“I consigli di nonna Gigia”: la saggezza bellunese su Bellunesinelmondo.info

L’Associazione Bellunesi nel Mondo presenta “I consigli di nonna Gigia”, la nuova rubrica quotidiana che sarà pubblicata su Bellunesinelmondo.info, la versione digitale della storica rivista dell’associazione. La sezione nasce per valorizzare la cultura e le tradizioni della provincia di Belluno, portando online un patrimonio di conoscenze tramandate di generazione in generazione.

Riscoprire le tradizioni con Nonna Gigia

Il personaggio di Nonna Gigia, figura immaginaria ma familiare, guiderà i lettori in un viaggio tra sapori, rimedi casalinghi e racconti della memoria locale. Ogni giorno, la rubrica proporrà consigli pratici e curiosità che spaziano dalla cucina tipica bellunese al giardinaggio, passando per rimedi naturali e aneddoti della vita quotidiana delle generazioni passate.

Un legame tra passato e futuro

“I consigli di nonna Gigia” vuole essere un ponte tra epoche diverse: da un lato recupera il sapere tradizionale che rischia di andare perso, dall’altro lo rende accessibile grazie al digitale, coinvolgendo lettori di tutte le età e diffondendo la cultura bellunese anche tra chi vive lontano dalla provincia.

Il commento dell’Associazione

«Con questa rubrica desideriamo valorizzare la nostra identità culturale e mantenere vivi i legami con le tradizioni bellunesi», spiega Oscar De Bona, presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo. «Nonna Gigia rappresenta uno strumento semplice ma efficace per raccontare la saggezza popolare, coinvolgendo sia chi conosce già queste storie sia le nuove generazioni, in Italia e all’estero».

Bellunesinelmondo.info: notizie e cultura per la comunità bellunese

Bellunesinelmondo.info è il portale online della rivista “Bellunesi nel Mondo” e offre aggiornamenti, approfondimenti e curiosità sulla provincia di Belluno e sulla comunità bellunese nel mondo. La piattaforma si concentra in particolare sulle storie di emigrazione e sul rapporto dei bellunesi all’estero con la loro terra d’origine, diventando un punto di riferimento per chi vuole mantenere viva la cultura locale anche fuori dai confini provinciali.

“Poesia Contaminata”: Erika De Bortoli incontra Gulala Salih su Radio ABM

Radio ABM – voce delle Dolomiti, la webradio dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, presenta “Poesia Contaminata”, un nuovo programma radiofonico ideato e condotto da Erika De Bortoli. Il progetto nasce con l’obiettivo di valorizzare le voci poetiche dei popoli di tutto il mondo, evidenziando come la contaminazione culturale favorisca la crescita individuale e collettiva.

«Ogni essere umano si sviluppa grazie a più incontri, a più “contaminazioni”», afferma Erika De Bortoli. «Chi erige confini pone limiti a se stesso, alla propria crescita e umanità. Poesia Contaminata vuole incontrare le voci dei diversi popoli della Terra, dando spazio e ascolto a tutte».

Il programma sarà trasmesso ogni mercoledì alle ore 7.00, 14.50 e 20.30 (ora locale italiana). La prima puntata, in programma per mercoledì 25 marzo, vedrà come protagonista Gulala Salih, attivista per i diritti delle donne e dei bambini, mediatrice culturale e referente del progetto UDIK – Unione Donne Italiane e Kurde.

Gulala Salih ha pubblicato diverse opere dedicate ai giovani e alla memoria culturale, tra cui “Il Kurdistan con gli occhi dei bambini” e “La pace con la nostra parola”. È inoltre autrice di “Identità sospese”, testo in cui racconta la propria esperienza di donna migrante, le vicende del suo popolo e le storie di donne migranti provenienti da Balcani, Medio Oriente, Nord e Sud America, Nord Africa e Sud Est Asiatico. Attraverso il suo racconto, Gulala mette in luce esperienze di discriminazione e sopraffazione, ma anche percorsi di speranza e riscatto.

Radio ABM è disponibile in streaming su www.bellunesinelmondo.it/radio-abm e sull’app TuneIn. Le puntate saranno anche fruibili in formato podcast sulle principali piattaforme musicali online, permettendo un ascolto flessibile e globale.

Consegna impossibile a 80 chilometri: il pacco torna indietro e i libri spariscono. La protesta dell’Abm contro Poste Italiane

Consegnare un pacco da Belluno a San Biagio di Callalta, circa un’ottantina di chilometri di distanza, può diventare un’impresa. Un’impresa talmente ardua che alla fine è meglio rinunciare. E far percorre al destinatario il tragitto in auto per ritirare da sé la merce che gli spetta. Sembrerà assurdo, ma è quanto può accadere se ci si affida a Poste Italiane. 

Lo denuncia l’Associazione Bellunesi nel Mondo, recentemente vittima di un grave disservizio. 

«Lo scorso 6 marzo – spiega il presidente dell’Abm, Oscar De Bona – dovevamo spedire un pacco di libri. Sedici copie destinate all’autrice di un volume da noi pubblicato in quanto editori. Il materiale ci era appena stato recapitato dalla tipografia, che ha sede a Roma. Ci arrivava quindi dalla capitale, viaggiando tramite un corriere diverso da Poste, un dettaglio da tenere a mente. Poiché i libri erano già inscatolati, ci siamo rivolti al nostro referente all’interno di Poste per chiedere se potevano utilizzare lo stesso imballaggio per effettuare a nostra volta la spedizione. Confortati sul fatto che non ci fosse alcun problema, abbiamo provveduto a effettuare l’invio. Allo sportello al quale ci siamo rivolti il pacco è stato accettato senza nessuna rimostranza, preso in carico e affidato al trasporto».

