In occasione delle feste natalizie e di fine anno, gli orari di apertura al pubblico del Consolato Generale d’Italia a Lione, in Francia, e delle permanenze consolari di Chambery e Grenoble – che da Lione dipendono – subiranno delle variazioni.
A riferirlo è lo stesso Consolato Generale, annunciando che gli sportelli di Lione saranno chiusi nel pomeriggio di martedì 24 dicembre e di martedì 31 dicembre.
La permanenza di Chambery rimarrà chiusa per l’intera giornata di lunedì 30 dicembre. Infine, la permanenza di Grenoble sarà chiusa nelle giornate di martedì 24 e martedì 31 dicembre.
Nuova edizione del Premio IILA-Letteratura proposto dall’Organizzazione Internazionale Italo-Latino Americana.
L’iniziativa vuole contribuire alla diffusione e valorizzazione della produzione letteraria latinoamericana contemporanea tradotta e pubblicata in italiano.
Il riconoscimento viene conferito a un’opera tradotta in italiano, pubblicata in Italia nel biennio 2023-2024 e scritta da un autore/autrice che sia cittadino di un Paese latinoamericano membro dell’IILA: Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Colombia, Costa Rica, Cuba, Ecuador, El Salvador, Guatemala, Haiti, Honduras, Messico, Nicaragua, Panama, Paraguay, Perù, Repubblica Dominicana, Uruguay e Venezuela.
Le opere saranno valutate da una giuria composta da esperti di letteratura latinoamericana, giuria che conferirà un premio all’autore/autrice della migliore opera e un premio al miglior traduttore/traduttrice delle opere partecipanti.
La partecipazione è aperta a tutte le case editrici con sede legale in Italia che abbiano pubblicato, in lingua italiana, un’opera di narrativa (romanzi o raccolte di racconti) nel biennio 2023-2024.
Verrà assegnato un premio di tremila euro all’autore/autrice, al quale saranno offerti anche viaggio e soggiorno a Roma per assistere alla cerimonia di consegna del Premio e a eventuali ulteriori presentazioni dell’opera vincitrice.
Anche al miglior traduttore/traduttrice verranno offerti viaggio e soggiorno a Roma per assistere alla cerimonia di premiazione, oltre a un premio di millecinquecento euro.
Il bando, che scade il 28 febbraio 2025, può essere consultato sul sito: iila.org.
«Si avvisano i gentili utenti che martedì 24 e 31 dicembre 2024 il ricevimento del pubblico per l’erogazione del servizio di richiesta di visto avverrà dalle ore 8.30 alle ore 11.30 e non come di consueto dalle 13.30 alle 15.00».
Lo segnala l’Ambasciata d’Italia a Bogotá, precisando che «a partire da martedì 7 gennaio 2025, la ricezione del pubblico dei martedì riprenderà in fascia pomeridiana dalle 13.30 alle 15.00».
L’Ambasciata d’Italia a Ottawa informa che a seguito dell’entrata in vigore in Canada della Convenzione dell’Aja sull’apostille (11 gennaio 2024), a partire dal 31 dicembre di quest’anno cesserà il servizio di legalizzazione di documenti canadesi.
«A partire dal 1 gennaio 2025 – precisa la rappresentanza – i seguenti documenti dovranno essere apostillati:
tutti i certificati canadesi di Stato Civile (vital records): nascita, morte, matrimonio, ecc;
tutti i certificati e le sentenze canadesi: divorzio, cambio di nome e/o di cognome, adozioni, ecc;
tutti gli attestati scolastici o certificati professionali rilasciati da scuole/università/college nella circoscrizione (pagelle, diploma di scuola secondaria, laurea, master e dottorato, altri tipi di certificati professionali e simili);
tutti gli atti notarili da far valere in Italia (procure generali o speciali e ogni altro atto notarile) redatti da notai pubblici o avvocati;
certificati penali;
search for Records Letters».
L’Ambasciata segnala che continuerà a legalizzare le traduzioni effettuate dai traduttori certificati.
«Si precisa che la traduzione degli atti notarili redatti in lingua inglese o francese ed apostillati, può essere effettuata anche in Italia».
Un’occasione per celebrare la memoria degli emigranti, rinsaldare i legami della comunità e riflettere sulle sfide del presente. È stato questo lo spirito che ha animato la giornata organizzata dalla Famiglia Emigranti ed Ex Emigranti zoldani, che oggi, domenica 15 dicembre, ha riunito cittadini e istituzioni per il tradizionale pranzo sociale e lo scambio di auguri natalizi.
La giornata è iniziata con la celebrazione della Santa Messa nella chiesa di Pieve di Zoldo, presieduta da don Roberto De Nardin. L’evento ha visto la partecipazione delle Famiglie della Sistra Piave e della Bandiera dell’Oltrardo.
