Oggi, domenica 6 ottobre, la comunità di Sala si è riunita per la tradizionale “Festa della Bandiera”, un evento toccante dedicato alla memoria degli emigranti bellunesi. La giornata, organizzata dall’Associazione Emigranti e Lavoratori dell’Oltrardo, meglio conosciuta come “della Bandiera”, ha avuto inizio in Piazza Esempon, davanti al murales dedicato all’emigrazione.
Durante la cerimonia, sono intervenuti l’assessore alla Cultura del Comune di Belluno, Raffaele Addamiano, e Patrizia Burigo, vice presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo (Abm), che hanno sottolineato l’importanza di mantenere viva la memoria di chi ha lasciato il proprio paese per cercare fortuna altrove. A portare i saluti anche il presidente dell’Associazione “della Bandiera”, che ha espresso gratitudine per la partecipazione e il sostegno della comunità.
Erano presenti inoltre Gioia Sacchet, consigliera Abm, e Riccardo Simonetti, presidente della Famiglia Bellunese Nord Reno Westfalia, a rappresentare le numerose comunità bellunesi residenti all’estero.
Dopo i discorsi ufficiali, la celebrazione è proseguita con la Santa Messa, officiata da don Graziano Dalla Caneva nella chiesetta di San Liberale, conosciuta come la “chiesetta degli emigranti”, un simbolo del profondo legame che unisce il territorio ai suoi figli emigrati.
La giornata si è conclusa con un pranzo sociale a Cusighe, un momento di condivisione che ha ulteriormente rafforzato il senso di comunità e appartenenza.
La “Festa della Bandiera” continua a essere un appuntamento significativo per i bellunesi, un’occasione per onorare il coraggio e il sacrificio di chi ha portato la cultura e l’identità di Belluno nel mondo.
L’Associazione Bellunesi nel Mondo esprime profondo cordoglio per la perdita di Mario Sechi, venuto a mancare questa notte all’età di 90 anni. Sechi, insignito del Premio “Bellunesi nel Mondo” nel 2002, è stato una figura di riferimento per la comunità dei gelatieri artigianali e un punto di riferimento per i tanti emigrati bellunesi in Germania. Fondatore della Famiglia Bellunese del Nord Reno-Westfalia, Mario Sechi ha sempre rappresentato con orgoglio i valori e le tradizioni della sua terra d’origine.
Nonostante le difficoltà legate alla salute, nel 2023 Sechi aveva collaborato alla stesura del libro commemorativo dedicato ai 40 anni della Famiglia Bellunese del Nord Reno-Westfalia, dimostrando ancora una volta il suo impegno e il suo amore per l’Associazione e per la comunità bellunese. Un gesto che testimonia la sua passione e dedizione, che hanno continuato a ispirare fino all’ultimo.
Il ricordo del presidente Oscar De Bona
«Nonostante fossi preparato da giorni a questa dolorosa notizia, faccio ancora fatica ad accettare la scomparsa del caro amico Mario Sechi – afferma Oscar De Bona, presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo –. Ho tantissimi ricordi ed episodi di oltre 40 anni vissuti insieme a questo meraviglioso bellunese: generoso, cordiale, sensibile e un vero amico. Ricordo i viaggi con lui, durante i quali andavamo a incontrare i gelatieri bellunesi in diverse cittadine tedesche. Le sue visite natalizie, quando mi portava il miele della Foresta Nera. I suoi racconti, che sembravano barzellette, ma che narravano storie di vita vera. Mario era sempre disponibile per qualsiasi iniziativa, animato da un profondo amore per l’arte artigianale del gelato e per la nostra Associazione. Con la sua scomparsa, perdiamo una colonna portante della comunità dei gelatieri bellunesi. Mario è stato amato e rispettato da tutti e il suo ricordo rimarrà vivo in ognuno di noi. Grazie per tutto ciò che hai fatto e buon viaggio, caro amico».
