Il MiM Belluno: ora accessibile ai ciechi e arricchito da “Una guida per immagini” in versione inclusiva

Il MiM Belluno – Museo interattivo delle Migrazioni continua a distinguersi per inclusività e innovazione, aprendo le sue porte sempre più ampiamente a tutti. Da questo mese, il Museo è pienamente accessibile anche alle persone cieche o ipovedenti, grazie a un sistema di audioguide che propone due percorsi, uno di 30 e l’altro di 60 minuti. Questa iniziativa segna un altro passo importante verso l’abbattimento delle barriere sensoriali.

A commentare il traguardo è il presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, Oscar De Bona:
«Dopo la versione del nostro Museo in LIS per i sordi, adesso abbiamo abbattuto un’altra barriera affinché il nostro MiM possa essere fruibile al maggior numero di visitatori. La storia della nostra emigrazione e il fenomeno migratorio attuale deve arrivare a tutti. Questo è uno degli obiettivi principali della nostra Associazione. Vale davvero una visita al MiM Belluno. Vi aspettiamo».

“Una guida per immagini” anche per i ciechi
Oltre ai due percorsi per i non vedenti il MiM Belluno presenta una novità: “Una guida per immagini”. Questo strumento racconta le migrazioni attraverso il linguaggio visivo e, in un’ottica di completa accessibilità, è disponibile anche in versione audio per i ciechi o ipovedenti.

La guida, acquistabile con un’offerta libera a sostegno del Museo, accompagna i visitatori in un viaggio emozionante e coinvolgente. Come si legge nell’introduzione: «Un’immagine vale più di mille parole. Con la forza del loro impatto, le immagini possono condurre chi le guarda nell’analisi di un concetto, nell’approfondimento di un contesto, nell’esplorazione di un mondo distante e perfino irraggiungibile. Possono rappresentare un abile timoniere in una traversata nell’ignoto. Un rassicurante faro in un cammino attraverso l’oscurità. Possono rappresentare una guida. Ed è ciò che ci auguriamo con questo percorso alla scoperta delle migrazioni. Buon viaggio».

Un Museo per tutti
Con queste iniziative, il MiM Belluno conferma il suo impegno a rendere la memoria storica e le riflessioni sul fenomeno migratorio accessibili a tutti. Dopo l’introduzione della versione in LIS per i sordi, l’apertura a ciechi e ipovedenti rappresenta un ulteriore traguardo verso la piena inclusività.

Il MiM Belluno non è solo un luogo da visitare, ma un’esperienza immersiva e trasformativa, dove ogni persona può comprendere e vivere le storie delle migrazioni, indipendentemente dalle proprie capacità sensoriali.

I Belumat International raccontati da Giorgio Fornasier. Appuntamento a Sospirolo

Venerdì  17 gennaio 2025, per la Giornata nazionale del Dialetto e delle lingue vocali promossa dalle Pro loco d’Italia,  al Centro civico di Sospirolo, con inizio alle ore 20.45, sarà presentato al pubblico il film documentario biografico “I Belumat International raccontati da Giorgio Fornasier”. La serata è dedicata a Gianluigi Secco, più volte collaboratore della Pro Loco e presidente di giuria del Concorso letterario “Sospirolo tra leggende e misteri”.

Il documentario è stato prodotto dal Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università degli Studi di Padova, insieme all’Isbrec.

La Pro Loco Monti del Sole con la collaborazione del Comune di Sospirolo patrocina questa operazione culturale offrendo la serata al pubblico con entrata libera fino ad esaurimento dei posti a sedere (non è prevista prenotazione). Partecipa all’organizzazione anche l’Associazione Bellunesi nel Mondo.

Il documentario verrà presentato dal prof. Mirco Melanco. Al termine della visione, ci sarà l’intervento degli studenti che lo hanno realizzato e un dibattito con Giorgio Fornasier, alcuni amici dei Belumat e i rappresentanti di istituzioni ed enti che organizzano l’evento.

