56. Coronavirus. La Famiglia Bellunese di “Serra Gaucha” sostiene l’ospedale “San Giovanni Batista” di Nova Prata (Brasile)

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La generosità non ha confini, soprattutto in questo momento di emergenza sanitaria mondiale. La Famiglia Bellunese di “Serra Gaucha” ha contribuito alla raccolta fondi, aperta dalla Camera dell’Industria e del Commercio di Nova Prata, per sostenere le necessità dell’ospedale “San Giovanni Batista” – presente in questa cittidina brasiliana – che sta fronteggiando la pandemia Covid-19. A comunicarlo alla sede dell’Associazione Bellunesi nel Mondo Davino Contini, segreteraio della Famiglia Bellunese di “Serra Gaucha”.

L'ospedale di Nova Prata

«Complimenti ai soci di questa Famiglia – le parole di Oscar De Bona, presidente Abm – per la loro solidarietà verso il sistema sanitario brasiliano, che si trova in un momento assai difficile e cruciale».
Il Brasile segue gli Stati Uniti come numero di persone contagiate dal Covid-19. Uno Stato dove dove sono presenti numerose comunità di discendenti bellunesi. Basti pensare che le Famiglie Abm sono una ventina.

55. Quasi 50.000 ascolti per i podcast di Radio ABM

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Podcast Radio ABM

È bello ascoltare direttamente la webradio dal proprio computer o smartphone, ma a volte il tempo è tiranno e si rischia di perdere le puntate dei programmi preferiti. Questo non accade a Radio ABM, la webradio dell’Associazione Bellunesi nel Mondo. Sono infatti presenti i podcast di tutti i programmi giornalieri e settimanali messi onda. Dal Radiogiornale bellunese al notiziario dedicato agli italiani residenti all’estero; dal quotidiano sugli aggiornamenti inerenti il Covid-19 al nuovo programma di Ernestina Dalla Corte Lucio. Podcast che stanno per raggiungere i 50.000 ascolti e che vengono scaricati in tutto il mondo. Sono presenti nel sito istituzionale dell’Associazione Bellunesi nel Mondo al seguente link: https://www.bellunesinelmondo.it/i-podcast-di-radio-abm-voce-delle-dolomiti/

54. I bellunesi nel mondo protagonisti di un nuovo programma di Radio ABM “Belluno chiama Belluno”

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Radio ABM

Radio ABM, la webradio dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, è pronta a mandare in onda un nuovo programma in cui i protagonisti saranno gli stessi bellunesi residenti fuori dalla provincia di Belluno (Italia o estero). Tutto questo grazie a Whatsapp, che permette di inviare messaggi scritti o vocali. Il programma si intitola “Belluno chiama Belluno” e saranno trasmessi proprio i messaggi inviati. Un modo per presentare la realtà dei nostri emigranti che, dati Aire alla mano, sono oltre 50.000 all’estero.

«Vicini e lontani, mai soli – le parole del presidente Abm Oscar De Bona – questo è il nostro motto e con Radio ABM vogliamo essere ancora più vicini ai nostri soci e a tutti i bellunesi residenti al di fuori della provincia di Belluno».
I messaggi vocali e scritti possono essere inviati, via WhatsApp, al seguente numero di telefono: +39 335 7375100.

53. Imu agli emigranti bellunesi. Pedavena e Borca di Cadore rispondono all’Abm

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Imu

Pedavena e Borca di Cadore sono i primi Comuni bellunesi ad aver risposto, in modo positivo, all’appello lanciato dall’Associazione Bellunesi nel Mondo in merito alla questione Imu da applicare agli emigranti bellunesi. Il primo comunicando di avere applicato la tassa a zero euro, il secondo riducendola del 50%.