Un emigrante orgoglioso delle sue radici
Nato a Belluno nel 1934, Mario Sechi emigrò giovanissimo in Germania, dove iniziò la sua carriera come gelatiere a soli 19 anni. La sua dedizione e il suo talento lo portarono a distinguersi non solo come professionista, ma anche come punto di riferimento per i connazionali emigrati. Fu tra i fondatori della “Famiglia Bellunese del Nord Reno-Westfalia”, un’associazione nata per mantenere vivi i legami con la terra d’origine e per offrire supporto e vicinanza ai tanti emigranti bellunesi in Germania.
Le testimonianze dei presidenti onorari e degli amici
Gioachino Bratti, presidente onorario dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, ricorda Mario Sechi come «una persona che ha fatto della disponibilità verso gli altri uno stile di vita. Era l’anima della Famiglia Nord Reno-Westfalia, infaticabile organizzatore delle sue attività. Orgoglioso della sua appartenenza, incarnava i valori dell’emigrazione bellunese, quella dei gelatieri, e ne era fiero. Una persona semplice e buona, ma allo stesso tempo ricca di generosità e aperta all’amicizia. Ci mancherà profondamente».
Anche Maurizio Paniz, presidente onorario dell’Associazione, ha voluto esprimere il suo dolore: «Un uomo sempre disponibile, un altruista apprezzato da tutti coloro che lo conoscevano. Un vero ambasciatore dell’Italia in Germania, dove ha onorato la nostra nazione e la comunità bellunese con il suo operato e il suo spirito di servizio».
Riccardo Simonetti, attuale presidente della Famiglia Bellunese del Nord Reno-Westfalia, sottolinea l’importanza della figura di Sechi: «Anche se ero preparato, la notizia è stata comunque un colpo. Mario era un simbolo della nostra Famiglia in Germania, non solo un amico, ma un consigliere e un interprete unico dell’orgoglio di essere bellunese. Ci mancava già da qualche anno e ora sentiamo ancora di più il vuoto della sua assenza».
Infine, Vio Aduo, presidente onorario della stessa Famiglia, ha voluto omaggiare Sechi con queste parole: «Perdiamo un amico e un uomo che ha dato tanto alla nostra associazione, sin dalla sua fondazione nel lontano 1983 a Leverkusen. Mario è stato un esempio di valori umani e sociali per le nuove generazioni. Buon viaggio verso l’eternità, caro Mario».
L’ultimo saluto
I funerali di Mario Sechi saranno celebrati martedì 8 ottobre, alle ore 15.00, nella chiesa di Saragnano, Belluno. Un momento di raccoglimento e ricordo per rendere omaggio a un uomo che ha lasciato un segno indelebile nella storia dell’emigrazione bellunese e nella vita di tante persone che hanno avuto la fortuna di conoscerlo.
Un’eredità che va oltre l’emigrazione
La storia di Mario Sechi non è solo quella di un emigrante di successo, ma quella di un uomo che, pur vivendo lontano dalla sua terra, ha mantenuto intatti i legami con le sue radici, trasmettendo valori di impegno, solidarietà e appartenenza. La sua eredità continuerà a vivere nelle attività della Famiglia Bellunese del Nord Reno-Westfalia e nei cuori di chi ha avuto il privilegio di conoscerlo.
Incontro del direttivo della Famiglia Bellunese NRW con l’allora Ministro dell’Interno tedesco Manfred Kanther, a Bad Honnef (Bonn). Al centro Mario Sechi.
Le porte del MiM Belluno – Museo interattivo delle Migrazioni – si sono riaperte per il nuovo anno scolastico 2024/2025, accogliendo il primo gruppo di studenti in visita. A inaugurare la stagione sono stati i ragazzi della classe I dell’Istituto Alberghiero Calvi Dolomieu di Longarone, che hanno avuto l’opportunità di immergersi in un’esperienza unica alla scoperta della storia migratoria bellunese, veneta e italiana.
