Una giornata di emozioni, tradizioni e legami internazionali ha animato Seren del Grappa, che ha ospitato la Festa dell’Emigrante. L’evento, caratterizzato da una straordinaria partecipazione e significato, ha celebrato le radici e l’identità del territorio bellunese in un clima di festa e condivisione.
La giornata è iniziata con la XXIV edizione del Premio Internazionale “Bellunesi che onorano la provincia di Belluno in Italia e all’estero”, un prestigioso riconoscimento che valorizza chi porta alto il nome del Bellunese nel mondo. La cerimonia ha reso omaggio all’impegno e ai successi di tanti emigranti e discendenti, simbolo del legame tra tradizione e modernità.
Dopo la premiazione, un caloroso pranzo comunitario ha riunito quasi 200 persone, rafforzando il senso di appartenenza e amicizia. Tra i momenti più significativi, la presenza di una delegazione brasiliana composta da discendenti di emigranti bellunesi residenti a Nova Belluno (Brasile), incluso un assessore comunale, a testimonianza del profondo legame che unisce le due comunità.
La manifestazione è stata arricchita dai saluti istituzionali del sindaco Dario Scopel, della sua vice Denise Guadagnin, del presidente di Radici VeneteWalter Brunello e del presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, Oscar De Bona. La conduzione è stata affidata a Elena Bettin, consigliera del Comune di Seren del Grappa, che ha guidato con maestria ogni momento della giornata.
Ad animare l’evento sono state le coinvolgenti esibizioni della banda di Arsiè e del Gruppo Folk di Cesiomaggiore, che hanno regalato momenti di allegria e tradizione, riportando in vita il ricco patrimonio culturale bellunese.
Un ruolo fondamentale nell’organizzazione della giornata lo ha avuto la Pro Loco di Seren del Grappa, che ha curato l’ottimo pranzo, insieme ai tanti volontari che hanno lavorato con passione per rendere l’evento un successo.
L’iniziativa è stata possibile grazie al sostegno del PNRR “Turismo delle radici”, un progetto che punta a riscoprire e valorizzare la memoria e l’identità dei territori, costruendo un ponte tra passato e futuro.
«Radici che ci uniscono, emozioni che ci portano lontano»: questo lo spirito della giornata, che ha sottolineato l’importanza di mantenere vivo il legame con le proprie origini, celebrando i valori e le tradizioni che ci definiscono.
Da Cambridge agli Stati Uniti, passando per la Svizzera e Roma. Un mappamondo concentrato nella sala teatro di Rasai (Seren del Grappa) per il Premio internazionale “Bellunesi che onorano la provincia in Italia e nel mondo”, organizzato da Provincia, Abm e Rotary Club. Una “festa dell’orgoglio delle radici”, come è stata definita, e un riconoscimento al lavoro silenzioso di tanti migranti che, con la valigia in mano, hanno lasciato il Bellunese per costruire un futuro e portare benessere alla terra d’origine.
«Per anni i nostri compaesani sono emigrati dal Bellunese per cercare fortuna altrove. In molti casi sono scappati dalla povertà, dalla fame. Lo hanno fatto con grandissima dignità e hanno esportato, nella loro valigia, la determinazione, la voglia di lavorare, la concretezza dolomitica. Oggi l’emigrazione è un fenomeno diverso, perché siamo diventati una provincia ricca, in cui lavoro e benessere non mancano. Non si scappa, ma qualcuno sceglie di provare un’esperienza all’estero in cerca di studio, stimoli, carriera. Chi esce dal Bellunese è cittadino del mondo e consapevole di esserlo, ma come dimostra questo premio, cittadino del mondo con il cuore tra le Dolomiti» ha detto il presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin.
Anche Oscar De Bona, presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, ha preso la parola, ringraziando tutti i premiati, le Famiglie Bellunesi e gli ex emigranti presenti. «Questo premio è la dimostrazione di quanto i valori bellunesi siano vivi e rappresentati ovunque nel mondo. Ma oggi è anche l’occasione per ricordare alcune figure storiche dell’emigrazione bellunese che ci hanno lasciato recentemente, il cui ricordo resterà sempre con noi».
Enzo Guarnieri, presidente del Rotary Club Belluno, ha sottolineato l’importanza di dare spazio ai giovani. «I nostri ragazzi, con il loro coraggio e le loro esperienze all’estero, rappresentano un esempio per il Bellunese e un motivo di orgoglio, dimostrando che il legame con le proprie radici non si spezza mai, anche a distanza».
Durante la cerimonia è stata consegnata anche la borsa di studio “Famiglia Bellunese di Milano” a Sabrina De Pra, premiata per il suo impegno e il talento. A consegnarla sono stati Samanta Cornaviera e Daniele Dall’Ò, rispettivamente presidente e tesoriere della Famiglia Bellunese di Milano, insieme a Patrizia Burigo, vicepresidente dell’Abm.