Fino a qui tutto bene. Poi, prosegue De Bona, da qualche parte ci deve essere stato un intoppo. «La destinataria, non ricevendo i volumi, ci ha contattati per chiedere chiarimenti. Abbiamo controllato la posizione del plico tramite il numero di spedizione sul sito di Poste e appreso che risultava in restituzione al mittente per impossibilità di effettuare la consegna. Consegna che doveva avvenire presso un’azienda di San Biagio, dove – ci è stato assicurato – qualcuno è sempre presente dalle 7.30 alle 19.00 e dove nessun avviso di mancato recapito era stato lasciato». 

Nel momento in cui il pacco è tornato a Belluno, alla sede Abm, l’amara sorpresa. «Lo scatolone era sventrato, ed erano fuoriuscite undici delle sedici copie del libro all’interno, smarrite chissà dove. Ci siamo ovviamente scusati con la destinataria, che ha preferito mandare una sua persona di fiducia da noi per il ritiro, volendo evitare ulteriori problemi e ritardi. In questo modo, Poste ha incassato la tariffa per un servizio non portato a termine, e in più la persona a cui il pacco era destinato ha dovuto sobbarcarsi la strada e le relative spese per porre rimedio da sé al disguido».

L’Associazione presenta quindi un reclamo con una richiesta di rimborso. «Ma la risposta ricevuta è stata sorprendente», precisa De Bona.

Il servizio clienti ha infatti spiegato che, a seguito di verifiche, il danno alla spedizione «è da attribuire all’utilizzo di un imballo non adeguato/idoneo a garantirne l’integrità». Motivo per il quale «mancano i presupposti per poter accogliere la richiesta di indennizzo». 

«Peccato – conclude De Bona – che l’imballo non adeguato avesse consentito ai libri di viaggiare da Roma a Belluno senza problemi, e fosse stato giudicato idoneo sia dal nostro referente sia dall’operatrice allo sportello».

8 marzo: il coraggio e la forza delle donne nell’emigrazione bellunese

La Giornata internazionale della donna, che si celebra l’8 marzo, è anche un momento per ricordare il ruolo fondamentale che molte donne hanno avuto nella storia dell’emigrazione bellunese. Donne che, lasciando la propria terra, hanno affrontato lunghi viaggi, sacrifici e nuove sfide, contribuendo in modo decisivo alla crescita delle comunità italiane nel mondo.

Nel corso dei decenni le donne emigranti hanno rappresentato un pilastro per le famiglie e per le associazioni delle comunità bellunesi all’estero. Spesso sono state loro a mantenere vivi i legami con le tradizioni, la lingua e la cultura della terra d’origine, trasmettendoli alle nuove generazioni nate lontano dalle Dolomiti.

Molte di queste storie parlano di determinazione e capacità di adattamento. In Paesi lontani le donne bellunesi hanno lavorato, cresciuto figli e costruito nuove comunità, diventando protagoniste della vita sociale e culturale delle realtà in cui si sono inserite.

«Le donne emigranti hanno avuto un ruolo essenziale nella storia della nostra emigrazione – sottolinea Oscar De Bona, presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo –. Con il loro impegno, la loro forza e il loro senso di appartenenza hanno contribuito a mantenere vivi i legami con il Bellunese e a diffondere nel mondo i valori della nostra terra».

Per De Bona l’8 marzo è quindi anche un’occasione per esprimere gratitudine verso tutte quelle donne che hanno lasciato il Bellunese portando con sé cultura, tradizioni e spirito di comunità.

«A loro – conclude – va il nostro pensiero e il nostro ringraziamento, perché il loro esempio continua a rappresentare un patrimonio prezioso per tutti i bellunesi nel mondo».

Stefan Bogo in visita all’Associazione Bellunesi nel Mondo: un incontro nel segno delle radici

Nella mattinata di martedì 24 febbraio l’Associazione Bellunesi nel Mondo ha ricevuto la visita di Stefan Bogo, figlio di Moacir Bogo, premiato nel 2001 con il riconoscimento “Bellunesi nel Mondo”. Un momento semplice ma significativo, che conferma il legame profondo tra la provincia di Belluno e le comunità di discendenti emigrati all’estero.

Stefan Bogo, accompagnato dalla moglie Fernanda, è stato accolto dal consigliere ABM Giuseppe Carrera, che ha portato i saluti dell’associazione e illustrato le attività svolte a sostegno dei bellunesi nel mondo. Durante l’incontro, Stefan ha donato un libro scritto dal padre Moacir, gesto che arricchisce il patrimonio documentale dell’ABM e testimonia l’impegno della famiglia nel preservare la memoria delle proprie origini.

La storia dei Bogo affonda le radici nel territorio bellunese: il bisnonno di Stefan, Angelo Bogo, lasciò Castion nel 1892, inserendosi nel grande flusso migratorio che portò migliaia di bellunesi a cercare nuove opportunità in Sud America. Oggi Stefan e Fernanda vivono a Joinville, nello Stato di Santa Catarina, una delle regioni brasiliane con la più alta concentrazione di discendenti veneti.

La visita rappresenta un ulteriore tassello nel lavoro dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, che continua a mantenere vivo il dialogo con le comunità di origine bellunese all’estero, valorizzando storie familiari che attraversano generazioni e continenti.

Nella foto, da sinistra, Fernanda Bogo, Stefan Bogo e Giuseppe Carrera

Salta al contenuto
Design by DiviMania | Made with ♥ in WordPress