Coronavirus. Aggiornamenti dalla Romania

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Dal 27 luglio sono soggetti a isolamento fiduciario per 14 giorni i viaggiatori in arrivo in Romania che abbiano soggiornato nei 14 precedenti l’ingresso in uno dei seguenti Paesi/territori:, Arabia Saudita, Argentina, Armenia, Azerbaigian, Bahrein, Bolivia, Bosnia-Erzegovina. Brasile. Capo Verde. Ciile, Colombia, Costa Rica, Ecuador, El Salvador, Eswatini (Swaziland), Guatemala, Honduras, Isole Turks e Caicos, Isole Vergini americane, Iraq, Israele, Kazakistan, Kirghizistan, Kosovo, Kuwait, Lussemburgo, Macedonia del Nord, Maldive, Messico, Moldavia, Montenegro, Oman, Palestina, Panama, Perù, Porto Rico, Qatar, Repubblica Dominicana, Russia, Serbia, Singapore, Stati Uniti d’America, Sudafrica e Suriname.
Sono previste alcune eccezioni, per le quali si rimanda alla sezione Situazione Sanitaria di questa Scheda. L’elenco dei Paesi è soggetto a revisione periodica e viene pubblicato settimanalmente dall’Istituto Nazionale di Sanità Pubblica romeno (http://www.cnscbt.ro/index.php/liste-zone-afectate-covid-19.
A partire dal 16 luglio 2020, con Decreto governativo, è stato prorogato di 30 giorni lo stato di allerta in tutto il Paese.
Le persone in isolamento domiciliare che sviluppano sintomi da contagio devono contattare il numero unico di emergenza 112; il personale medico farà una valutazione clinica e raccoglierà prove biologiche per l’effettuazione del test.
Per maggiori informazioni si rimanda al sito dell’Ambasciata d’Italia a Bucarest https://ambbucarest.esteri.it/ambasciata_bucarest/it/archivio-news/coronavirus.html.

INGRESSI DALLA ROMANIA: il Ministro della Salute italiano ha disposto che, dal 24 al 31 luglio, alle persone che intendono fare ingresso nel territorio nazionale e che nei quattordici giorni antecedenti hanno soggiornato o transitato in Romania, si applica l’obbligo di sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario come da DPCM 11 giugno 2020. L’obbligo di sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario non si applica all’equipaggio dei mezzi di trasporto e al personale viaggiante dei mezzi di trasporto.

Fonte: www.viaggiaresicuri.it

Coronavirus. Aggiornamenti dalla Costarica

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Le autorità locali, a partire dal 1 agosto, richiedono ai viaggiatori in ingresso per motivi di turismo: 
un certificato che dimostri il risultato negativo del test PCR del coronavirus nelle 48 ore precedenti il viaggio;la compilazione di un modulo digitale epidemiologico della “Caja de Seguro Social” che sarà disponibile in varie lingue;l’acquisto di un’assicurazione di viaggio che copra le spese di alloggio in caso di quarantena e spese mediche nel caso di ricovero per il coronavirus.

Inoltre, all’atterraggio in Costa Rica, i viaggiatori dovranno:
1. Indossare una mascherina;
2. Rispettare il protocollo di sicurezza sanitaria in aeroporto;
3. Rispettare il distanziamento sociale.
Si ricorda che, in base alla normativa italiana vigente, sono ancora vietati gli spostamenti per turismo al di fuori dei Paesi UE/Schengen e micro Stati.

