22. Questura di Belluno e Associazione Bellunesi nel Mondo. Avviata una collaborazione per formare i poliziotti in servizio nel Bellunese sulla storia dell’emigrazione italiana

Foto di gruppo a conclusione della visita degli agenti di polizia al Mim Belluno con il direttore Abm Marco CrepazIl Questore di Belluno Lilia Fredella e il presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo Oscar De Bona hanno siglato una collaborazione per formare una cinquantina di poliziotti, che prestano servizio nel territorio Bellunese, sulla storia dell’emigrazione italiana attraverso la visita del MiM Belluno – Museo interattivo delle Migrazioni.

Il primo incontro si è tenuto martedì 11 febbraio e ha visto la partecipazione di sette agenti seguiti dal direttore dell’Associazione Bellunesi nel Mondo Marco Crepaz. Un percorso di due ore in cui si sono succeduti video e dati relativi all’emigrazione di ieri e di oggi. 

Di notevole interesse la parte relativa al lavoro in miniera, oltre alle statistiche riferite agli iscritti Aire (Anagrafe degli Italiani residenti all’estero) che sono aumentati in questi ultimi dieci anni – a livello nazionale, regionale e provinciale – del 36%.

«Ringrazio il Questore di Belluno Fredella», le parole del presidente Abm Oscar De Bona, «per avere chiesto questa collaborazione. Siamo sempre più convinti che si debba parlare maggiormente della storia della nostra emigrazione. Un’emigrazione che ha portato all’estero, dall’Ottocento agli anni Settanta del Novecento, oltre 25 milioni di italiani. E il flussi in uscita continua ad essere presente e a crescere».

21. “Non far rumore. La storia dimenticata dei bambini nascosti”. A Belluno la proiezione del docufilm di Alessandra Rossi, diretto da Mario Maellario

La locandina del docufilm Non far rumoreA Belluno per parlare di emigrazione minorile clandestina. Un’emigrazione vissuta da decine di migliaia di bambini italiani. L’Associazione Bellunesi nel Mondo presenta il docufilm “Non far rumore”, di Alessandra Rossi, regia di Mario Maellaro, produzione Rai 3. Appuntamento lunedì 2 marzo 2020, alle ore 20.30, presso il Teatro del Centro Giovanni XXIII di Belluno (piazza Piloni). Il documentario tratta un aspetto poco conosciuto della storia italiana: nel secondo dopoguerra più di 2 milioni di italiani emigrarono in Svizzera, dove lo statuto del lavoratore stagionale allora in vigore non consentiva il ricongiungimento familiare. Di fatto era vietato per i lavoratori emigranti portare i figli con sé. Fu così che tra il 1950 e il 1980 entrarono in terra elevetica come clandestini dai 15 ai 30 mila bambini. Giovani che vissero nascosti in casa, senza poter andare a scuola, uscire e giocare. Bambini spesso chiusi nella parte più nascosta dell’abitazione, con la raccomandazione di non farsi sentire dai vicini. Se fossero stati scoperti, la pena sarebbe stata l’espulsione per l’intera famiglia. Ogni mattina i genitori prima di andare a lavoro ripetevano loro: «non ridere, non piangere, non far rumore».

Intenso e toccante, il docufilm dà voce ai protagonisti della vicenda: quei bambini, oggi adulti, che dentro di sé portano ancora i segni di una ferita mai rimarginata.

Racconti di infanzia negata. Un’occasione per riflettere sul passato e su un presente di storie che si ripetono.

Intervengono la giornalista Alessandra Rossi e Toni Ricciardi, storico delle migrazioni all’Università di Ginevra. Presenta Dino Bridda, direttore della rivista “Bellunesi nel mondo”. Ingresso libero. Per maggiori informazioni: info@bellunesinelmondo.it

20. Quando i figli dei nostri minatori giocavano sul “Terril”. Appuntamento a Quero – Vas con un docufilm dedicato alla nostra emigrazione in Belgio

La locandina del docufilm Terril“Quando i figli dei nostri minatori dopo la scuola giocavano sul Terril”. Questo il titolo del docufilm che le Famiglie ex emigranti di “Alano” e di “Quero Vas”, con il patrocinio dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, l’Unione Sette Ville, il Comune di Alano di Piave e il Comune di Quero Vas, presenteranno venerdì 28 febbraio 2020, alle ore 20.30, al Centro Culturale “Bice Lazzari” di Quero.

