Venerdì 27 febbraio, alle 20.30, al Casel di Porcen (Via Cesare Augusto, 8 – Porcen di Seren del Grappa), si terrà la presentazione del libro “Silicosi. L’olocausto dimenticato della montagna veneta” di Egidio Pasuch, edito da Bellunesi nel Mondo Edizioni.
L’evento è organizzato dall’Associazione Casel di Porcen, in collaborazione con l’Abm. Interverrà l’autore, che presenterà il suo lavoro e dialogherà con il pubblico.
Il libro ricostruisce una delle pagine più drammatiche eppure dimenticate della storia recente della montagna veneta, in particolare della provincia di Belluno: la strage silenziosa causata dalla silicosi, malattia professionale polmonare provocata dall’inalazione di polveri di silice, che tra gli anni Sessanta e Settanta mieté migliaia di vittime tra i lavoratori emigrati in miniere, cave e gallerie.
Definita all’epoca “un Vajont ogni dieci anni” per le sue dimensioni, la silicosi trasformò intere vallate dolomitiche in “villaggi di vedove”, segnando famiglie intere con una lenta e inesorabile agonia.
Una tragedia legata all’emigrazione di massa, al sacrificio per garantire un futuro migliore ai propri cari e alla mancata tutela della salute nei luoghi di lavoro più duri.
Attraverso un’ampia documentazione – archivi pubblici e privati, articoli d’epoca, studi medici locali, testimonianze di medici, infermieri, sindacalisti, politici e familiari – Pasuch risponde a interrogativi cruciali: le dimensioni del fenomeno migratorio bellunese, le cause della diffusione della malattia, i lavori a maggiore rischio, le risposte (o le mancate risposte) della società, della medicina, della politica e dei sindacati, e le profonde conseguenze sociali e familiari.
Come scrive l’autore nell’introduzione, si tratta di «una pagina che stava sbiadendo e che, tra qualche anno, magari, non avrebbe avuto più nulla da raccontare».
Il volume, naturale seguito del precedente lavoro di Pasuch sull’emigrazione bellunese in Belgio, riporta alla luce questa memoria collettiva perduta, restituendo dignità alle vittime di quella che è stata definita «la più micidiale malattia dell’era moderna».
L’Associazione Bellunesi nel Mondo (ABM), in collaborazione con le Famiglie Bellunesi di Plostine, Kutina e Lipik, promuove un viaggio culturale in Croazia, previsto dal 13 al 14 giugno 2026. L’iniziativa include uno spettacolo teatrale interamente in dialetto bellunese dal titolo “Vacanze forzate”, a cura della Compagnia del sorriso di Salce.
Programma del viaggio
Sabato 13 giugno: la partenza è prevista da Belluno con pullman granturismo. Durante il tragitto, il gruppo farà sosta per il pranzo nella zona di Zagabria. L’arrivo a Plostine coinciderà con la celebrazione della festa di Sant’Antonio, a cui seguirà lo spettacolo teatrale “Vacanze forzate”. La giornata si concluderà con una cena di comunità e il pernottamento a Kutina.
Domenica 14 giugno: la giornata inizierà con un incontro con la comunità di Kutina e la visita della città, seguita dal trasferimento a Lipik per il pranzo con la comunità locale. Nel pomeriggio è previsto il rientro a Belluno.
Costi e prenotazioni
La quota individuale è di 250 euro, comprensiva di vitto, alloggio, trasporto e assistenza sanitaria. I posti sono limitati. Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare l’ABM ai seguenti recapiti:
L’iniziativa rappresenta un’opportunità per conoscere da vicino le comunità bellunesi all’estero e vivere un’esperienza culturale arricchita da uno spettacolo teatrale originale in dialetto locale.
Tra il pomeriggio del 15 e la notte del 16 febbraio 1966, nella galleria d’adduzione Robiei-Stabiascio-Gries, tra la Valle Bedretto e la Bavona, si consumò la più grave sciagura sul lavoro mai avvenuta in Ticino. Persero la vita 15 operai italiani e due pompieri di Locarno, impegnati nelle fasi finali dei lavori dopo tre anni di scavi.
La galleria, lunga 12,8 chilometri e situata a circa 2.300 metri di altitudine, era parte di un imponente progetto idroelettrico destinato a convogliare le acque dal bacino del Gries, in Vallese, a quello di Robiei in Vallemaggia, intercettando lungo il percorso i corsi d’acqua della Valle Bedretto.