Il documentario
Sei studenti del Dams frequentanti il Laboratorio per la realizzazione di documentari hanno realizzato, in circa un anno e mezzo di lavoro complessivo, questo filmato frutto di una lunga ricerca che lega il duo musicale bellunese all’identità veneta in Patria e nel Mondo. Il tema centrale su cui si sviluppa la trama del film è la grandissima popolarità che i BELUMAT hanno in tante nazioni dove sono emigrati i veneti nel corso degli ultimi due secoli.

Il tema dell’emigrazione e del successo raggiunto dai Belumat anche all’estero, in quasi quattro decenni di attività, caratterizza la trama su cui si sviluppa questo film. Questa produzione ha molto coinvolto gli studenti che l’hanno realizzata, con lo scopo di mantenere in futuro memoria di tanta capacità artistica nel trasmettere la cultura e l’identità veneta al mondo intero.

Essendo, qualche hanno fa, scomparso Gianluigi (Gianni) Secco, autore dei testi delle canzoni, è toccato a Giorgio Fornasier, tenore e chitarrista, narrare la loro storia iniziata nel 1958. Il racconto spiega come I Belumat siano stati capaci di originare uno stile musicale e un linguaggio dialettale unico che è stato compreso e amato laddove si parla ‘talian, in Paesi come Argentina, Brasile, Messico, Canada, Arabia Saudita, per citarne alcuni di cui si parla nel filmato.

Il Laboratorio per la realizzazione di documentari del Dams dell’Università di Padova esiste fin dal 1991 e sono circa 1400 gli studenti che lo hanno frequentato, di cui circa 400 sono diventati professionisti nel mondo degli audiovisivi. Il responsabile scientifico del laboratorio è il Prof. Mirco Melanco.

In 33 anni di attività sono stati realizzati circa 300 tra documentari, videosaggi e videotesi. Gli studenti hanno potuto apprendere il mestiere del filmmaker in ogni sua fase (dal soggetto alla sceneggiatura, dal montaggio alla post produzione).

Numerosi sono stati i premi ricevuti ed elogi da parte di due Presidenti della Repubblica italiana come nel caso del filmato “Annarosa non muore. La Resistenza sulle Prealpi Bellunesi/Trevigiane 1943-1945)” con elogio scritto di Luigi Oscar Scalfaro o della “Montagna Infranta. La tragedia del Vajont nel cinquantennale (1963-2013)” con Medaglia di Rappresentanza per la prima visione da parte del Presidente Giorgio Napolitano. Questi due filmati sono visibili nel portale Youtube dell’Isbrec.

Scheda tecnica
I BELUMAT INTERNATIONAL RACCONTATI DA GIORGIO FORNASIER
Produzione: Dipartimento dei Beni Culturali Università di Padova – “Laboratorio per la realizzazione di documentari” DAMS – Responsabile Scientifico Prof. Mirco Melanco e Supporto tecnico e Coordinamento Laboratoriale Dott. Vanni Cremasco, Anno Accademico 2022/2023; Istituto storico bellunese della Resistenza e dell’età contemporanea (Isbrec).
Soggetto e Produzione: Mirco Melanco
Ricerca e premontaggio: Samuele Grando, Maria Chiara Lavino, Antonio Minotti, Giada Tietto, Anna Pattis, Anna Ziggiotto
Regia e montaggio: Samuele Grando e Maria Chiara Lavino
Sceneggiatura: Samuele Grando, Maria Chiara Lavino, Antonio Minotti, Giada Tietto, Anna Ziggiotto
Riprese: Samuele Grando e Mirco Melanco
Aiuto regia: Antonio Minotti
Coordinamento tecnico: Vanni Cremasco e Savino Cancellara
Durata: 40 minuti circa – anno 2024

La Grande Famiglia: il nuovo podcast di Rai Play Sound che racconta l’emigrazione italiana negli Anni ’50. La puntata “La voce di Bianca” è dedicata al Bellunese

“La Grande Famiglia”, il podcast originale di Rai Play Sound creato da Cristiano Barducci, porta alla luce un capitolo straordinario della storia italiana: l’emigrazione degli anni ’50 raccontata attraverso un programma radiofonico per italoamericani. Il podcast, arricchito da un eccezionale archivio sonoro, esplora come la trasmissione radiofonica ideata a New York abbia connesso migliaia di famiglie separate dall’oceano.

