Presentazione del libro “Emigranti di Voltago e Digoman verso gli Stati Uniti d’America”

Sabato 29 marzo 2025, alle ore 17.00, presso la Sala Maestro Gianni De Col di Voltago Agordino, si terrà la presentazione del libro “Emigranti di Voltago e Digoman verso gli Stati Uniti d’America. Con ricerca sui luoghi e la vita dei protagonisti” di John F.V. Riva, edito da “Bellunesi nel mondo – edizioni”.

L’evento sarà presentato da Luisa Carniel, consigliere dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, e vedrà gli interventi del sindaco di Voltago Giuseppe Schena, del presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo Oscar De Bona e di Luigi Rivis. Parteciperà inoltre Pat Riva, figlia dell’autore, giunta dal Canada per l’occasione. Pat, assieme alla Carniel e a Rivis, ha contribuito alla realizzazione della pubblicazione voluta dal padre, il quale è stato insignito del premio “Bellunesi nel Mondo”.

L’ingresso all’evento è libero.

Il fenomeno migratorio dal Bellunese agli Stati Uniti

Tra il 1885 e il 1925 oltre 20.000 emigranti bellunesi sbarcarono negli Stati Uniti. Il fenomeno ebbe carattere “distrettuale”, con destinazioni specifiche a seconda della provenienza. Dal Feltrino si emigrava principalmente verso le miniere della Pennsylvania, dell’Iowa e del West Virginia, mentre gli abitanti del Cadore e dello Zoldano si stabilivano sulla costa orientale, in particolare nel New Jersey e nel Connecticut. Gli agordini, inizialmente diretti alle miniere di Calumet, Michigan, si spostarono successivamente a Bingham Canyon, nello Utah, dove la loro presenza fu particolarmente rilevante.

Nel suo libro, John Riva esamina il fenomeno migratorio di Voltago e Digoman, approfondendo la geologia delle zone minerarie interessate, gli spostamenti degli emigranti e la loro vita negli Stati Uniti. La seconda parte del volume illustra le carriere militari di alcuni emigrati e dei loro discendenti, includendo anche estratti dal diario di Costante Riva, padre dell’autore, che visse negli Stati Uniti per 45 anni. Alla stesura del libro hanno contribuito Luisa Carniel e Luigi Rivis.

L’autore: John F.V. Riva

Nato nel 1929 a Digoman, John (Giovanni) Riva era figlio di Costante Riva e Genoveffa Case di Tiser. Dopo aver completato il liceo a Belluno, nel 1947 raggiunse il padre a Las Vegas, Nevada, dove intraprese gli studi universitari. Si laureò all’Università del Nevada a Reno, conseguì un Master e nel 1962 ottenne un dottorato in Geologia e Paleontologia presso la Columbia University di New York.

Durante la sua carriera accademica, Riva fu professore di Geologia e Paleontologia alle università McGill di Montreal, Villanova vicino a Philadelphia e Laval di Quebec City. Dopo il pensionamento, nel 1996 fu nominato Professore Invitato di Ricerca presso l’Istituto Nazionale della Ricerca Scientifica (INRS) dell’Università del Quebec.

John Riva è scomparso a Quebec City, Canada, il 29 luglio 2020. Nel 2002 l’Associazione Bellunesi nel Mondo gli conferì il Premio Internazionale “Bellunesi che onorano la provincia in Italia e nel Mondo”.

Pat Riva: il contributo della figlia

Pat Riva, nata a Montreal e cresciuta a Quebec City, ha seguito un percorso accademico in Matematica e Linguistica presso le università Queen’s e Concordia di Montreal. Nel 1986 ha conseguito un Master in Biblioteconomia e Scienze dell’Informazione all’Università McGill. Specializzata in sistemi informatici e metadati, ha lavorato alla Biblioteca e Archivio nazionale del Quebec ed è attualmente vice-direttrice del settore collezioni all’Università Concordia di Montreal.

L’evento rappresenta un’importante occasione per riscoprire la storia dell’emigrazione bellunese e il contributo dato dai suoi protagonisti allo sviluppo di nuove comunità oltreoceano.

Su Radio ABM il dialetto bellunese con Graziano Damerini: al via “Sagome de paese”

Radio ABM, la web radio dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, arricchisce la propria programmazione con un nuovo appuntamento dedicato al dialetto bellunese. A partire da giovedì 27 marzo, andrà in onda Sagome de paese, una serie di trenta episodi ispirati all’omonimo libro di Graziano Damerini. Il programma sarà trasmesso ogni giovedì alle 4.15, 9.15, 16.15 e 22.15 (ora italiana) e successivamente disponibile in podcast sulle principali piattaforme online.
Sagome de paese: storie e personaggi della comunità bellunese

Il libro di Graziano Damerini raccoglie una serie di racconti dedicati a personaggi locali che hanno lasciato un segno nella vita della comunità. Con uno stile vivace e l’uso espressivo del dialetto, l’autore restituisce con ironia e sensibilità il ritratto di figure come Gìo Antole, Mario Aio e Gigolai.

