Negli occhi ancora la miniera e nel cuore l’ospitalità della Famiglia Bellunese di Liegi, i Fuori di Quinta sono tornati a Belluno dopo aver portato il loro spettacolo “A zercar foruna” dedicato agli emigranti a Seraing. I due giorni che la compagnia teatrale ha vissuto sono stati intensi. Sabato 18 ottobre l’arrivo al centro culturale di Seraing, i preparativi e le prove per poter regalare al pubblico uno spettacolo dedicato proprio a loro.
Durante la performance tra gli attori è passata una domanda “Come possiamo noi parlare di emigrazione a coloro che hanno vissuto in prima persona questa difficile realtà?”, la risposta sono stati gli applausi, i sentiti grazie degli spettatori e la richiesta di non dimenticare questo pezzo di storia.
Domenica la visita alla miniera di Blegny, la quale è dal 1980 un museo molto particolare e dal 2012 è Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO.
Grazie alla guida gli attori hanno potuto visitare non solo la ricostruzione delle baracche e vedere gli attrezzi del lavoro, ma anche accedere con il montacarichi originali alle prime due gallerie sotterranee che sono rispettivamente a -30 e -60 metri di profondità. Già entrando in questi montacarichi ci si rende conto prima degli spazi in cui erano costretti a lavorare i minatori e poi delle condizioni lavorative, assistendo alle dimostrazioni dei macchinari come i martelli pneumatici e le trivelle che provocavano un rumore assordante e sollevavano nuvole di polvere che venivano respirate dai lavoratori. In questo piccolo viaggio gli attori hanno ricevuto una testimonianza a tutto tondo che certamente ha donato forza, intensità e concretezza alla loro interpretazione delle storia degli emigranti. Un sentito grazie per l’accoglienza va sempre al Presidente Sante Comel il quale insieme ad altri emigranti, ha fornito aiuto e sostegno alla compagnia e alla Regione Veneto che, grazie a un contributo, ha permesso la realizzazione della trasferta.








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