Il podcast numero 5: “La voce di Bianca”

Nel quinto episodio, intitolato “La voce di Bianca”, Cristiano racconta una storia commovente e inaspettata che parla bellunese. Nel 1954, Linda Capraro, residente in New Jersey, spedisce dieci etichette di pelati per far registrare un messaggio ai suoi parenti di Castion, in Veneto. In questo viaggio tra passato e presente, Cristiano incontra uno storico locale che fa ascoltare la registrazione in paese. La sorpresa è grande quando una vicina riconosce molte voci familiari, tra cui quella della sorella Bianca, scomparsa da alcuni anni e bambina all’epoca della registrazione.

Il racconto si sposta poi verso il Cadore, dove Gianni, un’ex guida alpina, narra storie sull’emigrazione dalla montagna verso gli Stati Uniti, offrendo uno spaccato di vita e di speranze che attraversano generazioni.

La trasmissione originale: un ponte tra due mondi

Negli anni ’50, una radio di New York lancia “La Grande Famiglia”, un programma sponsorizzato da un’azienda di pomodoro. Il format, semplice ma geniale, prevedeva che in cambio di dieci etichette come prova d’acquisto un inviato registrasse le voci dei parenti in Italia. In un’epoca senza telefoni, il programma rappresentava per molti l’unico legame con la terra d’origine.

Un archivio sonoro unico

Nel 2022, Cristiano Barducci scopre un archivio di migliaia di dischi con le registrazioni della trasmissione, custoditi negli Stati Uniti. Questo tesoro diventa il punto di partenza per una ricerca che riannoda i fili di memorie personali e collettive, trasformandosi in un racconto universale sull’emigrazione e sull’identità.

Il commento di Oscar De Bona

Oscar De Bona, presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, ha elogiato il progetto, affermando: «Ringrazio Cristiano Barducci per questo progetto che porta alla memoria la storia dell’emigrazione italiana e, nel nostro caso, di quella bellunese. Invito tutti ad ascoltare questa serie disponibile in podcast e mi auguro che si possa ancora collaborare con Cristiano per altri progetti similari».

”La Grande Famiglia” è molto più di un podcast: è un viaggio emozionante nel tempo e nello spazio, che celebra i legami familiari e la resilienza di chi ha attraversato mari e continenti. Non perdere i nuovi episodi disponibili su Rai Play Sound a partire dal 13 gennaio 2025. Puoi ascoltare questa straordinaria serie al seguente link: La Grande Famiglia su Rai Play Sound.

Anna Tormen: dal Bellunese a Montreal, una storia di determinazione e passione nello spazio e nell’aviazione civile

Anna Tormen

La giovane Anna Tormen, originaria di Limana e cresciuta a Belluno, sarà la protagonista della puntata di Emigrazione 2.0, in onda sabato 11 gennaio alle 20.30 su Radio ABM, la webradio dell’Associazione Bellunesi nel Mondo. L’intervista, trasmessa in streaming, racconta il percorso di una donna che ha saputo trasformare la sua passione per il diritto spaziale in una carriera internazionale nell’aviazione civile.

Anna descrive la sua storia come quella di una ragazza curiosa e intraprendente, sempre alla ricerca di nuove sfide: «Sono cresciuta a Belluno, nata a Limana, quindi localissima. Dopo il liceo linguistico, mi sono iscritta all’università senza idee chiare, scegliendo Giurisprudenza. Durante il Covid ho scoperto la mia passione per il diritto dell’aria e dello spazio, ed è stato questo interesse a portarmi a Montreal».

Dal Bellunese al Canada: un viaggio di crescita personale e professionale

Trasferirsi a Montreal non è stato semplice. «Quando fai un grande cambiamento, sei in “modalità performance”. Ti concentri sulla logistica e nulla ti ferma. Non avevo contatti in Canada, ma ero mentalmente pronta ad affrontare la sfida», spiega Anna, che ha trovato nella città un mix unico di culture europee e nordamericane. L’esperienza interculturale vissuta durante un anno di studio negli Stati Uniti durante il liceo è stata cruciale: «Quando sono andata a Montreal, l’ho trovata cosmopolita, diversa e accogliente. Questo mi ha aiutata a integrarmi, soprattutto perché la mia classe di studio era composta da persone provenienti da tutto il mondo».