L’opera non si limita alla narrazione aneddotica, ma propone una riflessione sul valore della diversità e sull’importanza di preservare le specificità linguistiche e culturali. Attraverso le sue storie, Damerini invita a considerare l’autenticità dei protagonisti come una ricchezza, in contrasto con le tendenze di omologazione della società contemporanea.
Un’iniziativa per valorizzare il dialetto e le tradizioni

L’iniziativa di Radio ABM si inserisce nel più ampio impegno dell’Associazione Bellunesi nel Mondo per la tutela e la diffusione del patrimonio culturale locale. La scelta del dialetto come lingua di narrazione rappresenta un modo per mantenere viva una tradizione espressiva che rischia di perdersi, offrendo al contempo un’opportunità per le nuove generazioni di riscoprire le proprie radici.

«La nostra Associazione è da sempre impegnata nella promozione della cultura bellunese, non solo tra chi vive in provincia, ma anche tra i tanti corregionali sparsi nel mondo» sottolinea Oscar De Bona, presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo. «Il dialetto è parte della nostra identità e iniziative come questa aiutano a mantenerlo vivo, avvicinando le persone alla nostra storia e alle nostre tradizioni».

L’appuntamento con Sagome de paese è quindi un’occasione per avvicinarsi alla cultura bellunese in modo diretto e coinvolgente, attraverso la voce di un autore che ne conosce a fondo l’anima e le sfumature.

Festa del Papà 2025. Il messaggio dell’Associazione Bellunesi nel Mondo

Oggi, mercoledì 19 marzo 2025, l’Italia celebra la Festa del Papà, una ricorrenza che coincide con la solennità di San Giuseppe, simbolo di dedizione e responsabilità familiare. Questa giornata rappresenta un momento significativo per riconoscere il ruolo dei padri nella società e nelle famiglie, ponendo l’attenzione sul loro impegno quotidiano.

Il messaggio dell’Associazione Bellunesi nel Mondo

Oscar De Bona, presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, ha voluto rivolgere un pensiero particolare ai padri, in special modo a quelli che vivono lontano dalla propria terra d’origine. Nel suo messaggio, ha sottolineato l’importanza del sacrificio e della dedizione di molti padri emigrati, che hanno costruito un futuro per le loro famiglie con impegno e determinazione.

“Oggi celebriamo i padri, figure fondamentali nella crescita e nell’educazione dei figli. Un pensiero speciale va ai tanti papà bellunesi emigrati, che con sacrificio e dedizione hanno costruito un futuro per le loro famiglie lontano dalla propria terra. A loro, e a tutti i padri del mondo, auguro una giornata serena e ricca di affetti”.

Le tradizioni della Festa del Papà in Italia

La Festa del Papà è diffusa in molti paesi e assume significati diversi a seconda delle tradizioni culturali. In Italia, è un’occasione per celebrare la paternità con piccoli gesti simbolici, regali e momenti di condivisione familiare.

In alcune regioni, come il Veneto, la giornata è accompagnata da tradizioni culinarie locali. Tra queste, spicca la preparazione delle zeppole di San Giuseppe, dolci tipici che rendono ancora più speciale questa ricorrenza.

Un momento di riflessione sul ruolo paterno

Oltre alla dimensione affettiva, la Festa del Papà pone l’accento sul valore educativo e sociale della figura paterna. Il ruolo dei padri nel percorso di crescita dei figli è fondamentale, e la loro presenza rappresenta un punto di riferimento essenziale per il benessere familiare.

Questa celebrazione invita quindi a riflettere sulla paternità nella società contemporanea, sottolineando l’importanza del legame familiare in un mondo in continua evoluzione. La Festa del Papà diventa così non solo un momento di festa, ma anche un’occasione per ribadire i valori della responsabilità e dell’amore paterno.

“Si può fare sorridendo”, un’esperienza di volontariato in Brasile: il 22 marzo la presentazione del libro di Italo Pierobon

Si può fare sorridendo. Un’esperienza d’incontro e condivisione con la gente e la realtà del Brasile dal 1968 al 1970.

È il titolo del libro in cui Italo Pierobon ripercorre la propria attività di volontario a Macapà, nel Nord del Brasile.

Libro che verrà presentato sabato 22 marzo alle 16:00 nella sede dell’Associazione Bellunesi nel Mondo.

