“I neri fantasmi di Marcinelle”: il racconto dell’emigrazione bellunese verso il Belgio nel libro di Egidio Pasuch

Si è tenuta venerdì 8 novembre 2024, nella Sala riunioni dell’Associazione Bellunesi nel Mondo in via Cavour 3 a Belluno, la presentazione del libro I neri fantasmi di Marcinelle di Egidio Pasuch. A introdurre l’autore è stata Patrizia Burigo, presidente del comitato di gestione della Biblioteca delle migrazioni “Dino Buzzati”, che ha voluto sottolineare l’importanza di quest’opera per ricordare una pagina storica segnata da sacrifici e speranze, che ha coinvolto profondamente la comunità bellunese.

Pasuch, con sensibilità e precisione storica, ha ricostruito il difficile cammino di una generazione di bellunesi che, tra la fine dell’Ottocento e la metà del Novecento, lasciò la propria terra per trasferirsi in Belgio, nel “Paese Nero”. Attraverso testimonianze personali, l’autore ha riportato alla luce storie di uomini e donne che partirono con il desiderio di costruirsi un futuro migliore, affrontando condizioni di vita dure e spesso pericolose, come quelle nelle miniere di carbone belghe.

Uno dei momenti più toccanti della serata è stato il ricordo della tragedia di Marcinelle, avvenuta l’8 agosto 1956, quando un incendio nella miniera del Bois du Cazier causò la morte di 262 minatori, di cui 136 italiani. Tra questi, il nome di Dino Della Vecchia, originario di Sedico, è stato citato come simbolo di un sacrificio che ha lasciato un’impronta indelebile nella memoria della comunità.

La serata ha rappresentato per i presenti un’occasione non solo di conoscenza, ma anche di riflessione su un passato che ha contribuito a forgiare l’identità del Bellunese. L’incontro è stato un omaggio a quegli uomini e a quelle donne che, con il loro coraggio, hanno creato legami profondi tra l’Italia e il Belgio, lasciando tracce indelebili nella storia delle migrazioni italiane.

I bellunesi del Nord Reno-Westfalia celebrano la tradizionale Messa per gli emigranti a Belluno

Una celebrazione intrisa di spiritualità e di memoria ha unito, venerdì 8 novembre, la Famiglia Bellunese del Nord Reno-Westfalia nella tradizionale Santa Messa dedicata agli emigranti bellunesi. La cerimonia si è svolta nella chiesetta di San Liberale, un luogo simbolico per la comunità, dove gli emigranti trovano un momento di raccoglimento e di riconnessione alle proprie radici.

A celebrare la funzione è stato don Graziano Dalla Caneva, parroco di Cavarzano, che ha ricordato l’importanza della fede come sostegno per coloro che hanno lasciato la propria terra d’origine in cerca di opportunità. La giornata ha così rappresentato un’occasione non solo di preghiera, ma anche di condivisione e di riflessione sul significato dell’appartenenza e della resilienza.

Riccardo Simonetti, presidente del sodalizio, ha portato i suoi saluti ai partecipanti, ringraziando i presenti per la loro partecipazione e ricordando con affetto due soci fondatori recentemente scomparsi: Mario Sechi e Aduo Vio. Simonetti ha voluto sottolineare l’importanza del contributo della comunità bellunese, in particolare dei gelatieri, che con intraprendenza e determinazione hanno portato l’eccellenza italiana oltre i confini nazionali, rendendo onore alla propria terra.

La celebrazione ha rappresentato un momento di unità e di omaggio a coloro che, con sacrificio e tenacia, hanno tracciato un percorso di successo e di riconoscimento per il Bellunese in Germania, mantenendo vivi i valori e la cultura della loro terra natale.

Gli studenti della “Nievo” di Belluno a lezione di emigrazione al MiM Belluno

Settimana ricca di scoperte e apprendimento per gli studenti di terza media delle scuole “Nievo” di Belluno, che hanno visitato il MiM Belluno, il Museo interattivo delle Migrazioni. Il percorso offerto dal museo ha condotto i ragazzi attraverso un secolo di emigrazione italiana, veneta e bellunese, dal 1876 al 1976, con particolare attenzione alle figure storiche dei gelatieri, minatori e balie da latte, fino ad arrivare alle storie dei giovani bellunesi che oggi scelgono di vivere all’estero.

La visita, arricchita da una serie di video e video-interviste, ha dato agli studenti un’esperienza diretta e immersiva, rendendo viva la narrazione dell’emigrazione attraverso le voci di chi l’ha vissuta. Il percorso si è concluso con un laboratorio didattico in cui i ragazzi hanno avuto l’opportunità di porre domande in inglese, spagnolo e tedesco ad alcuni testimoni d’eccezione: Giulia Francescon, Ernestina Dalla Corte Lucio, Riccardo Simonetti e Lorenzo Fascina, collegati sia in presenza sia online per condividere la propria esperienza di vita all’estero.

«Sono state le insegnanti a chiederci un laboratorio in lingua, quelle studiate dai propri alunni e alunne – spiega Marco Crepaz, direttore del MiM Belluno – e siamo felici di avere soddisfatto questa richiesta, molto apprezzata dai ragazzi». Una settimana che ha visto un centinaio di studenti partecipi e curiosi, protagonisti attivi di un museo che fa dell’interattività il suo punto di forza.

«Perché il MiM Belluno è un museo non convenzionale – conclude Crepaz – dove i visitatori diventano “visit-attori”. Qualsiasi età abbiano. Aspettiamo altre scuole a venire in visita al Museo interattivo delle Migrazioni».

