Alla Camera dei Deputati la commemorazione del disastro minerario di Monongah

da | 7 Dic 2015

monongah12Si è svolta alla Camera dei Deputati la commemorazione del disastro minerario di Monongah. La tragedia del West Virginia in cui il 6 dicembre 1907, presso la “Fairmont Coal Company”, persero la vita 362 minatori, fra cui 171 italiani.Tra le regioni italiane più colpite dalla tragedia il Molise, con 87 vittime provenienti da Duronia(36), Frosolone (20), Torella del Sannio (12), Fossalto (8), Pietracatella (7), Bagnoli del Trigno (3), e Vastogirardi (1). Anche la Calabria diede il suo contributo di sangue  con le trenta vittime del comune di San Giovanni in Fiore.

L’incontro è stata aperto dalla deputata Fucsia Fitzgerald Nissoli (PI) , eletta nella ripartizione  America Settentrionale e Centrale, che ha evidenziato come il disastro di  Monongah, una catastrofe del lavoro simile a quella di Marcinelle,  rappresenti una tragedia di grande dimensione umana e sociale che ha toccato direttamente l’America e l’Italia. “Monongah – ha spiegato la Nissoli dopo aver ricordato che questa tragedia ha dovuto superare una lunga fase di oblio della memoria  – rischia di essere una tragedia dimenticata nonostante la grande commemorazione che è stata fatta dal Governo Prodi in occasione centenario della catastrofe”. “Oggi – ha proseguito la Nissoli che ricopre l’incarico di segretario del Comitato della Camera sugli italiani  nel mondo e la promozione del sistema paese – siamo chiamati a recuperare la memoria di questa tragedia, andando oltre gli atteggiamenti puramente commemorativi, per favorire una riflessione che possa essere anche un monito per la realtà di oggi. Ma per celebrare la memoria – ha concluso la Nissoli – è fondamentale coltivare anche i luoghi della memoria, ed è per questo che voglio lanciare un appello affinché  il cimitero, che a Monongah accoglie i resti dei minatori vittime della sciagura, sia custodito e conservato adeguatamente e questo perché Monongah è parte della nostra storia e della storia americana. Una  tragedia che lega ancora di più le nostre società che devono guardare al futuro e alla creazione di un lavoro dignitoso per tutti”.

monongah12Della necessità di non dimenticare la tragedia di Monongah ha parlato anche il deputato del Pd Danilo Leva , vicepresidente della Giunta per le Autorizzazioni della Camera, che ha aggiunto :  “Credo che le importanti celebrazioni ufficiali, che noi ci apprestiamo a vivere anche in Molise, debbano servire a tenere vivo il ricordo e a far si che anche la nostra generazione abbia bene in mente le proprie radici, la propria storia e il valore del lavoro e dell’essere umano”.

Ha poi preso la parola Fabio Porta, presidente del Comitato sugli italiani nel mondo e la promozione del sistema paese, che ha sottolineato come il tema della memoria vada tradotto e declinato nell’impegno per le giovani generazioni. “Abbiamo presentato un disegno di legge – ha spiegato Porta – per portare nelle scuole italiane la storia della nostra emigrazione a livello multidisciplinare, ricordando che questa storia è  fatta di tragedie ma anche di aspetti positivi e personaggi importanti come ad esempio Papa Bergoglio o il neo eletto presidente dell’Argentina Maurizio Macri”. Porta ha anche ricordato la necessità di non dimenticare i tanti episodi della storia dell’emigrazione italiana, come ad esempio il naufragio del Sirio avvenuto nel 1906, anche rispetto all’attualità che ci circonda. Il deputato del Pd si è infine detto convinto della necessità, da parte degli eletti all’estero e soprattutto di quelli dell’America del nord, di portare avanti l’impegno per la tutela e la salvaguardia del cimitero di Monongah.

A seguire è intervenuto Gianni Meffe, presidente dell’associazione Culturale “Monongah”, che ha spiegato come il primo punto che il sodalizio si prefigge di realizzare sia la preservazione dei luoghi della memoria come ad esempio il cimitero di Monongah che oggi versa in uno stato di abbandono pressoché totale. Per avviare iniziative concrete volte al recupero del cimitero Meffe ha quindi chiesto al Maeci  indicazioni su un possibili referenti con cui interloquire per avviare rapporti bilaterali con gli Stati Uniti, coinvolgendo ad esempio università italiane e americane.

“Oggi- ha proseguito Meffe –  siamo abituati a parlare di immigrazione e quindi tendiamo a dimenticare la nostra emigrazione, ma se andiamo a vedere i dati degli ultimi anni ci accorgiamo che sono più numerosi gli italiani che vanno all’estero rispetto a quelli che tornano in patria. Quindi l’emigrazione è un problema attuale, ma anche una risorsa. Con il sistema Paese ed il Maeci dobbiamo dunque riuscire a recuperare la nostra memoria, valorizzarla e diffonderla”.  Meffe ha inoltre sottolineato la necessità sia della diffusione anche a livello scolastico della memoria storica della tragedia di Monongah, ad esempio attraverso la realizzazione di uno specifico documentario sulla vicenda da parte di Rai Storia, sia della concessione della Medaglia d’Oro al Merito Civile a coloro che persero la vita nel disastro del 6 dicembre 1907.