Ad accogliere gli studenti è stata la guida Giulia Francescon, che li ha accompagnati in un viaggio attraverso oltre un secolo di emigrazione. Grazie a video, immagini e dati storici, i ragazzi hanno potuto rivivere le vicende di migliaia di famiglie che hanno lasciato il territorio per cercare un futuro migliore in terre lontane. Ma la visita non si è limitata a raccontare il passato: il percorso museale si è arricchito con le testimonianze di chi, al contrario, ha scelto di stabilirsi nel Bellunese, offrendo un punto di vista contemporaneo sul tema dell’immigrazione.
Il MiM Belluno, gestito dall’Associazione Bellunesi nel Mondo, si distingue per la sua capacità di coniugare storia e attualità, rendendo la visita interattiva e coinvolgente per tutte le età. Oltre alle visite guidate, infatti, il museo propone numerosi laboratori didattici, pensati per studenti di ogni ordine e grado, dalle scuole primarie alle superiori. Questi laboratori, che spaziano dalle attività tradizionali a quelle più innovative e multimediali, consentono ai partecipanti di approfondire i temi legati alle migrazioni attraverso giochi, simulazioni e attività pratiche, favorendo una comprensione più profonda e consapevole del fenomeno.
Il MiM Belluno si conferma così non solo un luogo di memoria e di narrazione, ma anche un punto di riferimento per il territorio, capace di promuovere la riflessione e il dialogo su temi sempre attuali come le migrazioni e l’integrazione. Un impegno che l’Associazione Bellunesi nel Mondo porta avanti con passione e professionalità, cercando di avvicinare le nuove generazioni alla comprensione di un fenomeno che ha segnato profondamente la storia del Bellunese e continua a influenzarne il presente.
Per maggiori informazioni e per prenotare una visita guidata o un laboratorio didattico, è possibile contattare il museo via email all’indirizzo info@mimbelluno.it o telefonare al numero 0437 941160.
Il numero di ottobre della rivista “Bellunesi nel mondo” si apre con un’analisi approfondita delle dinamiche che continuano a caratterizzare il fenomeno migratorio, evidenziando come l’emigrazione bellunese sia evoluta nel tempo e affrontando le nuove sfide delle comunità all’estero. Il tema centrale è il cambiamento della figura dell’emigrante: da coloro che partivano con la classica “valigia di cartone” a fine Ottocento a una nuova generazione di giovani professionisti e imprenditori globali, gli expats di oggi.
La rivista dedica ampio spazio a un tema di stringente attualità: il dibattito sul riconoscimento della cittadinanza italiana. L’approfondimento esplora il contesto normativo attuale, basato sulla legge n. 91 del 1992, che applica lo ius sanguinis, cioè il diritto di cittadinanza per discendenza. Si evidenziano le difficoltà incontrate da coloro che, pur essendo nati o cresciuti in Italia, non riescono a ottenere la cittadinanza fino al compimento del diciottesimo anno, dopo aver dimostrato di aver risieduto continuativamente nel Paese.
A confronto con l’Italia, il numero offre una panoramica delle normative di altri Paesi europei ed extraeuropei, mettendo in risalto le disparità. In Portogallo, la cittadinanza può essere ottenuta dopo solo due anni di residenza per i figli di genitori stranieri nati nel Paese, mentre in Francia vige il doppio ius soli, che consente di ottenere la cittadinanza se almeno uno dei genitori è nato sul territorio francese. In Germania, con la recente riforma del 2023, il requisito di residenza è stato ridotto a cinque anni, un periodo simile a quello previsto da Paesi come la Svezia e i Paesi Bassi.
La situazione diventa ancora più evidente quando si guarda al di fuori dell’Europa. Negli Stati Uniti e in Brasile, vige il principio dello ius soli puro, che concede la cittadinanza automatica a chiunque nasca sul territorio nazionale. Anche in Canada e in Australia il sistema è più flessibile rispetto a quello italiano: bastano tre anni di residenza continuativa per ottenere la cittadinanza, considerata non come una concessione ma come un diritto acquisito.
