Morte di don Lorenzo Dell’Andrea. Il cordoglio dell’Associazione Bellunesi nel Mondo

«Siamo addolorati per la morte di don Lorenzo Dell’Andrea – le parole del presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, Oscar De Bona – è stata una figura importante non solo per la Chiesa locale, ma anche per l’intero territorio bellunese attraverso la sua straordinaria opera di comunicatore con Telebelluno, L’Amico del Popolo e Radiopiave. Da sempre vicino all’Associazione Bellunesi nel Mondo, sia a titolo personale che professionale, ha dato spazio e voce ai nostri emigranti di ieri e di oggi. Gli siamo grati per quanto ha fatto in oltre mezzo secolo di attività e non mancheremo di ricordarlo».

Parole di cordoglio giungono anche dai presidenti onorari Abm: «Don Lorenzo ha caratterizzato un’epoca, riuscendo ad unire il profondo rispetto per i valori più autentici del cristianesimo ed una visione moderna dei rapporti sia sotto il profilo imprenditoriale sia sotto il profilo delle relazioni umane: Belluno perde un grande sacerdote, ma soprattutto una grande persona», il pensiero di Maurizio Paniz; «Lo avevo conosciuto per la prima volta da cappellano a Longarone, ma gli sarò sempre grato per lo spazio e l’approfondimento che riservava alla nostra Associazione mediante “L’Amico del popolo” e “Telebelluno”. Era una persona aperta, capace e moderna con un forte attaccamento alla sua terra natia, Selva di Cadore», il pensiero di Gioachino Bratti.

Marta Sammartini. Una scultrice bellunese del ‘900

Nata a Belluno nel 1900, discendente da una famiglia bellunese, Marta Sammartini fu una delle poche scultrici del Novecento. Quest’anno ricorre il settantesimo della morte, avvenuta nel maggio 1954, a Pieve di Soligo, dove visse gran parte della sua vita. Trascorse varie estati nella villa di famiglia ad Orzes, alle porte di Belluno, e visse a Venezia, nei palazzi di famiglia ereditati dai Balbi Valier; proprio nella città lagunare ebbe modo di perfezionare gli studi di disegno e arti plastiche, per le quali aveva dimostrato fin da bambina una grande predisposizione.

Nella sua autografia, rivela un episodio di quando aveva cinque anni: “Ricordo che eravamo ad Orzes dove, durante una processione, feci, con altri bambini, raccolta di una grande quantità di cera che sgocciolava dai ceri; la rimodellai e realizzai un vero gregge con i pastori, che poi di nascosto distribuii sull’altare”. Si perfezionò privatamente nell’atelier del cadorino Annibale De Lotto, il quale, in quel periodo, era docente di scultura all’Accademia di Belle Arti.

Iniziò a lavorare la creta fin da giovanissima, scegliendo scenette di bambini e di animali. Pochi anni dopo, allo scoppio della I Guerra mondiale, Marta fu impressionata dagli eventi bellici – lei stessa nel 1917 andò, con la famiglia, profuga a Bologna e Firenze – e realizzò alcune delle opere più importanti della sua carriera. Oltre a dedicarsi alle figure realizzate in bronzo e creta e ai disegni, si perfezionò nella pittura. Scandalizzando i benpensanti, si cimentò anche nella scultura su marmo, allora considerato ancora prerogativa maschile. Negli anni ’30 le sue opere iniziarono ad essere ripetutamente esposte al pubblico: più volte a Venezia, alle Biennali d’arte e alla Fondazione Bevilacqua La Masa, ma anche a Napoli, Padova e Sanremo, per non citare che alcune sedi. Di notevole impatto religioso sono gli affreschi nella Parrocchiale di Pieve di Soligo. Nella sua produzione si possono trovare, quindi, opere di genere, opere ispirate alla Grande Guerra, ritratti e soggetti religiosi, temi che ha trattato con estrema naturalezza, forza ed espressività. Spesso vengono rappresentati anche i suoi famigliari, in particolare le giovani nipoti Tudy e Girolama.

Un suo nipote, Vettor, sfogliando il catalogo, afferma: “Sono due le opere della zia Marta che mi piace evidenziare; una è “Il palombaro”, che raffigura il suo amato, morto durante la Guerra; lo scafandro che indossa evidenzia l’impossibilità di un abbraccio. L’altra opera, invece, è il “Ritratto della signorina Lena Battistella”: un visitatore della mostra se ne invaghì e volle conoscere la modella: si innamorarono e si sposarono.” Tuttavia, il suo capolavoro, realizzato con sensibilità ed acutezza, viene considerato “La madre profuga”: con forza espressiva, è assurto a simbolo femminile della crudeltà della guerra.