Fonte: www.viaggiaresicuri.it

Coronavirus. Aggiornamenti dal Libano

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L’Aeroporto internazionale di Beirut ha riaperto parzialmente il 1 luglio, con capacità limitata al 10% e collegamenti molto ridotti.Tutti i passeggeri in arrivo saranno sottoposti al test PCR per il COVID-19 e dovranno attenersi a misure specifiche in funzione del Paese di provenienza. (la MEA riporta le disposizioni sul PCR (tampome) applicabili all’ingresso in Libano a questo link). I passeggeri provenienti da alcuni paesi, fra cui l’Italia, saranno posti in isolamento per 24 ore in hotel designati dalle autorità libanesi.Si raccomanda di informarsi presso la rappresentanza diplomatica libanese competente e la compagnia aerea prima di intraprendere viaggi. E’ richiesta a tutti i passeggeri in arrivo la disponibilita’ di un’assicurazione sanitaria che copra i costi di un’eventuale terapia/ricovero per COVID-19 durante tutto il soggiorno in Libano.Chiunque entri in Libano deve riempire il formulario online del Ministero della Salute, disponibile cliccando qui, grazie al quale viene monitorato a distanza lo stato di salute del viaggiatore, residente o temporaneo.I transiti dalla frontiera siriana verso l’Aeroporto di Beirut sono consentiti sulla base di specifici requisiti e richiedono la presentazione di un test PCR negativo eseguito prima dell’attraversamento della frontiera.Prosegue la progressiva riapertura delle attivita’ pubbliche e private. E’ richiesto l’uso della mascherina negli spazi pubblici e nei veicoli. Si raccomanda a chi si trova in Libano di rispettare le indicazioni delle Autorità locali e di cooperare con le forze di sicurezza in caso di controlli.Per ulteriori informazioni consultare www.ambbeirut.esteri.it. Aggiornamenti sul COVID-19 disponibili sull’account twitter @WHOLebanon. Sono attivi dal Libano i numeri utili del Ministero della Salute 1214, del Servizio di medicina preventiva 01/843769 – 01/830300 Ext: 435-436-437 del Centro di quarantena all’aeroporto di Beirut 01/629 352 e +961 3 282 258 del Programma di sorveglianza epidemiologica: 01/614194 – 01/614196

Fonte: www.viaggiaresicuri.it

Coronavirus. Fino al 31 luglio vietato l’ingresso in Italia per 16 Paesi

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Fino al 31 luglio è vietato l’ingresso in Italia alle persone che, nei 14 giorni antecedenti, hanno soggiornato o sono transitate per uno dei seguenti Paesi: Armenia, Bahrein, Bangladesh, Brasile, Bosnia Erzegovina, Cile, Kosovo, Kuwait, Macedonia del nord, Moldova, Montenegro, Oman, Panama, Perù, Repubblica dominicana, Serbia.

Fanno eccezione i cittadini di Paesi UE (Italia inclusa), Schengen, del Regno Unito, di Andorra, del Principato di Monaco, della Repubblica di San Marino o dello Stato della Città del Vaticano e per i loro stretti familiari (discendenti e ascendenti conviventi, coniuge, parte di unione civile, partner stabile), a condizione che siano residenti anagraficamente in Italia da prima del 9 luglio 2020 o da prima del 16 luglio (per Kosovo, Montenegro e Serbia). Si raccomanda di consultare le Domande Frequenti consultabili cliccando qui.

Coronavirus. Aggiornamenti dall’Austria

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Nell’ambito dell’allentamento delle misure del COVID-19, le Autorità hanno disposto che a partire dal 16 giugno i residenti o domiciliati in Austria o negli altri Paesi appartenenti allo Spazio UE-SEE + Svizzera (esclusi Svezia, Portogallo e Regno Unito) possano far ingresso in Austria via terra o via aerea senza obbligo di presentare un certificato medico che attesti la negatività al test del Coronavirus e senza obbligo di autoisolamento, qualora provengano dagli stessi Stati sopra individuati con cui è stata ripristinata la libera circolazione e purché non abbiano soggiornato negli ultimi 14 giorni in uno Stato diverso.

L’allentamento riguarda dunque anche i residenti in Italia, in provenienza dallo stesso Paese o da uno degli altri Stati europei con cui è stata ripristinata la libertà di circolazione e che non siano stati in un Paese diverso da questi (o dall’Austria) negli ultimi 14 giorni. Le nuove misure si applicano provvisoriamente fino al 30 settembre. Sono state rimosse le restrizioni in ingresso per chi proviene dal distretto di Gütersloh in Germania. L’accesso dalla Germania in Austria è quindi libero.

Dal 16 luglio riprendono i collegamenti aerei diretti tra Austria e Lombardia. Dal 16 al 31 luglio resta il divieto di atterraggio sul suolo austriaco per i velivoli provenienti da Repubblica Popolare Cinese, Repubblica Islamica dell’Iran, Bielorussia, Portogallo, Regno Unito, Svezia, Federazione Russa e Ucraina, a cui si aggiungono i voli provenienti dall’Egitto, dalla Serbia, dal Kosovo, dal Montenegro, dalla Macedonia del Nord, dall’Albania, dalla Bosnia Erzegovina, dalla Romania, dalla Bulgaria e dalla Moldavia. Dal 15 giugno sono in graduale ripresa i collegamenti ferroviari con l’Italia.

