04. Tre nuove rubriche a Radio ABM

“Una voce delle Dolomiti”, “Italia chiama Italia” ed “Emigrazione 2.0”. Sono le tre nuove rubriche in onda su Radio ABM – voce delle Dolomiti – a partire dalla seconda settimana di gennaio.

“Una voce delle Dolomiti” riguarda interviste a sindaci, politici, presidenti di categoria e del mondo associazionistico della provincia di Belluno; “Italia chiama Italia” è un notiziario in cui verranno proposte notizie di interesse per gli italiani residenti all’estero; “Emigrazione 2.0” darà voce ai bellunesi membri della community di Bellunoradici.net, che attualmente vivono all’estero.

«Radio ABM è un nuovo servizio informativo dell’Associazione Bellunesi nel Mondo – il commento del presidente Oscar De Bona –  e vogliamo potenziarlo sempre più, soprattutto per offrire notizie costanti, e in tempo reale, a tutti i nostri soci residenti all’estero e anche in provincia di Belluno».

Radio ABM si può ascoltare dal sito www.bellunesinelmondo.it,  scaricando l’app dedicata sul “Google Play” – “Apple store” e attraverso l’app “TuneIn”.

03. L’ABM presenta a Pedavena il nuovo libro di Raffaele De Rosa, edito da “Bellunesi nel mondo”, “Pensieri di un cervello in fuga”

La cosiddetta fuga dei cervelli, da un punto di vista originale e insolito. Questo il tema del nuovo libro “Pensieri di un cervello in fuga. Racconto di un curriculum italizzero”, di Raffaele De Rosa, che verrà presentato sabato 14 gennaio alle ore 16.00 presso la Sala del Consiglio del Municipio di Pedavena.

 

Il libro, attraverso il racconto autobiografico di diversi episodi che hanno segnato la vita e indirizzato le scelte professionali e affettive dell’autore, presenta l’attuale e complessa tematica della cosiddetta “fuga dei cervelli” da un insolito punto di vista.

 

Il libro, attraverso il racconto autobiografico di diversi episodi che hanno segnato la vita e indirizzato le scelte professionali e affettive dell’autore, presenta l’attuale e complessa tematica della cosiddetta “fuga dei cervelli” da un insolito punto di vista.

L’autore, infatti, pur rientrando a pieno titolo nella categoria dei “cervelli in fuga”, non si considera a tutti gli effetti tale, essendo il motivo del suo espatrio legato prevalentemente all’amore. Si troverà, come dice lui stesso, “cervello in fuga” solo successivamente, quando si renderà conto che un rientro in Italia, anche se possibile, non potrebbe garantirgli prospettive di carriera comparabili a quelle offertegli in Svizzera.

Il merito del libro, dunque, è sicuramente quello di portare alla luce un’altra faccia della questione dei sempre più consistenti flussi di emigrazione in uscita di talenti dall’Italia, quella dell’espatrio legato a motivi diversi da quelli prettamente professionali. Lo fa in modo anche divertente, riportando piccoli momenti quotidiani, capaci di rivelare, tuttavia, la situazione di un contesto più ampio e generale, e in grado di generare identificazione e dunque fungere anche da possibili consigli o suggerimenti per quanti dovessero apprestarsi a “fuggire” dal Belpaese.

L’evento è organizzata in collaborazione tra ABM, Comune di Pedavena e Famiglia ex Emigranti del Feltrino. Ingresso libero.

209. La Biblioteca delle migrazioni “Dino Buzzati” si arricchisce con l’intera collana di “Studi emigrazione”

L’intera collana del periodico Studi Emigrazione entra nel catalogo della Biblioteca delle migrazioni “Dino Buzzati”. 203 i numeri attualmente disponibili, dal 1964 ad oggi, che continueranno a crescere visto che il periodico viene ancora pubblicato e la Biblioteca ne è abbonata. Studi Emigrazione, redatto dal Centro Studi Emigrazione di Roma (CSER), un’istituzione con finalità culturali avviata nel 1963 dai Missionari di San Carlo (Scalabriniani), è la più autorevole rivista scientifica sul tema delle migrazioni, e fin dal 1964 raccoglie articoli di esperti nazionali ed internazionali approfondendo il fenomeno migraorio con un approccio interdisciplinare al fine di studiare gli aspetti sociologici, demografici, storici, economici, etici e legislativi della mobilità umana.
Il periodico in questione nasce nel 1964, grazie a padre Giovanni Battista Sacchetti, con il primo numero pubblicato nell’ottobre di quell’anno a cura di un gruppo di scalabriniani che opera presso il Pontificio Collegio per l’emigrazione italiana. La rivista prende vita con l’intento di costituire «un utile strumento di conoscenza di uno fra i più complessi problemi umani della società contemporanea e della sua più adeguata soluzione». Su questa base si evolve il lavoro nei successivi cinquant’anni, al fine di capire, quasi in tempo reale, le mutazioni del fenomeno migratorio nelle sue diverse forme e manifestazioni.
Tutti i numeri di Studi emigrazione sono consultabili presso la Biblioteca dell’ABM (in via Cavour, 3 a Belluno), aperta nei seguenti orari: dal lunedì al venerdì dalla 9.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00, escluso il mercoledì pomeriggio.

