160. 61.mo anniversario di Marcinelle e “Giornata del sacrificio del lavoro italiano nel mondo”: 136 rose rosse benedette al monumento dell’emigrante presso la sede ABM

Dino Dalla Vecchia di Sedico, Giuseppe Polese di Cimadolmo, Mario Piccin di Codognè, Guerrino Casanova di Montebelluna, Giuseppe Corso di Montorio Veronese: sono i nomi degli emigrati veneti che, insieme ad altri 257 colleghi, dei quali 131 italiani come loro, persero la vita nella tragedia della miniera di Bois di Cazier, in Belgio. Accadde l’8 agosto di 61 anni fa.

L’Associazione Bellunesi nel Mondo ha voluto commemorare il 61.mo anniversario della tragedia di Marcinelle e la “Giornata del sacrificio del lavoro italiano nel mondo” con una semplice cerimonia davanti alla propria sede in via Cavour a Belluno. Martedì 8 agosto erano presenti diverse Famiglie Ex emigranti, la Famiglia del Nord Reno Westaflia, l’Associazione Vigili del Fuoco, il Gruppo Alpini di Belluno, l’Associazione “Emigranti dell’Oltrardo”, membri del Consiglio direttivo ABM, autorità e civili.

A fare da cerimoniere il presidente ABM Oscar De Bona, che ha voluto sottolineare l’importanza della memoria e del ricordo: «Non dobbiamo assolutamente dimenticare il sacrificio dei nostri emigranti. Il nostro benessere lo dobbiamo a loro». Gli ha fatto eco il sindaco di Belluno Jacopo Massaro: «Ieri come oggi si emigra. L’umanità è sempre stata in movimento ed è nostro dovere gestirla nel miglior modo possibile. Doveroso inoltre il ricordo di chi è morto in terra straniera e il supporto per i giovani che oggigiorno partono dalla nostra provincia».

Toccante la testimonianza di Romildo Gasperin, presidente della Famiglia Bellunese di Fleron: «Ricordo bene quell’otto agosto del 1956. Fumo e dolore sono ancora presenti nei miei occhi. So bene cosa vuol dire lavorare in miniera, dato che l’ho fatto in giovane età. E’ uno dei lavori più massacranti che una persona possa fare».

«Oltre alla carta dei diritti, dovremmo avere bene in mente la carta dei doveri»: questa la riflessione di mons. Umberto Antoniol. «Viviamo in una società in cui siamo ormai abituati solo a chiedere e a pretendere. I nostri emigranti invece lavoravano con sudore e sacrificio, senza pretendere, ma contribuendo al benessere del Paese che li ho ospitava e, attraverso le rimesse, del proprio Paese natio». Sempre Antoniol, oltre a benedire la corona d’alloro – deposta da due alpini davanti al monumento all’emigrante con l’accompagnamento dell’Inno d’Italia -, ha benedetto le 136 rose posizionante per terra. «Rappresentano le 136 vittime italiane di Marcinelle – il commento di De Bona – a loro oggi va il nostro omaggio e riconoscimento».

Sempre De Bona ha letto i saluti giunti dal presidente della Regione Veneto Luca Zaia,  dall’Assessore regionale Manuela Lanzarin e dal Ministro degli Esteri Alfano. Tra le autorità presenti il senatore Bellot, il consigliere regionale Gidoni e numerosi sindaci della provincia di Belluno. E’ stato inoltre ricordato don Francesco Soccol, il parroco degli emigranti bellunesi, recentemente  (e prematuramente) scomparso.

A conclusione il vice presidente ABM Rino Budel ha letto una poesia dialettale, di sua composizione, dedicata alle vittime in miniera.

 

 

154. L’ABM commemora il 61.mo anniversario di Marcinelle e la “Giornata del sacrificio del lavoro italiano nel mondo”

Era l’8 agosto del 1956, quando un incendio scoppiato in uno dei pozzi della miniera di carbon fossile del Bois du Cazier (Marcinelle – Belgio) provocò un disastro che segnò per sempre la storia dell’emigrazione italiana. 262 vittime, provenienti da 12 diversi paesi,136 italiani. La tragedia, con il suo dolore, permise tuttavia di far luce sulle deplorevoli condizioni di lavoro nelle miniere, contribuendo finalmente all’introduzione delle maschere antigas.