Una carriera nell’aviazione civile

Oggi Anna lavora per Airports Council International (ACI), un’organizzazione internazionale che rappresenta gli aeroporti presso le istituzioni governative. «Il mio lavoro consiste nel garantire che le esigenze degli aeroporti siano comunicate ai rappresentanti diplomatici. Ad esempio, se un aeroporto ha bisogno di X, noi ci assicuriamo che venga discusso davanti ai governi», racconta.

Nonostante la giovane età, Anna è entusiasta delle responsabilità che le sono state affidate: «È un lavoro stimolante e dinamico. Anche se per ora non viaggio molto, lavorare con colleghi internazionali è incredibilmente arricchente».

Il legame con Belluno e un messaggio ai giovani

Nonostante il successo in Canada, Anna mantiene un forte legame con la sua terra d’origine. «Di Belluno mi manca il mercato del sabato mattina. È un’esperienza unica: l’atmosfera conviviale, scambiare due chiacchiere davanti a un caffè… sono emozioni che solo un piccolo centro può regalare».

Parlando dello spopolamento e delle difficoltà della provincia di Belluno, Anna riflette sull’importanza di valorizzare i giovani: «Dare fiducia ai giovani e creare opportunità concrete è fondamentale. Dopo anni di studio, una persona vuole sentirsi apprezzata e riconosciuta, sia professionalmete che economicamente».

Ai giovani che desiderano intraprendere un percorso simile al suo, Anna offre un consiglio diretto: «Provateci. Non abbiate paura di cambiare strada. Ogni esperienza, anche se sembra sbagliata, vi arricchisce. Lasciatevi ispirare dalle vostre passioni e non rimanete incatenati ai percorsi tradizionali».

Un futuro ancora da scrivere

Quando le viene chiesto dove si vede tra qualche anno, Anna risponde con pragmatismo: «Il Canada è il posto giusto per me ora, ma non escludo nulla per il futuro. La vita è piena di sorprese».

L’intervista sarà disponibile in streaming su Radio ABM (www.bellunesinelmondo.it/radio-abm) e promette di ispirare chiunque stia pensando di intraprendere un percorso all’estero o di esplorare nuove opportunità professionali. Anna Tormen è la dimostrazione di come curiosità, determinazione e passione possano aprire porte verso orizzonti inaspettati.

La Serenissima alla scoperta del mondo. Appuntamento all’Abm il 18 gennaio

Un viaggio mozzafiato attraverso novecento città del mondo. Sessantasei itinerari tra Indie e Asia, Egitto e Africa, Europa e Americhe per imbarcarsi con i grandi esploratori della Repubblica di Venezia e rivivere le loro epiche avventure.
Un affresco dettagliato del passato, ricostruito attraverso diari di viaggio, relazioni, memorie e diari di bordo.

Sabato 18 gennaio, alle ore 16:00, presso la sala riunioni dell’Abm (Via Cavour 3 a Belluno), verrà proposto l’incontro con il prof. Davide Busato, storico e archeologo.

L’evento proporrà un’analisi dei viaggi compiuti dagli esploratori della Repubblica di Venezia tra il XV e il XVIII secolo, documentando oltre novecento città del mondo.

Basandosi su diari di viaggio, relazioni, memorie e diari di bordo, l’appuntamento offrirà una ricostruzione dettagliata delle rotte seguite e delle esperienze vissute in sessantasei distinti itinerari, suddivisi per macro-aree geografiche: Indie e Asia, Egitto e Africa, Europa e Americhe.

Tra le figure di rilievo che verranno presentate: Marco Polo, mercante veneziano e autore de “Il Milione”, per le sue esplorazioni in Cina e in Oriente. Alvise Ca’ da Mosto, primo navigatore a raggiungere le isole di Capo Verde. Vincenzo Coronelli, noto geografo e cartografo, autore di numerose opere sulle città europee. Antonio Pigafetta, viaggiatore vicentino che prese parte alla spedizione di Magellano e circumnavigò il globo.

