70 anni da Marcinelle: Belluno e Sedico commemorano le vittime della tragedia in miniera

La comunità bellunese si è stretta per ricordare il settantesimo anniversario del disastro di Marcinelle, avvenuto l’8 agosto 1956, una delle pagine più drammatiche e dolorose della storia dell’emigrazione italiana nel secondo dopoguerra, in cui persero la vita 262 persone. Tra le vittime figuravano anche cinque minatori veneti: il bellunese Dino Dalla Vecchia, originario di Sedico — comune che quest’anno ha dato vita alle iniziative commemorative insieme all’Abm (Associazione Bellunesi nel Mondo) —, Giuseppe Polese, Mario Piccin, Guerrino Casanova e Giuseppe Corso.

Le cerimonie tra il Belgio e Sedico

Le celebrazioni ufficiali hanno visto il presidente dell’Unione Nazionale Associazioni Immigrati ed Emigrati (Unaie) e dell’Abm, Oscar De Bona, presente direttamente a Marcinelle per rinnovare il tributo della nazione. Nel frattempo, gli eventi locali si sono concentrati a Sedico, alla presenza della vicepresidente dell’Abm Patrizia Burigo, del sindaco Christian Roldo, del consigliere provinciale Renzo Minella e dei rappresentanti di Anmil, Inail e Ulss.

«Visitare luoghi come Marcinelle o Mattmark, dove persero la vita diciassette bellunesi, trasforma profondamente la visione della vita — ha sottolineato il sindaco di Sedico, Christian Roldo —. La piaga degli infortuni sul lavoro rappresenta un’offesa intollerabile. Le istituzioni hanno il dovere di vigilare affinché la cultura della prevenzione diventi prassi quotidiana».

Il Museo dell’Emigrazione Veneta e la riflessione sulla sicurezza

Per l’occasione, il Mev (Museo dell’Emigrazione Veneta) ha aperto straordinariamente nel fine settimana con una sezione speciale ricca di video testimonianze, documenti e oggetti storici. Durante l’incontro pubblico, moderato dagli interventi dello storico dell’emigrazione Egidio Pasuch e dell’onorevole Giovanni Crema, si è riflettuto su come la tragedia abbia segnato l’inizio di una nuova coscienza europea sui diritti e sulla sicurezza dei lavoratori.

Il direttore dello Spisal, Gianfranco Albertin, ha posto l’accento sulla necessità di mantenere alta la guardia sulla prevenzione, ricordando che malattie professionali storiche come la silicosi — legata al lavoro in miniera — continuano a manifestarsi in altri settori produttivi moderni.

L’Abm ricorda la tragedia di Marcinelle: cerimonia per il 69° anniversario e monito sulla sicurezza sul lavoro

Si è svolta oggi, venerdì 8 agosto, a Belluno la cerimonia commemorativa per il 69° anniversario della tragedia di Marcinelle, promossa dall’Associazione Bellunesi nel Mondo (Abm) in occasione della Giornata del sacrificio del lavoro italiano nel mondo. L’evento, ospitato presso il monumento all’emigrante in via Cavour, ha visto la partecipazione di autorità civili, religiose, rappresentanti delle istituzioni e della comunità.

La tragedia di Marcinelle, avvenuta nel 1956 nella miniera di Bois du Cazier in Belgio, costò la vita a 262 lavoratori, di cui 136 italiani. Cinque le vittime venete: Giuseppe Corso (Verona), Dino Dalla Vecchia (Belluno), Giuseppe Polese, Mario Picin e Guerino Casanova (Treviso). L’episodio è diventato simbolo delle difficili condizioni affrontate dagli emigranti italiani nel dopoguerra.

Ad aprire la cerimonia è stato il presidente dell’Abm, Oscar De Bona, che ha ribadito l’impegno dell’associazione nel mantenere viva la memoria degli emigranti caduti sul lavoro. Sono seguiti gli interventi del presidente della Provincia, Roberto Padrin, che ha collegato il ricordo di Marcinelle alla drammatica attualità degli incidenti sul lavoro, e del vicario del Questore, Mauro Carisdeo, che ha richiamato all’importanza della vigilanza e della segnalazione di comportamenti rischiosi.

