Sulla scena delle migrazioni questo 2016 è allarmante. All’assalto d’Europa da sud e da est si parte sui barconi per scappare dalle guerre (imbarcando anche terroristi, ahimè!) e si affronta l’insidia del mare che offre una chance in più delle bombe. Ma non sempre, purtroppo.L’Europa risponde così: muri, filo spinato, frontiere chiuse, sospensione del trattato di Schengen. Monotono dirlo: la schizofrenia non è una soluzione, se è il panico dell’emergenza che fa chiudere o aprire i confini. Ma quale emergenza, sono anni che l’Europa è sotto tiro di masse di disperati! Vengono da territori per i quali l’Europa stessa, quando un giorno i conflitti locali finiranno (?), pensa solo agli affari della ricostruzione, ma non al rientro di chi è fuggito per non morire. Va bene l’integrazione, ma Siria, Libia, Somalia e via dicendo, quale futuro avranno senza quei giovani approdati in Europa?Questo “scacco matto” all’Europa ha prodotto un altro effetto devastante: la minaccia di uscire dall’Unione Europea. Nel Regno Unito ciò si chiama “Brexit”, misura che colpirebbe anche i cittadini comunitari, compresi migliaia di nostri giovani oggi occupati in Gran Bretagna. Con possibili imitazioni anche in altri Paesi. L’euroscetticismo, poi, galoppa ad ogni tornata elettorale dei Paesi dell’Unione.Quali le mosse per scongiurare lo scacco matto? Lotte verbali tra “cattivi” e “buonisti”, ma nessun accordo. In Italia, poi, l’opinione pubblica è presa da gazebarie, primarie, delitti e processi interminabili dilaganti in tv. E il Mediterraneo si riempie sempre più di morti. Che non sono numeri. Sono persone.
71. DA BELLUNESI NEL MONDO N. 4 – APRILE 2016. “L’EDITORIALE DI DINO BRIDDA”
Tempo di lettura: 2 minuti








0 commenti