Irene Savaris

Cara… bolletta. Proteste accese per i rincari di Valpe anche da parte degli emigranti

Dal 2023 sette comuni del Feltrino si sono affidati per la raccolta dei rifiuti alla società Valpe Ambiente, nata inizialmente per svolgere il servizio nel comune di Sedico, poi per i sedici comuni dell’Agordino, quindi per il Comune di Lamon. Dal 2022 ha ampliato la sua area di azione ai 5 comuni della Valle del Boite e in seguito nei comuni feltrini di Alano di Piave, Arsiè, Cesiomaggiore, Fonzaso, Pedavena e Sovramonte.

A novembre è arrivata nelle case dei sette comuni del Feltrino la seconda bolletta dell’anno, dopo la prima in estate. Ed è scoppiata la protesta: telefonate nei comuni, alla sede della Valpe, post sui social come Facebook. Se ne è discusso anche in consiglio comunale, come nel caso di Lamon. Sono soprattutto i non residenti a protestare. Infatti nei sette comuni del Feltrino si è deciso che la tariffa pagata dai non residenti e quindi anche dagli emigranti sia pari a quella di una famiglia di tre persone: e così, da una cifra annuale attorno agli 80 euro, i non residenti sono passati a pagare circa 250 euro. Anche per chi ha la residenza, la tariffa è aumentata parecchio rispetto agli anni precedenti, ma con differenze notevoli tra comune e comune. Infatti a Lamon, Sovramonte e Fonzaso ci sono stati gli aumenti più importanti, anche del 40 per cento, mentre in paesi come Pedavena e Cesiomaggiore il costo attuale è di poco superiore a quello degli anni precedenti. La differenza dipende da come in passato era gestito il servizio di raccolta rifiuti: molte attività venivano svolte dagli operai del Comune, come lo spazzamento delle strade o la gestione dell’ecocentro. Ora non si può più, le leggi nazionali non lo consentono. E così tutti i costi ambientali (raccolta rifiuti, spazzamento, svuotamento dei cassonetti, ecocentro, ecosportelli) finiscono in un unico conto che deve essere pagato dai cittadini. Nel caso di Lamon il costo totale del servizio è passato da 273mila euro a 513mila euro all’anno, quasi il doppio. E qualcuno, cioè i cittadini, deve coprire il conto.

Nel corso del consiglio comunale del 28 dicembre a Lamon, il sindaco Loris Maccagnan ha ammesso che il Comune sta tenendo sotto controllo, come gli altri comuni del Feltrino, il lavoro svolto da Valpe, che al momento non è soddisfacente: ha giustificato i disagi con il fatto che i dipendenti di Valpe conoscono poco il territorio e le strade. Sulla questione del caro bollette ha spiegato che al termine del primo anno di attività, ad aprile, si farà il bilancio consuntivo, cercando di arrivare ad una riduzione dei costi di gestione che sono stati presentati dalla società (80.000 euro per ogni comune).

Ma perché c’è stato un aumento così forte delle bollette dei non residenti e quindi per gli emigranti? Il sindaco ha spiegato di non aver voluto pesare troppo sui residenti e sulle attività economiche, che sono molto fragili. E quindi si è scelto di gravare di più su chi in paese non risiede o sul residente che in paese ha altre case che non affitta o non vende. Secondo Corinna Largo, consigliere di minoranza, molti decideranno di togliere l’acqua e l’elettricità in vecchie case non abitate, unico modo per non dover pagare anche 250 euro all’anno di rifiuti.

Marcella Corrà

Anche oggi si emigra dal Bellunese. Cresce l’Aire, cala la popolazione residente

Una panoramica di Belluno

57.988. È il numero di bellunesi iscritti all’Aire (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero) al 1° gennaio 2023. Il dato emerge dall’ultima edizione del Rapporto Italiani nel Mondo, l’approfondimento annuale sulla mobilità italiana curato dalla Fondazione Migrantes. La cifra è cresciuta di 1.023 unità rispetto alla stessa data del 2022.
Più della metà (il 53,1%) è formata da iscritti “per nascita”, persone nate all’estero da genitori con cittadinanza italiana, e in questo caso di origine bellunese. Il 12,5% ha tra 0 e 17 anni, il 20,8% tra 18 e 34 anni, il 23,2% tra 35 e 49 anni, il 20,2% tra 50 e 64 anni e il 23,3% ha dai 65 anni in su.