Il sindaco di Seren del Grappa, Dario Scopel, ha ricordato l’importanza del premio per la comunità locale. «Seren del Grappa è una terra di emigrazione, e ospitare questo evento ci rende profondamente orgogliosi, perché qui celebriamo chi ha portato alto il nome del Bellunese nel mondo».
La premiazione è stata condotta dal giornalista Nicola Maccagnan, che ha accompagnato il pubblico in un viaggio tra storie di resilienza, sacrificio e successo.
I PREMIATI
Per il settore economico, imprenditoriale e professionale, il premio è stato assegnato a Ferdinando Samaria, imprenditore e ricercatore nel campo dell’intelligenza artificiale, docente a Cambridge in Finanza decentralizzata e Moneta digitale. «La cosa più importante da dire è che i soldi si guadagnano lavorando e non con la finanza» ha detto dal palco il premiato. «La tecnologia ci aiuta molto, ma stiamo attenti alle conseguenze sui giovani».
Per il settore istituzioni, arte e cultura il premio è andato a Paola De Martin e a Michele Rech, in arte ZeroCalcare. La prima è una ricercatrice e docente con una vasta esperienza nel campo delle scienze umanistiche, in particolare nella storia culturale e nell’intersezione tra arte e società. Nata a Zurigo, è co-curatrice del progetto etnografico e artistico “Schwarzenbach-Komplex,” che esplora la memoria del razzismo e della resistenza in Svizzera. Dal palco ha ringraziato tutti coloro che hanno permesso alla seconda e terza generazione di migranti di emergere. «Se la Svizzera è bella e pulita è grazie ai migranti italiani che l’hanno costruita e pulita. È grazie a loro se le generazioni come la mia hanno potuto aprire le ali e volare».
ZeroCalcare, noto fumettista, ha ricordato il proprio legame profondo con Seren del Grappa, dove la scuola media è intitolata al nonno Leonida Rech. «Le storie di chi ha lasciato la terra bellunese mi stanno emozionando» ha detto nel ritirare il premio. «Noi siamo la somma degli individui che ci hanno preceduto. Mio nonno sarebbe contento di sapermi qua. Io non vengo associato ai bellunesi nel mondo, ma a parte le cadute nello Stizzon da ragazzino, ho ancora un legame con questa terra».
Per il settore sociale e solidaristico il riconoscimento è andato a Mariaelena Pierobon, di Longarone, professoressa in Virginia (Usa) dove studia e approfondisce metodi brevettati per la rilevazione e il controllo del cancro. «Sono nata a Belluno e qui ho imparato la resilienza, che mi ha reso possibile l’adattamento in un Paese straniero» ha detto. «Questo premio va anche a chi si è sacrificato per permettere a me di studiare e fare carriera».
Sempre di Longarone il premio speciale “Barcelloni Corte – De Martin Modolado”, che è andato a Gioachino Bratti, già sindaco della ricostruzione post Vajont. Bratti ha sottolineato il carico di umanità degli emigranti bellunesi, come valore aggiunto oltre alle capacità per cui si sono distinti nel lavoro e nella vita.
Infine, premio alla memoria a Claudio Colmanet, il violinista e direttore d’orchestra scomparso un anno fa.
Venerdì 29 novembre 2024, nella Sala Conferenze dell’Area Megalitica di Corso Saint-Martin-de-Corléans, si terrà il convegno internazionale “Le migrazioni nelle Alpi”, un appuntamento di grande rilievo che affronterà temi cruciali come lo spopolamento delle aree montane e la conservazione del patrimonio culturale delle Alpi. Questo evento vedrà la partecipazione anche di Oscar De Bona, presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo (ABM) e dell’UNAIE – Unione Nazionale Associazioni Immigrati ed Emigrati, il quale interverrà con una riflessione sul ruolo delle associazioni nel conservare e trasmettere l’identità delle comunità alpine.
De Bona, in qualità di presidente di entrambe le realtà, avrà un intervento dal titolo “Custodire la montagna, connettere le generazioni: l’Associazione Bellunesi nel Mondo come ponte per il futuro delle Dolomiti”. A proposito dell’importanza dell’evento, De Bona ha dichiarato: «Sono onorato di partecipare a questo importante convegno che ha l’obiettivo di mettere le nostre Associazioni a disposizione del nostro Paese per fronteggiare lo spettro dello spopolamento. Mi auguro che siano presenti numerose autorità politiche a livello locale, provinciale, regionale e nazionale questo per fargli capire le potenzialità del nostro associazionismo». Le sue parole mettono in evidenza la necessità di un impegno comune per il futuro delle zone montane, che spesso soffrono di un progressivo abbandono delle proprie comunità.