Per ulteriori informazioni circa i piani di volo specifici e aggiornamenti si invita a consultare sempre il sito della compagnia aerea di riferimento o, per gli spostamenti in treno, il sito delle ferrovie austriache, https://www.oebb.at/ (disponibile anche in italiano https://www.obb-italia.com/it/).

Fonte: www.viaggiaresicuri.it

Coronavirus. Aggiornamenti dal Canada

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Permane, dal 18 marzo, il divieto di ingresso in Canada per i cittadini stranieri, fino al 31 luglio 2020 con possibilità di proroga, con l’eccezione di residenti permanenti, equipaggi aerei, diplomatici, nonché congiunti di cittadini canadesi. La frontiera con gli Stati Uniti rimane chiusa fino almeno al 21 agosto. Per informazioni consultare i siti web del Governo e della Canada Border Services Agency.

L’ingresso e’ consentito solo per motivi essenziali e vige l’obbligo della quarantena per coloro i quali vengono fatti eccezionalmente entrare (obbligo esteso attualmente fino al 30 agosto). Dal 30 marzo, vige l’applicazione del “Quarantine Act”, che impone l’autoisolamento obbligatorio per chi fa ingresso nel Paese, con una sanzione fino a 750.000 dollari canadesi e/o l’arresto fino a 6 mesi per chi viola tale obbligo. Tutti i viaggiatori provenienti dall’estero devono porsi in autoisolamento domiciliare di 14 giorni e comunicare alle autorità sanitarie il loro rientro in Canada entro 24 ore.

I lavoratori temporanei stranieri e gli studenti internazionali che si trovavano all’estero il 18 marzo u.s. potranno fare ingresso nel Paese, a condizione che la validità del permesso di lavoro o del visto di studio fosse stata già definita a quella data. Una volta entrati in Canada, gli appartenenti a tali categorie saranno sottoposti ad “autoisolamento obbligatorio” per un periodo di 14 giorni, fatta eccezione per i lavoratori temporanei del settore sanitario.

Controlli più accurati sono effettuati presso gli aeroporti, ove gli Agenti di frontiera possono disporre il trasferimento di coloro i quali presentino sintomi di infezione dal virus presso strutture ospedaliere per accertamenti sanitari. A partire dal 20 aprile 2020 i passeggeri in partenza dagli aeroporti canadesi sono obbligati ad indossare delle mascherine o altre coperture facciali (https://www.canada.ca/en/transport-canada/news/2020/04/use-of-non-medical-masks-or-face-coverings-in-the-canadian-transportation-system.html). Il transito aeroportuale è consentito solo con arrivo e ripartenza dallo stesso aeroporto entro le 24 ore, durante le quali i viaggiatori devono rimanere nell’area sterile dell’aeroporto stesso, senza passare la dogana, senza ritirare i bagagli e senza spostarsi da un terminal all’altro (l’aeroporto Pearson di Toronto non consente attualmente il transito notturno). Inoltre le autorità canadesi richiedono ai visitatori in transito di ottenere un’autorizzazione elettronica di viaggio (eTA), a meno che non siano già in possesso di un visto canadese valido o di una carta di residente permanente. Per ulteriori informazioni è necessario contattare l’Ambasciata o il Consolato canadese più vicino. Dal 18 marzo, i voli internazionali sono concentrati solo su 4 aeroporti: Toronto, Montreal, Vancouver e Calgary. Gli altri aeroporti canadesi continueranno ad assicurare i voli interni ed i voli provenienti limitatamente da USA, Messico, Caraibi e St. Pierre e Miquelon. Le compagnie aeree sono tenute ad impedire l’imbarco, sui voli diretti in Canada, dei passeggeri che mostrano una sintomatologia compatibile con l’infezione da COVID-19. Inoltre, dal 30 marzo, è impedito l’imbarco sulle tratte interne di aerei, treni e autobus per quei passeggeri che mostrano sintomi riconducibili all’infezione da coronavirus.

La compagnia aerea Air Canada ha ripreso ad operare voli diretti da Montreal e Toronto verso Roma e altre capitali europee. Un elenco delle destinazioni è disponibile cliccando qui. Sono sempre possibili  riduzioni e modifiche nel traffico aereo da/per l’Italia anche da parte di altre compagnie, con scarso preavviso. Si raccomanda di contattare la compagnia aerea di riferimento per informazioni sullo stato del proprio volo e per l’individuazione di rotte alternative per rientrare in Italia. 

Fonte: www.viaggiaresicuri.it

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