L’incidenza degli iscritti sulla popolazione
Misurando il dato degli iscritti rispetto alla popolazione residente in provincia (198.105 persone, dato Istat), gli Aire incidono per il 29,27%, il valore di gran lunga più alto in Veneto, se si pensa che al secondo posto c’è Treviso con il 16,89%. Da rilevare, peraltro, che nel Bellunese l’Aire è in costante crescita, mentre la popolazione residente è in costante diminuzione.
Interessante, proprio riguardo al rapporto iscritti Aire-residenti, il fatto che nella classifica nazionale dei primi dieci comuni con il più elevato tasso di incidenza degli espatriati sulla popolazione compaia al nono posto una realtà bellunese, Soverzene: 926 Aire e 368 abitanti, con un peso dei residenti all’estero del 251,63%1.

Soverzene in testa
Percentuale che, sempre osservando l’indicatore dell’incidenza, porta Soverzene al primo posto a livello veneto, dove nella graduatoria dei primi dieci ci sono anche Arsiè, terzo (130,6%), Vallada Agordina, quarta (108,0%), Fonzaso, sesto (92,8%), Lamon, ottavo (88,9%), Cibiana di Cadore, nona (83,7%).
Tra i primi venticinque, inoltre, Seren del Grappa, undicesimo (74,0%), Gosaldo, dodicesimo (70,1%), Val di Zoldo, sedicesima (62,3%), Longarone, diciassettesimo (59,4%), Sovramonte, diciannovesimo (56,6%), Cesiomaggiore, ventiduesimo (51,3%), e San Gregorio nelle Alpi, ventitreesimo (49,8%).

I più numerosi
In valori assoluti, il gruppo di Aire bellunesi più numeroso fa capo al comune di Belluno (6.057 iscritti), ottavo nella regione. Al secondo posto in provincia per consistenza di iscritti Borgo Valbelluna (5.218), subito davanti a Feltre (4.249). Di questi tre, però, è proprio Borgo Valbelluna a far rilevare l’incidenza percentuale più elevata di residenti all’estero sulla popolazione, con un dato del 38,9% rispetto al 20,9% di Feltre e al 17,0% del capoluogo.

Uno sguardo al Veneto
Estendendo l’analisi all’intero territorio regionale, gli iscritti in Veneto sono 526.203, il 47,4% dei quali per nascita all’estero. Il loro peso sul numero complessivo di abitanti (4.838.253) è del 10,9%. La fetta più grossa di veneti nel mondo si trova nel continente americano, che da solo raccoglie il 50,8% degli iscritti, davanti a Europa (43,5%), Oceania (3,1%), Asia (1,4%) e Africa (1,2%). Come noto, è soprattutto l’America del Sud a “ospitare” i veneti.

Il Brasile al primo posto
Il solo blocco centro-meridionale di quello che all’epoca della Grande Emigrazione veniva definito il Nuovo Mondo conta più Aire veneti dell’intero Vecchio Continente europeo. Non a caso, la singola nazione che primeggia per presenza di veneti è il Brasile, dove i nostri conterranei sono 164.069, il 31,2% del totale. Cifre che portano il Paese verde-oro a staccare nettamente tutti gli altri, con valori più che doppi rispetto all’Argentina, che si trova al secondo posto con 54.207 iscritti (10,3% del totale). Al terzo posto il Regno Unito, seguito – nei primi dieci – da Svizzera, Francia, Germania, Belgio, Stati Uniti, Spagna, Australia.

Simone Tormen

“Destinazione mondo”. In arrivo un nuovo programma di Radio ABM a cura di Lorenzo Fenti

Radio ABM – voce delle Dolomiti, la webradio dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, si arricchisce con un nuovo programma – realizzato da Lorenzo Fenti, studente universitario bellunese che ha appena terminato il proprio stage nella sede Abm – dal titolo “Destinazione mondo. Storie della nuova generazione bellunese”.

«Questo programma – le parole di Lorenzo Fenti – punta a raccontare le storie delle nuove generazioni di bellunesi in giro per il mondo. Volando da una parte all’altra del globo sentiremo le storie dei protagonisti di questa emigrazione 2.0, parlando di vita all’estero, abitudini e prime difficoltà. Un viaggio guidato proprio da chi è sul campo, pronti a darci tanti consigli e dritte per un’esperienza all’estero motivante e formativa. Tanti ospiti e tanti posti ci aspettano sul nostro percorso che ci porterà tra i mari del nord e le tra le calde distese del deserto».

La prima puntata andrà in onda venerdì 8 marzo alle 16.00 (ora locale italiana) via streaming (www.bellunesinelmondo.it/radio-abm), sulla pagina Facebook di Radio ABM e sul canale YouTube dell’Associazione Bellunesi nel Mondo.

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