“Italia chiama Italia” di mercoledì 9 ottobre 2024. Il podcast
Ascolta il podcast dell’edizione di mercoledì 9 ottobre 2024 di “Italia chiama Italia”.
Ascolta il podcast dell’edizione di mercoledì 9 ottobre 2024 di “Italia chiama Italia”.
Decima puntata per “Le voci dello sport”. Dato il valore simbolico del numero dieci, era giusto invitare ai microfoni di Radio Abm una figura di rilievo. E chi meglio di una leggenda della pallacanestro come Dino Meneghin? “SuperDino” – così era soprannominato quando dominava i parquet dei palazzetti di tutta Europa – nasce proprio in provincia di Belluno, più precisamente ad Alano di Piave, 74 anni fa, da una famiglia originaria di Domegge. Nel Bellunese trascorre i primi otto anni della sua vita, dei quali – seppur lontani – ricorda con piacere molte cose. Su tutte, la libertà e la spensieratezza che accompagnavano i bambini a quei tempi, con le prime capanne costruite in riva al Piave, gli infiniti pomeriggi in cui una semplice bottiglietta bastava per divertirsi, il profumo del pane appena sfornato sotto casa… Tutte sensazioni che non hanno mai abbandonato Meneghin nell’arco della sua vita e della sua carriera. Carriera iniziata a Varese nel 1963, quando, per puro caso, gioca un torneo studentesco e impressiona l’allenatore delle giovanili della Ignis Varese, il quale lo convince, senza troppa fatica, ad abbracciare la palla a spicchi. Il resto? Be’, il resto è storia. Dodici scudetti, sette Coppe dei Campioni, tre Coppe Intercontinentali, sei Coppe Italia, due Coppe delle Coppe e una Coppa Korac con i club. Un argento olimpico, un oro e due bronzi continentali con la Nazionale. Un palmares da fare invidia a chiunque. Diversi i temi che affronteremo nell’intervista: dalla carriera ricca di successi al confronto con il basket attuale, passando per gli episodi che hanno contribuito a rendere il nostro ospite un’icona della pallacanestro mondiale, come il famoso Draft NBA del 1970 e la sfida familiare con il figlio Andrea.
Si avvicina l’anniversario di uno dei più tragici eventi della storia italiana: il Disastro del Vajont. Per commemorare questa ricorrenza e mantenere viva la memoria di una catastrofe che ha segnato profondamente il Paese, la trasmissione “Dentro la Notizia” di Radio ABM – Voce delle Dolomiti ha ospitato Paola Zambelli, autrice del libro “La diga più alta del mondo. Vajont 1963”.
L’intervista, condotta da Manuela Gaio, ha offerto un’occasione per riflettere su quel drammatico 9 ottobre 1963, quando una frana dal monte Toc provocò un’onda gigantesca che superò la diga del Vajont, spazzando via interi paesi e causando la morte di oltre 1900 persone. Nel suo libro, Zambelli esplora in profondità non solo i fatti, ma anche le responsabilità umane e politiche che hanno portato a questa tragedia, che ancora oggi è un monito contro la superficialità nella gestione del territorio.
Durante l’intervista, Zambelli ha sottolineato l’importanza di ricordare, affinché errori simili non vengano mai più ripetuti. Con il supporto di testimoni diretti e documenti storici, “La diga più alta del mondo. Vajont 1963” ripercorre le fasi della costruzione della diga e i segnali premonitori ignorati, rivelando come l’avidità economica e la negligenza abbiano giocato un ruolo chiave nel disastro.
La trasmissione su Radio ABM rappresenta una delle tante iniziative organizzate in vista dell’anniversario, con l’obiettivo di mantenere viva la consapevolezza e il ricordo di una ferita che fa parte della storia del Bellunese e dell’Italia intera.

La piccola, ma vivace frazione di Salce è pronta a ospitare, il prossimo 19 ottobre, la settima edizione della manifestazione “A spasso par al Loc”, una suggestiva passeggiata notturna pensata per far scoprire le curiosità e le iniziative della comunità locale e delle zone limitrofe. Claudio Roni, collaboratore del comitato di gestione della Scuola Materna di Salce, ha presentato l’evento durante un’intervista curata da Giulia Francescon, che andrà in onda via streaming domani, sabato 5 ottobre, alle ore 11.30 e 18.00 (ora locale italiana) su Radio ABM (www.bellunesinelmondo.it/radio-abm) all’interno della rubrica “Una voce delle Dolomiti”.