Il sindaco di Sedico, Cristian Roldo, e il vicesindaco di Belluno, Paolo Gamba, hanno sottolineato il valore del sacrificio delle vittime come fondamento del benessere odierno, mentre Doriano Dalla Piazza, figlio di un minatore, ha offerto una testimonianza diretta delle difficoltà e del coraggio dei lavoratori in miniera. Presenti anche discendenti di emigranti, come Claudio Olivier, che ha ricordato le radici familiari in provincia di Belluno.

Durante la cerimonia è stato letto un messaggio del Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, che ha ricordato il dolore e la gratitudine dovuta a chi ha contribuito alla crescita della comunità pagando un prezzo altissimo.

L’evento si è concluso con la riflessione di don Graziano Dalla Caneva, incentrata sul valore della dignità umana, e con l’accensione di un cero commemorativo presso il monumento all’emigrante, a testimonianza di una memoria che resta viva come impegno per un futuro di maggiore sicurezza e giustizia sul lavoro.

“I neri fantasmi di Marcinelle”: il racconto dell’emigrazione bellunese verso il Belgio nel libro di Egidio Pasuch

Si è tenuta venerdì 8 novembre 2024, nella Sala riunioni dell’Associazione Bellunesi nel Mondo in via Cavour 3 a Belluno, la presentazione del libro I neri fantasmi di Marcinelle di Egidio Pasuch. A introdurre l’autore è stata Patrizia Burigo, presidente del comitato di gestione della Biblioteca delle migrazioni “Dino Buzzati”, che ha voluto sottolineare l’importanza di quest’opera per ricordare una pagina storica segnata da sacrifici e speranze, che ha coinvolto profondamente la comunità bellunese.

Pasuch, con sensibilità e precisione storica, ha ricostruito il difficile cammino di una generazione di bellunesi che, tra la fine dell’Ottocento e la metà del Novecento, lasciò la propria terra per trasferirsi in Belgio, nel “Paese Nero”. Attraverso testimonianze personali, l’autore ha riportato alla luce storie di uomini e donne che partirono con il desiderio di costruirsi un futuro migliore, affrontando condizioni di vita dure e spesso pericolose, come quelle nelle miniere di carbone belghe.

Uno dei momenti più toccanti della serata è stato il ricordo della tragedia di Marcinelle, avvenuta l’8 agosto 1956, quando un incendio nella miniera del Bois du Cazier causò la morte di 262 minatori, di cui 136 italiani. Tra questi, il nome di Dino Della Vecchia, originario di Sedico, è stato citato come simbolo di un sacrificio che ha lasciato un’impronta indelebile nella memoria della comunità.

La serata ha rappresentato per i presenti un’occasione non solo di conoscenza, ma anche di riflessione su un passato che ha contribuito a forgiare l’identità del Bellunese. L’incontro è stato un omaggio a quegli uomini e a quelle donne che, con il loro coraggio, hanno creato legami profondi tra l’Italia e il Belgio, lasciando tracce indelebili nella storia delle migrazioni italiane.

Belluno ricorda Marcinelle: il libro di Egidio Pasuch racconta un secolo di emigrazione in Belgio. Appuntamento venerdì 8 novembre alla Biblioteca delle migrazioni “Dino Buzzati”

L”emigrazione verso il Belgio ha segnato profondamente la storia della società bellunese. Ma come è iniziata? E come si è sviluppata nel tempo? A rispondere a queste domande è il libro di Egidio Pasuch, I neri fantasmi di Marcinelle, che sarà presentato venerdì 8 novembre 2024, alle 18:00, presso la Biblioteca delle Migrazioni “Dino Buzzati” in Via Cavour 3, Belluno.

Nel suo libro, Pasuch ricostruisce con attenzione storica e sensibilità le vicende di un’intera generazione di bellunesi, che partirono per il Belgio alla ricerca di lavoro. Attraverso testimonianze personali, storie di speranza e tragedie, l’autore ripercorre un secolo di emigrazione verso il cosiddetto “Paese Nero” e la “Terra di Caino.” Tra i capitoli più tragici, viene ricordata la tragedia di Marcinelle dell’8 agosto 1956, in cui persero la vita 262 minatori, tra cui 136 italiani. Tra loro anche Dino Della Vecchia, originario di Sedico, il cui nome è ancora oggi vivo nella memoria della comunità.

