CALALZO DI CADORE

stemma del comune di Calalzo di Cadore

  • Municipio: 12, piazza IV Novembre
  • C.A.P.: 32042
  • Prefisso: 0435
  • Tel: +39 (0)435 519 752
  • Fax: +39 (0)435 519 839
  • Abitanti: 2450
  • Superficie: 43.38 km²
  • Altitudine massima: 3264 m slm
  • Altitudine minima: 683 m slm
  • E-mail: sindaco@comune.calalzo.bl.it
  • Associato alla: Unione Montana Centro Cadore
  • Area: U.M. Centro Cadore

Caratteristiche principali

Dopo Pieve di Cadore in direzione di Auronzo e del Comelico, Calalzo a 806 m si distende sulla destra orografica del lago di Centro Cadore.
Località di notevole valenza commerciale e industriale collegata soprattutto alle attività nel comparto dell’occhialeria, è anche un buon centro di soggiorno. Stazione capolinea della ferrovia che giunge da Padova e da Venezia, Calalzo ha acquisito per questo una posizione di centralità nel traffico turistico riguardante il Cadore. La tradizione regoliera ha radici profonde a Calalzo: nel 1274 la locale Regola fu già dotata di propri laudi.
La chiesa parrocchiale è dedicata a S. Biagio Vescovo. L’attuale edificio fu completato nel 1852, in esecuzione del progetto architettonico di Pigazzi e Palatini e in quello stesso anno assunse dignità parrocchiale. In precedenza una chiesa vi era già nel secolo XIV che venne sostituita da un altro edificio verso la fine del ‘400. Fra le opere d’arte conserva dipinti di Orazio Vecellio figlio del Tiziano: di particolare effetto l’Adorazione dei Magi. Nella chiesa parrocchiale vi è anche una statua della Madonna della Neve un tempo oggetto di particolare venerazione anche per iniziativa della Regola.

Chiesette minori sono intestate a S. Giovanni Battista a Tade, alla Madonna di Caravaggio, a S. Francesco d’Orsina e più distante dal capoluogo, a Rizzios, c’è quella per la venerazione di S. Anna con dipinti restaurati pochi anni fa: eretta all’inizio del ‘600 per iniziativa di un tale fra’ Antonio, ben presto divenne un frequentato luogo di culto e di pellegrinaggio.
Poco distante dal capoluogo c’è la frazione di Rizzios. Pur essendo poco abitata, presenta alcune caratteristiche che ne fanno una borgata suggestiva: parecchi tabià, un buon panorama sulle più belle montagne della zona, dall’Antelao alle Marmarole e alla catena dolomitica che campeggia a mezzogiorno.

Sito archeologico di Làgole

Altra attrazione calaltina è il sito archeologico di Lagole: a poche decine metri dal “Laghetto delle Tose” una stipe votiva di origine paleoveneta dimostra, assieme ad altri numerosi reperti bronzei ora custoditi al museo della Magnifica Comunità di Cadore a Pieve di Cadore, la presenza di un antico luogo di culto e l’uso terapeutico delle acque sgorganti dalle sorgenti di Lagole da almeno 2500 anni.
Nella località di Làgole, infatti, di strordinaria bellezza naturale, alcuni secoli prima della nascita di Cristo fu costruito un santuario da genti paleovenete dedicato alla divinità chiamata Trumusiate, che si pensava avesse poteri sananti. Ad essa si rivolgevano i devoti per chiedere salute e protezione, lasciando doni ed offerte in segno di gratitudine. Il luogo ha mantenuto intatto nei secoli il suo aspetto naturale e conserva a tutt’oggi la sua bellezza, valorizzata, anzi, da recenti interventi di recupero ambientale e di risanamento, che ne hanno migliorato la fruibilità nel rispetto delle caratteristiche originarie.
L’uso delle acque di Làgole è continuato anche in epoca romana e con la caduta dell’Impero le notizie si perdono nelle nebbie del medioevo, anche perché, con l’avvento del cristianesimo, il luogo perdette l’importanza legata alle divinità pagane che vi venivano invocate.
La proprietà dell’acqua di Làgole, con un eccezionalmente alto contenuto di zolfo (1453 mg./l.) fa sì che le antiche credenze riguardanti le virtù terapeutiche di queste fonti siano avallate da prove scientifiche.
“…Per le acque minerali commerciali non è stato riportato il valore di concentrazione delle singole unità di campione, ma abbiamo scelto la media aritmetica. Per Làgole sono stati utilizzati i valori determinati dall’ARPAV.
– Valore di pH dell’acqua di Làgole: 7,28.
– Valore medio di pH delle altre acque: 7,4.
L’osservazione dei dati consente di confermare quanto già pubblicato: l’acqua di Làgole è particolarmente ricca di solfati, di bicarbonati, di calcio e di magnesio. La sua composizione chimica giustifica il fatto che nella tradizione popolare, confermata anche da riscontri clinici, l’acqua di Làgole venga considerata ricca di proprietà terapeutiche. Può essere utilizzata: come bevanda per migliorare l’attività dello stomaco (si pensi alla presenza del bicarbonato), per trattare lievi disturbi di fegato, può stimolare la diuresi ed ha una blanda azione lassativa (si pensi alla buona concentrazione del magnesio); per via inalatoria per riniti e sinusiti, per infiammazioni delle prime vie aeree; per bagni e fanghi trova applicazione come coadiuvante nelle patologie osteo-articolari e muscolo-tendinee; Nella tradizione popolare si ritiene che l’acqua faccia guarire alcune malattie della pelle (dermatiti, eczemi, piaghe…). (…) Una raccomandazione! L’acqua andrebbe bevuta alla sorgente per evitare che lo sviluppo di CO2 provochi la precipitazione del calcio e del ferro.”
Proprietà terapeutiche dello zolfo. Ormai è cosa certa che i minerali presenti nell’acqua vengono assorbiti dalla pelle e, quindi, dall’organismo, per cui, anni addietro, alcuni ricercatori americani che avevano notato in pazienti artritici una forte carenza di cistina nelle loro unghie (la cistina è una proteina ad alto contenuto di zolfo) prescrissero una cura termale in acque solforose; poi ripresero in esame le unghie notando un aumento notevole di cistina e un deciso miglioramento dello stato di salute dei pazienti. E’ dimostrato inoltre che lo zolfo accelera il processo di cicatrizzazione delle ferite, quelle inferte in battaglia o ricevute a seguito di interventi chirurgici o per incidenti; e non ha importanza se questo minerale viene assunto con l’uso di cure termali o con l’alimentazione. E’ noto che una dieta ricca di proteine è indispensabile per il processo di cicatrizzazione, ma i ricercatori statunitensi ottennero ugualmente risultati eccellenti anche con una dieta ipoproteica, usando però alimenti ad alto contenuto di zolfo.
Il ritrovamento, a Làgole, di numerosi bronzetti votivi con frasi dedicatorie, rappresentanti guerrieri, è la testimonianza del valore terapeutico di queste acque sin da tempi lontanissimi e tuttora i valligiani ne fanno uso anche per dermatiti di difficile soluzione. (testo consultato: J.I. RODALE, “THE COMPLETE BOOK OF MINERAL FOR HEALT”, RODALE BOOKS, 1972)
Nota: La tabella e le osservazioni tra virgolette sono tratte dal libro “Làgole, breve guida naturalistico archeologica”, realizzato dalla classe IIIA della Scuola Media di Calalzo, a.s. 1999/2000.

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