Per il 61.mo anniversario di questa immane e per la “Giornata del sacrificio del lavoro italiano nel mondo” l’Associazione Bellunesi nel Mondo organizza una semplice commemorazione davanti al monumento dell’emigrante presso la sede ABM in via Cavour 3 a Belluno. Questo il programma: ritrovo alle ore 18.00 in via Cavour, 3 sede ABM; saluto del presidente ABM Oscar De Bona e delle Autorità presenti; deposizione di una corona al monumento dell’emigrante. Quest’anno attorno allo stesso monumento saranno posizionati 136 fiori rossi, in ricordo delle vittime italiane. Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

 

129. L’ABM RICORDA LA TRAGEDIA DI MARCINELLE

IMG_0964Dino Dalla Vecchia, Giuseppe Polese, Mario Piccin, Guerrino Casanova, Giuseppe Corso, Ferdinand Aerts, Antonio Gabrielli, Rudolf Pohl, Marcel Marique… sono solo alcuni dei nomi letti durante la commemorazione di Marcinelle che l’Associazione Bellunesi nel Mondo ha organizzato lunedì 8 agosto davanti alla propria sede in via Cavour a Belluno.

Sono infatti stati letti tutti i 262 nomi e cognomi delle persone che persero la vita l’8 agosto 1956 in questo disastro sul lavoro. La tragedia avvenne nella miniera di carbone Bois du Cazier, in Belgio.

«Ringrazio le autorità presenti, le Famiglie ABM con i propri gagliardetti, gli alpini e voi tutti per essere oggi presenti a ricordare il 60.mo di una delle tragedie più gravi nel mondo del lavoro e che ha colpito profondamente il nostro Paese». Questo il commento del presidente ABM Oscar De Bona che ha voluto inoltre ricordare come l’associazione stia approfondendo, attraverso studi e ricerche dedicati, il fenomeno migratorio nelle miniere. A tal proposito ha preso la parola Arnelio Bortoluzzi, autore del libro “Minatori della Valbelluna. Negli abissi di Mons.-Borinage”: «Sono stato spinto nella stesura di questo libro grazie alla vita di minatore di mio suocero. E’ doveroso non dimenticare il sacrificio fatto da queste persone per il bene della nostra provincia. Un sacrificio che li ha portati alla morte, vuoi per incidenti sul luogo di lavoro, vuoi per la terribile malattia della silicosi». Gli ha fatto eco il vice presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin: «Belluno è stata ed è tuttora una terra di emigranti. Grazie all’ABM per quanto fa da oltre mezzo secolo per la dignità e la memoria dei nostri bellunesi residenti all’estero».

Una toccante poesie scritta e letta dal vice presidente ABM Rino Budel ha preceduto un momento di preghiera da parte del delegato diocesano mons. Umberto Antoniol seguito dalla deposizione di una corona d’alloro, davanti alla stele degli emigranti realizzata dal compianto Franco Fiabane, da parte del sindaco di Belluno Jacopo Massaro e dalla vicesindaco di Sedico Manuela Pat.

La commemorazione si è conclusa all’interno del MiM Belluno con una serie di letture dedicate al lavoro in miniera e ad alcune testimonianze di ex minatori curate da Beatrice D’Alpaos ed Angelo Paganin.

Il momento della lettura dei nomi delle vittime di Marcinelle.

Il momento della lettura dei nomi delle vittime di Marcinelle.

Parte delle autorità presenti.

Parte delle autorità presenti.

La corona d’alloro.

La corona d’alloro.

La corona d’alloro con i presidenti della Famiglie Ex emigranti di Fonzaso e dell’Alpago.

La corona d’alloro con i presidenti della Famiglie Ex emigranti di Fonzaso e dell’Alpago.

 Il momento della lettura della poesia da parte di Rino Budel.

Il momento della lettura della poesia da parte di Rino Budel.

Parte del pubblico presente.

Parte del pubblico presente.

Il momento di preghiera da parte di mons. Umberto Antoniol.

Il momento di preghiera da parte di mons. Umberto Antoniol.

La deposizione della corona d’alloro davanti alla stele degli emigranti.

La deposizione della corona d’alloro davanti alla stele degli emigranti.

