L’Abm ricorda la tragedia di Marcinelle: cerimonia per il 69° anniversario e monito sulla sicurezza sul lavoro

da | 8 Ago 2025 | 0 commenti

Tempo di lettura: 3 minuti

Si è svolta oggi, venerdì 8 agosto, a Belluno la cerimonia commemorativa per il 69° anniversario della tragedia di Marcinelle, promossa dall’Associazione Bellunesi nel Mondo (Abm) in occasione della Giornata del sacrificio del lavoro italiano nel mondo. L’evento, ospitato presso il monumento all’emigrante in via Cavour, ha visto la partecipazione di autorità civili, religiose, rappresentanti delle istituzioni e della comunità.

La tragedia di Marcinelle, avvenuta nel 1956 nella miniera di Bois du Cazier in Belgio, costò la vita a 262 lavoratori, di cui 136 italiani. Cinque le vittime venete: Giuseppe Corso (Verona), Dino Dalla Vecchia (Belluno), Giuseppe Polese, Mario Picin e Guerino Casanova (Treviso). L’episodio è diventato simbolo delle difficili condizioni affrontate dagli emigranti italiani nel dopoguerra.

Ad aprire la cerimonia è stato il presidente dell’Abm, Oscar De Bona, che ha ribadito l’impegno dell’associazione nel mantenere viva la memoria degli emigranti caduti sul lavoro. Sono seguiti gli interventi del presidente della Provincia, Roberto Padrin, che ha collegato il ricordo di Marcinelle alla drammatica attualità degli incidenti sul lavoro, e del vicario del Questore, Mauro Carisdeo, che ha richiamato all’importanza della vigilanza e della segnalazione di comportamenti rischiosi.

Il sindaco di Sedico, Cristian Roldo, e il vicesindaco di Belluno, Paolo Gamba, hanno sottolineato il valore del sacrificio delle vittime come fondamento del benessere odierno, mentre Doriano Dalla Piazza, figlio di un minatore, ha offerto una testimonianza diretta delle difficoltà e del coraggio dei lavoratori in miniera. Presenti anche discendenti di emigranti, come Claudio Olivier, che ha ricordato le radici familiari in provincia di Belluno.

Durante la cerimonia è stato letto un messaggio del Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, che ha ricordato il dolore e la gratitudine dovuta a chi ha contribuito alla crescita della comunità pagando un prezzo altissimo.

L’evento si è concluso con la riflessione di don Graziano Dalla Caneva, incentrata sul valore della dignità umana, e con l’accensione di un cero commemorativo presso il monumento all’emigrante, a testimonianza di una memoria che resta viva come impegno per un futuro di maggiore sicurezza e giustizia sul lavoro.

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