Un gesto di vicinanza e tradizione: la Famiglia Bellunese del Nord Reno Westfalia e Germania ha portato gli auguri di buon anno alle istituzioni della provincia di Belluno, rafforzando il legame tra la comunità bellunese in Germania e il territorio d’origine.
Visite al vescovo e al prefetto di Belluno
La delegazione, guidata dal presidente Riccardo Simonetti, ha incontrato nei giorni scorsi il vescovo della Diocesi di Belluno-Feltre, mons. Renato Marangoni (nella foto), portandogli i propri auguri e un caloroso messaggio di unione spirituale e culturale.
Pochi giorni prima, la Famiglia Bellunese aveva fatto visita al prefetto di Belluno, dottor Antonello Roccoberton. Durante l’incontro, il prefetto si è mostrato particolarmente interessato al mondo del gelato artigianale, un settore rappresentato con orgoglio dai soci della Famiglia Bellunese.
Il gelatiere, un ambasciatore della cultura bellunese in Germania
Nel corso dell’incontro, il presidente Simonetti ha sottolineato l’importanza della figura del gelatiere, simbolo di eccellenza e tradizione italiana in Germania. La professione, rinomata e apprezzata in tutta la nazione, è portata avanti da molti soci della Famiglia Bellunese, che con il loro lavoro non solo diffondono la cultura del gelato artigianale, ma mantengono vivo il legame con la terra d’origine.
Un legame che si rinnova
Questi incontri rappresentano un momento di dialogo e valorizzazione delle radici culturali, evidenziando come le comunità bellunesi all’estero continuino a essere un ponte tra i territori di emigrazione e la loro patria.
Una nuova puntata di “Qui ABM“, la rubrica di approfondimento trasmessa dalla webradio dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, andrà in onda domenica 5 gennaio alle ore 15.30 (ora italiana). Al centro dell’episodio ci sarà la storia della famiglia di Teddy De Cia, consigliere della Famiglia Bellunese di Zurigo e rappresentante di una delle tante realtà che incarnano il percorso di vita degli emigranti bellunesi.
Teddy De Cia, nato in Svizzera da genitori bellunesi emigrati, rappresenta un esempio di resilienza e radicamento culturale. La sua infanzia è stata segnata dalla prematura scomparsa del padre, un evento che ha spinto Teddy e sua madre a fare ritorno a Sovramonte, il paese d’origine della famiglia. Lì, Teddy è cresciuto circondato dall’affetto della comunità locale e dai valori della sua terra natale.
A 28 anni, però, Teddy ha scelto di intraprendere nuovamente la strada dell’emigrazione, tornando in Svizzera per ripartire da zero, anche dal punto di vista professionale. Grazie al suo impegno e alla sua determinazione, oggi è titolare di un’azienda di impianti elettrici e ha costruito una famiglia solida insieme alla moglie Maria e ai figli Sofia e Diego. Nonostante il successo raggiunto, il legame con Sovramonte non si è mai spezzato. Teddy nutre infatti il sogno di ritornare un giorno a Belluno, una volta raggiunta l’età della pensione.
Ai microfoni di Radio ABM, oltre a Teddy, interverranno anche sua moglie Maria e i figli Sofia e Diego. Una testimonianza corale che offrirà agli ascoltatori uno spaccato autentico di vita familiare e della doppia identità culturale che caratterizza molte famiglie di emigranti. Durante la puntata, Teddy racconterà i sacrifici e le sfide affrontate, ma anche le soddisfazioni che lo hanno portato a sentirsi parte integrante di due realtà: quella svizzera e quella bellunese. Sarà inoltre un’occasione per ascoltare le voci di Sofia e Diego, che parleranno delle loro esperienze come figli di emigranti e delle prospettive per il futuro.
Radio ABM, disponibile in streaming sul sito www.bellunesinelmondo.it/radio-abm, si conferma ancora una volta un prezioso punto di riferimento per i Bellunesi nel mondo, offrendo uno spazio di condivisione e approfondimento sulle storie e le tradizioni della diaspora bellunese.
Non perdete questa emozionante puntata di “Qui ABM”, un appuntamento che promette di toccare il cuore degli ascoltatori e di raccontare una storia di radici, coraggio e speranza.
Il Museo interattivo delle Migrazioni (MiM) di Belluno si aggiorna, arricchendo la sua offerta con nuovi percorsi e contenuti che lo rendono ancora più innovativo. Situato nella sede dell’Associazione Bellunesi nel Mondo (Abm), in via Cavour 3 del capoluogo Bellunese, il MiM è un punto di riferimento unico nel Triveneto per esplorare la storia e le esperienze legate ai fenomeni migratori.