Il convegno, che si svolgerà dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 18.00, vedrà una serie di interventi da parte di esperti, istituzioni locali e rappresentanti delle associazioni alpine, trattando tematiche legate alle migrazioni e allo sviluppo delle aree montane. Durante la mattina, dopo i saluti istituzionali da parte di Marlène Domaine, sindaco di Saint-Nicolas, e Luciano Caveri, Assessore agli Affari europei, Innovazione, PNRR e Politiche nazionali per la montagna, sarà il turno di Jean-Pierre Martin Perolino, presidente del Comité Fédéral des Sociétés d’Emigrés Valdôtains (COFESEV), che parlerà dell’emigrazione valdostana nel mondo. Successivamente, De Bona proporrà la sua riflessione sul ruolo dell’Associazione Bellunesi nel Mondo come elemento di continuità tra generazioni e di sviluppo per le Dolomiti. L’evento proseguirà con un intervento di Laurent Rigaud, presidente dei Savoyards du Monde, che tratterà del fenomeno dell’emigrazione savoiarda e della carenza di manodopera nelle montagne. In seguito, Maurizio Tomasi, direttore della rivista Trentini nel Mondo, esplorerà le novità e la continuità dell’emigrazione trentina, e Luigi Papais, consigliere dell’Ente Friuli nel Mondo, discuterà delle sfide intergenerazionali e delle opportunità future per le comunità friulane.
Nel pomeriggio, i saluti istituzionali lasceranno spazio a temi che affrontano la sostenibilità delle montagne in un contesto di spopolamento crescente. Andrea Membretti, sociologo delle Università di Pavia e Torino, interverrà sul tema delle “migrazioni verticali”, mentre Davide Rosso, storico e giornalista, rifletterà sulla mobilità della popolazione valdese tra le Alpi, l’Europa e le Americhe. Successivamente, Geremia Gomboso, presidente dell’Istituto Ladin Furlan Pre Checo Placerean, parlerà del ruolo cruciale della pianificazione urbanistica nel contrastare lo spopolamento montano. La giornata si concluderà con un’analisi delle migrazioni di ritorno nell’arco alpino, a cura di Valerio Larcher, docente di Filosofia e Storia, e un approfondimento sul futuro della Valle d’Aosta a cura di Michela Ceccarelli, docente di francese e consigliere del Comitato scientifico della Fondation E. Chanoux.
Il convegno si preannuncia come un’occasione di grande valore per discutere delle sfide e delle opportunità per il futuro delle comunità alpine. Grazie alla partecipazione di esperti e rappresentanti delle diverse realtà associative, si cercherà di individuare soluzioni concrete per preservare il patrimonio montano, promuovendo la crescita economica e la sostenibilità sociale. L’Associazione Bellunesi nel Mondo e l’UNAIE, con la guida di Oscar De Bona, continuano a essere protagonisti del dialogo tra le diverse regioni alpine, in un percorso che guarda al futuro con un forte impegno per le nuove generazioni.
Nuova eruzione vulcanica nell’area di Svartsengi, a sud di Stóraskógafel, nella penisola di Reykjanes, in Islanda.
Lo segnala l’Ambasciata d’Italia a Oslo, che spiega: «La città di Grindavik è stata evacuata. Le autorità islandesi esercitano un costante monitoraggio della zona, dove nei mesi scorsi si sono già susseguite varie eruzioni».
Ai connazionali nel Paese è raccomandato di evitare le zone interdette e di effettuare un costante monitoraggio delle informazioni fornite dalle autorità locali.
L’Organizzazione Internazionale Italo-Latino Americana (IILA) propone la quinta edizione del Premio IILA-Cinema, dedicato a registi dei Paesi latinoamericani membri (Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Colombia, Costa Rica, Cuba, Ecuador, El Salvador, Guatemala, Haiti, Honduras, Messico, Nicaragua, Panama, Paraguay, Perù, Repubblica Dominicana, Uruguay e Venezuela).
Il premio sarà conferito nel corso di un evento speciale nell’ambito de “La Nueva Ola”, 18° Festival del Cinema Spagnolo e Latinoamericano, che si svolgerà al Cinema Barberini di Roma dal 7 all’11 maggio 2025.
La partecipazione al Premio è aperta a film realizzati da registi di età inferiore ai 40 anni (nati dopo il 1° gennaio 1984) che abbiano realizzato studi cinematografici o audiovisivi.
Potranno partecipare solo i film completati dopo il 1 gennaio 2023.
Il bando, che scade il 20 gennaio 2025, è disponibile sul sito: iila.org.
Incontro con la comunità italiana in Svezia organizzato dal Comites Stoccolma. Appuntamento in programma il 27 novembre.
Nell’occasione, il Comitato presenterà il resoconto dell’attività 2024 e annuncerà i progetti per il 2025. Spazio anche a una sessione di domande e risposte tra i presenti.
Evento al via alle 17.15 presso La Caffetteria del Corso Hötorgpassagen (a Stoccolma). Ulteriori informazioni sono disponibili sulla pagina Facebook del Comites.
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