Il docufilm “maledetto” di Paul Meyer (il fiore magro) è stato girato alla fine degli anni Cinquanta accanto alle miniere di carbone del Belgio.

«Sarà un’occasione per tutti», le parole del presidente Abm Oscar De Bona, «per conoscere e capire una generazione cresciuta in terra di emigrazione».

«Per chi era allora in Belgio», aggiunge Doriano Dalla Piazza, coordinatore delle Famiglie di Alano e Quero, «vi sarà l’opportunità di rivivere i ricordi della propria infanzia».

L’ingresso è libero. Per maggiori informazioni contattare la Biblioteca civica del Comune di Quero Vas.

19. L’editoriale del mese di febbraio di “Bellunesi nel mondo”

Dino BriddaRiportiamo l’editoriale, a firma del direttore responsabile Dino Bridda, pubblicato nel numero di febbraio della rivista “Bellunesi nel mondo”.

«31 dicembre 2019: «Il Presidente della Repubblica stasera in tv? Non lo guardo, la solita retorica dei politici!». Non mi meraviglia questa supponenza del mio interlocutore, ma voglio capirne il motivo. Ascolto Mattarella, scarico il suo messaggio integrale dall’Ansa, lo leggo con attenzione e capisco perché altri la pensano come il mio scettico amico.Forse l’accenno agli italiani nel mondo è stato scarso, ma per il resto il messaggio va condiviso in pieno. È stato deluso chi si aspettava una vana retorica della speranza o, peggio, una non credibile copertura delle magagne del Bel Paese con parole buoniste e mielose contro i veleni dilaganti su e giù per lo Stivale. Mattarella non ha negato la gravità della situazione: «Abbiamo problemi da non sottovalutare. Il lavoro che manca per tanti, anzitutto. Forti diseguaglianze. Alcune gravi crisi aziendali.L’esigenza di rilanciare il nostro sistema produttivo. […] In particolar modo è necessario ridurre il divario che sta ulteriormente crescendo tra Nord e Sud d’Italia. A subirne le conseguenze non sono solo le comunità meridionali ma l’intero Paese, frenato nelle sue potenzialità di sviluppo». Poi ci ha chiamati a dare fiducia ai giovani affidando a loro responsabilità, a dare sostegno alle famiglie per creare una società più armoniosa, a fare della cultura lo strumento per uno sviluppo produttore di lavoro, e via dicendo.Quando poi il Presidente ci ha invitato a guardare l’Italia come la guardano dall’estero, a rispondere con coraggio alla domanda di Italia che si percepisce nel mondo, allora ho capito che a qualcuno ciò non vada a genio: «La democrazia si rafforza se le istituzioni tengono viva una ragionevole speranza. E’ importante anche sviluppare, sempre di più, una cultura della responsabilità che riguarda tutti: dalle formazioni politiche, ai singoli cittadini, alle imprese, alle formazioni intermedie, alle associazioni raccolte intorno a interessi e a valori. La cultura della responsabilità costituisce il più forte presidio di libertà e di difesa dei principi su cui si fonda la Repubblica. Questo comune sentire della società – quando si esprime – si riflette sulle istituzioni per infondervi costantemente un autentico spirito repubblicano».                    

