Vallada Agordina: la “Madonna del Lussemburgo” trova casa nella chiesa di Sachet

Il legame storico tra il territorio bellunese e le comunità dei propri emigrati all’estero si arricchisce di un nuovo, significativo capitolo. Domenica 28 giugno, la chiesa parrocchiale di Sachet, situata nel comune di Vallada Agordina, ospiterà la collocazione solenne della “Madonna del Lussemburgo”.

Si tratta di un’opera scultorea di rilevante valore storico e culturale, realizzata dall’artista Aurelio Sabbatini. La statua fu donata nel 1972 al Vescovo di Belluno-Feltre, monsignor Gioacchino Muccin, proprio in occasione della sua visita pastorale ai lavoratori bellunesi residenti nel Granducato.

L’iniziativa è curata dall’Associazione Bellunesi nel Mondo, in stretta sinergia con la Famiglia Ex emigranti dell’Agordino e la Parrocchia di Vallada Agordina, e vanta il patrocinio del Console onorario del Granducato di Lussemburgo a Venezia.

Il programma della giornata

La cerimonia si svolgerà nell’arco della mattinata secondo il seguente calendario ufficiale:

  • Ore 10.00: Santa Messa solenne nella chiesa parrocchiale di Sachet.
  • Ore 11.00: collocamento ufficiale della statua all’interno dell’edificio sacro.
  • Ore 11.15: presentazione dell’opera e approfondimento sul contesto storico.
  • Ore 12.00: rinfresco per tutti i partecipanti.

Gli interventi e il contesto storico dell’emigrazione

Il momento centrale della giornata sarà dedicato all’approfondimento scientifico e culturale dell’opera, con il contributo di studiosi e rappresentanti istituzionali. L’incontro sarà introdotto da Patrizia Burigo (vicepresidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo) e da Luca Luchetta (presidente della Famiglia Ex emigranti dell’Agordino).

L’opera di Aurelio Sabbatini

La figura e la produzione dello scultore Aurelio Sabbatini (1909-1987), legato al Bellunese da parte materna, saranno illustrate dalla professoressa Maria Luisa Caldognetto, storica delle migrazioni e vicepresidente del Centre de Documentation sur les Migrations Humaines di Dudelange. La sua relazione, intitolata “Aurelio Sabbatini (1909-1987), nel contesto dell’emigrazione italiana in Lussemburgo”, analizzerà il processo di integrazione e l’impatto artistico della comunità italiana nel Paese transalpino.

Il culto della Consolatrix Afflictorum

Il professor Alex Langini, specialista di arte e tradizioni religiose e già funzionario istituzionale in Lussemburgo per la conservazione del patrimonio sacro, terrà un intervento dal titolo “Nostra Signora di Lussemburgo, origini ed evoluzioni del culto mariale della Consolatrix Afflictorum patrona della Città e del Paese”. Attraverso l’ausilio di immagini d’epoca, Langini ricostruirà le origini della devozione secentesca che ha eletto la Consolatrice degli Afflitti a patrona del Granducato.

La testimonianza della famiglia e il valore istituzionale

La cerimonia vedrà la partecipazione straordinaria delle figlie dell’artista, Bettina e Beatrice Sabbatini. Bettina Sabbatini, anch’essa scultrice, mantiene un legame radicato con la provincia di Belluno: nel 2022 ha esposto la mostra Melusine’s Buzz Poem in occasione del cinquantenario della morte di Dino Buzzati, donando successivamente alcune opere oggi permanentemente installate presso la Biblioteca Civica di Belluno.

Il significato istituzionale dell’evento è rimarcato dal patrocinio del Console onorario del Granducato di Lussemburgo a Venezia, il dottor Gian Angelo Bellati. La concessione del patrocinio intende sottolineare la rilevanza storica del flusso migratorio dal Bellunese, riconoscendo in modo formale il contributo economico e sociale offerto dai lavoratori italiani nello sviluppo del Granducato durante il XX secolo.

Cultura veneta in Brasile: la Famiglia Bellunese di Jaraguá do Sul alla Festitália

Il legame tra il Veneto e lo Stato brasiliano di Santa Catarina si rinnova attraverso le attività dei circoli dei bellunesi all’estero. Domenica 14 giugno, una delegazione della Famiglia Bellunese di Jaraguá do Sul, associazione affiliata alla rete internazionale dell’Associazione Bellunesi nel Mondo (ABM), ha presenziato alla 31ª Festitália di Blumenau, una delle principali rassegne dedicate alla valorizzazione dell’eredità italiana nella regione.

Al raduno hanno preso parte diversi componenti del consiglio direttivo e numerosi iscritti al circolo, testimoniando la coesione della comunità locale.

