L’intervento del vice sindaco di Sedico, Gioia Sacchet.30 agosto 1965 Vallese, Mattmark (Svizzera). Una data e un luogo che non devono essere dimenticati, perché persero la vita, a 2000 metri di altitudine, 88 operai intenti a costruire una diga in terra battuta. Milioni di metri cubi di ghiaccio e roccia si staccarono dal ghiacciaio dell’Allalin abbattendosi sulle baracche dei lavoratori. 88 le vittime, di cui 56 italiane e di queste 17 bellunesi. A loro è andato il ricordo in occasione della commemorazione del 54.mo anniversario della tragedia di Mattmark organizzata dalla Famiglia Ex emigranti “Monte Pizzocco”, con il supporto dell’Associazione Bellunesi nel Mondo. Domenica 1 settembre erano presenti i parenti delle vittime, i superstiti, le Famiglie ex emigranti con le Famiglie Bellunesi del Trentino, di Roma e del Nord Reno Westfalia, gli alpini le Amministrazioni comunali di Sedico, Belluno, Santa Giustina, San Gregorio nelle Alpi, Cesiomaggiore, Sospirolo, Quero-Vas, Pieve di Cadore, Alpago e Domegge di Cadore e tutti si sono stretti nel deporre una corona d’alloro al monumento dell’emigrante presente a Mas di Sedico (Belluno), nel parco dedicato proprio alle vittime di Mattmark. «Siamo qui per non dimenticare – ha sottolineato il vicesindaco di Sedico, Gioia Sacchet – ma anche perché queste tragedie siano un monito per la sicurezza sul lavoro. Ancora oggi, purtroppo, si muore compiendo il proprio lavoro e questo non dovrebbe succedere. È nostro dovere ricordare il sacrificio dei nostri emigranti e ringraziarli per quanto fatto per lo sviluppo del nostro Paese». «Preservare la memoria della nostra emigrazione è la missione della Famiglia Ex emigranti “Monte Pizzocco”», sono le parole del presidente Marco Perot, «non ci stancheremo di commemorare queste tragedie, che hanno tanto colpito i nostri emigranti. Questi ragazzi emigravano per vivere e dare un futuro migliore alle loro famiglie. Non dovevano morire. Il loro ricordo deve vivere in tutti noi».

Un fenomeno, quello dell’emigrazione bellunese, poco conosciuto ai giovani e che l’Associazione Bellunesi nel Mondo vuole invece portare nelle scuole. «Ringrazio Marco Perot per organizzare ogni anno, assieme alla Famiglia “Monte Pizzocco”, questa importante commemorazione», sono le parole del presidente Abm Oscar De Bona, «la nostra Associazione, grazie al contributo della Regione Veneto, sta per realizzare un libro didattico che verrà distribuito, nei prossimi mesi, a 1800 studenti e riguarderà la storia dell’emigrazione bellunese e veneta dalla fine dell’Ottocento ai giorni nostri».

Il consigliere regionale Franco Gidoni, nel suo intervento, ha voluto ricordare come ancora ai giorni nostri si continua ad emigrare e che questo flusso in uscita sta portando un serio impoverimento culturale e professionale della regione Veneto.

Dello stesso parere il consigliere provinciale Ivan Minella, che ha voluto ribadire come la Provincia di Belluno debba essere di supporto alle molteplici attività dell’Associazione Bellunesi nel Mondo.

La cerimonia si è conclusa con la benedizione della corona d’alloro da parte di don Davide Fiocco e con l’annuncio che l’Associazione Bellunesi nel Mondo, per il 55° anniversario della tragedia di Mattmark, organizzerà un viaggio nel Vallese il 30 agosto 2020.

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