Ieri, giovedì 8 agosto, l’Associazione Bellunesi nel Mondo ha avuto l’onore di ricevere la visita del nuovo Prefetto di Belluno, Antonello Roccoberton, presso la propria sede. L’incontro ha rappresentato un momento di riconoscimento e condivisione per le numerose attività svolte dall’Associazione, che dal 1966 si impegna nella valorizzazione della comunità bellunese all’estero e di chi ha deciso di rientrare.
Ad accogliere il Prefetto, il presidente dell’Abm, Oscar De Bona, insieme ai vice presidenti Patrizia Burigo e Antonio Dazzi (nella foto Da sinistra Antonio Dazzi, Oscar De Bona, Antonello Roccoberton e Patrizia Burigo). Durante la visita, il Prefetto Roccoberton ha espresso vivo apprezzamento per l’operato dell’Associazione, sottolineando l’importanza del lavoro svolto in favore dei bellunesi emigrati in tutto il mondo. «Le attività dell’Abm sono un esempio di come si possa mantenere viva la cultura e l’identità di un territorio anche a distanza», ha dichiarato il Prefetto.
Uno dei momenti più significativi dell’incontro è stato l’invito, prontamente accettato dal Prefetto, a partecipare a un’intervista su Radio ABM, la webradio dell’Associazione. Questa opportunità permetterà di approfondire ulteriormente i temi legati all’emigrazione bellunese e di rafforzare il legame tra le istituzioni locali e la comunità dei bellunesi nel mondo.
Inoltre, il Prefetto Roccoberton ha manifestato il desiderio di incontrare prossimamente il Direttivo dell’Abm, segno di un interesse concreto e continuativo verso le attività dell’Associazione. Questo incontro potrebbe rappresentare un ulteriore passo avanti nella collaborazione tra le istituzioni e l’Abm, a beneficio della comunità locale e degli emigrati.
Il presidente De Bona, a nome di tutta l’Associazione, ha espresso un sentito ringraziamento al Prefetto per la visita e per il sostegno dimostrato. «La presenza del Prefetto Roccoberton qui oggi è un segno tangibile della vicinanza delle istituzioni alla nostra Associazione e al lavoro che svolgiamo quotidianamente per mantenere vive le radici della nostra comunità», ha affermato De Bona.
L’incontro di ieri non è solo un riconoscimento per l’Abm, ma anche un incoraggiamento a proseguire sulla strada intrapresa, con l’obiettivo di rafforzare sempre di più il legame tra i bellunesi e la loro terra d’origine, ovunque essi si trovino nel mondo.
La memoria della tragedia di Marcinelle e il sacrificio dei lavoratori italiani all’estero sono stati al centro delle commemorazioni organizzate dall’Associazione Bellunesi nel Mondo in occasione del 68° anniversario di uno dei più drammatici eventi dell’emigrazione italiana. La cerimonia, svoltasi davanti al monumento all’emigrante presso la sede dell’Abm, ha visto la partecipazione di numerose autorità locali, rappresentanti delle Famiglie degli Ex emigranti e figure di spicco della comunità.
Oscar De Bona, presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, ha dato il benvenuto ai presenti, esprimendo gratitudine per la partecipazione di autorità, Famiglie di ex emigranti, Alpini e Maestri del lavoro. Tra i partecipanti, anche la Famiglia Bellunese del Nord Reno Westfalia, giunta dalla Germania per rendere omaggio ai caduti.
Nel corso della cerimonia, il vice sindaco di Belluno, Paolo Gamba, ha sottolineato l’importanza di non dimenticare i sacrifici degli emigranti, non solo del passato, ma anche di quelli attuali. «Molti bellunesi lavorano ancora oggi all’estero, lontani dalla loro terra e dalle loro famiglie», ha ricordato Gamba, evidenziando l’attualità di un fenomeno che continua a caratterizzare la storia di molti italiani.
Il sindaco di Sedico, Christian Roldo, ha ricordato Dino Della Vecchia (originario del suo comune), l’unica vittima bellunese della tragedia di Marcinelle, sottolineando come il sacrificio di questi lavoratori abbia contribuito al progresso dell’Italia. «Non dobbiamo dimenticare queste persone morte all’estero per cercare una vita migliore per se stessi e per le loro famiglie», ha affermato.
Durante la commemorazione, il senatore Luca De Carlo ha evidenziato come la tragedia di Marcinelle sia stata ricordata anche in parlamento e al senato, a testimonianza dell’importanza storica e simbolica di questo evento.