Tra le vittime figuravano anche due bellunesi: Angelo Casanova, originario di Sedico, e Valerio Chenet, di Rocca Pietore. La loro scomparsa colpì profondamente le comunità di origine e segnò uno dei primi momenti più difficili per la neonata Associazione Emigranti Bellunesi, costituitasi il 9 gennaio 1966. Il giovane presidente dell’epoca, l’ingegner Vincenzo Barcelloni Corte, ricordò in seguito il dolore di quei giorni e l’immagine delle valigie delle vittime raccolte in una stanza fredda, simbolo di un ritorno che non ci sarebbe stato.
Per onorare la memoria dei due lavoratori bellunesi, l’Associazione Bellunesi nel Mondo promuove una cerimonia commemorativa domenica 15 febbraio alle ore 10.30 a Rocca Pietore, con il patrocinio dell’amministrazione comunale e la collaborazione della Parrocchia e delle Famiglie ex emigranti dell’Agordino.
Dopo la Santa Messa, è prevista la deposizione di una corona d’alloro al monumento dei caduti e gli interventi delle autorità. Un momento di raccoglimento per ricordare le vittime della tragedia di Robiei e rinnovare l’attenzione sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Meno di dieci giorni separano il territorio bellunese dall’avvio delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, un appuntamento di rilievo internazionale che vedrà le Dolomiti tra i principali scenari delle competizioni. In vista dell’evento, l’Associazione Bellunesi nel Mondo ha attivato una sezione speciale nell’edizione digitale della rivista “Bellunesi nel Mondo”, consultabile all’indirizzo www.bellunesinelmondo.info.
La nuova area tematica, già visibile nella home page del sito, raccoglierà contenuti aggiornati quotidianamente: notizie sulle gare, calendario degli appuntamenti, iniziative collaterali, approfondimenti e curiosità legate all’organizzazione e ai protagonisti della manifestazione.
Uno spazio significativo sarà dedicato alle voci dei bellunesi emigrati. Attraverso interviste e testimonianze, la rivista racconterà come le comunità all’estero vivranno lo spirito olimpico, seguendo a distanza un evento che interessa direttamente la loro terra d’origine. Un modo per rafforzare il legame tra il Bellunese e i suoi cittadini nel mondo in un momento di particolare visibilità internazionale.
«Le Olimpiadi rappresentano un’occasione importante non solo dal punto di vista sportivo, ma anche per la promozione del nostro territorio», dichiara il presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, Oscar De Bona. «Con questa sezione speciale vogliamo offrire un’informazione puntuale e creare un filo diretto tra Belluno e le nostre comunità all’estero, valorizzando il senso di appartenenza che ci unisce».
L’iniziativa conferma l’attenzione dell’Associazione verso i grandi eventi che coinvolgono il territorio, con l’obiettivo di informare, documentare e mantenere vivo il rapporto tra i bellunesi nel mondo e la loro provincia.
La Biblioteca delle Migrazioni “Dino Buzzati”, promossa dall’Associazione Bellunesi nel Mondo, è un punto di riferimento culturale per studenti, ricercatori e lettori di tutte le età. Per mantenere aperta la sala lettura e garantire l’accesso quotidiano, l’Associazione lancia l’iniziativa “Adotta la Biblioteca”, che invita a contribuire con un sostegno economico simbolico ma fondamentale.
Il ricavato delle donazioni viene utilizzato per coprire i costi di gestione della struttura, inclusi luce, riscaldamento e spese ordinarie, assicurando così che la Biblioteca rimanga un luogo accogliente e funzionale per chi studia e approfondisce le tematiche legate alle migrazioni.
Oscar De Bona, presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, commenta: “La Biblioteca ‘Dino Buzzati’ rappresenta una risorsa preziosa per tutta la comunità. Grazie al sostegno dei cittadini possiamo continuare a offrire uno spazio sicuro e aperto dove la cultura e la memoria delle migrazioni trovano un luogo concreto di conservazione e divulgazione.”
Patrizia Burigo, presidente del Comitato di gestione della Biblioteca, aggiunge: “Ogni donazione è un gesto concreto per mantenere viva la sala lettura. Studenti e giovani visitatori potranno continuare a trovare un luogo tranquillo per lo studio e la ricerca, con accesso gratuito e libero.”
Sostenere la Biblioteca significa investire nella cultura, nella conoscenza e nella memoria storica delle migrazioni, mantenendo aperta una struttura che rappresenta un bene comune per la comunità e per le generazioni future.
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