Il richiamo della terra bellunese: la famiglia Isotton riabbraccia le proprie origini

da | 24 Apr 2026 | 0 commenti

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Un legame lungo oltre un secolo si è rinnovato mercoledì 22 aprile presso la sede dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, dove la storia dell’emigrazione ha ripreso vita attraverso l’incontro tra i rami italiano e sudamericano della famiglia Isotton. Ad accompagnare la delegazione è stato il socio ABM Danilo Isotton, padre della celebre soprano Chiara Isotton, che ha presentato con orgoglio i propri parenti giunti dallo Stato di Espírito Santo, nel sud-est del Brasile.

Il gruppo, composto da Olivio Izoton, dalla figlia Ana Daniela Izoton de Sadobsky e dal genero Esteban Sadovsky, è stato ricevuto dal direttore dell’ABM Marco Crepaz e dal consigliere Giuseppe Carrera. L’incontro ha celebrato una discendenza che affonda le radici nel 1881, anno in cui l’antenato capostipite lasciò il territorio di Mel per cercare fortuna oltreoceano, in un’epoca segnata dalle grandi partenze verso il continente americano.

Dopo la foto di rito e la formale adesione all’Associazione in veste di nuovi soci, i protagonisti di questa giornata sono stati ospiti della rubrica settimanale “Qui ABM” su Radio ABM. Durante l’intervista, Olivio Isotton ha condiviso la profonda commozione nel tornare a Belluno, ricordando il suo primo viaggio alla scoperta della terra degli avi avvenuto nel 1994. Il racconto ha messo in luce come i contatti tra le due sponde dell’oceano, interrottisi durante il Novecento, siano stati ripristinati con determinazione negli anni Ottanta grazie a ricerche genealogiche che hanno svelato una comunità di migliaia di discendenti oggi residenti in Brasile.

La conversazione radiofonica ha offerto uno spaccato significativo sul senso di appartenenza che ancora oggi anima i bellunesi all’estero, testimoniato anche dal riconoscimento della cittadinanza italiana ottenuto da molti membri della famiglia. Oltre ai ricordi legati alla memoria storica e ai sacrifici dei primi migranti, l’incontro ha guardato con ottimismo alle prospettive future, sottolineando l’importanza del turismo delle radici come ponte culturale e sociale tra il Bellunese e le comunità internazionali. La visita si è conclusa con l’auspicio di continuare a trasmettere questo patrimonio di memorie alle nuove generazioni, affinché il legame con la terra d’origine rimanga un valore condiviso e duraturo.

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