
La Giornata internazionale della donna, che si celebra l’8 marzo, è anche un momento per ricordare il ruolo fondamentale che molte donne hanno avuto nella storia dell’emigrazione bellunese. Donne che, lasciando la propria terra, hanno affrontato lunghi viaggi, sacrifici e nuove sfide, contribuendo in modo decisivo alla crescita delle comunità italiane nel mondo.
Nel corso dei decenni le donne emigranti hanno rappresentato un pilastro per le famiglie e per le associazioni delle comunità bellunesi all’estero. Spesso sono state loro a mantenere vivi i legami con le tradizioni, la lingua e la cultura della terra d’origine, trasmettendoli alle nuove generazioni nate lontano dalle Dolomiti.
Molte di queste storie parlano di determinazione e capacità di adattamento. In Paesi lontani le donne bellunesi hanno lavorato, cresciuto figli e costruito nuove comunità, diventando protagoniste della vita sociale e culturale delle realtà in cui si sono inserite.
«Le donne emigranti hanno avuto un ruolo essenziale nella storia della nostra emigrazione – sottolinea Oscar De Bona, presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo –. Con il loro impegno, la loro forza e il loro senso di appartenenza hanno contribuito a mantenere vivi i legami con il Bellunese e a diffondere nel mondo i valori della nostra terra».
Per De Bona l’8 marzo è quindi anche un’occasione per esprimere gratitudine verso tutte quelle donne che hanno lasciato il Bellunese portando con sé cultura, tradizioni e spirito di comunità.
«A loro – conclude – va il nostro pensiero e il nostro ringraziamento, perché il loro esempio continua a rappresentare un patrimonio prezioso per tutti i bellunesi nel mondo».







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