Oltre all’autore, che dialogherà con Augusto Modolo, della Famiglia Ex Emigranti di Ponte nelle Alpi, interverranno lo scrittore Antonio Bortoluzzi e Patrizia Burigo, presidente della Biblioteca delle migrazioni “Dino Buzzati”.

Incontro a ingresso libero. Per informazioni: Tel. 0437 941160; email: biblioteca.migrazioni@bellunesinelmondo.it.

Il libro

Il lavoro esplora le sfide della povertà e dell’ingiustizia sociale, ma anche la resilienza e il calore umano della popolazione brasiliana.

Un’opera che mette in luce il valore dell’incontro interculturale, mostrando come il contatto diretto con una realtà diversa abbia trasformato profondamente il protagonista.

Il periodo trascorso in Brasile diventa infatti un’occasione di crescita, in cui aiutare significa anche imparare. Per cercare di fare la differenza attraverso l’impegno concreto e la condivisione autentica.

L’autore

Italo Pierobon, di Ponte nelle Alpi, è da sempre attivo nel sociale e coinvolto in diverse esperienze di volontariato, in ambito locale e internazionale. Ha partecipato come volontario ai lavori di completamento dell’Ospedale San Camillo di Macapà (Brasile) e come cooperante alla costruzione di un centro di formazione professionale ad Anizok (Guinea Equatoriale).

Nel corso degli anni ha collaborato, come responsabile tecnico, con la cooperativa angolana “Pace e Allegria” alla costruzione di un centro ortopedico nella città di Menongue Cuando Cubango (Angola).

Nell’ambito di un progetto dell’ONG INTERSOS ha contribuito a realizzare un altro centro ortopedico nella stessa città.

Ha collaborato con la ONG VIS (Volontariato Internazionale e Sviluppo) al completamento di un Centro per bambini malnutriti e di una Scuola di alfabetizzazione per adulti a Luanda (Angola). Sempre a Luanda, ha collaborato alla ristrutturazione di un centro antitubercolare, poi, con i Salesiani locali, alla realizzazone di alcune strutture per la catechesi e alfabetizzaione degli adulti.

A Lwena (Angola), si è impegnato nella costruzione di scuole elementari con nuove tecniche di costruzione BTC (blocchi di terra compattata).

Coordina i lavori per la realizzazione di ambulatori, laboratori analisi per H.I.V. e scuole elementari a Luanda (Angola).

Per l’Associazione Seniores Italia si occupa di un progetto per autocostruzione di case (Cooperativa Paz y Alegria) a Menongue – Cuando Cubango (Angola). Si è distinto nell’attività di sensibilizzazione ai problemi del terzo mondo anche nel territorio bellunese.

Clicca QUI per visualizzare la locandina.

I neri fantasmi di Marcinelle. A Santa Giustina si parla di emigrazione in Belgio

Tappa a Santa Giustina per il libro di Egidio Pasuch “I neri fantasmi di Marcinelle. Storia (e storie) dell’emigrazione bellunese in Belgio“, (Bellunesi nel mondo Edizioni).

L’opera verrà presentata al Circolo Elisa (via Pulliere, 19) venerdì 21 marzo. Appuntamento alle 20:30.

Attraverso un’analisi dettagliata della situazione socio-economica della provincia di Belluno e un quadro chiaro delle motivazioni che spinsero molte famiglie a partire, il volume costituisce una precisa ricostruzione storica delle migrazioni dal Bellunese al Belgio.

Un aspetto centrale dell’opera è l’analisi dei numeri e delle statistiche degli espatri bellunesi verso il Belgio, con particolare attenzione agli incidenti minerari che coinvolsero lavoratori provenienti da questa provincia.

Tra i temi affrontati spicca il dramma della silicosi, una malattia professionale diffusa tra i minatori, e le azioni politiche intraprese a livello nazionale per tutelare i lavoratori bellunesi.

La tragedia di Marcinelle dell’8 agosto 1956, che costò la vita a numerosi minatori italiani, viene raccontata attraverso un’approfondita analisi delle cronache dell’epoca, in particolare degli articoli pubblicati sui quotidiani “Il Gazzettino” e “L’Amico del Popolo”.

La parte conclusiva del volime raccoglie preziose testimonianze di ex minatori bellunesi emigrati in Belgio e dei loro familiari, offrendo una prospettiva umana e toccante sulla vicenda migratoria.

Un libro per riflettere su una pagina dolorosa ma significativa della storia bellunese e italiana, mantenendo viva la memoria di coloro che hanno vissuto in prima persona il sacrificio dell’emigrazione.

Clicca QUI per visualizzare la locandina.

Salta al contenuto
Design by DiviMania | Made with ♥ in WordPress