La Legge di Bilancio 2020 ha infatti eliminato la norma, introdotta dalla legge 80/2014, che prevedeva l’esenzione dall’Imu per i pensionati italiani residenti all’estero, titolari di pensione estera o in convenzione internazionale,e proprietari di casa in Italia non locata o data in comodato d’uso.Tale abrogazione della norma succitata si sarebbe resa necessaria non per ragioni finanziarie, né per decisionipolitiche, ma per evitare il deferimento presso la Corte di giustizia europea dopo che la Commissione europea aveva inviato all’Italia una lettera di costituzione in mora per violazione del diritto europeo – in virtùdell’art. 258 del Tfue – per aver introdotto e mantenuto condizioni più favorevoli riguardanti alcune impostecomunali (Imu, Tasi e Tari) sulle case ubicate in Italia appartenenti a pensionati italiani iscritti all’Aire e residenti nell’Ue e nel See (Spazio economico europeo), escludendo invece i pensionati di altra nazionalità europea. Dato che, sempre in virtù della nuova normativa sull’Imu introdotta dalla Legge di Bilancio 2020, i Comuni hanno ora l’autonoma facoltà, tramite delibera comunale, di ridurre fino ad azzerare le imposte immobiliari, e auspicando che il Governo nazionale reintroduca prossimamente l’esenzione dell’Imu a favore degli italiani residenti all’estero e proprietari di immobili in Italia nel rispetto del diritto europeo, a inizio marzo l’Abm aveva inviato a tutti i Sindaci bellunesi l’invito a esentare i pensionati emigrati all’estero dal pagamento dell’Imu. Avevano risposto i Comuni di Santa Giustina e Seren del Grappa dichiarandosi propensi all’azzeramento, poi è scoppiata l’emergenza Coronavirus. Due settimane fa, sempre l’Abm, aveva inviato un’altra lettera ai primi cittadini bellunesi chiedendo che, se impossibilitati ad azzerare la tassa sulla casa almeno dessero un segnale di riduzione.

Ecco quindi arrivare le risposte di Pedavena e Borca di Cadore.
«Ringrazio i Sindaci di questi due territori della provincia di Belluno per avere risposto al nostro invito – le parole del presidente Abm Oscar De Bona – mi auguro che anche gli alri rispondano. Non si ha la pretesa di un azzeramento, chiediamo solo un segnale di vicinanza alle nostre comunità residenti all’estero, che tanto hanno a cuore Belluno e tanto hanno dato per il suo sviluppo».

52. «Voglia di ripartire». Questo il messaggio delle Famiglie ex emigranti

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Un momento dell'incontro delle Famiglie ex emigranti

Parola d’ordine ripartire. È questa la volontà dei dirigenti delle Famiglie ex emigranti, che si sono incontrati venerdì 10 luglio nella sala teatro della parrocchia di Santa Giustina. Un ambiente che ha permesso di mantenere le dovute distanze, per la sicurezza Covid-19, ma anche per la posizione centrale in merito al territorio bellunese. L’incontro, voluto dal presidente Abm Oscar De Bona e dall’Esecutivo, aveva due moltepilici obiettivi: rivedersi dal vivo dopo tre mesi di chiusura; capire quali attività realizzare assieme nell’arco del 2020 e quali programmare per il 2021.
Sono stai numerosi gli interventi da parte dei presidenti dei sodalizi dell’Associazione Bellunesi nel Mondo. Purtroppo l’attuale emergenza sanitaria ha fatto annullare i conviviali calendarizzati fino a dicembre 2020, ma in modo comune è stato deciso comunque di organizzare le ricorrenze di Marcinelle e Mattmark. La prima si svolgerà davanti alla Sede Abm a Belluno sabato 8 agosto, mentre la seconda si terrà a Mas di Sedico, domenica 30 agosto, e sarà coordinata dalla Famiglia “Monte Pizzocco”. «Quest’anno dovevamo andare a Mattmark per il 55° di questa immane tragedia – le parole di De Bona – di certo non potevamo organizzare nulla».

Da sinistra Antonio Dazzi, Rino Budel, Patrizia Burigo e Oscar De Bona
Da sinistra Antonio Dazzi, Rino Budel, Patrizia Burigo e Oscar De Bona

Parole di incoraggiamento ai dirigenti sono giunte anche dai vice Abm Patrizia Burigo e Rino Budel, mentre Antonio Dazzi – coordinatore delle Famiglie – ha ribadito che riprenderà quando sarà possibile a incontrare le Famiglie Ex emigranti nelle loro rispettive sedi provinciali.
«Il 2020 è e sarà un anno particolare – ha concluso De Bona – abbiamo voluto organizzare questo incontro per confermare la nostra volontà di andare avanti, di essere sempre presenti e di intraprendere il 2021 con ancora maggiore grinta e progettualità».

L’Abm ricorda Vincenzo Barcelloni Corte

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Il 19 luglio 2019 ci lasciava improvvisamente Vincenzo Barcelloni Corte, fondatore e primo presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo. A un anno dalla sua scomparsa lo vogliamo ricordare con un messaggio del nostro presidente Oscar De Bona.


Ci sono uomini ai quali piacciono le grandi sfide della vita e le affrontano di petto con estrema convinzione. Vincenzo Barcelloni Corte è stato uno di questi: non si può negare, infatti, che intraprendere una crociata a favore dei Bellunesi sparsi nel mondo sia stata in ogni caso una grande sfida.