Il programma della manifestazione e la sfilata istituzionale

L’evento principale della giornata si è sviluppato a partire dalle ore 10:00 con la tradizionale sfilata istituzionale lungo Rua XV de Novembro. La Famiglia Bellunese di Jaraguá do Sul ha sfilato insieme ad altre rappresentanze del territorio, offrendo al pubblico una testimonianza storica della continuità culturale italiana in Brasile.

Successivamente, i membri del circolo si sono riuniti per il pranzo ufficiale all’interno dei padiglioni della festa, un momento di convivialità scandito dalla musica del gruppo Família Dal Ponte.

Il plauso di Oscar De Bona (ABM)

L’iniziativa ha ricevuto il pieno sostegno della sede centrale di Belluno. Il presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, Oscar De Bona, ha sottolineato l’importanza della partecipazione dei circoli a eventi di tale portata:

“L’impegno della Famiglia Bellunese di Jaraguá do Sul all’interno della Festitália è la prova concreta di una memoria storica che non si esaurisce, ma che continua a trasmettersi con orgoglio. Il lavoro del direttivo e l’entusiasmo dei soci brasiliani sono fondamentali per mantenere saldo il ponte culturale che unisce la provincia di Belluno alle comunità dei nostri discendenti d’oltreoceano.”

La partecipazione alla 31ª Festitália si inserisce nel più ampio calendario di attività con cui il circolo di Jaraguá do Sul promuove la tutela dell’identità veneta e il dialogo intergenerazionale in territorio brasiliano.

Sessant’anni di Abm: museo, battaglie sui diritti e due nodi da sciogliere

Si è svolta questa mattina, sabato 30 maggio, con inizio alle ore 10.00, la 62ª Assemblea generale dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, riunita nella prestigiosa sede di Palazzo Crepadona a Belluno con quasi 200 persone presenti. A moderare i lavori la vice presidente vicario Patrizia Burigo. Il presidente Oscar De Bona ha letto la relazione morale, seguita da quella del tesoriere Angelo Paganin. Un’assemblea segnata dal peso dei numeri — sessant’anni di attività, un museo in arrivo, un’infrastruttura digitale da oltre dieci milioni di pagine viste all’anno — ma anche da due denunce dirette su altrettante situazioni che De Bona ha definito inaccettabili.

Un anniversario, non una celebrazione

De Bona ha aperto senza indulgere nella retorica dell’occasione. I sessant’anni dalla fondazione — avvenuta il 9 gennaio 1966 — non sono un punto di arrivo, ma «la rampa di lancio per il futuro». L’associazione resta una realtà capace di raggiungere comunità di origine bellunese su cinque continenti, tenute insieme da sessant’anni dalla rivista Bellunesi nel mondo, definita dal presidente «il nostro vero e proprio cordone ombelicale».

Il disservizio di Poste Italiane

Il tono si è fatto più fermo quando De Bona ha affrontato il tema della distribuzione della rivista. I disservizi di Poste Italiane nella consegna agli abbonati sono sistematici e documentati. «Un servizio così basilare non viene garantito», ha detto il presidente, «eppure non mi sembra che Poste Italiane chiuda il bilancio in perdita, anzi.» Una contraddizione difficile da accettare per un’associazione che produce contenuti e li spedisce nel mondo, salvo poi trovarsi bloccata nell’ultimo miglio da una società pubblica redditizia che non garantisce la consegna. Il direttore della rivista Dino Bridda è intervenuto a sua volta per ribadire la gravità della situazione.

Il calo dei contributi della Regione Veneto

Ancora più netta la denuncia sui fondi regionali. In dieci anni i contributi destinati dalla Regione Veneto all’associazionismo dei veneti nel mondo si sono ridotti del 78%. Le conseguenze sono già visibili: chiusura di associazioni storiche nel territorio veneto e drastica riduzione dei circoli all’estero. Il confronto con altre realtà amministrative è impietoso: la Regione Friuli Venezia Giulia e la Provincia autonoma di Trento hanno invece aumentato i propri contributi alle associazioni di emigranti, perché «vedono grandi opportunità attraverso il nostro associazionismo». Per il 2026 la Regione Veneto ha confermato 200.000 euro destinati all’intero territorio regionale. De Bona non chiede cifre irraggiungibili: «Non stiamo chiedendo milioni di euro, ma almeno il doppio degli attuali 200.000 euro. E si badi bene che questi 200.000 sono destinati a tutto il territorio regionale.» L’auspicio è che la nuova Giunta regionale cambi direzione.