Tra i presenti anche Oscar De Bona, presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, e Camillo De Pellegrin, sindaco del Comune di Val di Zoldo. De Bona ha sottolineato l’importanza del lavoro svolto dalla Famiglia Emigranti: «Un ringraziamento particolare – ha dichiarato – va al presidente Michelangelo Corazza e a tutti i suoi collaboratori. Grazie al loro impegno, si tramandano il ricordo e i valori dei nostri emigranti, che hanno dato un contributo fondamentale al nostro benessere. Non dimentichiamo, però, che oggi i giovani continuano a partire, anche se in modo diverso. Le valigie cambiano forma, ma lasciano comunque segni profondi.»
Dopo la celebrazione religiosa e i saluti istituzionali, i partecipanti si sono ritrovati al ristorante L’Insonnia, dove il pranzo sociale ha suggellato la giornata. Tra un brindisi e un sorriso, la comunità si è stretta nel ricordo del passato, proiettandosi al tempo stesso verso il futuro.
L’evento conferma ancora una volta il ruolo centrale della Famiglia Emigranti ed Ex Emigranti zoldani nel preservare la memoria storica e culturale di una comunità che non dimentica le proprie radici.
La Famiglia Bellunese di Zurigo si è riunita oggi, venerdì 13 dicembre, per la consueta assemblea generale, un appuntamento che ha assunto quest’anno un valore speciale: fare il punto sulle sfide presenti e tracciare una strada verso il futuro. Un’occasione per celebrare un legame che, dal 1966, unisce le comunità bellunesi in Svizzera alla loro terra d’origine.
L’incontro si è svolto con la presenza di Oscar De Bona e Marco Crepaz, presidente e direttore dell’Associazione Bellunesi nel Mondo. Al centro dei lavori, le parole del vicepresidente di Zurigo, Lorenzo Fascina, che ha aperto l’assemblea ringraziando i soci presenti e il contributo instancabile di Piergiorgio Martinetti, coordinatore e cassiere, e del consigliere Teddy De Cia, pilastri di un’associazione che oggi si trova di fronte a un momento di svolta.
Una comunità tra passato e futuro
Le criticità non sono mancate: il mancato rinnovo generazionale e l’età avanzata dei soci sono stati riconosciuti come ostacoli da superare. Eppure, lo sguardo della Famiglia Bellunese di Zurigo è stato rivolto avanti, verso nuove opportunità. «Serve un cambio di passo», ha esortato il presidente De Bona, proponendo iniziative capaci di attrarre interesse e partecipazione: mostre fotografiche per raccontare la bellezza del Veneto, la promozione dei prodotti tipici bellunesi e un focus sulle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, un evento che potrebbe rilanciare il ruolo della comunità bellunese nel promuovere il proprio territorio.
Radici profonde e una diaspora che resiste
L’assemblea è stata anche un momento di memoria e celebrazione. Sono stati ricordati con affetto Saverio Sanvido e Patrizio De Martin, figure simbolo del contributo dei bellunesi a Zurigo. Parlando del passato, Martinetti ha sottolineato l’imponente partecipazione dei primi anni: «Nel 1966 i soci erano 900», un dato che evidenzia la forza originaria di una comunità che oggi deve confrontarsi con numeri più contenuti.
Lo scenario attuale è stato illustrato da Luciano Alban, ex vicepresidente della Consulta dei Veneti nel Mondo, che ha messo in luce una realtà ancora significativa: circa 200mila italiani iscritti all’AIRE a Zurigo. Numeri che raccontano un potenziale enorme per il rilancio delle associazioni in terra elvetica.
Sostegno istituzionale e nuove prospettive
A ribadire il valore del legame tra gli italiani all’estero e il Paese d’origine è stata Elena Fontana, console aggiunta, la cui presenza ha sottolineato l’attenzione delle istituzioni verso le comunità italiane. La console ha invitato a rafforzare i legami tra le generazioni più giovani e la cultura italiana, elemento chiave per il futuro dell’associazione.
L’impegno per il domani
La Famiglia Bellunese di Zurigo si trova a un bivio, ma l’entusiasmo dei suoi membri lascia spazio alla speranza. La collaborazione con altre associazioni venete in Svizzera potrebbe rappresentare un’importante opportunità di rilancio, mentre progetti innovativi come la promozione dei prodotti tipici e degli eventi olimpici potrebbero attirare nuove energie.
In un momento storico che richiede visione e capacità di adattamento, la Famiglia Bellunese di Zurigo non intende rinunciare alla propria missione: mantenere vivo il legame tra Belluno e la diaspora, custodendo le tradizioni e, al contempo, proiettandosi verso il futuro con rinnovata ambizione.
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