Lo fu ancor di più a metà degli anni ’60 del secolo scorso quando nella nostra provincia, sia pur fortemente segnata dal fenomeno migratorio, quasi inesistente era l’attenzione dell’opinione pubblica per tale emorragia di abitanti. C’è un primo dato da tenere presente per valutare l’azione di Barcelloni.

Quando decise, assieme a pochi collaboratori autentici pionieri, di fondare l’Associazione Emigranti Bellunesi, egli era sì animato di speranze, ma anche di indomite certezze circa la possibilità che il nuovo sodalizio fosse destinato a crescere, svilupparsi, stare sempre al passo con i tempi. Su tali convincimenti l’allora AEB poggiò fondamenta che ancor oggi appaiono molto solide.

L’intento era quello di dare voce a chi non ne aveva mai avuta: ecco allora il lavoro capillare per togliere dall’oblio decine di migliaia di emigranti “nascosti” in vari Paesi, l’intuizione delle Famiglie Bellunesi, la rivista “Bellunesi nel mondo”, i convegni, le tavole rotonde, ecc. Tutto ciò poteva limitarsi ad essere quasi una sorta di corporazione che difendesse i diritti e le rivendicazioni dei suoi associati, ma a ciò erano già deputati i sindacati.
Ci voleva qualcosa di più, un organismo che sapesse “parlare” sia agli emigranti che alle istituzioni, in Italia come nei Paesi dove i nostri conterranei si erano insediati perché spinti dalla ricerca del lavoro che qui non c’era.

Barcelloni ebbe il merito di dare all’AEB queste caratteristiche dimostrando anche ai più dubbiosi che ciò era possibile: «We can». Come si poteva non accettare questa sfida propugnata da un uomo deciso a combattere sino in fondo una grande battaglia di civiltà? Fu così che parecchi di noi lo seguirono nella convinzione che la sua guida non fosse quella di un visionario, bensì di un uomo concreto animato da sani princìpi appresi ad una scuola dove si insegnava lo spirito di servizio, oggi “merce” assai rara, ahimè!

Il Barcelloni alla guida dell’AEB, dell’Ente provinciale del turismo, del Rotary, di Radioteledolomiti, della Consulta Veneta per l’emigrazione era fatto così: un mix di idee, pragmatismo, determinazione, coraggio e – perché no? – anche di sogni. E, se qualche volta gli ostacoli ci sembravano insormontabili, con il sorriso sulle labbra ci rassicurava: «Ci penserà la Provvidenza!». Così l’uomo di fede tranquillizzava anche il più scettico e agnostico di noi.

L’aver guidato la battaglia in favore dei Bellunesi nel mondo non gli impedì di impegnarsi a fondo per le sorti della nostra provincia. Dalla viabilità alla scuola, dal turismo all’agricoltura di montagna, dalla tutela dell’ambiente alla difesa del suolo e via dicendo: in ciascuno di questi campi la nostra Associazione
ha fatto sentire sempre la sua voce ispirata spesso da Barcelloni. Così egli raggiunse anche un altro obiettivo: quello di fare delle prese di posizione dell’Associazione, ovvero di tutti i suoi soci nel mondo, una voce che facesse da massa critica nel dibattito provinciale, talvolta anche scuotendolo da certo torpore dialettico.

Infine non possiamo dimenticare questo giornale da lui diretto per molti anni anche dal “buen retiro” a Tenerife.

Conscio dell’importanza della comunicazione egli guidò questa testata con grande impegno sino a lasciarne il testimone a chi scrive per i normali avvicendamenti della vita.

La lezione di giornalismo, da lui trasmessami, è quella della ricerca della verità, che non è mai univoca, avendo per scopo quello di esprimere i propri convincimenti solo se supportati da cognizione di causa, competenza e onestà intellettuale e sempre nel pieno rispetto delle posizioni altrui.

È una lezione che ogni mese impegna il sottoscritto ed i suoi collaboratori nel confezionare questo giornale sperando di avere appreso da Barcelloni che cosa significhi avere il “coraggio delle idee”. Oggi, forse, il coraggio non manca, anche se spesso si confonde con la spregiudicatezza,
l’arroganza, l’ignoranza o qualcosa di peggio.
Ciò che manca, talvolta, sono le idee, quelle buone, quelle che fanno crescere l’individuo ed il corpo sociale. Quelle che nel 1966 fecero nascere la nostra Associazione, grazie anche e soprattutto ad un “contagioso sognatore” come Vincenzo Barcelloni Corte.

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