Il MEV apre il 4 luglio

La notizia più attesa è arrivata a metà relazione: il Museo dell’Emigrazione Veneta inaugurerà ufficialmente il 4 luglio, ospitato nella sede associativa su piano terra e secondo piano. L’operazione è stata resa possibile grazie a 220.000 euro a fondo perduto ottenuti tramite il PNRR e il Ministero della Cultura. Sarà l’unico museo regionale interamente dedicato all’emigrazione veneta: una struttura interattiva e multimediale, pensata anche per le scolaresche, lontana dall’immagine del museo tradizionale.

Tre battaglie istituzionali

De Bona ha dedicato spazio anche a tre questioni aperte. La prima riguarda la residenza fiscale fissata d’ufficio a Roma per gli emigranti con pensione italiana: una distorsione che comporta aliquote più alte e sottrae gettito al territorio di origine. La seconda investe i ritardi degli uffici anagrafe nella gestione degli atti di stato civile per i cittadini AIRE. La terza riguarda la cittadinanza iure sanguinis: con il cosiddetto Decreto Tajani il diritto è limitato alla seconda generazione, ma l’Abm chiede di estenderlo almeno alla terza, anche come risposta concreta allo spopolamento demografico delle vallate bellunesi.

Del Bianco (Regione) e la battaglia sull’acqua

Presente in sala il consigliere regionale di minoranza Alessandro Del Bianco, che ha portato il proprio sostegno all’Abm e a tutto l’associazionismo veneto in emigrazione, pur precisando la propria collocazione di minoranza. Del Bianco si è complimentato con l’associazione per la capacità di gestire i fondi con progetti all’avanguardia, osservando che «merita davvero un ulteriore sostegno». Il consigliere ha poi chiesto all’Abm di affiancare una battaglia che riguarda direttamente la provincia di Belluno e le comunità bellunesi all’estero: la gestione delle acque del territorio, questione che De Bona ha riconosciuto come centrale per il futuro del Bellunese.

Le istituzioni presenti

La sala ha visto una presenza istituzionale ampia. Per le amministrazioni comunali e territoriali erano presenti: Marzio Sovilla per la Provincia di Belluno; Irene Gallon per il Comune di Belluno; Claudio Dalla Palma per il Comune di Feltre; Piera Del Vesco per il Comune di Longarone; i rappresentanti dei Comuni di Sedico, Falcade, Zoppè di Cadore, Soverzene, Alpago, Limana, Pieve di Cadore e Santa Giustina. Era presente anche il vescovo emerito di Belluno-Feltre, monsignor Giuseppe Andrich.

I soci scomparsi

Prima delle conclusioni l’assemblea ha ricordato, con un momento di raccoglimento, i soci venuti a mancare nel 2025 e nei primi mesi del 2026. De Bona ne ha letto i nomi uno per uno: Marcello Mazzucco di Longarone; Piergiorgio Martinetti di Zurigo; Teddy De Cia di Zurigo; Ivo Da Rezze di Basilea; Antonio Campigotto di Arina; Vittoria De Marco vedova De Martin Patrizio; Luigi Fant di Limana; Celestino Dall’ò della Famiglia di Le Locle in Svizzera; Iolanda De Martin, sorella De Martin Patrizio, di Zurigo; Viviana Pongan di San Biagio di Callalta; Flora Costa di San Tomaso Agordino, Francia; Aldo Tormen della Famiglia Sinistra Piave; Ezio Dal Pont dell’Alpago, legato alla memoria di Mattmark; Giuseppe Balest di San Gregorio nelle Alpi; Luigi Rivis di Belluno; Gianclaudio Bressa di Belluno; Antonio Cortese, già direttore Istat; Roberto Soppelsa, presidente della Famiglia di Argovia Soletta; Angelo Costa della Famiglia Agordino; Enrico De Salvador di Sedico; Giuseppe De Salvador dalla Svizzera; Gianni Olivier di Longarone.

Relazione economica, pergamene e gelato

Il tesoriere Angelo Paganin ha illustrato il quadro economico dell’associazione. Si è poi passati alla consegna delle pergamene di ringraziamento a soci storici, volontari e sostenitori — aziende ed enti — che hanno accompagnato l’Abm nel corso degli anni. A chiudere la giornata, un gelato offerto a tutti i presenti dalla Famiglia Bellunese del Nord Reno Westfalia.

Sessant’anni di impegno per l’emigrazione: sabato a Belluno la 62ª Assemblea dell’Abm

L’Associazione Bellunesi nel Mondo taglia il traguardo dei sessant’anni dalla fondazione e si ritrova per il suo annuale momento di confronto istituzionale. Sabato 30 maggio 2026, con inizio alle ore 10:00, si svolgerà a Belluno la 62ª Assemblea generale dei soci. Ad ospitare i lavori saranno i locali di Palazzo Crepadona, in via Ripa 3, scelti per accogliere un appuntamento che unisce i tradizionali adempimenti statutari alle celebrazioni per il sessantesimo anniversario del sodalizio, nato nel 1966.