Questo confronto mette in luce quanto la normativa italiana appaia rigida e lontana dalle esigenze di una popolazione giovanile che si sente già italiana, ma che non è riconosciuta come tale. Il dibattito politico rimane acceso, con posizioni divergenti tra chi ritiene che la cittadinanza debba essere un riconoscimento del percorso di integrazione e chi, invece, auspica un cambiamento che riconosca i diritti fondamentali a chi vive e contribuisce attivamente alla comunità.
La rivista si concentra poi sulle problematiche attuali della comunità veneta emigrata, come la riduzione del sostegno regionale alle associazioni di veneti nel mondo e le conseguenze sulle attività di promozione culturale. A tal proposito il presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, Oscar De Bona, approfondisce le preoccupazioni legate alla scarsità di fondi per il MiM Belluno – Museo interattivo delle Migraazioni e per le iniziative rivolte ai giovani e ai discendenti veneti, vere potenzialità anche per lo sviluppo del “Sistema Italia”.
Ampio spazio viene riservato alla riflessione sulla condizione delle pensioni dei bellunesi, con un focus sulle disparità di genere. Le pensioni delle donne, soprattutto nelle aree rurali, risultano spesso ben al di sotto della soglia dei 1.000 euro mensili, creando situazioni di forte difficoltà per molte anziane. Il numero offre dati aggiornati e testimonianze di chi si trova a dover affrontare la vita con pensioni minime.
Non mancano poi articoli culturali, come quello sugli alberi monumentali della provincia di Belluno, definiti “testimoni silenziosi” di una storia naturale e umana che si intreccia con quella delle Dolomiti. Il servizio presenta alcuni degli alberi più antichi e maestosi del territorio, raccontandone le vicende e il loro ruolo nella cultura locale.
Infine, la rivista presenta la rubrica dedicata ai “Bellunesi di cui si parla”, con storie di successo di emigrati e dei loro discendenti che hanno raggiunto traguardi importanti in vari settori, mantenendo sempre un forte legame con le proprie radici bellunesi. Un esempio è quello di Arthur Gasparetto de Oliveira, giovane talento cresciuto tra Italia e Danimarca, che ha saputo combinare passione per le lingue e ambizioni nel campo medico, dimostrando come le nuove generazioni di bellunesi all’estero siano pronte a scrivere nuove pagine della storia migratoria.
Questo numero di “Bellunesi nel mondo” si propone come un vero e proprio viaggio nella memoria e nel presente, offrendo ai lettori una panoramica completa delle vicende e delle aspirazioni di chi ha lasciato la terra natale, senza mai dimenticarla.
Il 7 novembre, presso l’ufficio del Vice Consolato Onorario a Denver, “Giornata Passaporti” per l’acquisizione dei dati biometrici al fine del rilascio del documento italiano. Iniziativa organizzata dal Consolato Generale d’Italia a Chicago.
«I connazionali regolarmente iscritti all’Aire nella circoscrizione consolare – spiega la rappresentanza – potranno accedere al servizio previa prenotazione».
La “Giornata Passaporti” a Denver si ripeterà periodicamente. Per questo il Consolato invita i connazionali «a prendere appuntamento per l’evento di novembre solo in caso di passaporto già scaduto o in scadenza entro sei mesi, oltre che di regolare iscrizione all’Aire».
Trentacinquemila pass per viaggiare in Europa a disposizione di giovani diciottenni. Li offre la Commissione europea nell’ambito del programma DiscoverEU.
L’iniziativa è destinata a persone nate tra il 1º gennaio e il 31 dicembre 2006, residenti nel territorio dell’Unione europea o in quello dei Paesi associati al programma Erasmus+ (Islanda, Liechtenstein, Macedonia del Nord, Norvegia, Serbia e Turchia).
I candidati prescelti avranno la possibilità di viaggiare in tutta Europa per un massimo di trenta giorni tra il 1º marzo 2025 e il 31 maggio 2026.
Le candidature sono aperte fino al 16 ottobre.
Tutti i dettagli e il bando completo sono consultabili sul sito: youth.europa.eu.
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