Uno degli interventi più significativi è stato quello di Egidio Pasuch, autore del libro “I neri fantasmi di Marcinelle”, che ha denunciato la scarsa conoscenza delle giovani generazioni sulla storia dell’emigrazione italiana. «È fondamentale parlarne nelle scuole», ha dichiarato Pasuch, sottolineando la necessità di trasmettere alle future generazioni il ricordo di un capitolo cruciale e drammatico della storia italiana.
De Bona ha raccolto questa sfida, impegnandosi a portare il volume di Pasuch nelle scuole bellunesi, affinché i giovani possano conoscere e comprendere il sacrificio dei loro avi.
Anche il prefetto di Belluno, Antonello Roccoberton, ha sottolineato l’importanza di eventi come questo, che devono servire da monito affinché il lavoro si svolga sempre in condizioni di sicurezza. Il diacono Francesco D’Alfonso ha infine ricordato la migrazione di andata e ritorno, ponendo l’accento sull’importanza dell’accoglienza.
La giornata si è conclusa con la benedizione di un cero posizionato davanti al monumento agli emigranti, un gesto simbolico per onorare tutti coloro che hanno sacrificato la loro vita lontano dalla patria. Alla cerimonia era presente anche Franco Conte, presidente dell’Associazione Internazionale Trevisani nel Mondo.
La commemorazione della tragedia di Marcinelle rappresenta non solo un doveroso tributo ai caduti, ma anche un invito a riflettere sulla necessità di mantenere viva la memoria storica dell’emigrazione italiana. Portare queste storie nelle scuole è un passo fondamentale per garantire che il sacrificio di tanti italiani non venga mai dimenticato.
«Quanto accadde al Bois du Cazier è un richiamo alla memoria del sacrificio di tutti i lavoratori italiani deceduti all’estero nello svolgimento delle proprie attività professionali e a quanti hanno recato il contributo della propria industriosità a Paesi anche lontani».
Così il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ieri, in occasione del sessantottesimo anniversario della tragedia di Marcinelle – nella quale persero la vita 262 lavoratori, di cui 136 immigrati italiani – e della ventitreesima Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo.
«Fin dal suo primo articolo – ha proseguito il Capo dello Stato – la Costituzione della Repubblica stabilisce un vincolo ideale inscindibile tra democrazia e lavoro. Il pieno rispetto della dignità dei lavoratori ne è un principio fondamentale, affermato anche al livello internazionale; un obiettivo che, tuttavia, non è stato ancora pienamente raggiunto. Svolgere la propria attività lavorativa in sicurezza è la prima elementare condizione».
Mattarella ha sottolineato come Marcinelle, assieme alle altre tragedie che hanno coinvolto migranti italiani nei cinque continenti, costituiscono ancora oggi «un monito ineludibile a promuovere la dignità del lavoro, valore irrinunciabile della identità della nostra comunità».
«In considerazione dei disordini e degli episodi di protesta, anche violenta, in corso in alcune località del nord dell’Inghilterra e dell’Irlanda del Nord, si invitano i connazionali ad evitare assembramenti, nonché le zone maggiormente a rischio, tenendosi aggiornati, anche tramite consultazione degli avvisi eventualmente diffusi dalle forze dell’ordine locali».
Lo comunica ai connazionali nel Regno Unito il Consolato Generale d’Italia a Londra.
La rappresentanza è raggiungibile al numero +44 (0)7850 752895 per casi di grave emergenza.
Aperte fino al 5 settembre le iscrizioni per il prossimo quadrimestre dei corsi di lingua e cultura italiana organizzati dall’Istituto Italiano di Cultura di Dublino. Le lezioni inizieranno il 16 settembre e termineranno il 16 gennaio 2025.
«Offriamo – spiega l’IIC – corsi estensivi (trenta ore di lezione suddivise in classi settimanali di due ore), in modalità in presenza o online».
Disponibili diversi livelli e fasce orarie, oltre a corsi di conversazione.
Il Consolato Generale d’Italia a Barcellona assume un impiegato a contratto da adibire ai servizi di collaboratore amministrativo nel settore consolare.
I requisiti per candidarsi sono:
aver compiuto il diciottesimo anno di età;
essere di sana costituzione;
essere in possesso di Diploma di istruzione secondaria di secondo grado o equivalente;
avere la residenza in Spagna da almeno due anni.
La scadenza per la presentazione delle domande è fissata alle 23.59 (ora della Spagna) del 2 settembre 2024.
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