Compiuto il primo step del progetto di raccolta fotografica dell’emigrazione bellunese e veneta targato “Belluno senza frontiere”. Avviatosi a gennaio grazie al contributo ottenuto dalla Regione Veneto, il lavoro, che ha visto la collaborazione dell’ABM come partner del progetto, ha dato la possibilità di collezionare e archiviare circa 1400 elementi, tra fotografie (oltre 1200) che ritraggono lo spostamento di veneti e bellunesi nelle più diverse aree del mondo, dall’Alaska al Brasile, dal Taiwan alla Libia, documenti (80), come passaporti, permessi di lavoro, certificati sanitari, buste paga ecc., e lettere (154) scritte da emigranti ai parenti rimasti in patria.
Un’interessante fonte, quest’ultima, per ricostruire tramite la corrispondenza privata e “intima” alcuni aspetti della nostra storia migratoria. Questo primo traguardo raggiunto, che rappresenta comunque solamente un nuovo punto di partenza per gli ulteriori sviluppi a cui BSF e ABM vogliono puntare riguardo all’archivio fotostorico dell’emigrazione veneta e bellunese, sarà celebrato con la mostra “Emigrazione ti vedo ti sento ti tocco” proposta presso le sale del MiM Belluno, in via Cavour 3, dal 21 al 30 ottobre (orari apertura 9-12 e 15-18). Esprime soddisfazione per il risultato fin qui ottenuto la presidente di Belluno senza frontiere Luisa Carniel: «È con vivo piacere che annuncio l’inaugurazione e l’avvio della mostra “Emigrazione ti vedo, ti sento, ti tocco” che trova spazio all’interno del Mim Belluno – Museo Interattivo delle Migrazioni. Questo progetto, che ha avuto il fondamentale contributo economico della Regione Veneto, a cui va il mio sentito ringraziamento per la disponibilità e la sensibilità, si inserisce nel filone del recupero della storia della nostra emigrazione, tema che sta a cuore dell’Associazione Belluno senza Frontiere che ho l’onore di presiedere. Per la sua realizzazione ci siamo affidati all’impegno di Simone Tormen, collaboratore presso l’ABM, il quale è riuscito a coinvolgere una vasto numero di emigranti e discendenti che hanno inviato moltissimo fotografie e lettere manoscritte che poi sono state catalogate e ora rese in parte fruibili al pubblico grazie alla mostra.» Come detto, BSF e ABM sperano di poter continuare ad alimentare l’archivio in futuro. «Auspico – commenta infatti Luisa Carniel – che in presenza di nuovi finanziamenti, il progetto possa proseguire e arricchirsi di altro importante materiale».
Chi volesse continuare a contribuire al progetto può inviare il proprio materiale, possibilmente corredato da una breve didascalia esplicativa, in diversi modi.
- Se già digitalizzato (risoluzione minima 600 dpi): via mail a info@mimbelluno.it;
- Se salvato su CD/DVD o se su supporto cartaceo: per posta a Associazione Bellunesi nel Mondo, via Cavour, 3 – 32100 Belluno (ITALIA) (ricordando di scrivere sulla busta il mittente in modo che si possa rispedire il materiale una volta digitalizzato): oppure consegnandolo direttamente presso gli uffici in via Cavour 3 a Belluno.
Il materiale consegnato verrà restituito ai proprietari. L’Associazione si impegna inoltre a citare la fonte da cui il materiale proviene.








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