Le visite guidate da 30 e 60 minuti sono state sostituite da due nuovi percorsi, rispettivamente di 30 e 80 minuti, disponibili in sei lingue – italiano, inglese, francese, portoghese, tedesco e spagnolo – oltre che in Lingua dei Segni Italiana (LIS). Una particolarità che distingue il MiM da altri tradizionali musei è la presenza di guide virtuali, che accompagnano i visitatori attraverso i percorsi: Giulia Francescon, Manuela Gaio e Giovanni Zanon sono i protagonisti di questa esperienza interattiva, aggiungendo un tocco personale e innovativo alla visita.
Tra le novità, il museo presenta video interviste a giovani bellunesi emigrati negli ultimi anni e a immigrati che hanno scelto di vivere in provincia di Belluno. Un nuovo video, dedicato ai mestieri tradizionali degli emigranti bellunesi, si unisce a una serie di interviste a gelatieri bellunesi residenti in Germania, arricchendo ulteriormente il percorso espositivo.
Oscar De Bona, presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, ha espresso soddisfazione per il continuo sviluppo del museo, reso possibile grazie al contributo economico della Regione Veneto: «Ringrazio la Regione Veneto per il supporto che ha permesso di aggiornare il nostro museo. Il MiM è una realtà unica, sempre al passo con i tempi, che continua a raccontare storie di migrazione in modo innovativo e coinvolgente.»
Il MiM Belluno è aperto anche a visite guidate per gruppi e scolaresche, su prenotazione. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito ufficiale www.mimbelluno.it.
Con le sue guide virtuali e i nuovi contenuti multilingue, il MiM Belluno si conferma un museo dinamico e non convenzionale, capace di offrire un’esperienza coinvolgente e multimediale per riflettere sulle migrazioni e le loro implicazioni, oggi come in passato.
La trasmissione “Emigrazione 2.0”, curata dalla webradio Radio ABM– voce delle Dolomiti, mette in luce le storie dei giovani bellunesi che hanno deciso di affrontare percorsi professionali e formativi lontano dalla loro terra natale.
In questa puntata, la protagonista è Silvia Fontana, una giovane nata a Feltre e cresciuta a Belluno, che ha condiviso il suo straordinario percorso di vita e di carriera, divenendo un esempio di resilienza e creatività. Silvia ha ripercorso le tappe fondamentali della sua formazione, dai primi passi nella musica, con dieci anni di flauto traverso e quindici di teoria e solfeggio, al liceo linguistico che le ha aperto le porte verso il mondo internazionale. Una passione, quella per l’arte e il design, che l’ha spinta verso l’università di Ferrara, dove ha conseguito la laurea in Design del Prodotto Industriale. Determinata a esplorare nuove prospettive, Silvia ha scelto di arricchire la sua esperienza con un programma Erasmus a Nancy, in Francia, nel pieno della pandemia da COVID-19.
Qui, nonostante le difficoltà, ha trovato un ambiente creativo stimolante che le ha permesso di sviluppare progetti innovativi, come la creazione di strumenti educativi per bambini con difficoltà di apprendimento, integrando musica e design. Attualmente, Silvia continua il suo percorso in Francia, dove sta affermando la sua figura di designer specializzata in design dei servizi e sociale.
Attraverso la sua metodologia, che combina osservazione, ideazione, prototipazione e test, riesce a rispondere alle esigenze concrete delle persone, in particolare dei più giovani, sviluppando strumenti che coniugano creatività e funzionalità.
Questa puntata di Emigrazione 2.0 dimostra come la provincia di Belluno continui a essere culla di talenti che, pur affacciandosi sul panorama internazionale, mantengono un legame forte con le proprie radici. La storia di Silvia Fontana non è solo un esempio di successo personale, ma un messaggio di speranza e ispirazione per le nuove generazioni.
Questa mattina, lunedì 30 dicembre, su Radio ABM – voce delle Dolomiti, la webradio dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, è andata in onda un’intervista speciale con Oscar De Bona, presidente dell’Abm. Nell’occasione, De Bona ha voluto rivolgersi ai soci e agli amici dell’Associazione per tracciare un bilancio del 2024 e lanciare uno sguardo verso il futuro. Un’Associazione radicata e dinami
«Un cordiale saluto a tutti voi, carissimi amici radioascoltatori, e benvenuti a questa ultima puntata dell’anno» ha esordito De Bona, sottolineando il valore della comunità Abm, una realtà di volontariato che opera a favore dei bellunesi sparsi in provincia, in Italia e nel mondo. «Grazie a loro siamo ancora qui, abbastanza in forma, con strumenti importanti per rafforzare la nostra attività», ha aggiunto. L’Abm, nata nel 1966, continua a distinguersi per le sue numerose iniziative, tra cui la biblioteca delle migrazioni “Dino Buzzati”, la piattaforma digitale “Aletheia” per la conservazione di documenti storici, e Accademiabm.it per corsi di formazione dedicati alla cultura e alla storia del Bellunese e del Veneto. «Abbiamo costruito una rete che ci permette di essere conosciuti non solo a livello locale, ma anche a livello nazionale e internazionale», ha sottolineato De Bona.
