Roger De MenechLa situazione che stanno vivendo migliaia di gelatieri, imprenditori e studenti bellunesi non è di interesse primario per il Governo italiano. Così sembra dalla dichiarazione del parlamentare bellunese Roger De Menech, che riportiamo di seguito: «La risposta che il governo ha fornito attraverso il sottosegretario Jacopo Morrone è a dir poco imbarazzante. Salvini fa di ogni erba un fascio e tratta i lavoratori transfrontalieri, gli emigranti e gli studenti all’estero come evasori fiscali. Per le migliaia di famiglie bellunesi con un’attività in Europa il problema rimane, ma non rinunciamo a una battaglia di giustizia». Il deputato bellunese Roger De Menech riporta il dibattito in aula sulla richiesta del Partito democratico fatta al governo di affrontare il problema dei cittadini italiani che, per lavoro, di studio o familiari e personali, circolano in Italia con auto aventi targhe straniere. Per i bellunesi – che a migliaia nei decenni scorsi hanno avviato imprese in Germania, Austria, Svizzera e Slovenia, che sono emigrati nelle miniere di Belgio e Francia, che studiano fuori dall’Italia in cerca di opportunità migliori rispetto a quelle che riesce a fornire questo Paese – «è una beffa», accusa De Menech. «Non solo hanno dovuto lasciare la propria terra, ma per Salvini e compagnia hanno la colpa di mantenere un legame forte con il Paese di origine, attraverso la cittadinanza».«Di fronte a un quesito specifico in cui si chiedeva se e quali iniziative specifiche il governo volesse adottare, il sottosegretario si è limitato a leggere testualmente la norma. È evidente che il governo non ha alcuna intenzione di affrontare il problema che riguarda quasi seimila lavoratori frontalieri che hanno rapporti con San Marino e altre migliaia di persone residenti nelle province di confine».«Siamo tutti d’accordo di voler contrastare l’elusione da parte di chi cerca di non pagare le tasse in Italia», puntualizza il deputato, «ma qui stiamo parlando di cittadini, studenti, lavoratori dipendenti e imprenditori, che subiscono multe da 700 a 2.800 euro col rischio di sequestro del veicolo perché guidano un’auto aziendale, perché magari hanno attività all’esterno o vi si trovano momentaneamente per ragioni di studio. Oppure perché fanno parte di famiglie composta da cittadini italiani e stranieri. È giusto che queste persone vengano trattate come delinquenti? Io pensiamo di no, ma evidente il sottosegretario Morrone e il ministro Salvini, che nelle scorse settimane aveva già fatto capire non voler intervenire sul punto, la pensano diversamente».

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