L’ospite – Davide Busato, laureato in Storia e in Archeologia, docente di lettere, socio fondatore assieme all’archeologa Paola Sfameni di Arcomai Studio Associato.

Ha pubblicato numerosi saggi tra i quali Metamorfosi di un litorale. Origine e sviluppo dell’isola di Sant’Erasmo nella laguna di Venezia (Marsilio 2006), I serial Killer della Serenissima: assassini, sadici e stupratori della Repubblica di Venezia (Helvetia 2012), Venezia Criminale: delitti e misteri del ‘700 (Helvetia 2013), Laguna di sangue: cronaca nera veneziana di fine Ottocento (Helvetia 2016), Tonache di Sangue. Assassini, briganti e sicari del clero (Rusconi Libri 2018).

Nel 2018 inizia la collaborazione con Mediaset nel programma Sempre Verde con Daniela Sardella affiancandola nelle puntate di Venezia misteriosa, Roma criminale, Torino criminale e tra il 2020 e il 2021 registra le puntate su Venezia e Giacomo Casanova e Venezia e la Follia.

Nel 2021 inizia la collaborazione con l’Editore De Bastiani per il quale pubblica: Boia, sicari e Sbirri. I mestieri “neri” della Serenissima; Delitti in famiglia. Al tempo dei Dogi; Crimini a tavola. Racconti di cronaca nera nelle cucine della Serenissima.


Per informazioni:

Tel. 0437 941160
email: biblioteca.migrazioni@bellunesielmondo.it
FB: bibliotecaemigrazione

Clicca QUI per visualizzare la locandina.

Servizio Civile Universale: un’opportunità per i giovani con l’Associazione Bellunesi nel Mondo

Servizio Civile Universale

Il Servizio Civile Universale apre nuove porte per i giovani interessati a un’esperienza formativa unica. È stato pubblicato il bando di selezione per 62.549 operatori volontari, tra cui 1 posto disponibile presso l’Associazione Bellunesi nel Mondo (Abm). I candidati avranno tempo fino alle ore 14:00 del 18 febbraio 2025 per inviare la propria candidatura online.

Un progetto per una comunità educante

L’Abm partecipa al progetto “Condivisioni per una comunità educante”, inserito nel settore “educazione e promozione culturale, paesaggistica e ambientale, turismo sostenibile e sociale, e sport/educazione e promozione dei diritti del cittadino”. Il volontario selezionato avrà l’opportunità di lavorare in un ambiente dinamico e stimolante, contribuendo a iniziative che spaziano dalla promozione culturale alla valorizzazione del territorio.

Come partecipare al bando

La domanda di partecipazione deve essere compilata esclusivamente online, seguendo le istruzioni disponibili sul sito dell’Associazione Comuni della Marca Trevigiana, che gestisce i bandi di Servizio Civile anche per la provincia di Belluno.

Per chi necessita di assistenza, è disponibile uno sportello informativo online, attivo il martedì dalle 10:00 alle 11:00 e il giovedì dalle 15:00 alle 16:00. È inoltre possibile contattare l’Associazione Comuni della Marca Trevigiana al numero 0422.383338 per ulteriori informazioni.

Un’opportunità per crescere

Oscar De Bona, presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, sottolinea l’importanza di questa esperienza:
«È una grande opportunità per una vera esperienza lavorativa in un ambiente dinamico come l’Abm, che spazia con strumenti innovativi come la webradio, il museo interattivo, la rivista Bellunesi nel Mondo, la biblioteca, il centro studi Aletheia e molto altro».

Perché scegliere il Servizio Civile Universale?

Il Servizio Civile Universale offre ai giovani l’opportunità di accrescere competenze personali e professionali, contribuire attivamente al miglioramento della società e scoprire nuove realtà culturali e lavorative. Con il progetto proposto dall’Abm, i partecipanti potranno vivere un’esperienza unica, immersi nella promozione della cultura bellunese e nel contesto di un’organizzazione riconosciuta per il suo impegno a livello locale e internazionale.

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