In arrivo il nuovo numero di “Bellunesi nel Mondo”: storie, radici e riflessioni di una comunità globale

È in arrivo il numero di novembre della rivista “Bellunesi nel mondo”, che invita i lettori a riscoprire il forte legame con la terra di origine attraverso un ricco assortimento di storie e approfondimenti. L’Associazione Bellunesi nel Mondo, che da oltre mezzo secolo si impegna a mantenere vive le connessioni culturali e affettive tra la provincia di Belluno e i suoi emigranti in tutto il mondo, dedica questa edizione a temi di profonda risonanza per chiunque senta il richiamo delle proprie radici.

Uno dei temi centrali di questo numero è il mese di novembre, tradizionalmente associato alle celebrazioni popolari legate al “Capodanno agrario” e alle festività per i defunti. Attraverso l’editoriale del direttore responsabile Dino Bridda, che esplora le antiche tradizioni e il folclore bellunese, la rivista riflette su come questi rituali stagionali, che uniscono sacro e profano, abbiano rappresentato per secoli un momento di raccoglimento e augurio per l’inverno alle porte. L’approfondimento invita a guardare al passato per ritrovare un senso di appartenenza e comunità, elementi che ancorano i bellunesi sparsi per il mondo alla loro identità culturale.

In primo piano troviamo anche la Consulta Veneti nel mondo, che continua a dare voce e supporto ai discendenti di emigrati veneti all’estero. Il resoconto di questo incontro, avvenuto a Venezia, presenta gli impegni presi dalla Regione Veneto verso le comunità venete all’estero, con iniziative culturali e programmi di sostegno per rinsaldare il legame con le nuove generazioni. È un’iniziativa che sottolinea il valore dell’identità culturale e la volontà della Regione di preservare e promuovere le tradizioni venete, assicurandosi che continuino a vivere anche al di fuori dei confini nazionali.

Un’altra sezione si dedica alle storie di vita e di successo dei bellunesi. Questo mese, i riflettori sono puntati su Tommaso Calabro, figura che ha segnato in modo diverso la storia locale e che rappresenta un esempio di tenacia e passione. La sua vicenda, raccontata con sensibilità, riflette l’intraprendenza e l’amore per le proprie origini, testimoniando come l’eredità culturale bellunese continui a risuonare nella vita di molti. Questa e altre storie incarnano l’identità dei bellunesi e sono fonte di ispirazione per le nuove generazioni, sia per chi ha scelto di restare a Belluno sia per chi ha intrapreso un percorso lontano dalla propria terra.

Bellunesi nel Mondo prosegue anche la sua analisi sull’emigrazione italiana, dedicando uno spazio alla comunità italiana in Svizzera, un Paese che ha accolto numerosi immigrati, inclusi molti bellunesi, nel corso delle ultime decadi. La rivista mette in evidenza come gli italiani in Svizzera abbiano contribuito all’economia e alla cultura locali, portando con sé tradizioni e valori che, integrandosi, arricchiscono entrambe le culture. Questo approfondimento mostra i volti di chi ha saputo costruire una nuova vita senza dimenticare le proprie origini e racconta le sfide, ma anche i successi, di chi ha scelto di stabilirsi in questo Paese.

Infine, la rivista celebra la maestosità delle Dolomiti Bellunesi, patrimonio mondiale UNESCO, unendo la bellezza naturale al ricordo della tempesta Vaia, che sei anni fa ha sconvolto questi paesaggi. Le testimonianze e le immagini riportate in questo numero permettono ai lettori di rivivere momenti drammatici, ma anche di scoprire i numerosi sforzi di ricostruzione e conservazione che sono seguiti, in un potente esempio di resilienza e amore per il territorio. Questo tributo alla natura del Bellunese mira a sensibilizzare sulla necessità di proteggere l’ambiente e di custodire un patrimonio unico, che fa parte della vita di ogni bellunese, vicino o lontano.Bellunesi nel Mondo, ancora una volta, si conferma un ponte tra passato e presente, tra Belluno e il mondo, offrendo ai suoi lettori una narrazione che non solo informa, ma anche emoziona e avvicina. Questo numero di novembre 2024 è un invito a sentirsi parte di una comunità viva e coesa, ovunque ci si trovi. Per questo motivo all’interno vi è l’invito di rinnovare la quota sociale 2025 all’Associazione Bellunesi nel Mondo che permette di ricevere mensilmente questa rivista. Un gesto che permette di restare connessi alle proprie origini, condividere storie e tradizioni e contribuire a mantenere forte il legame che unisce la provincia di Belluno ai suoi figli sparsi in ogni angolo del pianeta.

“Raccontare l’emigrazione veneta” 2024. Chiusi i termini di partecipazione

Entra nel vivo il concorso letterario “Raccontare l’emigrazione veneta”. Il 4 novembre era l’ultimo giorno utile per partecipare. Trentotto i lavori inviati, ora al vaglio della giuria che selezionerà i dieci finalisti.

Finalisti che verranno pubblicati in un libro edito dall’Associazione Bellunesi nel Mondo (Bellunesi nel mondo edizioni). I primi tre classificati riceveranno inoltre dei premi in denaro: 200 euro al terzo, 300 al secondo e 500 al primo.

Dopo il 25 novembre, sul sito www.bellunesinelmondo.it verranno resi noti i dieci racconti giunti in finale.

La graduatoria definitiva verrà poi annunciata nel corso della cerimonia di premiazione, in programma il 21 dicembre a Belluno (presso la sede dell’Abm, in via Cavour 3).

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