208. Presentato a San Gregorio nelle Alpi “Carni da miniera”

“Dobbiamo ricordare i sacrifici di chi ci ha preceduto, i tanti minatori, e gli emigranti in generale, che hanno permesso con le loro rimesse di far crescere l’Italia. Loro sono i veri eroi di questo Paese, per questo non dobbiamo dimenticarli”. Con queste parole Walter Basso, scrittore, giornalista ed editore padovano, ha spiegato le motivazioni che lo hanno spinto ad impegnarsi in un lavoro di ricerca durato quattro anni per riportare a galla i nomi dei minatori italiani caduti in incidenti nelle miniere del Belgio. Un lavoro sfociato nel libro “Carne da miniera. Le storie e le stragi degli italiani invisibili nelle miniere del Belgio dal 1946 al 1973”. Un libro denuncia che per la prima volta, oltre ad un romanzo verità, pubblica, appunto, un elenco introvabile nelle istituzioni di 610 italiani morti nelle miniere del Belgio dal ’46 al ’73. Analizza anno per anno le vicende italiane e belghe relative all’emigrazione, racconta storie di minatori, presenta foto e documenti anche inediti, dedica pagine alla silicosi e all’italofobia nel mondo. Il libro di Walter Basso è stato presentato sabato 3 dicembre a San Gregorio nelle Alpi, comune particolarmente sensibile al tema del lavoro in miniera e della silicosi perché direttamente toccato, e in modo consistente, dalla questione. Oltre al volume di Basso, nel corso della manifestazione è stato proiettato il documentario di Giuseppe Taffarel “Via Crucis”, girato proprio a San Gregorio nel 1972. Un toccante approfondimento sul tema della silicosi che ha colpito centinaia di emigranti bellunesi nelle miniere dell’Europa settentrionale, raccontato attraverso la testimonianza di un bambino che ogni giorno rimaneva per ore sulla tomba del padre minatore di cui non aveva memoria. Il documentario è stato accompagnato dal commento di Mirco Melanco, docente al DAMS di Padova. L’evento è stato organizzato dall’ABM, in collaborazione con Isbrec, Comune di San Gregorio nelle Alpi, Biblioteca delle migrazioni “Dino Buzzati”, Gruppo Alpini San Gregorio nelle Alpi, Squadra Protezione Civile San Gregorio nelle Alpi, Associazione Pro Loco San Gregorio nelle Alpi, Circolo Acli San Gregorio nelle Alpi.

207. Piazzarosa diventa partner di Bellunoradici.net. Il primo contatto in Messico

Piazzarosa entra a far parte della community di Bellunoradici.net nella qualità di partner. L’avvio è nato ai primi di dicembre e i risultati di questa nuova partnership non si sono fatti sentire.
Piazza Rosa è un azienda specializzata nella lavorazione delle superficie degli stampi che, grazie alla passione di mani esperte unita alle più innovative tecnologie del laser, trasforma il metallo in opere d’arte. Grazie alla fiducia e al passaparola dei suoi clienti è diventata velocemente un punto di riferimento nel mercato dei servizi di lavorazione degli stampi, mettendo a disposizione la miglior tecnologia, unita all’esperienza dei propri collaboratori, per trasformare lo stampo stampo in “pura arte”.
Oltre alla sede principale presente a Garna di Alpago, Piazzarosa ha diversi stabilimenti nel mondo tra cui Queretaro, Messico.
In questa cittadina messicana l’azienda è attiva da tre anni con quindici dipendenti, che seguono la manutenzione e i servizi per realtà multinazionali dell’automotive.
Il titolare dell’azienda, Antonio Zanon, la scorsa settimana ha fatto un sopralluogo aziendale a Quetaro e, grazie a Bellunoradici.net, ha potuto incontratre Claudio Brusadin.
Claudio vive da un ventennio d’anni a Bernal, un’ora di auto dall’azienda di Zanon, e gestisce il ristorante “Il Piave”. Dopo l’incontro doveroso il pranzo con piatti tipici bellunesi.
«Ho voluto aderire a Bellunoradici.net perché credo nelle sue potenzialità – il pensiero di Zanon – da imprenditore ho la possibilità di mettermi in contatto con oltre 800 bellunesi (gli iscritti attualmente al socialnetwork dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, ndr) che rappresentano l’eccellenza e il sapere bellunese in tutto il mondo.
Piccola curiosità di Bernal. E’ il paese più longevo al mondo con un tasso di mortalità che raggiunge i 94enni.

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