Ecco il punto: la responsabilità individuale, ovvero cercare di aumentare in tutti noi quel tasso di civismo che manca in molti e che è, invece, la più alta espressione del vivere civile. Discorso scomodo, perché inchioda ciascuno davanti ai suoi doveri primari, verso se stesso e gli altri.Poi: basta aggressioni verbali e fisiche, più rispetto: «Senso civico e senso della misura devono appartenere anche a chi frequenta il mondo dei social, occasione per ampliare le conoscenze, poter dialogare con tanti per esprimere le proprie idee e ascoltare, con attenzione e rispetto, quelle degli altri. Alle volte si trasforma invece in strumento per denigrare, anche deformando i fatti.  Sovente ricorrendo a profili fittizi di soggetti inesistenti per alterare lo scambio di opinioni, per ingenerare allarmi, per trarre vantaggio dalla diffusione di notizie false». Parole sagge, perché lo sfascismo è ad ogni angolo di strada.Mattarella (nella foto in basso) ha fatto il suo dovere di Capo dello Stato, come un bravo genitore od un bravo insegnante che sanno iniettare fiducia. La fiducia in se stessi, prima di tutto. Oggi essa è virtù latente, ma finché non la si lascia esprimere e crescere, come si può sperare di cambiare le cose in questo Paese sfiduciato? E a capirlo, in prima istanza, dovrebbe essere la politica…».

18. La Festa dei Bellunesi nel mondo si terrà a Valle di Cadore. L’accordo con il sindaco Marianna Hoffer

Appuntamento da tutto il mondo a Valle di Cadore. Quando? Domenica 19 luglio. Questo il tradizionale appuntamento della festa dei “Bellunesi nel mondo”.

Giovedì 13 febbraio il presidente Abm Oscar De Bona, con il direttore Marco Crepaz, ha siglato l’accordo con il sindaco Marianna Hoffer. «Sarà una giornata eccezionale», le parole del presidente Abm Oscar De Bona, «perché combacia con l’iniziativa del Comune di Valle di Cadore “Viaggio del passato”, un omaggio agli antichi mestieri».

Dopo la Santa Messa è previsto il corteo lungo le vie del centro storico, per poi pranzare sotto il tendone installato per l’occasione.

Prossimamente verrà elaborato il programma dettagliato. «Prevediamo di organizzare una corriera», conclude De Bona, «che parta dalla Valbelluna per agevolare il viaggio ai nostri soci».

17. Fusione delle Famiglie ex emigranti di Fonzaso e Seren del Grappa?

oto di gruppo a conclusione della riunione a Seren del GrappaCi sarà una fusione tra le Famiglie Ex emigranti di Fonzaso e Seren del Grappa? Dal sodalizio di Seren la risposta è stata positiva. Giovedì 13 febbraio il presidente Abm Oscar De Bona – con il coordinatore delle Famiglie ex emigranti Antonio Dazzi e il direttore Abm Marco Crepaz – ha incontrato i soci della Famiglia ex emigranti di Seren del Grappa per fare loro questa proposta di fusione. All’incontro era presente anche il presidente della Famiglia di Fonzaso, Gianluigi Bazzucco, con diversi consiglieri.

A introdurre la riunione il presidente della Famiglia di Seren del Grappa, Gianni Ceccato, che ha voluto ringraziare la Casa madre per aver organizzato la giornata; nel suo intervento ha messo in rilievo l’attuale difficoltà del circolo da lui rappresentato e di come questa fusione potrebbe portare una vera boccata di ossigeno.

«A volte queste fusioni sono necessarie», le parole del presidente Abm Oscar De Bona, «per supportare al meglio le attività locali e dare uno slancio maggiore, anche di idee, per quello che si vuole realizzare».

Da parte dei soci della Famiglia di Seren del Grappa vi è la totale disponibilità a unire i due sodalizi e vi è stata la richiesta di organizzare nuovamente la Festa alle Bocchette.

Uno dei soci, Rinaldo Munerol, si è complimentato per il contenuto della rivista “Bellunesi nel mondo” e ha messo in risalto come sia importante fare qualcosa che sia da supporto per chi decide di rientrare, senza dimenticare quanto fatto dagli emigranti storici.

«Sono rientrato un giorno prima dalle mie vacanze», ha sottolineato Munerol, «perché non volevo assolutamente perdermi questo incontro».

Presente anche il sindaco di Seren del Grappa, Dario Scopel, che ha voluto ribadire il massimo sostegno da parte dell’Amministrazione comunale da lui rappresentata.

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