Le sfide e i risultati del 2024 Il Presidente ha evidenziato le difficoltà incontrate, come la riduzione delle risorse pubbliche. «Nonostante tutto, siamo ancora vivi e vegeti», ha affermato, citando progetti come le borse di studio a sostegno di giovani studenti bellunesi elargite dalla Famiglie Bellunesi di Milano e Lugano e le collaborazioni internazionali, come quella recentemente avviata con il convegno sulle migrazioni orizzontali tenutosi ad Aosta.
Il ruolo degli italiani nel mondo De Bona, che ricopre anche il ruolo di Presidente di UNAIE e Consigliere del CGIE, ha poi riflettuto sulla politica italiana nei confronti degli italiani all’estero. «Abbiamo quasi 80 milioni tra italiani e italo-discendenti sparsi nel mondo: sono una risorsa fondamentale, il nostro petrolio, il nostro gas», ha detto, criticando il calo di attenzione concreta verso queste comunità da parte delle istituzioni. «È importante valorizzare queste persone non solo in periodo elettorale, ma come una risorsa per il Paese».
Uno sguardo al 2025 In chiusura, De Bona ha rivolto un augurio caloroso: «A tutti i soci, amici e sostenitori dell’Abm, un buon fine anno e un buon inizio 2025. Continueremo il nostro lavoro con la stessa passione, pronti a celebrare i 60 anni della nostra associazione». Un messaggio che non è solo un augurio, ma anche un invito a tutti coloro che, italiani o discendenti, si sentono legati alla terra bellunese: «Venite a trovarci nella nostra sede in via Cavour 3 a Belluno. È un luogo che parla di voi e delle vostre radici». Con questa riflessione, trasmessa sulle frequenze digitali di Radio Abm, si chiude un altro anno di attività intensa e di crescita per l’Abm, pronta a scrivere nuove pagine di storia al fianco delle comunità italiane nel mondo.
Radio ABM accende i riflettori su San Vito di Cadore, il suggestivo comune incastonato tra le Dolomiti bellunesi, attraverso un nuovo podcast dedicato alla scoperta del territorio.
L’iniziativa, promossa dall’Associazione Bellunesi nel Mondo (Abm), mira a valorizzare le bellezze naturali, la ricchezza culturale e le tradizioni che rendono unico questo angolo delle Alpi. Il podcast, rivolto non solo ai residenti ma anche ai bellunesi emigrati e agli appassionati di montagna, offre uno spaccato completo del comune, con storie, curiosità e consigli per chi desidera esplorare San Vito di Cadore.
«Siamo orgogliosi di promuovere il nostro territorio bellunese attraverso i mezzi di comunicazione più moderni e accessibili – ha dichiarato Oscar De Bona, presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo –. Invito le altre Amministrazioni comunali a contattarci per ampliare questo progetto e portare la nostra cultura e le nostre tradizioni alle comunità bellunesi sparse nel mondo. Questo è un passo importante per mantenere viva l’identità del nostro territorio, ovunque ci si trovi».
Alla scoperta di San Vito di Cadore
Attraverso il podcast curato da Giulia Francescon, Radio ABM accompagna gli ascoltatori in un viaggio virtuale che spazia dalle maestose cime dolomitiche ai borghi intrisi di storia. Gli episodi esplorano le radici culturali di San Vito, raccontando leggende locali e tradizioni che si tramandano da generazioni. Ampio spazio è riservato anche alle attività turistiche: dagli sport invernali sulle piste da sci alle escursioni estive e ai giri in bicicletta lungo i panorami mozzafiato.
I contenuti sono pensati per chiunque voglia immergersi nell’essenza di San Vito di Cadore, un luogo che combina autenticità e natura incontaminata. Non mancano le testimonianze dirette di chi vive quotidianamente la montagna, regalando spunti autentici e personali.
Un invito per il futuro
L’iniziativa rappresenta un modello innovativo per la promozione del territorio. Il presidente De Bona lancia un appello alle altre amministrazioni comunali bellunesi affinché seguano l’esempio di San Vito di Cadore: «La collaborazione tra comuni e associazioni è fondamentale per rafforzare il legame tra i bellunesi e la loro terra d’origine. È una grande opportunità per valorizzare il patrimonio locale e diffondere un messaggio di orgoglio e appartenenza».
Il podcast è già disponibile sulle piattaforme di streaming audio e sul sito di Radio ABM. Un’occasione imperdibile per chiunque desideri scoprire le meraviglie di San Vito di Cadore, senza rinunciare al comfort di un ascolto a distanza.
Con questa iniziativa, la provincia di Belluno dimostra ancora una volta il suo impegno nel promuovere la propria identità culturale, unendo tradizione e innovazione per abbracciare il futuro.
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