L’iniziativa, ormai consolidata nel calendario degli eventi locali, offrirà ai partecipanti l’opportunità di vivere una serata all’insegna della storia, della musica e dei racconti, il tutto arricchito da un momento conviviale con un piatto caldo in compagnia. Un’occasione unica per scoprire da vicino il territorio e le sue tradizioni, esplorando angoli poco noti della frazione e condividendo momenti di socialità in un’atmosfera accogliente e familiare.
La manifestazione, nata con l’obiettivo di valorizzare la frazione di Salce e di favorire la partecipazione attiva degli abitanti, è cresciuta anno dopo anno, coinvolgendo sempre più persone e diventando un appuntamento atteso non solo dai residenti, ma anche dai visitatori provenienti dalle zone vicine. Il percorso della passeggiata sarà illuminato dalle fiaccole, creando un’atmosfera magica e rendendo l’esperienza ancora più suggestiva.
“A spasso par al Loc” si conferma così un evento che unisce cultura, tradizione e socialità, offrendo a tutti i partecipanti un’occasione per riscoprire il piacere di stare insieme, esplorando il passato e il presente di Salce attraverso le parole e le storie dei suoi abitanti. Una serata che promette di essere ricca di emozioni e di sorprese, capace di regalare momenti indimenticabili a chiunque decida di prendervi parte.
Ascolta il podcast dell’edizione di giovedì 3 ottobre 2024 del Radiogiornale bellunese.

Decima puntata per “Le voci dello sport”. Dato il valore simbolico del numero dieci, era giusto invitare ai microfoni di Radio Abm una figura di rilievo. E chi meglio di una leggenda della pallacanestro come Dino Meneghin?
“SuperDino” – così era soprannominato quando dominava i parquet dei palazzetti di tutta Europa – nasce proprio in provincia di Belluno, più precisamente ad Alano di Piave, 74 anni fa, da una famiglia originaria di Domegge. Nel Bellunese trascorre i primi otto anni della sua vita, dei quali – seppur lontani – ricorda con piacere molte cose. Su tutte, la libertà e la spensieratezza che accompagnavano i bambini a quei tempi, con le prime capanne costruite in riva al Piave, gli infiniti pomeriggi in cui una semplice bottiglietta bastava per divertirsi, il profumo del pane appena sfornato sotto casa… Tutte sensazioni che non hanno mai abbandonato Meneghin nell’arco della sua vita e della sua carriera. Carriera iniziata a Varese nel 1963, quando, per puro caso, gioca un torneo studentesco e impressiona l’allenatore delle giovanili della Ignis Varese, il quale lo convince, senza troppa fatica, ad abbracciare la palla a spicchi. Il resto? Be’, il resto è storia. Dodici scudetti, sette Coppe dei Campioni, tre Coppe Intercontinentali, sei Coppe Italia, due Coppe delle Coppe e una Coppa Korac con i club. Un argento olimpico, un oro e due bronzi continentali con la Nazionale. Un palmares da fare invidia a chiunque.
Diversi i temi che affronteremo nell’intervista: dalla carriera ricca di successi al confronto con il basket attuale, passando per gli episodi che hanno contribuito a rendere il nostro ospite un’icona della pallacanestro mondiale, come il famoso Draft NBA del 1970 e la sfida familiare con il figlio Andrea.
Un incontro unico, per motivi di tempo diviso in due parti: la prima uscirà venerdì 4 ottobre alle 14:45, mentre la seconda lunedì 7 ottobre, sempre alle 14:45.
Entrambe le puntate con Dino Meneghin potranno essere seguite su Radio Abm e in streaming su YouTube (canale “Bellunesi nel Mondo”) e sulle pagine Facebook di Bellunesi nel Mondo e di Radio ABM. Gli episodi saranno poi disponibili in formato podcast su Spreaker.