Addio a Flora Costa: testimone dell’emigrazione e voce gentile delle Dolomiti

da | 1 Apr 2026 | 0 commenti

Tempo di lettura: 2 minuti

La guerra, le ristrettezze economiche, la necessità dell’emigrazione, il duro lavoro, la pandemia. In quasi un secolo di vita, Flora Costa ha attraversato momenti difficili, sempre con quella forza d’animo che, assieme a una gentilezza d’altri tempi, era un po’ il suo tratto distintivo. Ogni ostacolo arrivato lungo il suo cammino – e non sono stati pochi – Flora l’ha saputo affrontare, e superare, con la decisione di uno spirito mite e al tempo stesso battagliero, riuscendo sempre a cogliere, anche nelle situazioni più complicate, l’essenza incantevole del mondo. Un atteggiamento che emerge con limpida chiarezza nei suoi libri. Sì, perché Flora, donna dalle mille risorse, all’età di novant’anni ha iniziato a scrivere, imparando un po’ alla volta a familiarizzare con gli strumenti informatici, segno di un’elasticità e di un’apertura mentale fuori dal comune. Scriveva delle proprie esperienze, in un linguaggio semplice e concreto ma mai banale, spinta dal desiderio di condividere quanto aveva vissuto, sottolineando sempre il bello e il positivo, senza mai piangersi addosso per i colpi bassi che il destino le aveva riservato.

Quattro le opere pubblicate da Flora tra il 2016 e il 2022: “Dall’alba fino al tramonto”, “Vivo due amori… le Dolomiti e la Lorena”, “Le isole. Fra cielo e mare” e “Il canto del cuore”, tutte permeate di entusiasmo anche per i piccoli avvenimenti e i piccoli dettagli della quotidianità, quelli ai quali solo i cuori più puri sanno dare il giusto peso. Era affezionatissima alla sua terra, l’Agordino che da giovane aveva dovuto lasciare prima per la Svizzera e poi per la Francia, e soprattutto alle sue montagne, che le hanno regalato numerose escursioni. 

Fedelissima iscritta dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, con la quale era sempre in contatto e alla quale non faceva mai mancare la sua vicinanza al telefono o – appena poteva – recandosi in visita di persona, Flora se ne è andata il 24 marzo a Boulay, nel dipartimento della Mosella. 

Tra qualche mese avrebbe compiuto cento anni e figli e nipoti erano già pronti a celebrare il traguardo con una festa a sorpresa. Lei l’avrebbe certamente apprezzata come occasione per stare assieme a famigliari e amici. Amava stare in compagnia. E per chiunque ne ha avuto la possibilità, magari anche solo brevemente, stare con lei per una chiacchierata era sempre un piacere. Si definiva «l’emigrante mai sola». La ricorderemo così.

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Diventa socio

Diventa socio dell'Associazione Bellunesi nel Mondo

Dona il 5×1000 all’ABM

Dona il 5x1000 all'Associazione Bellunesi nel Mondo

Ascolta Radio ABM

Ascolta Radio ABM - voce delle Dolomiti

Entra nella community di Bellunoradici.net

Entra nella community di Bellunoradici.net

Visita il MiM Belluno

Visita il MiM Belluno - Museo interattivo delle Migrazioni

Scopri “Aletheia”

Scopri il Centro studi sulle migrazioni Aletheia

I corsi di Accademiabm.it

Iscriviti a un corso di Accademiabm.it - la piattaforma e-learning dell'Associazione Bellunesi nel Mondo

Share This
Salta al contenuto
Design by DiviMania | Made with ♥ in WordPress