“E’importante ricordare questo tragico avvenimento – ha affermato il sottosegretario agli Esteri e alla cooperazione internazionale Benedetto Della Vedova – perché non è poi così lontano. Dalle date di nascita delle vittime di Monongah si evince infatti che stiamo parlando dei nostri nonni, generazioni  ed epoche quindi da noi conosciute. Credo dunque che entrambi i paesi, Italia e Stati Uniti, debbano coltivare ed onorare questa memoria, anche perché dobbiamo ricordare che la comunità italo americana è stato uno dei tanti motori,  sicuramente non quello più marginale, che hanno spinto e continuano a spingere la locomotiva americana in termini di crescita economica e per quanto riguarda la crescita civile, delle libertà e della democrazia”.

“Io credo – ha proseguito Della Vedova ricordando che i nostri emigranti hanno affrontato le medesime difficoltà che oggi incontrano gli immigrati – che questa memoria debba anche servire, all’Italia e all’Europa, come informazione e cultura di base nell’affrontare oggi un tema complesso come quello dell’immigrazione. .. forse questo ci aiuterà a trovare soluzioni pragmatiche e non ideologiche per il buon governo di questi fenomeni.

“Il ministero – ha concluso Della Vedova – è pronto a ricevere suggerimenti e a valutare come lavorare insieme e con quali risorse su progetti finalizzati a rendere decorosa e viva questa memoria, anche attraverso un dialogo con le autorità federali americane”.

Dal canto suo il senatore Roberto Ruta (Pd) , della commissione permanente Agricoltura e  Produzione Agroalimentare, ha ricordato come oggi la mobilità migratoria sia caratterizzata da chi viaggia per motivi professionali, ma anche da chi intraprende un’avventura con la speranza di trovare una terra dove poter svolgere una nuova esistenza. La medesima speranza che, secondo Ruta, avevano i nostri avi che hanno scelto di lavorare oltreoceano nella miniera di Monongah e che hanno concluso la loro esperienza nella maniera più tragica. Per Ruta l’incidente minerario del West Virginia ripropone inoltre con straordinaria attualità il problema dello sfruttamento lavorativo e della sicurezza sul lavoro. Il senatore ha inoltre segnalato la necessità di creare un documenterio sulla vicenda storica da diffondere nelle scuole e di coinvolgere anche il ministero dei Beni Culturali , per quanto riguarda la salvaguardia del cimitero di Monongah.

A seguire l’intervento di Franco Narducci, presidente dell’Unione Nazionale Associazione Immigrati ed Emigrati (Unaie), che primo luogo reso omaggio alla memoria dei lavoratori italiani che hanno perso la vita nei luoghi di lavoro in ogni parte del mondo. “Vittime – ha spiegato Narducci -tutte accumunate da un denominatore ricorrente, le condizioni disumane in cui versavano i lavoratori italiani alla ricerca di un salario che consentisse loro di fare delle economie, anche a costo di una condotta di vita durissima che di fatto ne facevano la forza lavoro più umile fra le comunità immigrate. Il ricordo della tragedia di Monongah deve dunque restare vivo anche per questa ragione e deve essere tramandato alle giovani generazioni”. Anche per Narducci la storia della nostra emigrazione, custodita nelle biblioteche, dovrebbe entrare nelle scuole italiane “perché solo parlandone riusciremo a proiettare nella società la solidarietà che è il fondamento della sua costruzione”.

“E’ un dovere assoluto – ha proseguito Narducci – difendere ed aggiornare continuamente le grandi conquiste del mondo del lavoro in termini di sicurezza e di protezione della salute, soprattutto in questo tempo strano che viviamo in cui tutto è rimesso in discussione, persino la democrazia, la conquista più grande di tutte. Il nostro paese non poteva e non può dimenticare questo tratto fondamentale della sua storia: Monongah,  Marcinelle, Arsia,  Mattmark e tanti altri luoghi del dolore ci richiamano ai valori storici e culturali che hanno accompagnato il processo dell’emigrazione di massa dall’Italia, sono quei valori che il  compianto ministro per gli Italiani nel Mondo Mirko Tremaglia raccolse in unico momento solenne:  la Giornata nazionale del Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondo. Ma proprio in nome di quei valori racchiusi in quel decreto –  ha aggiunto Narducci – il nostro pensiero non può non andare ai disperati che arrivano sulle nostre coste. Non possiamo ignorare il dolore altrui è un atto di umanità e di civiltà, che non ci esime naturalmente dal garantire la sicurezza massima per i nostri cittadini”.

Da segnalare infine le parole di Norberto Lombardi (Pd) che ha ricordato come in occasione del centenario della tragedia di Monongah furono presi due importanti impegni: il primo del governo italiano, volto alla riorganizzazione completa del cimitero e alla deposizione di una stele, e un secondo intervento della Regione Molise che donò una campana e organizzò la partecipazione alla cerimonia commemorativa di varie persone provenienti dal Nord America. Lombardi, dopo aver ricordato che le autorità pubbliche americane non riconobbero alcuna responsabilità per la tragedia lasciando le famiglie dei minatori colpiti nell’indigenza, ha sottolineato la necessità di valorizzare le ricerche realizzate sulla sciagura mineraria e già pubblicate e quelle ancora poco note come ad esempio l’indagine realizzate in ambito calabrese per i defunti di San Giovanni in Fiore. Tutti materiali che, per Lombardi, vanno recuperati e riproposti in termini formativi nelle scuole.  Rilevata infine da Lombardi l’esigenza di rendere permanente la manutenzione del cimitero Monongah, trasformandolo in un impegno ordinario dello Stato italiano.

Fonte Goffredo Morgia/Inform

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