Le relazioni istituzionali e il bilancio dell’ente

L’apertura della mattinata sarà dedicata alla disamina dell’attività associativa e alla trasparenza gestionale. Il programma ufficiale prevede l’esposizione della relazione morale da parte del presidente, Oscar De Bona, seguita dalla presentazione della relazione economica e finanziaria curata dal tesoriere dell’ente, Angelo Paganin.

L’analisi dei dati e dei progetti realizzati offrirà lo spunto per ridefinire le strategie di intervento dell’Abm in un contesto globale in costante mutamento.

In merito ai contenuti della sua relazione, il presidente De Bona ha sottolineato la duplice valenza di questo anniversario:

«Ripercorrere sessant’anni di storia dell’Abm significa riconoscere il valore di un cammino straordinario, ma impone anche una responsabilità verso il presente. L’associazione non ha mai smesso di operare a pieno servizio della nostra comunità all’estero. Lo facciamo mantenendo saldo il legame con l’emigrazione storica, quella dei padri fondatori che nel 1966 diedero vita a questa realtà, e guardando contemporaneamente alle nuove generazioni. Chi parte oggi affronta sfide diverse rispetto al passato, ma la necessità di un punto di riferimento e di una rete di supporto rimane identica. L’Abm continua a svolgere esattamente questo ruolo: un presidio di accoglienza e collegamento».

Attestati di gratitudine per i sessanta anni di attività

La ricorrenza del sessantesimo sarà valorizzata dalla consegna di speciali attestati di gratitudine. Il riconoscimento formale verrà conferito ai soci che hanno mantenuto l’iscrizione continuativa fin dal 1966, anno di fondazione dell’Abm, testimoniando un legame duraturo con le proprie radici.

Insieme ai soci storici, l’associazione premierà anche il nucleo di volontari, collaboratori e sostenitori il cui apporto quotidiano consente la continuità dei servizi e delle iniziative culturali sul territorio e all’estero.

Tradizione e convivialità a fine lavori

A conclusione della parte formale dell’assemblea, è previsto un momento di incontro informale tra i partecipanti. I maestri gelatieri della Famiglia Nord Reno Westfalia saranno presenti per offrire il gelato a tutti gli intervenuti, legando i festeggiamenti a una delle professioni simbolo dell’emigrazione bellunese nel continente europeo.

La partecipazione all’assemblea è aperta agli iscritti, alla cittadinanza e alle autorità locali.

Il cordoglio di Oscar De Bona per la scomparsa di Gianclaudio Bressa: «Un uomo delle Istituzioni legato alla storia del nostro territorio»

Bressa a Mattmark

A nome dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, il presidente Oscar De Bona esprime il proprio sincero cordoglio per la scomparsa di Gianclaudio Bressa.

«Con Gianclaudio Bressa scompare una figura importante della nostra terra», dichiara De Bona, ricordandone il legame personale e amministrativo. «Condividemmo un periodo di intenso lavoro per il nostro territorio quando lui era sindaco del Comune di Belluno e io presidente della Provincia. Ricordo un confronto sempre leale e un comune senso di appartenenza alla nostra comunità montana».

L’Associazione Bellunesi nel Mondo desidera ricordare in particolare un momento significativo del percorso di Bressa. Nel 2015, in veste di sottosegretario agli Affari Regionali e in rappresentanza del Governo italiano, partecipò in Svizzera alla commemorazione del 50° anniversario della tragedia di Mattmark (nella foto), il dramma del 1965 in cui persero la vita 88 lavoratori (tra cui 17 bellunesi) e da cui nacque, l’anno successivo, l’ABM.

Bressa, la cui famiglia aveva vissuto l’esperienza dell’emigrazione in terra svizzera, sottolineò in quell’occasione l’importanza della memoria con queste parole: «Perché gli appuntamenti e le commemorazioni di oggi non sono dei fatti che durano il tempo di una mattina, ma sono dei punti fermi nella storia e nella vita delle persone e delle Istituzioni».

Resta impresso il momento, intimo e solenne, in cui il sottosegretario si raccolse in preghiera davanti alla croce di Mattmark insieme al vescovo di Sion Lovey e al presidente del Cantone Vallese Melly, mentre il coro Monte Dolada intonava “Signora delle cime” di fronte alla parete di roccia e ghiaccio.

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