . Da segnalare infine sia l’articolo 6, che riserva ai periodici che esprimono specifiche appartenenze politiche, culturali e religiose –  esplicitamente indicate nelle relative pubblicazioni –  una quota parte dell’importo complessivo pari al 3 % delle quote destinate alle due categorie di periodici, sia l’articolo 7 che precisa come le domande volte all’ acquisizione dei contributi per l’anno 2013 dovranno essere presentate entro tre mesi dall’entrata in vigore del decreto in esame. Al termine dell’intervento della relatrice il dibattito è stato rinviato ad altra seduta.

Fonte Inform

Zaia, “anche piccoli prestiti d’onore per incentivare il rientro in patria di chi ha perso il lavoro e rischia la clandestinità”

Luca Zaia“Il Veneto è stato terra d’emigrazione per decenni e sa benissimo cosa voglia dire. Per questo siamo una Regione modello per l’accoglienza agli immigrati e siamo pronti a tutte le collaborazioni possibili, purché chi viene da noi abbia un serio progetto di vita e di integrazione”. Lo ha detto il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, aprendo la seduta della Consulta Regionale per l’Immigrazione, per la prima volta da lui presieduta dopo l’assunzione diretta della delega ai flussi migratori. In Veneto attualmente gli immigrati regolari sono circa 500.000, pari al 10,7% dell’intera popolazione residente.

Zaia ha inquadrato le politiche per l’immigrazione nel più ampio quadro della difficile congiuntura economica in atto, con la crisi che ha già provocato 170.000 disoccupati, veneti e non, interessando il mondo dell’immigrazione regolare per circa il 22% dei lavoratori stranieri presenti sul territorio.

“Oggi – ha detto Zaia – governiamo con un quarto delle risorse rispetto a qualche anno fa. Inevitabilmente anche i finanziamenti per il settore sono scesi da 2 milioni 800 mila euro a 650 mila quest’anno. Per il 2014 porteremo lo stanziamento ad un milione, ma questi fondi andranno gestiti con la massima attenzione, guardando sì al sostegno della formazione e della creazione di mediatori culturali, ma anche con molta concretezza ad alimentare il rientro in patria di chi lo desideri”.

“Le modalità possono essere molteplici – ha detto anche Zaia – e potremmo anche ipotizzare piccoli prestiti d’onore per aiutare chi ha imparato un mestiere in Veneto a ritornare nella terra d’origine e avviare lì un’attività”.

Fonte Inform

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