Parte delle Famiglie presenti.

Parte delle Famiglie presenti.

Parte delle Famiglie presenti.

Parte delle Famiglie presenti.

Beatrice D’Alpaos legge Marcinelle al MiM Belluno.

Beatrice D’Alpaos legge Marcinelle al MiM Belluno.

Angelo Paganin legge Marcinelle al Mim Belluno.

Angelo Paganin legge Marcinelle al Mim Belluno.

Foto di gruppo a conclusione della commemorazione.

Foto di gruppo a conclusione della commemorazione.

MARCINELLE, 1956

Marcinelle 1956MARCINELLE, 1956.
QUANDO LA VITA VALEVA MENO DEL CARBONE
Toni Ricciardi; con un capitolo di Annacarla Valeriano sulla tragedia tra cronaca, documenti e immagini
Roma: Donzelli, 2016

Marcinelle è comunemente riconosciuta come la catastrofe per antonomasia degli italiani all’estero. Non fu la prima né l’ultima, ma rappresenta uno dei tasselli più dolorosi del variegato mosaico della migrazione italiana nel mondo. L’incendio nella miniera di Marcinelle, avvenuto l’8 agosto 1956 – nel quale morirono 262 lavoratori di dodici nazionalità, tra cui 136 italiani –, non costituì solo l’ennesimo tributo di migranti allo sviluppo economico europeo, ma anche il momento più drammatico di un’intera epopea migratoria. Alla faticosa ricerca di un nuovo assetto istituzionale e in una condizione di incertezza totale sul proprio futuro, l’Italia, fin dal 1946, aveva gettato le basi organizzative di uno dei più imponenti sistemi di esportazione di manodopera che la recente storia occidentale ricordi. Le piazze e i bar dei paesini, da Nord a Sud, furono tappezzati di manifesti rosa che incitavano a partire per le miniere del Belgio. Parallelamente ai centri di emigrazione, si sviluppò anche la rete dei trafficanti di migranti. Regolari o irregolari, l’importante era che fossero tanti, un esercito chiamato a combattere la «battaglia del carbone», scavando nelle viscere della terra quella risorsa necessaria al rilancio economico dell’Europa. Molti, dopo i primi mesi, rimpatriarono o furono arrestati per il rifiuto di sottostare alle condizioni disumane su cui Bruxelles e Roma si erano accordate: un flusso di almeno 2000 minatori a settimana, in cambio di una fornitura di carbone, che però non arrivò mai. Oggi, a sessant’anni da quella tragedia, è venuto il momento di stabilire un rigoroso bilancio storiografico, di diffondere le testimonianze più dirette e toccanti, di rivisitarne le drammatiche immagini e di ripristinare una memoria collettiva all’altezza di quella dolorosa tragedia, in cui si riscoprono momenti e contesti che per molti aspetti assomigliano alle tristi pagine attuali di cronaca delle migrazioni.

Disponibile presso la Biblioteca delle migrazioni “Dino Buzzati”, anche attraverso il sistema di interprestito.
Per info e contatti:
biblioteca.migrazioni@bellunesinelmondo.it
Facebook: bibliotecaemigrazione
Tel. + 39 0437 941160

127. L’ABM COMMEMORA IL 60.MO ANNIVERSARIO DELLA TRAGEDIA DI MARCINELLE

Marcinelle1Come ormai da tradizione, l’8 agosto l’ABM ricorderà Marcinelle. Il 60° anniversario del disastro nella miniera di carbone Bois du Cazier che costò la vita a 262 persone, di cui 136 italiani (tra questi il bellunese Dino Della Vecchia, di Sedico), sarà l’occasione per ricordare inoltre tutti gli emigrati italiani morti sul lavoro. La commemorazione prevede il ritrovo alle 18.00 presso la sede ABM (in via Cavour 3, a Belluno). Saranno presenti le autorità civili e religiose e le Famiglie ex emigranti. Ai piedi della stele realizzata da Franco Fiabane, e situata all’esterno della sede ABM, verrà deposta una corona a memoria delle vittime. Dopo il momento di ricordo, l’evento commemorativo proseguirà all’interno del MiM Belluno (il Museo dell’ABM) con una serie di letture e la proiezione di dati e immagini relativi alla tragedia dell’8 agosto 1956.

Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

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