All’inizio, come ricostruisce Pasuch, la stampa locale incoraggiava questo esodo verso una nazione vicina per cultura e fede cattolica. Ma con l’aumento delle vittime e l’emergere di nuove mete migratorie, l’entusiasmo si affievolì, segnando una svolta nella storia dell’emigrazione bellunese.

L’evento è a ingresso libero.

Per maggiori informazioni:
Tel: 0437 941160
Email: biblioteca.migrazioni@bellunesinelmondo.it

68° anniversario tragedia di Marcinelle. De Bona: «Portare la storia dell’emigrazione italiana nelle scuole: un imperativo per ricordare il sacrificio dei minatori»

La memoria della tragedia di Marcinelle e il sacrificio dei lavoratori italiani all’estero sono stati al centro delle commemorazioni organizzate dall’Associazione Bellunesi nel Mondo in occasione del 68° anniversario di uno dei più drammatici eventi dell’emigrazione italiana. La cerimonia, svoltasi davanti al monumento all’emigrante presso la sede dell’Abm, ha visto la partecipazione di numerose autorità locali, rappresentanti delle Famiglie degli Ex emigranti e figure di spicco della comunità.

Oscar De Bona, presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, ha dato il benvenuto ai presenti, esprimendo gratitudine per la partecipazione di autorità, Famiglie di ex emigranti, Alpini e Maestri del lavoro. Tra i partecipanti, anche la Famiglia Bellunese del Nord Reno Westfalia, giunta dalla Germania per rendere omaggio ai caduti.

Nel corso della cerimonia, il vice sindaco di Belluno, Paolo Gamba, ha sottolineato l’importanza di non dimenticare i sacrifici degli emigranti, non solo del passato, ma anche di quelli attuali. «Molti bellunesi lavorano ancora oggi all’estero, lontani dalla loro terra e dalle loro famiglie», ha ricordato Gamba, evidenziando l’attualità di un fenomeno che continua a caratterizzare la storia di molti italiani.

Il sindaco di Sedico, Christian Roldo, ha ricordato Dino Della Vecchia (originario del suo comune), l’unica vittima bellunese della tragedia di Marcinelle, sottolineando come il sacrificio di questi lavoratori abbia contribuito al progresso dell’Italia. «Non dobbiamo dimenticare queste persone morte all’estero per cercare una vita migliore per se stessi e per le loro famiglie», ha affermato.

Durante la commemorazione, il senatore Luca De Carlo ha evidenziato come la tragedia di Marcinelle sia stata ricordata anche in parlamento e al senato, a testimonianza dell’importanza storica e simbolica di questo evento.

Uno degli interventi più significativi è stato quello di Egidio Pasuch, autore del libro “I neri fantasmi di Marcinelle”, che ha denunciato la scarsa conoscenza delle giovani generazioni sulla storia dell’emigrazione italiana. «È fondamentale parlarne nelle scuole», ha dichiarato Pasuch, sottolineando la necessità di trasmettere alle future generazioni il ricordo di un capitolo cruciale e drammatico della storia italiana.

De Bona ha raccolto questa sfida, impegnandosi a portare il volume di Pasuch nelle scuole bellunesi, affinché i giovani possano conoscere e comprendere il sacrificio dei loro avi.

Anche il prefetto di Belluno, Antonello Roccoberton, ha sottolineato l’importanza di eventi come questo, che devono servire da monito affinché il lavoro si svolga sempre in condizioni di sicurezza. Il diacono Francesco D’Alfonso ha infine ricordato la migrazione di andata e ritorno, ponendo l’accento sull’importanza dell’accoglienza.

La giornata si è conclusa con la benedizione di un cero posizionato davanti al monumento agli emigranti, un gesto simbolico per onorare tutti coloro che hanno sacrificato la loro vita lontano dalla patria. Alla cerimonia era presente anche Franco Conte, presidente dell’Associazione Internazionale Trevisani nel Mondo.

La commemorazione della tragedia di Marcinelle rappresenta non solo un doveroso tributo ai caduti, ma anche un invito a riflettere sulla necessità di mantenere viva la memoria storica dell’emigrazione italiana. Portare queste storie nelle scuole è un passo fondamentale per garantire che il sacrificio di tanti italiani non venga mai dimenticato.

Salta al contenuto
Design by DiviMania | Made with ♥ in WordPress